Home ATTUALITÀ Labaro, i Taverna Zebra: una band local che suona glocal

Labaro, i Taverna Zebra: una band local che suona glocal

Essere una band in età non più verdissima eppure avere l’entusiasmo di ragazzini. Suonare davanti a una platea che conterà sì e no una trentina di presenti eppure farlo come se si fosse davanti alla folla più grande mai vista. Essere local che più local non si può eppure saper guardare oltre i confini del mondo. La musica dei Taverna Zebra è tutto questo, è glocal. E’ un brivido che corre lungo la schiena e ci accompagna durante un viaggio alla scoperta delle nostre radici ma anche di quelle degli altri per scoprire che, in fondo, popoli, culture, usi e costumi tanto diversi possono essere meno lontani di quanto la cartina geografica parrebbe suggerire.

I Taverna Zebra, di cui ci siamo già occupati in passato (leggi qui), sono una band di Labaro che propone un repertorio imperniato su una serie di classici della musica popolare tramandati per generazioni ma riveduti e corretti in chiave folk, rock, jazz, afro, funk, reggae e il concerto che hanno tenuto mercoledì 27 marzo presso il teatro Le Sedie, in Vicolo del Labaro 7, è stato perfettamente in linea con le aspettative che avevamo dopo averli incontrati la prima volta a dicembre.

D’accordo, giocavano in casa, ma sono stati capaci ugualmente di tenere incollati su di loro gli occhi degli astanti con uno spettacolo che avrebbe meritato sicuramente uditori più numerosi.
Tuttavia non sempre qualità fa rima con quantità e la risposta che si è avuta dal pubblico è stata lo stesso entusiastica oltre ogni più rosea previsione. E siamo sicuri che non erano tutti parenti o amici, benché la promozione dell’evento sia stata praticamente nulla.

La scaletta ha avuto il merito di pescare il meglio da un repertorio che – come detto – attinge a piene mani dalla tradizione popolare presentando alcuni brani storici ma sconosciuti ai più in una veste totalmente rimasticata, con arrangiamenti ex-novo fortemente peculiari, ricchi e curati nei minimi dettagli.

E così, occhi chiusi e mente aperta, siamo stati trasportati in un lungo viaggio alla scoperta della nostra penisola e del suo folclore rappresentato dai canti tradizionali regionali partendo dalla Puglia per giungere alla Sardegna attraverso la Sicilia, la Calabria, la Campania e l’alto Lazio. Il tutto mescolato a sapori d’oltreconfine ora latinoamericani ora mediterranei o ancora africani e caraibici.

La forza dei Taverna Zebra è proprio questa. Saper rivisitare rivoltandoli come calzini pezzi già esistenti ma dalle origini incerte e quindi anche di difficile attribuzione in quanto a diritti di proprietà.

Il tutto alla luce delle impressionanti qualità tecniche dei componenti l’ensemble che permettono agli stessi incursioni sonore in territori anche abbastanza ostici. Il suono della band poggia su una sezione ritmica polivalente, potente ma melodica, imperniata sul basso di Biagio Biondi e sulla batteria di Secondo Flex. La chitarra di Mario Gabrielli arricchisce il tutto con vere e proprie pennellate d’autore mentre le voci di Susanna Slamic e Alessandra Belfiore elevano gli spettatori verso mondi onirici e trascendentali.

E allora ecco che pezzi come In Galera Li Panettieri, portato alla ribalta anni fa anche dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, Amara Terra Mia, di modugnana memoria, Procurade e Moderare e La Tarantella del Gargano decollano letteralmente prendendo nuove forme.

Benché di folclore regionale italiano essenzialmente si tratti, lo show si concede spesso escursioni stilistiche anche oltre i confini nostrani andando a pescare dalla tradizione slava (Eccolo Maggio) e brasiliana attingendo persino a ninna-nanne congolesi (Anninnora). Lo spettacolo fila via che è un piacere ed è costruito con dovizia di particolari, incluse delle brevi presentazioni prima di ogni pezzo allo scopo di contestualizzarne i contenuti sia temporalmente che geograficamente.

Dopo circa un’ora e venti di spettacolo la band si congeda da un pubblico apparso gaudente e ricettivo per tutta la serata, non prima di aver concesso un paio di bis a beneficio degli stessi, plaudenti astanti che ne reclamavano il ritorno in scena a gran voce.

I Taverna Zebra sono: Susanna Slamic (voce); Alessandra Belfiore (voce); Biagio Biondi (basso); Mario Gabrielli (chitarre); Maurizio Basile (chitarre); Saverio D’Adamo (flauto); Secondo Flex (batteria & percussioni); Massimo Ventricini (percussioni).

Valerio Di Marco

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