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Comitato Via Gradoli: esito dell’incontro con le istituzioni

Dal Comitato per via Gradoli riceviamo e pubblichiamo. “Si è tenuto l’incontro organizzato dall’on. Ludovico Maria Todini indetto per favorire il dialogo tra gli Uffici amministrativi e il Comitato allo scopo di individuare le migliori, efficaci e possibili azioni da intraprendere per garantire la legalità e ottenere il risanamento edilizio dell’area interessata.”

“All’esito del confronto, al quale hanno partecipato rappresentanti del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica e del Dipartimento Promozione Servizi Sociali e della Salute di Roma Capitale, dell’U.O.T. del XX Municipio, del XX gruppo di Polizia di Roma Capitale, dell’ASL RM/C e RM/E sono emerse, da un lato, le criticità connesse all’intervenuto condono edilizio e, dall’altro lato, l’applicabilità, alla quasi totalità delle cantine e dei magazzini interessati, della determinazione dirigenziale n. 65/12 emessa dal Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica”.

“Il Comitato, pur ritenendo di non doversi discostare dalle critiche mosse al menzionato provvedimento, ne ha comunque sollecitato l’applicazione da parte dell’Ufficio Condono Edilizio affinché sia dichiarata l’inagibilità degli immobili e ha manifestato la propria soddisfazione riguardo le misure adottande volte a ottenere lo sgombero dei locali per motivi igienico-sanitari. Il Comitato, inoltre, intende chiedere all’Avvocatura capitolina chiarimenti in merito al parere legale sulla base del quale è stata emanata la suddetta determina.”

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23 COMMENTI

  1. Con buona pace degli speculatori, il Comitato continua a dare impulso alla macchina amministrativa che sta affinando le unghie per portare l’assalto definitivo alle zone grige presenti nella via.

    Ringraziamo Ludovico Maria Todini per aver favorito il confronto tra il Comitato e gli Uffici amministrativi.

  2. Ci sono diritti costituzionalmente garantiti in ballo, vedremo chi la spunterà!
    Intanto le “cantine” ed i “magazzini” anche per quest’anno sono stati soggetti ad IMU e alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti…

  3. Effettivamente quando saranno dichiarate inagibili, forse verrà voglia ai proprietari di riclassificarle per quello che sono…

  4. Rimane il fatto che a fronte del grande lavoro svolto con i ripetuti sopralluoghi
    (sempre e solo dietro la continua e pressante opera di sollecitazione del Comitato, è bene sempre ricordarlo) e della immane documentazione acquisita,
    la P.A. ,dal novembre 2007 (ordinanza sindacale di sgombero), non ha più emesso alcun provvedimento volto alla definitiva riqualificazione della via.
    Siamo disposti a concedere solo un altra possibilità, poi, in caso di inadempienza, la parola sarà data alla Procura della Repubblica.

  5. Non sarà così facile, ci sono in ballo – ripetesi – diritti costituzionalmente garantiti, al di là delle belle parole!
    Le eventuali iniziative illegittime della P.A. verso quelle situazioni che rispettano i requisiti minimi previsti dalla legge verranno prontamente impugnate dagli interessati!

  6. Nessuno chiede atti illeggittimi, solo il rispetto delle norme e la prevista sanzione per chi non le ha rispettate.
    Ad oggi tutte le impugnazioni sono state respinte dalla giustizia amministrativa.
    Non ci si può astenere dal prendere provvedimenti solo per il pericolo di possibili,
    leggittimi ricorsi.

  7. Premesso che:
    1) non è affatto corretto parlare di diritti costituzionalmente garantiti con riguardo alle posizioni acquisite dagli eventuali beneficiari di condoni (frutto di una indecente e vergognosa legislazione ordinaria premiale);
    2) il TAR ha rigettato tutte i ricorsi promossi dagli speculatori oggetto dell’ordinanza sindacale del 2007,

    ciò premesso, oramai l’amministrazione ha le mani legate (perfino con l’altrettanto indecente d.d. n. 65/12): o revocano l’agibilità, pur in presenza di condono, oppure dovranno risponderne alla procura della republica (in tale sede siamo certi che i titolari degli uffici eventualmente indecisi saranno più proni a conformarsi alla legge e al diritto vivente).

  8. Si tratterebbe di revocare una concessione in sanatoria o condono che ad alcuni, come è noto, non piace per niente.
    Ciò premesso, c’è una marea di giurisprudenza che non è assolutamente
    favorevole a tale illegittima iniziativa della P.A.
    I ricorsi rigettati citati, invece, si riferiscono a situazioni di locali non rispondenti ai requisiti minimi di legge: si tratta di cose ovvie e riferite ad ipotesi differenti, non capisco perchè si continua a volerle trattare tutte alla stessa stregua!

  9. Preciso che ai sensi di legge e del dirtto vivente non può essere concessa l’agibilità o deve essere revocata quella eventualmente concessa, posto che l’art. 35, comma 20 (già 14) della l. n. 47/85 non deroga alle normative, anche regolamentari, che diciplinano elementi del manufatto che assumono rilievo ai fini della della salute.

