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L’uomo che piantava gli alberi

quercia.jpgChi ha partecipato sabato 18 maggio alla Giornata dell’Inviolatella ha avuto la fortuna di ricevere in dono dai guardaparco dell’Ente Parco di Veio un libricino di Jean Giono intitolato “L’uomo che piantava gli alberi”, una edizione fuori commercio realizzata dalla Direzione dell’Ente. Trenta pagine appena che si leggono in pochi minuti ma che fanno riflettere per ore.  La storia, semplice e commovente, narra l’incontro tra Giono e Elzeard Bouffier, un pastore che vive nelle desolate terre della Provenza, territorio di carbonai.

L’uomo, che abita in una semplice e minuscola capanna, affidato il gregge al suo fidato cane, trascorre le giornate vagando per le colline brulle e piantando nel terreno, con l’aiuto di un lungo bastone, delle ghiande.

Quando lo scrittore l’incontra, il pastore ha già piantato centomila ghiande; di queste centomila, spera Bouffier, almeno diecimila sopravvivranno ai roditori e si trasformeranno in querce.

Giono rimane affascinato dall’opera solitaria di questo umile pastore tanto da accompagnarlo per una intera giornata nella sua semina; Elzeard è un uomo solo ma sereno che in questa opera di pioniere dell’ambientalismo ha trovato la sua ragione di vita.

p5190014.JPGSiamo alla fine del 1914 e di li a poco inizierà la Prima Guerra Mondiale. Lo scittore parte per il fronte e torna in quelle lande desolate solo alcuni anni dopo; scopre con meraviglia che quei territori brulli e senz’acqua si sono trasformati in splendidi boschi di querce, faggi e betulle. Con gli alberi è tornata anche l’acqua e i piccoli paesi tristi e solitari sono diventati ridenti borghi dove la gente ha ricominciato a sperare. Anche l’Autorità Forestale si è interessata all’opera di Elzeard e ha posto sotto tutela tutti gli alberi che non potranno più essere tagliati.
Quando nel 1947 Elzeard Bouffier muore, lascia dietro di sé una terra fertile e ridente, un’opera, come scrive Giono, “degna di Dio”.

Se nelle vostre uscite e passeggiate domenicali avrete l’occasione di recarvi nel Centro Visita del Parco non dimenticate di prendere questo libricino; sedetevi poi in un angolo silenzioso e tranquillo e leggetelo con calma.

Alla parola fine vi accorgerete di provare un forte desiderio di abbracciare un albero qualsiasi: fatelo.

Francesco Gargaglia

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3 COMMENTI

  1. Non per spoetizzare, ma è un racconto di fantasia, ispirato alla tradizione nord-americana di Giovannino Seme-di-Mela. Magari qualcuno lo prendesse sul serio.

  2. Caro spoetizzatore Lei ha tolto una “speranza” a tutti quelli che, senza andare su Wikipedia, volevano credere che questa storia fosse vera. Non lo faccia più!

  3. Non per contrastare lo spoetizzatore, ma io il 18 maggio c’ero e vi posso assicurare che non si tratta di fantasia, ma che l’uomo che piantava gli alberi esiste davvero e vive nel capanno del Parco dell’Inviolatella, io l’ho conosciuto di persona……e’ anche un ottimo casaro e ci ha offerto un’ottima ricotta appena fatta. Peccato che in questo nostro territorio le persone non sappiano piu’ sognare e sperare di avere un parco tutto loro per potere piantare i loro alberi….io lo spero ancora e voglio che cio’ diventi al piu’ presto realta’.

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