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Il Manifesto Animalista di Vittoria Michela Brambilla

Per la nostra rubrica cibo per la mente oggi parliamo di “Manifesto animalista”, il libro di Vittoria Michela Brambilla nelle librerie dai primi giorni di questo mese.
Se decidete di documentarvi sulla vivisezione preparatevi ad un lungo viaggio nell’orrore; vedrete immagini raccapriccianti e leggerete resoconti che vi faranno torcere le budella. Perché l’uso di animali vivi non riguarda solo la sperimentazione di farmaci ma anche l’induzione artificiale di malattie, test con i cosmetici, test chimici che prevedono l’inalazione di vapori o la verifica su pelle ed occhi di sostanze corrosive ed irritanti per non parlare poi di esperimenti che sembrano partoriti dalla mente di un folle più che da uno scienziato.

Per usare un abusato termine giornalistico questa “mattanza” sacrifica sull’altare della scienza e della ricerca “solo” un milione di ratti ogni anno in Italia e poi cani, gatti, scimmie, rettili, pesci, suini e perfino cavalli; i test condotti sono spesso terrificanti perché un ricercatore può usare un animale per qualsiasi tipo di esperimento come provocare traumi cerebrali o agli arti, privarlo del cibo o del sonno, indurre stati psichici alterati come l’ansia, provocare ustioni, ferite o la somministrazione di scariche elettriche.

La Comunità Europea, nonostante le tante proteste, ha approvato recentemente alcune norme che consentono la vivisezione con primati (le scimmie che più assomigliano all’uomo) e il “riutilizzo” dello stesso esemplare purchè il dolore provocato sia di “media intensità”: e così gli animali destinati alla vivisezione vivono la loro grama esistenza immersi in un dolore senza fine.

manifesto-animalista.jpgA tutto questo Vittoria Michela Brambilla dice NO e lo fa dalle pagine del suo libro “Manifesto Animalista” (edito da Mondatori) da pochi giorni nelle librerie e i cui proventi saranno destinati alle Associazioni Animaliste.
La Brambilla per la sua militanza politica è un personaggio che può non piacere e non v’è dubbio che si sia attirata numerose antipatie con la proposta di abolire il Palio di Siena; ma l’impegno e l’amore che ha messo e mette nella tutela e protezione degli animali è indiscutibile.
E’ a lei e alla trasmissione “Striscia la Notizia” che si deve la chiusura del canile-lager di Montichiari e la salvezza di alcune centinaia di “beagles” destinati alla sperimentazione e invece dati dalla Magistratura in affidamento a privati.

Sono tutte dell’ex Ministro Brambilla, che non ha avuto paura nel “metterci la faccia”, le innumerevoli iniziative “animaliste” che vanno dal tentativo di abolire le feste e sagre dove si usano in modo improprio gli animali all’impiego degli animali nei circhi (bestie che pesano a volte tonnellate e costrette a trascorrere l’esistenza legate ad un metro di catena), dalla chiusura degli allevamenti intensivi (veri e propri luoghi di tortura) all’abolizione della caccia (oltre l’80% degli italiani non vuole più sentire parlare della caccia).

Anche in questo caso la ex-ministra si è attirata le antipatie e le ire dei cacciatori a cui sta tentando, attraverso un Ordine del Giorno alla Legge di Stabilità, di “scippare” parte dei proventi che finanziano le Associazione venatorie per destinarle all’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti.

Una attività infaticabile e sempre scomoda portata avanti con un amore e una determinazione degna di una vera e propria “eroina”: la “pulzella” di Lecco dai capelli rossi che con il sostegno di eminenti scienziati (dal prof. Veronesi a Margherita Hack) non si è fatta scrupolo di “attaccare” sperimentatori, cacciatori, allevatori e perfino le Ferrovie dello Stato che alla fine sono state “costrette” ad accettare i cani sulle carrozze passeggeri.

La sua storia, le sue passioni e le tante battaglie per restituire dignità a questi esseri senza parola le trovate all’interno del suo “Manifesto Animalista”, un libro “forte” e commovente destinato a lasciare un segno nel nostro animo.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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2 COMMENTI

  1. Da oggi in Italia non sarà più possibile allevare cani da destinare alla sperimentazione. Chiusi per sempre tutti i vari “Green Hill”. Un atto di civiltà e una vittoria del buonsenso il cui merito va interamente all’ ex-ministro Brambilla che in questi anni si è battuta con coraggio e determinazione. Ma rimane ancora molto da fare: proibire ogni forma di vivisezione, proibire l’uso di animali nelle manifestazioni e fiere paesane , proibire l’impiego di animali nei circhi, rivedere le norme sui delfinari, proibire la caccia, prevedere il carcere per chi maltratta gli animali, imporre norme severissime agli allevatori e trasportatori di bestiame, proibire il commercio di cani con i paesi dell’Est. Brava Brambilla!

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