    Inoltre, lo stesso Consiglio di Stato ha richiamato l’art. 2 della Costituzione nella parte in cui stabilisce il rispetto per la dignità umana (parafrasando una formula impiegata in altri contesti, se il sig. Pierluigi vuole sostenere che è conforme a tale principio locare a 500 € al mese una cantina di 12 mq a 6 metri sotto terra, lo affermi qui oppure taccia per sempre…).

    Se poi si vuol sostenere che le cantine devono essere tutelate come i trulli, beh allora, benvenuti su scherzi a parte (oppure a casa Fiorito….)

  10. Battute a parte che non vale neanche la pena di commentare, forse il sig. Mosco non capisce che in Via Gradoli le situazioni non sono tutte uguali. Mi spiego meglio, onde evitare inutili fraintendimenti: non tutti, non tutti i proprietari di monolocali o cantine o magazzini – come si vogliono chiamare – locano a terzi; non tutti, non tutti gli immobili in questione sono a 6 metri sotto terra – grazie a Dio – bensì molti di essi sono a piano terra e con finestre.
    Se non è chiaro questo e si vuole continuare a vedere tutto nella stessa maniera, inutile continuare a scrivere a vuoto!

  11. c’e un sistema di leggi, ci sono paramentri ben definiti per dichiarare agibile un’appartamento, tra le altre cose proveniente da cantine e box.
    in un paese civile e normale non ci si porrebbe neppure la domanda se l’amministrazione pubblica potrebbe o meno dare l’agibilita’, capisco che siamo in italia, paese di furbi che pero’ hanno eletto persone piu’ furbe di loro che puntualmente glielo porgono dove non batte il sole.ecco questi cittadini hanno ammesso che gli piace essere sudditi, quindi cercare di essere furbi ,non rispettando le norme che i loro padroni gli hanno imposto.
    mi dispiace, incominciamo a far rispettare la legalita’.
    a far ritornare la legalita in questo paese, e vedrete che ne guadegneremo alla lunga tutti.

  12. Fortunatamente in Italia non tutti sono furbi e sudditi come troppo facilmente alcuni – non tutti – pensano e, a forza di pensarlo, lo vedono come una verità assoluta che non ammette neanche il beneficio del dubbio, e questo già lascia molto a desiderare! Tanto è vero che – ripeto ancora una volta,visto che qui si stenta a capirlo – che ci sono situazioni diverse in Via Gradoli e non tutte, perciò, sono opera dei furbi.
    Chi non è furbo infatti rispetta già la legalità, senza bisogno di prendere lezioni da “illustri” professori e ragiona con la propria testa, non con quella degli altri!

  13. La furbizia non c’entra con la legalità. Alcuni frequentatori di questa rubrica danno a vedere di essere a conoscenza di norme amministrative e di principi giurisprudenziali che, in realtà, sono espressioni di una concezione del tutto personale, tanto è vero che sono state citate diverse sentenze amministrative che o non esistono obiettivamente oppure non sono affatto in termini con la denunciata situazione di via Gradoli. Indipendentemente dal fatto che tali esternazioni, in realtà, sottendono una sorta di rancore soggettivo non giustificabile, nè se ne comprende la ragione, sotto il profilo strettamente normativo giova osservare che, nella specie, la sanatoria intervernuta oltre un decennio fa, con riferimento ai monolocali a piano terra, si è consolidata come un diritto soggettivo che non può essere revocato dalla Pubblica Amministrazione sulla base di un mero ius poenitendi, occorrendo che i titolari abbiano apportato sostanziali modifiche suscettibili di giustificare l’intervento dell’organo amministrativo. E’ assurdo pertanto che si affermi di voler denunciare presunte omissioni da parte dell’amministrazione comunale e si arrivi addirittura a minacciare denunce che costituiscono in realtà una sorta di intimidazione suscettibile anche di rilevanza penale. D’altra parte meraviglia che queste persone, rigorosamente assertrici di una pretesa legalità violata, tacciano del tutto sullo scempio costituito dalle notevoli violazioni del decoro architettonico dei vari edifici, forse perchè essi stessi ne sono responsabili, con la connivenza tacita o indifferenza degli amministratori e dei condomini.

  14. “In via Gradoli non tutte le situazioni sono uguali”.
    Finalmente conosciamo il benemerito inventore dell’acqua calda !
    Complimente al sig. Pierluigi. Anche Heghel affermava che solo di notte tutte la vacche sono nere. Fenomenologia dello spirito, appunto.
    Per quanto riguarda il rancore personale, non è affatto sottinteso ma è manifesto
    nei confronti di tutti i responsabili degli abusi, dei speculatori, dei sfruttatori e di tutti i loro difensori in servizio permanente effettivo (ovviamente disinteressato).
    In merito alle norme “soggettive” e alle sentenze della giustizia amministrativa che rigurdano via Gradoli e non solo, bisogna prima conoscerle…….
    Il Comitato per primo ha evidenziato come le domande di condono in via Gradoli siano state oltre 500 e non riguardino solo il cambio di destinazione d’uso di cantine e magazzini.
    Si da il caso che anche tutte ( o quasi) le altre richieste si riferiscano ai soliti noti condominii, i cui amministratori sono stati e/o attualmente sono, non solo conniventi ma sodali dei personaggi di cui sopra.
    Ma anche in questo caso bisogna conoscere la storia e la cronaca del “bel paese”.

