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Niente scuola e niente giardino per David Tobini

David Tobini, il parà caporalmaggiore dell’esercito italiano morto a 28 anni in Afghanistan in uno scontro a fuoco avvenuto il 25 luglio 2011, era un cittadino del XX Municipio. Abitava infatti nei pressi di Cesano, a Osteria Nuova, in un appartamento di via Quero. A Roma per pochi giorni di licenza, David il 23 luglio 2011 aveva festeggiato il suo compleanno con la famiglia ed il giorno successivo era partito per tornare in missione in Afghanistan dove, 24 ore dopo, trovava la morte.

Nella seduta di lunedì 1 agosto 2011, il Consiglio del XX Municipio aveva deciso di intitolargli la nuova scuola che doveva essere costruita a Cesano. Voleva essere un atto dovuto verso chi, come lui, ha sacrificato la propria vita in una missione di pace.

Peccato che i bambini di Cesano attendano ancora quella scuola e, con loro, la famiglia di David che si augurava in tal modo di vedere il nome del figlio ricordato per sempre.

Senza perdersi d’animo, l’Anpdi, associazione nazionale paracadutisti d’Italia, ha chiesto allora di intitolare a David un piccolo giardino sulla Camilluccia, privo di nome, nei pressi del Cimitero Militare Francese, ai confini del parco di Monte Mario. Con il parere positivo del XX Municipio e dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Roma, la richiesta è approdata pochi mesi fa alla commissione toponomastica del Campidoglio.

“Non si può intitolare una via o un giardino ad un deceduto prima che siano trascorsi dieci anni dalla morte” è stata la risposta di stampo burocratico, ed a nulla è valso sottolineare che David è morto per mano del terrorismo internazionale mentre compieva il suo dovere di militare in missione di pace e che esiste un articolo di legge che deroga ai tempi in caso di morte per causa nazionale.
“Non ci sono precedenti in tal senso” è stata la risposta di doppio stampo burocratico giunta ai proponenti pochi giorni fa.

Niente scuola e niente giardino per David Tobini.

“Le vite di noi madri – ha dichiarato al quotidiano Libero Annarita Lo Mastro, mamma di David – sono finite il giorno in cui i nostri figli sono caduti in quella terra. Perché dobbiamo meritarci ancora tutte queste ansie? Il sindaco Alemanno, lo scorso 12 novembre, incontrò i familiari dei caduti in Afghanistan. Ci disse che non ci avrebbe lasciati soli. Questo non m i sembra il modo giusto di starci vicino”.

Fabrizio Azzali

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12 COMMENTI

  1. Alla Signora Annarita vorrei dire che tutte le strade e i giardini di Roma sono intitolati “idealmente” a suo figlio e a tutti i giovani che sono caduti per compiere il loro dovere di soldati. Non ho altro modo per esprimere la mia vicinanza alla famiglia e in modo particolare alla mamma di David che ricordare le parole che Paolo Caccia Dominioni dedicò ai caduti di El-Alamein: “Tra sabbie non più deserte sono qui di presidio per l’eternità i ragazzi della Folgore, fior fiore di un popolo e di un esercito in armi, caduti per una idea, senza rimpianti, onorati dal ricordo dello stesso nemico. Essi additano agli italiani nella buona e avversa fortuna il cammino dell’onore e della gloria. Viandante, arrestati e riverisci. Dio degli eserciti accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell’angolo del cielo che riserbi ai martiri e agli eroi”.

  2. A Daniela che mi accusa di buttare sempre tutto in politica voglio far sapere che la notizia della ricandidatura di Giacomini ha “riscosso” appena 44 COMMENTI (ovviamente tutti negativi e infarciti di improperi); quella relativa a David appena DUE (anzi tre con questo)……..bè, vuoi mettere con Enzo Biagi!!!!!!!

  3. Più che una “missione di pace” questa è la “guerra permanente” voluta da Bush all’indomani dell’attacco alle Torri gemelle. Secondo la propaganda dell’epoca bisognava prima debellare il terrorismo di Al-Quaeda e poi tutelare e raforzare il governo “provvisorio” di Karzai.
    Sono passati undici anni; Al-Quaeda, purtroppo, è viva e vegeta e fa il bello e cattivo tempo in nordafrica e nel Sahel. Karzai è ancora presidente del fragilissimo governo afghano…. Forse è il caso di ripensare la nostra politica estera e riflettere se abbia ancora un senso mandare i nostri ragazzi, a star chiusi in un bunker nel deserto e, nella peggiore delle ipotesi, a saltare su una mina anticarro.

    Riguardo l’intitolazione della scuola/giardino: capisco e rispetto il dolore di una famiglia.. ma cosa dovremmo allora intitolare ai bambini (e non solo) di Cesano morti o malati di leucemia a causa delle potentissime, anacronistiche e assassine emissioni delle antenne di una radio di un altro Stato (Radio Vaticana)? Queste onde sono subdole almeno come una mina. La differenza è che quei bimbi non hanno scelto di andare al fronte, non sono strapagati per il rischio che corrono, non sono andati a “casa d’altri” armati fino ai denti… Cosa mai dovremmo intitolare loro?

  4. Capisco che ai “tipi sinistri non piace proprio essere bacchettati ma la decenza (anzi l’indecenza) ha un limite.
    1° balla: la Missione ISAF è stata costituita a seguito della risoluzione ONU n. 1386 e a questa partecipano più di 40 nazioni; i compiti riguardano, oltre al contrasto del terrorismo, la protezione del governo transitorio, l’addestramento dell’esercito afghano e la ricostruzione del paese.
    2° balla: i soldati italiani (non sono i ragazzi di nessuno e tantomeno i vostri!) non stanno chiusi in un bunker e neppure saltano su di una mina anticarro; hanno invece la responsabilità di una regione che controllano attivamente e all’interno della quale danno sostegno alla popolazione civile
    3° balla: i militari che partecipano ad una missione percepiscono dagli 80 ai 100 dollari al giorno ovvero 14.000-18.000 dollari per un turno di sei mesi; se consideriamo i 2-4 milioni di euro di Santoro e Fazio (che non rischiano nulla) o i 12.000 euro al mese di un parlamentare o i 23.000 euro di un parlamentare europeo o i 500.000 euro che in un anno prende il capo della polizia direi che come indennità è una MISERIA
    4° balla: i soldati italiani non sono andati “a casa d’altri armati fino ai denti” ma sono andati a fare il loro “dovere” in una missione ordinata dal governo italiano; come gli altri 51 che sono rimasti uccisi. E ci sono andati e ci vanno con convinzione ed orgoglio (un aspetto che i burocrati, i pantofolai e i pavidi non possono certo comprendere….).
    Conclusione: in un paese dove 1500 tra scrittori e intellettuali firmano un appello per la liberazione dell’assassino terrorista Cesare Battisti e dove in 1000 vanno ad applaudire sulla bara di Prospero Gallinari, brigatista rosso ritenuto l’assassino di Aldo Moro, cosa volete che sia una strada negata al caporalmaggiore David Tobini?

  5. Si sbaglia come al solito Strix. Io sono un tipo parecchio solare. Il tipo sinistro (e anche parecchio inquietante) è lei, con i suoi interventi che oscillano tra il demagogico-propagandistico alla Minzolini e l’esaltazione militar-fascista.

    Rilevo, senza stupore alcuno, che non fa il minimo cenno a quanto da me detto circa i bambini e le persone che muoiono di leucemia a Cesano. D’altronde nei suoi interventi lei difende solo le ragioni di Casapound e dei governi di destra… Tutto torna.

    Mi stupisce invece la sua ignoranza sulle questioni militari, quando dall’esaltazione e dalla retorica deve passare ai fatti e ai numeri. Credo sia il suo lato Minzoliniano che la frega.

    Avrei fatto volentieri a meno di scendere in particolari del tutto superflui rispetto all’articolo e al senso di quanto ho scritto. Ma esere accusato pubblicamente di sparare balle da lei Strix è abbastanza insopportabile, oltre che ridicolo.

    1. ..”contrasto al terrorismo, protezione del governo transitorio..” è esattamente quello che ho scritto io. Dov’è la balla? E mi dica, dopo 11 anni il terrorismo è stato debellato? L’Afghanistan ha un governo forte? L’esercito afghano è in grado di controllare la situazione? Il Paese è stato ricostruito?

    2. Ma lei cosa ne sa quanti amici/fratelli ho io (e hanno gli altri lettori, dato che usa il plurale) che sono o sono stati in Afghanistan? Ma come si permette?

    3. Dollari? Strix sono parecchi anni che per le missioni militari italiane si usano gli euro… Lei poi credo si riferisca solo all’indennità di missione che, nella fattispecie, oscilla tra i 130 e i 155 euro/giorno (netti) a seconda del grado, dell’anzianità e di altri fattori. Ciò però non sostituisce, ma si somma allo stipendio/paga che viene percepito normalmente in Italia. Si parte quindi da un minimo di 5.000 euro netti al mese (e parlo della truppa, non degli ufficiali). Se non ha amici a cui chiedere, vada a studiarsi un po’ la normativa prima di avventurarsi nell’arte della critica… D.L. 28 dicembre 2012, n. 227; L. 3 agosto 2009, n. 108; L. 13 marzo 2008, n. 45; D.L. 273/2005; L. 8 luglio 1961, n. 642; Regio decreto 3 giugno 1926, n. 941…

    E pure se fossero 10 euro al giorno, il punto è che è sempre più di quanto percepiscono gli abitanti di Cesano per il rischio che corrono semplicemente vivendo la loro vita. Ma questo a lei non interessa.

  6. Gentili Signori Tobini, Vi chiedo scusa per questa polemica vomitosa ma capita a volte di essere trascinati per i capelli in una discussione generata da “teorie malsane” di gente che passa la propria esistenza sul divano di casa. Si sostiene che nella guerra personale di Bush i soldati italiani, armati fino ai denti, chiusi nei loro bunker e strapagati per il rischio che corrono, se ci lasciano la pelle non devono pretendere l’intitolazione di una strada perchè in fin dei conti se la sono andata a cercare ……..E per sostenere tali teorie si coinvolgono fratelli e amici e si vanno a cercare sul web, all’una e mezza di notte, regi decreti………
    Vi chiedo scusa di nuovo: gli Italiani, quelli inquietanti ed esaltati, sono con voi e con Vostro figlio.
    PS: speriamo proprio che Nostro Signore Iddio non dia retta a Vendola altrimenti anche i 52 soldati caduti in Afghanista, ricchi sfondati, finiranno all’inferno.

  7. Nel 1993 con il grado di Capitano fui inviato con il mio Squadrone in Somalia nell’ambito della Missione “Ibis 2”; il 2 luglio, a Mogadisho, nel corso di un durissimo combattimento a cui partecipammo, vennero uccisi il Serg. Magg. Stefano Paolicchi, il paracadutista Pasquale Baccaro e il S.Tenenete Andrea Millevoi, uno dei miei Comandanti di plotone. A Millevoi venne concessa poi una Medaglia d’Oro al VM e intitolata una strada al Divino Amore. Ho incontrato negli anni spesso i coniugi Millevoi, due persone di grandissima umanità e molto impegnati nel sociale; a loro non ho mai pensato di chiedere quanto avevano guadagnato con la morte del loro figlio.
    Quando il giardino sulla Camilluccia verrà intitolato alla memoria del caporalmaggiore Tobini io ci sarò per poter abbracciare anche questi sfortunati genitori.

  8. Buonasera a tutti, vorrei rispondere al Prof. Paolo: non Le parlo in preda a puro spirito polemico, ne in qualità di persona informata (anche molto bene da quello che leggo!) sui fatti come Lei sicuramente è, ma da testimone: io sono uno dei tanti soldati andati, e fortunatamente anche tornati, dall’Afghanistan, a compiere quello che il mio Paese mi ha chiesto di fare; caro Professore, non si possono lasciare commenti troppo perentori ne si possono esprimere giudizi così intransigenti quando non sì ha padronanza dell’argomento, quando non si conosce la materia del contendere in prima persona; non so neanche se Lei abbia espletato il servizio di leva, e quindi se conosca l’emozione di cantare l’inno del proprio Paese assieme ad altre centinaia di persone, in piedi, con qualsiasi condizioni meteo, sull’attenti, davanti il Sacro Vessillo Tricolore spiegato al vento. Ma non è di questo che voglio parlare. Strix alcune verità le ha dette: in 4 mesi di dispiegamento, io non mi sono mai trovato dentro una trincea o nascosto in un bunker ad osservare ciò che mi circondava, ma, come tutti i miei soldati (già, dico “miei” poiché io sono un Ufficiale) ho “partecipato”, ho dato il mio personale contributo alla causa che ognuno di Noi ha sposato indossando l’Uniforme, andando laggiù a fare il Nostro dovere; Lei ha parlato di Noi come una forza di occupazione, ma non è così, assolutamente, anzi Le dirò di più: io sono un medico, e come tutti ho “fatto il mio”: facendo decine di visite ogni giorno, piccoli interventi su persone che hanno raggiunto la vecchiaia senza mai aver conosciuto una visita, formando il personale del posto sulle più comuni norme igieniche e di salute pubblica (che in Afghanistan fanno la differenza), segnalando a chi di dovere casi umani particolari meritevoli di interventi più incisivi di quelli che io, in quelle condizioni, ero in grado di garantire. Non si va in Afghanistan a fare tutto ciò per denaro, non si sopporta fame, sonno, freddo, caldo, paura e, soprattutto, la nostalgìa delle nostre famiglie, dei nostri figli, delle nostre compagne, madri, padri e fratelli per il compenso che Lei ha descritto nei più freddi dettagli commercialistici! Per denaro si fa il Contractor, dove si viene veramente ben pagati; anzi, noi Italiani siamo molto ricercati per le nostre doti intrinseche e per la preparazione acquisita. No, David Tobini è caduto dando il massimo, cercando di lenire le sofferenze delle persone che credono in noi, cercando di portare un sorriso sui volti dei bambini che ogni volta che uscivamo dalle nostre basi od arrivavamo in un paese sperduto e dimenticato da Dio ci venivano incontro…sicuramente ci sarà stato un afghano che avrà pianto David dopo quello che è accaduto, ed allora non vedo perché non si dovrebbe dedicare Lui un parco o una Strada nel suo Paese, quando tutto questo non è stato negato neanche a dei facinorosi e violenti soggetti! E poi non parliamo di Cesano come una novella Hyroshima, altrimenti dovremmo aprire infinite parentesi per innumerevoli altri motivi in ognuna delle nostre città (scusi la domanda: ma per caso mentre sta leggendo ciò che scrivo ha il suo cellulare sul tavolo? allora stia attento che è una temibile arma di distruzione di massa, per il funzionamento della quale occorrono antenne in grado di produrre onde che in questo momento stanno sicuramente danneggiando qualcuno abbastanza vicino da riceverle!)! Per concludere, mio caro Professore, Noi non siamo mercenari, ma solo persone semplici che ancora credono in dei Valori genuini ed onesti, che lavorano duro nell’ombra ed in silenzio, e se proprio per voi è intollerabile farlo non ci dedicate nulla, ne strade, ne parchi, ne scuole ne giardini, tanto non saranno di certo queste cose a rendere meno intollerabile e dolorosa la mancanza di David per la sua mamma, il suo papà e tutte le persone che lo hanno amato, anzi che lo amano e ne godono del ricordo quotidianamente! Buona vita Professore, ed a Voi coniugi Tobini mi raccomando: siate forti ed orgogliosi di David, Soldato italiano caduto in missione di Pace! Vi abbraccio forte! Un collega di Vostro Figlio.

