Home AMBIENTE Parco di Veio, Pezzella: “Il toto poltrone non interessa i cittadini, si...

Parco di Veio, Pezzella: “Il toto poltrone non interessa i cittadini, si prosegua col Piano di Assetto”

“Sto aspettando da diversi mesi che la Regione Lazio risponda se posso iniziare le controdeduzioni delle osservazioni presentate al Piano di Assetto il 7 febbraio (ndr: leggi qui). Abbiamo rispettato tutte le prassi amministrative richieste, abbiamo risposto in questi mesi dall’insediamento della nuova giunta a tutte le richieste a chiarimento. Ora basta, i cittadini ci chiedono di aprire le loro richieste e controdedurle per mandarle in Regione e finire l’iter di approvazione del Piano di Assetto del Parco di Veio atteso da oltre 16 anni”. Così in una nota il commissario straordinario Massimo Pezzella.

“Con questo immobilismo si disattendono le speranze e la voglia di sbloccare questo territorio. I cittadini si sono impegnati per fare le osservazioni, hanno speso risorse economiche e tempo per avere l’opportunità di finalmente dire la loro su un piano di assetto che per anni e’ stato fermo nei cassetti e nessuno aveva il coraggio di porlo ai cittadini per farlo controdedurre” esclama Massimo Pezzella sottolineando che “in questi giorni si parla solamente di chi e come dovrà sedersi sulle poltrone del Parco di Veio.”

“Il territorio non vuole totonomi o polemiche sterili sulle procedure – sostiene Pezzella – vuole solamente che un documento importante come il piano di assetto debba concludere il proprio iter, e’ un nostro dovere. Non e’ un problema di risorse economiche, preventivato dal sottoscritto e risolto con una riserva economica appositamente creata e pronta per la commissione che dovrà controdedurre le osservazione. Ora – conclude – serve solo lo start”.

Visita la nostra pagina di Facebook

2 COMMENTI

  1. Il commissario straordinario è stato nominato dalla ex presidente Polverini. La nuova presidenza della Regione avrà il diritto di valutarne l’operato e, se è il caso, superare la straordinarietà e rinnovare le cariche. Tra queste anche quella del Presidente della Comunità che il sindaco Alemanno aveva affidato all’assessore all’ambiente Visconti. Credo che Roma Capitale debba essere rappresentata nella Comunità del Parco di Vejo dal Municipio XV, governo di prossimità del territorio, e più vicino alle esigenze dei cittadini che abitano nel Parco e nei suoi dintorni. Concordo con il Commissario Pezzella che va data continuità all’approvazione del Piano di assetto che si attende da 16 anni. Dovere dell’amministrazione dare risposta alle richieste dei 1200 cittadini e entità del territorio che hanno pagato 50 euro per poterle presentare. Risolvere le vertenze procedurali contestate e chiedere al Consiglio Regionale tempi certi per analizzar la proposta di Piano di assetto e finalmente arrivare alla sua approvazione e applicazione.

  2. Per legge sia il Presidente che il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veio dovevano essere nominati ed insediati entro 45 giorni dalla data di insediamento della Giunta Regionale di Zingaretti, che non si sogna nemmeno lontanamente di rispettare questa norma, malgrado una mia lettera-diffida, visto che ha dichiarato che prima vuole cambiare la legge sui parchi n. 29/1997 non si sa bene dove e come.
    Il Presidente della Comunità del Parco di Veio viene eletto invece dai membri della stessa Comunita’, che non vi ha ancora provveduto.
    Quanto alla “proposta” del Piano di Assetto, di cui è stato fatto un doppio deposito illecito, consentendo di presentare solo all’Ente Parco di Veio osservazioni a cui pretenderebbe ora di controdedurre un Commissario Straordinario che doveva essere decaduto da un pezzo dalla carica, si ricorda che si tratta dello stesso identico piano illecito adottato dall’ultimo Consiglio Direttivo nel 2009 che consentiva di costruire in una marea di posti con prescrizioni addirittura di tutela integrale.
    Riguardo alle osservazioni che sono state presentate si deve far presente che molte di esse, per non dire la quasi totalità chiedono di poter costruire su lotti inedificati, destinandoli a sottozona D/3 o D/5 che per legge debbono essere costituite invece da aree compromesse dalla antropizzazione e non invece libere del tutto.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome