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Una teleferica a Roma Nord, possibile?

teleferica roma nord

Ecco una brillante e bell’idea. Un’idea in cerca di sponsor in quanto nata senza scopi di lucro dalla fantasia di un giovane creativo architetto romano che si è posto l’obiettivo di regalare a Roma una grande novità dando nel contempo una mano ad alleggerire l’annoso problema della mobilità del quadrante Nord.

Il nostro architetto si chiama Francesco Napolitano. Nato e cresciuto ai Parioli, dove tutt’ora abita, esercita da qualche anno la professione.

E’ già noto alle cronache perché il suo studio a Novembre 2011 si è aggiudicato il primo premio del concorso di idee Premio Vocazione Roma, dedicato ai giovani professionisti e imprenditori under 40, presentando un progetto per eliminare il degrado dell’area del vecchio ponte Bailey di Tor di Quinto, una struttura in ferro sorta nel 1962 e poi rimossa nel 1970 (leggi qui). Depositato alla Regione Lazio il progetto finì purtroppo in un cassetto.

Ma la fantasia creativa di chi crede nella propria professione e vuole metterla al servizio della città, non ha limiti. Ed è così che abbiamo ricevuto questa garbata mail.

“Vi scrivo perchè ho intenzione di rendere noto un mio progetto. Si tratta di un’idea sviluppata senza un committente e senza scopo di lucro; osservandola e leggendola vi accorgerete che a di là dell’architettura proposta il progetto riguarda un’idea concreta per risolvere un nodo della mobilità di Roma Nord”.

Inizia così la mail inviata a VignaClaraBlog.it dall’architetto Napolitano.
Nella stessa egli spiega che “non essendo un concorso, non avendo un committente e non potendo richiedere un permesso di costruire, l’unico esito possibile per divulgare un lavoro del genere è il mezzo stampa. Penso che in un momento delicato come questo, a ridosso dell’elezioni comunali, un’idea di questo genere possa fare notizia e forse anche fare opinione. Per il resto spero che le parole e le immagini parlino da sole.”

Di cosa si tratta? L’avrete capito già dal titolo, di una teleferica a Roma Nord. Ma lasciamo la parola al nostro architetto.

L’idea

Il Ponte della Musica collega l’asse della cultura (via Guido Reni) all’asse dello port (via delle Olimpiadi): in poche parole serve a connettere il quartiere Flaminio al Foro Italico. Eppure il ponte è rimasto sostanzialmente inutilizzato per una semplice ragione: nell’intersezione tra i due assi non c’é nulla, anzi, c’è solo la bellissima Casa della Scherma di Luigi Moretti, che però purtroppo giace in uno stato di rovina, fatiscenza e incuria che grida vendetta, ma questa è un’altra storia.

Il ponte è vuoto perché non esiste una vera ragione per attraversarlo. Quella che vogliamo descrivere è un’idea per dare un vero significato al ponte e per risolvere contemporaneamente una parte dei problemi di mobilità dei quartieri Flaminio e Trionfale: il nostro progetto consiste in una teleferica che dalle pendici di Monte Mario sale in direzione assiale rispetto al Ponte della Musica, fino ad arrivare quasi alla sommità del parco di Monte Mario stesso.

La teleferica è un’infrastruttura usatissima in ambito urbano, basti pensare alla teleferica di Montjuic a Barcellona, o a quella di Lisbona, quella di Rio de Janeiro o alla recentissima Cable Car di Londra, costruita in occasione delle Olimpiadi: ebbene la Teleferica di Monte Mario, diversamente da queste ultime, coprirebbe un percorso molto più breve (solo 320 m) e un dislivello meno alto (solo 116 m) ma risolverebbe forse un numero maggiore di problemi.

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Gli abitanti del quartiere Flaminio infatti la utilizzerebbero per accedere al parco di Monte Mario, che è ad oggi inaccessibile perché la salita fino alla sommità è sfiancante. I cittadini avrebbero quindi una vera ragione per percorrere il Ponte della Musica e cioè utilizzare un parco urbano naturalisticamente bellissimo, per il quale il Comune spende parecchi soldi in manutenzione, e che purtroppo è deserto.

Inoltre, salendo in direzione assiale rispetto al ponte (come se fosse un suo prolungamento) la teleferica porterebbe a compimento l’asse visivo tra Monte Mario e la croce di Villa Glori, asse che è ad oggi invisibile, perché l’accesso al Parco di Monte Mario in quel punto è molto difficoltoso.