  9. Gli artt. 2 e 3 della legge n. 1188 del 23.6.1927 stabiliscono che a persone che non siano decedute da almeno dieci anni non può essere denominata nessuna strada o piazza pubblica né può essere dedicato in luogo pubblico od aperto al pubblico nessun monumento, lapide od altro ricordo permanente, ma l’ultimo periodo del successivo art. 4 dà facoltà al “ministro per l’interno di consentire la deroga alle suindicate disposizioni in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione”.
    Oggi la deroga va chiesta al Prefetto dalla Giunta Capitolina con apposita deliberazione che le deve essere però predisposta dalla Commissione Consultiva di Toponomastica, dopo avere esaminato ed accolto le richieste di deroga: è composta da 10 membri (scelti tra docenti universitari del ramo delle lettere e delle arti, nonché tra cultori di memorie romane e storici in materia di toponomastica), oltre a due funzionari dell’ufficio ed è presieduta dall’Assessore alle Politiche Culturali e Toponomastica On. Dino Gasperini.
    La suddetta Commissione, anziché esaminare come dovrebbe le istanze che le pervengono per valutare volta per volta se sussistano gli estremi per concedere o meno la deroga, sembra bocciare a priori tutte le richieste senza per giunta mai indicare nei relativi verbali delle riunioni quanto prescrive la legge n. 241/1990, vale a dire “i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria” che evidentemente non c’è mai.
    Con questo comportamento, che ritengo fortemente omissivo, la Commissione non si rende conto di essere ogni volta fortemente offensiva nei confronti della persona a cui nega la deroga, perché non ritiene evidentemente che abbia “benemeritato della nazione”, affermando per giunta – per giustificarsi – che non si sarebbero precedenti in tal senso quando invece nel solo territorio del XX Municipio è stato intitolato ad Enzo Biagi l’Istituto Comprensivo di Cesano ed Osteria Nuova e ad Emanuele Murgia il centro sportivo “Motto Reatino”, richiesto dal Consiglio del XX Municipio con risoluzione n. 3/2010.
    Allo stesso Consiglio del XX Municipio è stata invece rigettata la richiesta di deroga che era stata approvata all’unanimità con l’Ordine del Giorno n. 19 del 9.10.2012 per intitolare una strada al Prof. Gaetano Messineo e che era stata sollecitata anche dal sottoscritto a nome di VAS e dal Presidente della associazione culturale “Gaetano Messineo” con una petizione di firme raccolte in diverse parti d’Italia.
    Con nota prot. n. 2 dello scorso 20 gennaio ho fatto presente a nome di VAS all’On. Dino Gasperini che la Commissione da lui preseduta è per sua stessa definizione “consultiva” e che quindi la decisione da lei presa il 7.11.2012 non può e non deve essere considerata come una chiusura definitiva del procedimento, dal momento che spetta comunque alla Giunta Capitolina approvare la delibera che le dovrebbe essere solo che predisposta dalla Commissione Consultiva di Toponomastica, con cui decide di intitolare una strada con la denominazione di “Via Gaetano Messineo – archeologo del XX Municipio”, e che – dopo che é stata affissa all’Albo Pretorio per 15 giorni – va trasmessa dal Segretariato Generale del Comune di Roma al Prefetto per la concessione della deroga.
    Ho chiesto pertanto all’On. Dino Gasperini di voler sottoporre tutte le proposte fin qui pervenute alla attenzione della Giunta Capitolina, rimettendo ad essa ed all’On. Sindaco di Roma la decisione finale in merito alla concessione o meno della deroga al Porf. Gaetano Messineo.
    Invito l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ANDI) ed il Consiglio del XX Municipio a fare altrettanto.

  10. Grazie Signor Bosi. Il Suo commento, come sempre documentato e preciso, mette la parola “fine” a questa inutile polemica.
    PS: prima della “fine” vorrei riportare una notiziola; qualche tempo fa un quotidiano ha riportato la notizia che la Signora Carmen Lasorella, ex giornalista RAI, nella sua qualità di Direttrice di RTV San Marino percepiva uno stipendio di 32.000 Euro al mese (soldi in parte pagati dalla RAi e quindi dal contribuente). La notizia è stata in parte smentita dall’interessata che però non ha voluto indicare l’importo preciso. Se la notizia risultasse vera la Sig.ra Lasorella in sei mesi (quanto dura una missione militare) avrebbe guadagnato 192.000 Euro, forse un po’ troppo per il “rischio” che correva, anche considerando San Marino territorio straniero.

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