Home ATTUALITÀ Stadio Olimpico, San Patrizio e la palla ovale…

Stadio Olimpico, San Patrizio e la palla ovale…

Sabato 16 marzo, con inizio alle ore 15:30, lo Stadio Olimpico ospiterà l’ultima partita dell’Italrugby, impegnata nel Torneo delle Sei Nazioni. Nell’impianto del Foro Italico, che si sta avviando in queste ore verso il tutto esaurito, la nazionale azzurra affronterà l’Irlanda in un incontro che, pur essendo determinante solo per l’assegnazione delle ultime posizioni di classifica, promette di onorare ancora una volta la tradizione festosa ed agonistica dell’antico torneo di rugby.

Quando manca da giocare solo l’ultima giornata del Six Nations, che salvo eventi clamorosi vedrà il trionfo dell’Inghilterra, possiamo trarre alcune conclusioni sul comportamento dell’Italia in questa edizione. Luci ed ombre, si potrebbe sintetizzare. Sì, perché il XV nostrano guidato da Jacques Brunel ha mostrato grande capacità organizzativa e un gioco spumeggiante solo in due dei quattro incontri fin qui disputati.

Una prestazione impeccabile contro la Francia e una sconfitta entusiasmante (ossimoro, non contraddizione) contro i leoni inglesi, ormai prossimi al titolo, come si diceva. Ma, se l’unica vittoria fin qui messa nel carniere dagli azzurri è lo specchio non solo del valore della nostra squadra ma anche della debolezza dei transalpini (un’edizione da dimenticare, la loro), invece la partita persa domenica scorsa a Twickenham ha rivelato un’Italia determinata e forte, soprattutto nelle mischie, specialmente nei secondi quaranta minuti, un’Italia che ha sfiorato nel finale un pareggio storico e che ha fatto ammutolire gli spettatori del tempio mondiale del rugby.

Anche se non porta i due punti, una cosa così, l’urlo Italia-Italia nello stadio non lontano da Londra, una lezione di coraggio e di bel gioco ai supponenti maestri inglesi, non vale come una vittoria?

Le ombre, invece, vengono dalla partita esterna con la Scozia, con una nazionale azzurra svogliata che ha spesso subito l’altrui iniziativa e che ha cambiato marcia solo nei dieci minuti finali, quando era ormai troppo tardi, e dall’incontro casalingo con il Galles, che si è portata i due punti a Cardiff senza quasi sporcarsi calzoncini e magliette.

Arrivati al quinto ed ultimo capitolo del Sei Nazioni 2013, gli azzurri si presentano così all’Irlanda, che dal canto suo attraversa un opaco periodo di transizione, avendo sostanzialmente deluso, anche se un po’ meno della Francia. In uno Stadio Olimpico che ospiterà quasi 75.000 spettatori, dei quali 10.000 provenienti dalla terra di San Patrizio e degli U2, si svolgerà, quindi, un match utile solo a definire le ultime posizioni della classifica del torneo.

Questa mera circostanza, però, nel rugby in generale e nel Sei Nazioni in particolare, non ha spesso significato nulla: una partita si gioca con agonismo e con accanimento anche se all’orizzonte non c’è la possibilità di vincere un trofeo. Si gioca e si lotta perché questo è lo spirito dello sport. Punto.

Sarà, quindi, ancora una volta grande rugby e grande festa insieme. E, dopo i due tempi sul campo, scatterà il terzo, quello in cui tintinnano i bicchieri e la birra scorre a fiumi, quello delle pacche sulle spalle e dello scambio delle sciarpe. Anche per celebrare con un giorno d’anticipo San Patrizio, il patrono d’Irlanda che divulgava la dottrina della Trinità usando una foglia di trifoglio. Sláinte!

Giovanni Berti

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

Partite in programma sabato 16 marzo
15:30 Stadio Olimpico, Roma: Italia-Irlanda
18:00 Millennium Stadium, Cardiff: Galles-Inghilterra
21:00 Stade de France, Parigi: Francia – Scozia
Classifica
Inghilterra 8, Galles 6, Scozia 4, Irlanda 3, Italia 2, Francia 1

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