  15. Sig. Lucio, evidentemente per aver affermato che sono state citate diverse sentenze amministrative che o non esistono obiettivamente oppure non sono affatto in termini con la denunciata situazione di via Gradoli – cosa che ribadisco fermamente – mi sono documentato cercandole e, spesso, non trovandole: non mi piace parlare a sproposito come troppo facilmente a volte si fa in questo blog! Gradirei poi conoscere una sua opinione sulle violazioni del decoro architettonico di vari edifici in via Gradoli che, con mia somma meraviglia, non vengono per niente prese in considerazione e qualificate come degradanti!

  16. Se io sono l’inventore dell’acqua calda, lei sarà l’unico in questo blog ad aver capito che ci sono situazioni e situazioni in Via Gradoli e, come tali, vanno trattate diversamente. Altrimenti, in barba ad Heghel, sarò costretto a scriverlo in caratteri cubitali…

  17. Quando scrivo di oltre 500 domande di condono presentate in via Gradoli dal 1985, mi riferisco anche a quelle usate per sanare le numerose violazioni al decoro architettonico degli edifici. Io personalmente ne ho sempre scritto su questo blog, come ho segnalato anche altre forme di degrado oramai da considerarsi permanenti : gazebo, tendoni da circo equestre, ombrelloni da bagni marechiaro, terrazzi trasformati in gallinari, costruzioni palafitticole, selva di antenne paraboliche e non, palizzate con teli mimetici modello desert storm………il comitato le ha spesso riportate nelle sue circolari e nelle segnalazioni rivolte agli amministratori dei condominii e del consorzio.
    Degrado e orrori, frutto dell ignoranza e della malaeducazione, che deturpano la via, ma che comunque non comportano la speculazione e lo sfruttamento delle condizioni di indigenza di intere famiglie alloggiate in cantine di 12-15 mq.

  18. Il sig. Pieluigi ritiene di conoscere bene il novero dei diritti costituzionalmente garantiti. A ben vedere, dal libretto che conserva con cura sul comodino ne mancano alcuni.
    Se lo ritiene opportuno, potremmo discuterne in un dibattito pubblico.

    Per quanto riguara la legge e il diritto vivente come intepretato dalla magistratura, le sentenze del TAR sugli immobili di Via Gradoli si fondano sul d.m. Sanità 5/7/75, del quale è stata costantemente affermata la sua inderogabilità a opera della (indecente e vergognosa) legislazione premiale sul condono.

    L’affermazione del sig. Claudio secondo le quali non esisterebbero le sentenze che dispongono nel senso sopra esposto e che le opinioni qui riportate sono personali non merita commento.
    L’equiparazione poi, dal medesimo fatta, tra la violazione delle norme urbanistiche a quelle sul decoro, risulta del tutto incongrua e inconferente sul piano degli interessi in gioco e denota il carattere strumentale del suo intervento.

    Per capire invece se il sig. Pierluigi sia un furbo o meno, sarà sufficiente che risponda alla semplicissima domanda che gli è stata posta dal Frugoni.

    Perché anche a voler tener conto della (alttrettanto indecente) delibera n.65/2012 di Roma Capitale, la quasi totalità delle cantine e magazzini condonati saranno, o dovranno essere, dichiarati comunque inagibili.
    E il Comitato, una volta che i relativi provvedimenti saranno emessi, vigilerà che i proprietari o (leggasi “o”, particella disgiuntiva) speculatori abiano a rispettare le direttive.
    Vorrà dire che i proprietari o (vedi sopra) speculatori pagheranno l’IMU come se l’immobile fosse una casa la quale, tuttavia, non potrà essere abitata.
    Forse a quel punto converrà loro riclassificarle catastalmente.

  19. Il monolocale è superiore ai 20 mq.
    Sig. Carlo, dal momento che ritiene di essere un profondo conoscitore dei diritti costituzionalmente garantiti, mi citi quelli mancanti che ho perso dal libretto, così magari mi rinfresco un pò la memoria.
    Detto questo, certe frasi “a effetto” non mi meravigliano più di tanto e non meritano alcun commento.
    Mi sembra interessante invece il quadro delineato dal sig. Claudio che, al di là delle chiacchiere che lasciano il tempo che trovano, traccia un profilo chiaro e approfondito, anche dal punto di vista giurisprudenziale.

  20. Vorrei fare un sondaggio, tanto per capire perchè siamo qui a scrivere.

    Quanti tra di noi sono single, e quanti ammogliati con famiglia?

    Non perchè voglia proporre una partita di calcetto, ma la cosa mi interessa per avvalorare una mia tesi ….

    Vogliamo scommettere che la maggior parte di noi che scriviamo assiduamente su questo blog, si trova in una situazione single o giù di lì?

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