Ma c’è di più: tutti gli abitanti del quartiere Trionfale potrebbero finalmente andare a piedi da casa allo Stadio Olimpico, allo stadio del Tennis, al Foro Italico, al circolo del Tennis, al Coni e, utilizzando il Ponte della Musica, al Teatro Olimpico, al MAXXI, allo stadio Flaminio, al Palazzetto dello Sport e all’Auditorium.

Oggi proprio quei cittadini per raggiungere questi luoghi devono prendere la macchina e aggirare il dislivello di Monte Mario, perdendo il loro tempo intrappolati nel traffico;se invece decidessero di andare al Maxxi con i mezzi pubblici, impiegherebbero quasi due ore prendendo prima un autobus, poi la metro ed infine il tram.

Utilizzando la teleferica e percorrendo a piedi il Ponte della Musica impiegherebbero invece solo dieci minuti, senza congestionare il traffico e consentendo di snellire il trasporto pubblico.
Infine, se il ponte della Musica fosse utilizzato per consentire al tram che percorre via Flaminia di attraversare il Tevere transitando per via Guido Reni, gli abitanti del quartiere Trionfale potrebbero arrivare a piedi, in tempo brevissimo a Piazza del Popolo e quindi in centro; al contrario i turisti, partendo dal centro potrebbero facilmente fare un picnic a Monte Mario per godere di una delle più belle viste panoramiche della città.

Il progetto

Come le cabinovie sciistiche, questa teleferica è munita di una stazione di partenza, di due piloni e di una stazione di arrivo. L’idea è quella di sistemare la stazione di partenza sulla fascia di terreno inutilizzato che separa via dei Gladiatori da via dello Stadio Olimpico senza abbattere alcun pino.

L’architettura della stazione di partenza si basa su una semplice strategia: deve consentire una partenza molto ripida delle cabine, in modo da non interferire con il traffico veicolare su via dello Stadio Olimpico.
Proprio per questa ragione il primo pilone è sistemato nella fascia di terra che divide via dello Stadio Olimpico da via di Villa Madama. Grazie all’utilizzo dei due piloni non è necessario abbattere le alberature presenti sul percorso delle cabine.

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Si è pensato di sistemare la stazione di arrivo in una radura pressoché priva di vegetazione che giace quasi alla sommità del monte. Questa radura è ad oggi incredibilmente utilizzata come pascolo: alcune capre amano distendersi placidamente a terra nelle ore del mattino per prendere il sole, proprio perché, essendo libera da alberature, è la zona più calda del parco; è possibile vederle facendo una passeggiata sul Ponte della Musica.

Quest’area è raggiungibile da via Parco della Vittoria, al termine dalla quale esiste un piazzale che potrebbe essere utilizzato come parcheggio multi piano interrato in diretto contatto con l’accesso alla stazione della teleferica.

La stazione di arrivo, come quella di partenza, non implica l’abbattimento di alberature esistenti, ma differisce da quest’ultima in termini architettonici: presuppone infatti l’intersezione della stazione vera e propria con un piccolo edificio lineare ad un piano che può contenere svariate funzioni, ad esempio di tipo ricreativo.
Questa forma architettonica deriva da un’idea di gestione di tutta l’operazione che si basa sul meccanismo della finanza di progetto, descritto successivamente.

È infine opportuno spiegare che, aggiungendo un pilone è possibile trasformare la stazione a monte in una stazione intermedia, far proseguire la teleferica oltre la cima di Monte Mario e farla quindi arrivare ad una stazione finale, munita di parcheggio multi piano interrato, sistemata direttamente su via Parco della Vittoria.

Il modello di sviluppo

Il concetto di project financing consiste nell’individuare un soggetto privato che ottenga dalle amministrazioni competenti una concessione per costruire e mantenere la teleferica e le stazioni, senza che il Comune spenda alcunché per avviare l’operazione.

Il privato rientra dell’investimento gestendo la teleferica e le funzioni ricreative contenute nell’edificio che completa la stazione di arrivo.

L’obiettivo è quello di configurare quella che in termini anglosassoni si chiama “win-win situation”, e cioè un’operazione nella quale tutti gli attori coinvolti ottengono un beneficio: i cittadini ottengono l’accesso al parco, la soluzione ad un problema di mobilità e l’utilizzo di nuove funzioni di tipo ricreativo e panoramico; la pubblica amministrazione ottiene la costruzione di una nuova infrastruttura senza dover spendere nulla e contemporaneamente riesce a snellire sia il trasporto pubblico sia il traffico; infine il concessionario privato crea lavoro, profitto e occupazione.

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La fattibilità

Abbiamo sviluppato questo progetto nella speranza che qualcuno lo possa prendere seriamente in considerazione, così come abbiamo fatto per il progetto di recupero dei piloni dell’ex Ponte Bailey: abbiamo lavorato perché riteniamo che l’Architettura possa essere un mezzo per trovare una soluzione alle disfunzioni della città contemporanea e di Roma in particolare.

È evidente che, dal punto di vista normativo, un progetto di questo genere non può essere realizzato attraverso la semplice richiesta di un architetto.

La radura che dovrebbe ospitare la stazione di arrivo è all’interno della Riserva di Monte Mario, ed è quindi subordinata alla competenza della Regione Lazio; al contrario l’area nella quale ipotizziamo di sistemare la stazione di partenza è descritta dal Piano Regolatore Generale come “spazio verde conformato al costruito” ed è quindi di competenza Comunale.

Tuttavia lo stesso PRG, nelle Norme Tecniche di Attuazione descrive l’area di Piazzale Maresciallo Giardino come “Ambito di valorizzazione” con questi obiettivi:
– Riconfigurazione del nodo urbano con l’obiettivo di una riconnessione morfologico-funzionale tra la sponda del Tevere, la riserva di Monte Mario, il Foro Italico […]
– Riorganizzazione del sistema della mobilità […]
– Nuova piazza pedonale di attestamento dell’asse via Guido Reni – Ponte della Musica con parcheggio interrato in corrispondenza dell’accesso sud al Foro Italico.
– Ridefinizione del sistema della continuità ambientale Tevere – Riserva di Monte Mario mediante la riconfigurazione delle aree verdi del piazzale M.llo Giardino
.

In breve è possibile dire che gli strumenti urbanistici sono compatibili con un intervento di questo tipo purché le istituzioni condividano in primo luogo una volontà politica di attuarlo e trovino in seguito un modo per dialogare.

Perché adesso

Rendiamo noto questo progetto – spiega l’architetto Napolitando – a ridosso delle elezioni per il nuovo sindaco di Roma, in un momento in cui le parole “partecipazione” e “società civile” sembrano aver finalmente ritrovato il loro significato profondo: ci chiediamo quale dei candidati sarebbe disposto a prendere in considerazione un’idea di questo tipo.
Infine è un dovere e un piacere ringraziare per questa idea la signora Stefania Gammarelli, che senza conoscerci e dopo aver visto il nostro progetto di recupero dei piloni del Ponte Bailey, ci ha scritto una lettera nella quale sollevava per prima il problema della teleferica. Ringraziamo lei e tutte le persone che credono nelle buone idee, sulle quali vale sempre la pena di lavorare.”

E noi ringraziamo l’architetto Francesco Napolitano per aver voluto affidare a VignaClaraBlog.it la divulgazione di questa brillante idea.

Claudio Cafasso

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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16 COMMENTI

  1. C’È ANCHE A MADRID, UNISCE PASEO DE LOS ROSALES A LA CASA DE CAMPO.I MADRILENI LA UTILIZZANO DI CONTINUO. MA CON I TEMPI “BUROCRATICI” IN ITALIA E A ROMA IN PARTICOLARE, LA VEDO DURA.
    UN’ALTRA IDEA, CHE RIGUARDA LA STAZIONE DI VIGNA CLARA (APERTA E RICHIUSA NEL BREVE PERIODO DI ROMA ’90) E DEL PROBLEMA DEL TUNNEL (ALTEZZA NON IDONEA PER IL PASSAGGIO DEI TRENI) CHE UNISCE LA STAZIONE STESSA ED IL FARNETO, SI POTREBBE INTRODURRE UN TRASBORDATORE (CON TRENI PIÙ BASSI) NAVETTE DI COLLEGAMENTO TRA LE DUE STAZIONI. COSÍ IN ATTESA DI CHIUDERE L’ANELLO FERROVIARIO CON L’ESPROPRIO DI CAMPOSAMPIERO, LA STAZIONE POTREBBE RITORNARE FUNZIONALE NELL’ALTRO SENSO

  2. ci sarebbero altre soluzioni più economiche ed efficaci, meno invadenti di un’inutile teleferica che porterebbe altro traffico. Perché non puntare davvero alla creazione di piste ciclabili con tragitti utili? Bus veloci e più piccoli dedicati alle zone di roma che hanno vie strette per tutte le macchine che circolano (vedi cassia/trionfale/corso francia).

  3. L’idea mi pare buona, ben elaborata e – con le soluzioni “accessorie” come il ristorante panoramico – probabilmente anche capace di “auto-sostenersi”. A Roma sono tutte ottime ragioni per non farne nulla.

