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“Pianeta Terra, ultimo atto” di Mario Tozzi

Per la nostra rubrica cibo per la mente oggi parliamo di Mario Tozzi e del suo ultimo libro “Pianeta Terra, ultimo atto”. Chi non conosce Mario Tozzi, il “geologo con la piccozza”? Nella realtà la piccozza è un martello della statunitense Estwing e Tozzi lo brandiva quando conduceva su RAI3 “Gaia, il pianeta che vive”; oggi Mario Tozzi è uno scrittore di successo, collabora con quotidiani e periodici e recentemente ha dato alle stampe il suo ultimo libro dal sottotitolo “Perché saranno gli uomini a distruggere il mondo”.

E’ un libro che tutti dovrebbero leggere e in modo particolare i nostri governanti; non è un romanzo di fantascienza ma il racconto di come, continuando nel nostro dissennato stile di vita, riusciremo ad annientarci. Nel leggerlo si prova la stessa sensazione di disagio e panico che prova chi, pensando di essere in perfetta salute, si sente dire dal medico che è invece gravemente ammalato.
Anche il nostro pianeta è malato solo che noi facciamo finta di non saperlo e allora, presto o tardi, questione di anni o di secoli, ipotizza Tozzi , si ribellerà e così spariremo dalla faccia della terra.

Non è una ipotesi fantastica elaborata dalla mente di uno scrittore dotato di fervida immaginazione; è invece quello che molto probabilmente avverrà se si analizzano con obiettività i fenomeni che oggi si verificano sul nostro pianeta. E Tozzi ci lascia poche speranze illustrandoci in modo chiaro gli eventi che lentamente ma inesorabilmente ci porteranno alla catastrofe.

Edward Wilson della Harvard University, uno dei più grandi esperti mondiali di biodiversità, nel 1999 scriveva: ” Anche se nessuno lo desiderava siamo la prima specie a essere diventata una forza geofisica in grado di alterare il clima della Terra, ruolo riservato alla tettonica, alle reazioni cromosferiche e ai cicli glaciali……I più grandi distruttori della vita siamo noi”.

Proprio così perchè se nei confronti di fenomeni come i terremoti o le eruzioni vulcaniche nulla possiamo è anche vero che attraverso i gas serra siamo riusciti, in appena un paio di secoli, ad alterare gli equilibri che regolavano la complessa macchina termica del pianeta.
libro-tozzi.jpgPer di più, anziché credere a quello che ogni giorno accade sotto i nostri occhi, facciamo finta di niente e preferiamo affidarci alle sentenze di quei pochi scienziati (qualcuno pagato dalle compagnie petrolifere) che mettono in dubbio l’innalzamento costante delle temperature; tutt’al più ci rifugiamo nel fatalismo dando credito a incredibili baggianate come le profezie Maya.

Il pianeta, è certo, accumula più calore di quello che riesce a disperdere e così si sciolgono i ghiacci, si innalzano i livelli degli oceani, aumenta la siccità mentre le piogge si trasformano in bombe d’acqua: anche se oggi invertissimo questa tendenza ci vorrebbero almeno 50 anni prima di assistere a un qualche cambiamento.
Nel nostro disperato bisogno di ricchezza necessitiamo poi di sempre maggiori quantità di energia elettrica che otteniamo da fonti fortemente inquinanti tra cui le centrali atomiche.

E’ facile immaginare, nella ipotesi per niente improbabile di terremoti di alta intensità che si dovessero verificare contemporaneamente, cosa accadrebbe a queste centrali: il fall-out che ne verrebbe fuori sarebbe in grado di sterminare intere popolazioni e provocare mostruose mutazioni genetiche.

Per non parlare poi della possibilità di eruzioni dei supervulcani (come quello di Yellowstone) in grado di immettere nell’atmosfera milioni di metri cubi di ceneri in grado di oscurare il cielo e impedire ai raggi solari di raggiungere la terra. Sarebbe l’inizio di una lenta agonia che porterebbe alla fine della vita animale e vegetale.

Ma se la fine del nostro pianeta è un fatto certo (tra 5 miliardi di anni, quando il Sole si spegnerà , nessuna forma di vita potrà più essere possibile) perché mai anticipare i tempi con la distruzione degli habitat naturali, l’inquinamento atmosferico e dei mari, il depauperamento delle risorse idriche, l’impossibilità di smaltire i rifiuti che produciamo, il rischio nucleare, i cambiamenti climatici…. Dopo aver letto il libro di Mario Tozzi, statene sicuri, ce lo chiederemo ogni giorno.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

2 COMMENTI

  1. Mario Tozzi è famoso per il suo catastrofismo. L’uomo è stato capace di avvelenare ed inquinare il nostro pianeta ma , per fortuna, non ha ancora la possibilità di alterare il clima. Gli evidenti sbalzi di temperatura a cui assistiamo sono dovuti alla maggiore attività eruttiva del sole che ciclicamente si ripete.

  2. non sono affatto d’accordo con il precedente commento: infatti, basta guardare il grafico dell’evoluzione temporale della temperatura media terrestre per rendersi conto che è in continuo aumento “guarda caso” a partire dall’inizio della rivoluzione industriale…

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