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Ponte Milvio: ciao Emma, ciao Lola, ciao Giulio

pizzeria-pallotta.jpgDal 7 gennaio addio alla fumante pizza condita col sorriso di Emma. Ciao Emma, ciao Lola, ciao Giulio. Dopo oltre cinquant’anni di lavoro la terna storica di Ponte Milvio va in pensione e chiude, o meglio lascia in altre mani il ristorante Pallotta. Due mesi di chiusura per lavori e poi la riapertura, che avverrà sotto l’egidia di tre nuovi ristoratori. Come cambia Ponte Milvio!

Piazza Ponte Milvio da sempre è il cuore pulsante del quadrante nord della Capitale, è storia, è cultura, è vita. Piazza Ponte Milvio è la porta nord di Roma celebrata nei versi di Gioacchino Belli e Checco Durante, Ponte Milvio è un’esperienza, non è una piazza qualunque che percorri con la testa fra le nuvole.
Ponte Milvio ha una sua voce inconfondibile: la voce di mille voci, il suono delle voci della gente che viene e che va. O che si ferma ad ammirarla.

E da sempre Ponte Milvio è stata la pizzeria Pallotta, col suo profumo di forno a stuzzicarti le narici, con la legna accatastata fuori dal cancello. E con Emma col blocchetto in mano a prendere la tua prenotazione anche quando già era tutto pieno.

Una pizzeria dove tutte le sere, a metà degli anni ’70, potevi pure trovare a cena Alberto Moravia con Elsa Morante e magari scambiare due chiacchiere con loro.

Non chiude il bar, non chiude l’avviatissima libreria curata da Valeria – un buon caffè ed un buon libro sono sempre garantiti – ma chiude quell’angolo di Roma dove fermarsi per una pizza da solo, trovando sempre degli amici, o per una cena fra amici trovandone poi degli altri.

Un punto fermo della piazza che non lo sarà più, segno del tempo che passa e della mutazione che Ponte Milvio sta subendo. Ma questa è un’altra storia di cui parleremo presto.

Giulio, 61 anni, il fratello più giovane dei tre, ci ha detto in puro stile pontemollese “nun je la famo più”.
Ci garantisce però che a Marzo, alla riapertura, con la nuova gestione ritroveremo lo stesso personale, lo stesso menu, e il forno e la griglia di sempre. E rimangono pure la stessa matriciana e la stessa carbonara, veri piatti forti di Pallotta.
Si, vabbè, ma il sorriso di Emma?

Claudio Cafasso

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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14 COMMENTI

  1. ho conosciuto i signori Pallota grazie al “libraio” Carmelo e dire che hanno avuto con noi, durante le poche volte in cui siamo stati loro ospiti a pranzo, gesti di raffinata squisitezza è dir poco…..se capiterà ancora di tornare a Ponte Milvio, mi chiedo se troverò le inconfondibili tagliatelle ai funghi ordinate alla mitica signora Emma sempre col suo tacquino in mano…..e il signor Giulio col quale non mancava la chiacchierata finale unita ad un cordiale arrivederci…….grazie della vostra stima e del vostro affetto che ci avete sempre dimostrato……auguri per la nuova vita!

  2. oddio…..speriamo bene!! Non vorrei che al posto delle incannucciate e ghiaietto ( ricordi di quando ero piccola!) ci verrà un’ennesima ultramoderna agghiacciante minimalista scenografia!! Noi pure , nati li’ e testimoni della progressiva trasformazione, noi che ai tempi del Cinema Aurora le mamme ci vietavano di percorrere quella strada,noi che compravamo “le sorpresine” da Caterina , noi che compravamo lo zucchero sfuso ed anche gli spaghetti sfusi da Anelli il fornaio o il sapone in coloreria da quel ragazzo coi capelli rossi, noi che prendevavo con 50 lire una pallina di gelato e due palline con 100, noi pure..nu je la famo piu’!!!

  3. Un colpo al cuore …. la notizia è giunta anche qui in Puglia… spero che i vostri successori siano alla vostra altezza… un abbraccio alla sig. Emma, alla Lola e a quel grand uomo di Giulio…

  4. Manca solo che tolgono il ponte e diventa in un attimo una piazza di Gallarate!
    io ci sono nato cresciuto e pasciuto e la nostra casa è stata la prima di tutto quello che vedete ora ,pensate che mia nonna regalava la terra ai contadini che venivano dalle campagne e allora l’unica esternazione che mi viene dal profondo è solo questa:ovviamente come si diceva na vorta:mallanimadeli…!!

    ‘na vorta manco le porte se chiudeveno e ce se conosceva tutti quanti,mo manco l’euri gireno ce sta nantra moneta…..il buro!
    ma statevene nei quartieri dove er sole t’ho pittavi sur muro cor bianco medò, tornatevene a casa vostra!

    Pallotta score sempre sopra e sotto Ponte Mollo,nun more mai !

  5. quando tornerò a Roma mi mancherà la solita cena “in casa Pallotta”, però non dimentichiamo i dolci della signora Lola…spero di trovare almeno quelli al bar 🙂 in bocca al lupo

  6. Giulio, Emma e Lola, eravate rimasti solo voi dopo Marforio a farmi ricordare i bei tempi andati, spero di ritrovarvi presto per un caffè o due chiacchere a ponte Milvio, un abbraccio e a presto.

  7. Vorrei rassicurarvi un pochino…le persone che hanno preso in gestione “Pallotta” sono persone che hanno trovato la nostra fiducia piena, persone che hanno come noi tutti un alto senso della famiglia e che danno ad una stretta di mano il vero valore che merita,molto simili a noi nel modo di pensare e vivere i rapporti umani. Non e’ stata una scelta fatta con spensieratezza, e’ stata una decisione che per molte sere ci ha tolto il sonno,ci ha fatto pensare tutto e il contrario di tutto. Quando dopo 193 anni e tante generazioni si decide di fare un passo del genere lo si fa convinti che sia la cosa giusta. Molti clienti passano al bar in questi giorni per dimostrarci il loro dispiacere per questa decisione,e il fatto che molti di voi si sentano abbandonati ci fa capire che fino ad ora abbiamo lavorato come volevamo…con il CUORE. Io e mio padre diciamo sempre la prima volta clienti….dalla seconda amici. E allora grazie a voi amici delle spendide dimostrazioni d’affetto e in bocca al lupo alla nuova famiglia che prende il nostro amatissimo posto. un abbraccio a tutti, vi aspetto al bar. DANIELE

  8. La prima volta che sono andato a mangiare da Pallotta, e’ stato nel 1957. Giravo un film nei famosi Studi Cinematografici della Titanus in via della Farnesina ed era d’uso all’ora di pausa andare da Pallotta. Li’ sempre nel 1957, ho invitato a pranzo per la prima volta la ragazza che sarebbe diventata mia moglie. Sono quindi legato a questo ristorante che ho seguitato a frequentare per quasi 60 anni. Oggi ci dispiace di non trovare più Emma ad accoglierci, ma l’ambiente e la cortesia è sempre quella di sempre.

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