    Mi permetto di proporre un ulteriore passo: il trasporto pubblico “a fune” in orizzontale sfruttando le impraticabili banchine del Tevere…

  4. Solo nel nostro paese si fa un’opera e poi ci si ingegna a trovare una destinazione d’uso; l’idea non e’ male, anche se vorrei far notare al bravo ideatore del progetto che l’asse della cultura e dello sport esiste solo nella testa dei progettisti e costruttori. I residenti neppure se ne sono accorti! Per i cittadini c’e’ solo il traffico, la mancanza di parcheggi, il degrado del territorio e un bello quanto inutile ponte. Il parco della musica? Una inutile utopia pagata a caro prezzo.
    La gente invece vuole soluzioni ai problemi che rendono invivibile un quartiere: basterebbe scendere in strada a chiedere: cosa ti serve? di cosa hai bisogno? come vorresti che fossero spesi i soldi delle tue tasse?
    Con i milioni di euro spesi per il Ponte della Musica probabilmente sarebbe stato possibile sistemare le sponde e le banchine del Tevere e creare una lunga ed efficientepista ciclabile o un buon servizio di traghetti.
    Meglio la ciclabile o il “parco della musica”?

  5. Mi associo a Robin Hood, il ponte é inutile, se non viene in qualche modo utilizzato. La teleferica potrebbe essere utile inserita nel contesto Senza Danni x la vegetazione.
    Ma questa sembra una grande utopia. I piloni devono essere saldamente ancorati al terreno e sicuramente le radici soffrendo creerebbero danni irreparabili alla flora.
    Rimarrebbe un opera che aiuterebbe il quartiere a non usare l auto? Magari!

  6. Somiglia molto al progetto del ponte sullo stretto di Messina.Un opera in mezzo al deserto.Una cattedrale nel deserto.Roma à bisogno veramente di un vero progetto della mobilità.Un concorso mondiale, dove il progetto deve tenere in considerazione: La storia ,ipedoni ,i turisti, il servizio pubblico,i marciapiedi le iuche, ,iparchi,(riprogettarli con alberi anti-allergiche),piste ciclabili da casa al lavoro,ecc.ecc. Questo dovrebbero proporsi i tecnici di Roma.Fare della propria città,una cttà vivibile,dignitosa,piacevole,sicura ,dove attraverso la scuola alberghiera si possa avere l’arte nella cucina dalla trattoria periferica al ristorante panoramico.

  7. L’impatto sulla vegetazione dei sostegni è praticamente nullo , un plinto per questi pali occupa un metro quadrato di terra. il numero dei sostegni sarebbe basso, non più di 4 o 5

    Realizzare una pista ciclabile, con pendenze a norma , richiederebbe invece dei sbancamenti , trincee e muri di sostegno per centinaia se non migliaia di metri cubi, , costerebbe qualche milione e di sicuro non potrebbe essere una alternativa all’auto.

    Invece, si potrebbe prolungare la cabinovia fino alla Balduina o al Gemelli, offrendo una nuova connessione veloce ed efficiente a chi abita.

  8. Personalmente mi sembra un buona idea, consideriamo che la zona è un punto strategico per il traffico, soprattutto per quanto riguarda la famigerata partita di calcio che purtroppo non si svolge soltanto la domenica, mi ci sono trovata diverse volte inghiottita dal traffico intenso che per tornare a casa ci ho messo un ora in più. Fosse solo quello e gli internazionale di tennis…ne vogliamo parlare? E i campionati di nuoto??? Insomma sarebbe anche un attrazione per il turismo visto considerato che l’area per il parcheggio pullman c’è e dal punto di vista architettonico sarebbe anche meno invasivo e bello da vedere.

  9. Buona Idea,
    ma se iniziassimo a collegare la zona tomba di Nerone con il trenino FERROVIA ROMA NORD attraverso una semplice navetta che parta ad esempio da Largo Sperlonga forse spenderemmo meno e sarebbe utile a molti.

  10. Molto bello. Complimenti all’architetto Napolitano. Un progetto semplice che consentirebbe di valorizzare un parco bellissimo ma praticamente inaccessibile, incrementare l’offerta di trasporto pubblico e collegare una zona poco servita in tempi rapidi, fare un bellissimo ristorante con una vista mozzafiato su Roma, creare posti di lavoro ed il tutto a costo zero per il Comune.

  11. Inutile, utilizziamo il p.f. Ed i soldi gli investimenti per la cultura e la ricerca, facciamo un bel sentiero che sale su montemario e facciamo muovere a piedi i romani.

  12. Perchè fermarsi alla casa della scherma? potrebbe proseguire sopra il ponte della musica “sorvolando” il MAXXI, con una fermata intermedia a torre (come quelle del porto di barcellona, per intenderci) all’altezza di piazza apollodoro e proseguire ancora fino al sacrario di villa glori. da lì, tramite ascensore, potrebbe essere raggiunto l’auditorium…

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