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La Regione Lazio contro il gioco d’azzardo

Un passo avanti verso il contrasto al gioco d’azzardo. Un fenomeno che proprio nel territorio del XV Municipio ha avuto nel corso del 2012 un’inaspettata esplosione. Un vero e proprio allarme sociale, denunciato nella nostra inchiesta dello scorso febbraio nella quale abbiamo dimostrato dati alla mano che a Roma  Nord c’è una sala da gioco ogni 370 ragazzi fra i 15 e 25 anni, la fascia più a rischio. Ma ieri, in Regione Lazio, è stata approvata all’unanimità una legge contro il gioco d’azzardo.

Un settore, quello del gioco d’azzardo, che in Italia ha registrato in 7 anni un aumento del 450% del giro d’affari, passando da 22 miliardi di euro nel 2004 a circa 80 miliardi nel 2011. Più di un milione di studenti ha giocato almeno una volta e nel 35% dei casi chi è affetto da ludopatia dichiara di consumare abitualmente stupefacenti.

E tornando alla nostra inchiesta, nel XV Municipio il numero di sale da gioco è esploso nel corso dello scorso anno.

A dicembre 2012 se ne contavano circa 40: una ogni 2,3 kmq di territorio abitato, una ogni 3950 residenti. Ma non basta, considerando solo i cittadini di età compresa fra i 15 e i 40 anni, ce n’è una ogni 1100, ma guardando alla fascia più a rischio (15-25 anni), una ogni 370 di loro.

E non finisce qui: nel solo tratto che va da Corso Francia ai confini col quartiere Grottarossa, una decina di chilometri in tutto, si contavano ben sette sale da gioco, delle quali tre nei pressi di un liceo sulla Cassia (leggi qui). Sono dati esplosivi.

Cosa prevede la nuova legge regionale?

Lo spiega il sito della Regione. La nuova legge innanzitutto regola la collocazione delle sale da gioco, preservando le cosiddette “aree sensibili” come scuole, ospedali, luoghi di culto, centri sociali e anziani e prevedendo dei premi per gli esercizi commerciali che provvedano a rimuovere o non installare slot machine o videolottery.

E’ inoltre previsto il divieto di pubblicizzare l’apertura o l’esercizio di sale da gioco che prevedano vincite in denaro. I gestori di sale bingo, ricevitorie, agenzie ippiche dovranno esporre all’ingresso dei locali e sui relativi apparecchi materiale informativo sui rischi correlati e sui servizi di assistenza presenti sul territorio.

Sarà poi istituito il marchio per indicare gli esercizi commerciali dove non ci sono apparecchiature per il gioco d’azzardo. Si chiamerà “Slot free-RL” e sarà rilasciato dalla Regione agli esercenti, ai gestori dei circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento.

Infine, sarà attivato un Osservatorio sul fenomeno del gioco d’azzardo presso l’assessorato alle Politiche sociali. E proprio l’assessore competente, Rita Visini, ha lanciato un nuovo progetto: un piano di lotta alla povertà costruito con le associazioni e le realtà del terzo settore.
“Non dobbiamo dimenticare – ha sottolineato Visini – che la crescita vertiginosa del volume d’affari delle giocate affonda le radici nella crisi economica e nel disastro sociale nel quale intere famiglie sono state precipitate. E’ evidente allora che, al di là di quanto disposto da questa legge e degli interventi di contrasto ai meccanismi di dipendenza, diventa sempre più necessario avviare interventi contro le nuove povertà e l’esclusione sociale”.

“L’approvazione di questa legge è un passo significativo che ci permetterà di aiutare le famiglie – ha commentato il presidente Nicola Zingaretti – Quando il gioco diventa dipendenza, chi ha la possibilità d’intervenire ha la responsabilità d’aiutare chi ne ha bisogno. Proprio per questo, nei prossimi mesi – ha sottolineato Zingaretti – promuoveremo una campagna di sensibilizzazione su questo tema”.

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