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Il Tevere a Ponte Milvio: una fogna

teverepontemilvio.JPGChi ha letto “Morimondo”, la narrazione di un viaggio fatto da Paolo Rumiz dalle sorgenti al delta del Po, ricorderà senz’altro queste parole: “Disse del fiume una cosa struggente: la sua capacità di farsi carico, come il Cristo, di tutte le nostre immondizie, colpe, stoltezze”. Parole che sembrano scritte per il Tevere.

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Un fiume allo stato comatoso

Scendere in acqua con la canoa in questi giorni è una gran fatica perché a causa delle piogge il livello del fiume è alto e la corrente forte; le acque sono inoltre scosse da un anomalo moto ondoso come se fossimo al largo in una giornata di Maestrale.

Da tanti anni frequentiamo il Tevere ma mai lo abbiamo visto in questo stato: le acque sono di un brutto colore marrone e mandano un fetore insopportabile: un fetore di fogna.

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I canoisti parlano di una anomala moria di pesci e sulle rive fangose e ingombre di rifiuti si incontrano numerosi germani in avanzato stato di decomposizione. Segnali inequivocabili che il fiume sta morendo.

Pensiamo a quella segnalazione relativa ad un paio di topi trovati morti sulla ciclabile e ci viene da sorridere; i ratti sono roditori intelligenti le cui conoscenze derivano non dall’istinto ma dall’apprendimento.
Vivono e si riproducono dove trovano di che sfamarsi e le rive del Tevere sono ingombre come non mai di rifiuti. Una vera pacchia per il popolo dei ratti.

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Una fogna a cielo aperto

Percorriamo il tratto che da Ponte Milvio dirige verso il Ponte della Musica e la grande ansa che precede Ponte Risorgimento, prima in canoa e poi a piedi; le sponde sono letteralmente ricoperte di montagne di rifiuti di ogni genere. Inutile farne l’elenco perché c’è di tutto.

I poveri salici e pioppi che crescono sulle rive sono letteralmente ricoperti di sporcizia e di brandelli di plastica e stoffa; assomigliano a spettrali alberi di Natale addobbati dalla mente di un folle.

Le acque luride lambiscono rive fatte di una melma molle e puzzolente che sembra volerti ghermire i piedi se ci cammini sopra.

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Uno spettacolo tremendo e se non fosse per rare presenze (pescatori per lo più di origine albanese o rumena) sembrerebbe di vivere le angoscianti pagine di “The Road” il romanzo post-apocalittico di Cormac Macharty.

La situazione sembra peggiorare proprio in prossimità di Ponte Milvio dove le rive sono ingombre di feci umane; tra il fitto delle canne scoviamo il solito accampamento. Un breve corridoio e ci ritroviamo in “piazzetta” tra frigoriferi, pentole, baracche e vecchie poltrone.

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Una comunità che come servizi igienici ha le sponde di questo fiume che si fa carico, nell’indifferenza più totale, dei bisogni fisiologici di intere popolazioni di diseredati.

Mentre muore ha voglia di scherzare

Ci viene in mente che nel 2015 l’Italia dovrà presentare all’Europa i suoi fiumi, Tevere compreso, ben puliti.

Nessun problema: tenuto conto che sono almeno 15 gli enti che hanno giurisdizione sul Tevere potremo sempre dire che non ci siamo messi d’accordo e incassare la solita sanzione milionaria.

Nel lasciare questo fiume moribondo scorgiamo tra i rifiuti la base in legno di un vecchio trofeo; la targhetta in metallo recita: “3° TROFEO TENNIS TOPOLINO 1979”. Un reperto storico risalante a 34 anni fa.

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Sono le bizzarrie di questo fiume un tempo bellissimo: mentre muore ha ancora la voglia di scherzare.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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4 COMMENTI

  1. Quanto scritto nell’articolo Il Tevere a Ponte Milvio: una fogna
    A firma Francesco Gargaglia purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Sono ormai anni che usufruisco della pista ciclabile per poter effettuare il mio consueto e quasi giornaliero Walking e lo stato di abbandono attuale ha ormai raggiunto il massimo (vedi anche le scale sotto Ponte Duca D’Aosta) senza che nessuno dei tanti enti menzionati nell’articolo faccia qualcosa. Speriamo che l’articolo e i tanti commenti che ne possono derivare possano raggiungere lo scopo e cercare di non far morire il nostro bellissimo fiume con la sua flora e fauna.
    Distinti saluti

  2. Sul Corriere della Sera di domenica 14, nella Cronaca di Roma, un articolo dedicato alle iniziative romane sul Tevere parlava di un fiume pulito e bonificato; è come se ad un moribondo ricoverato in rianimazione mettessimo un frac per poi dire che ha un bellissimo aspetto!
    Si parlava anche dell’ipotesi di destinare più di 1 milione di Euro per il prolungamento della pista ciclabile fino ad Ostia. Noi siamo favorevoli atte attività commerciali e alle piste ciclabili ma non ci sembra una grande idea spendere soldi per fare una pista su di una fogna. Perchè non usare quei soldi per bonificare le sponde nel tratto urbano togliendo quelle centinaia di migliaia di tonnellate di detriti e rifiuti che inevitabilmente finiscono poi in mare?
    In questo modo si potrebbero smantellare definitivamente le baracche e potare poi gli alberi sulle rive in maniera da evitare quella raccolta di rifiuti ad ogni piena; potrebbe riprendere il servizio di navigazione (costato già molti soldi al contribuente) e le sponde, una volta pulite, potrebbero essere messe sotto tutela crando un grande “Parco del Tevere”. Finalmente si potrebbero bonificare gli accessi (oggi usati come orinatoi) e prevedere multe salate per chi sporca.
    Magari il Presidente Zingaretti potrebbe resuscitare i “Tevere Rangers” (a proposito che fine hanno fatto le biciclette e il catamarano acquistati con i nostri soldi?). Comitato RH.

  3. complimenti per l’articolo , un grido disperato di chi ama e vive quell’angolo di natura di ROma, con la speranza che la stessa sensibilità tocchi chi amministra e decide per tutelare un patrimonio che all’estero sarebbe valorizzato e darebbe posti di lavoro. Purtroppo è anche colpa di chi distrattamente s’accorge del TEvere solo in occasione di manifestazioni fini a se stesse con l’unico scopo di speculare. qualche settimana fa, mi sembra nella trasmissione Ballarò, si parlava della poco chiara assegnazione dei posti gazebi della manifestazione sul ltevere(trastevere) dati con non si sa quale criterio e a pochi soldi ai soliti noti.

  4. E se invece di fare l’area pedonale ai fori, di cui francamente poco bisogno si sente e che oltretutto va a congestionare una zona già abbastanza complicata, si provvedesse a destinare il denaro stanziato proprio per bonificare il nostro fiume? Quanto più ne beneficerebbero non solo i turisti ma gli stessi abitanti di questa nostra povera capitale?

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