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Regione Lazio, si vota il 10 e 11 febbraio

renatapolverini.jpgRenata Polverini si è decisa, per il rinnovo del Consiglio e della Presidenza della Regione Lazio si voterà il 10 e l’11 febbraio 2013. La notizia è giunta 48 ore in anticipo sulla scadenza impostale dalla doppia sentenza del Tar Lazio e del Consiglio di Stato: indire le lezioni entro cinque giorni, l’ultimo dei quali domenica 2 dicembre, dopo di che il pallino sarebbe passato nelle mani di un commissario ad acta nominato dal Governo.

Non poteva non esprimersi, non rispettare la sentenza del Consiglio di Stato poteva scivolare sul penale. E’ vero che, come le consigliava qualcuno, avrebbe potuto utilizzare ancora due armi, ricorrere in Cassazione o denunciare un potenziale conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato di fronte alla Corte costituzionale, ma la Polverini evidentemente si è resa conto che non poteva tirare la corda più di tanto.

Già l’opinione pubblica non capiva e non capisce perché tanti stop & go nel restituire la parola ai cittadini, un’altra mossa per allontanare nel tempo l’appuntamento elettorale sarebbe stato del tutto inspiegabile. Ed oltretutto le avrebbe creato un danno d’immagine non indifferente.
Perché se è vero come si dice che stia pensando a ricandidarsi alla Regione, di fatica per ricostruire l’immagine vincente del 2010 dovrà farne non poca già così.

E dunque si va al voto domenica 10 e lunedì 11 febbraio 2013 ma per il momento di candidati alla presidenza all’orizzonte se ne vedono ben pochi. L’unica attuale certezza è Nicola Zingaretti intorno al quale fanno quadrato tutte le forze del centro-sinistra mentre a destra la nebbia è bassa e densa. Nel PdL alla domanda primarie o non primarie non sa rispondere nessuno. Peggio ancora se si prova a chiedere: PdL da solo o spacchettato? Tutto da scoprire. Nome o nomi di candidati presidenti? Bocche cucite, mentre in realtà una voce già circola.

E’ quella che racconta di un’eventuale candidatura alla presidenza di Francesco Storace, leader de La Destra, intorno al quale dovrebbe stringersi tutta l’area di centrodestra. Pare sia una scelta di Silvio Berlusconi che puntando anche sul leghista Maroni alla presidenza della Regione Lombardia tenterebbe così di ricostruire quella rete di alleanze smagliatasi nel tempo e di cui ha fortemente bisogno alle politiche.

Ma al 10 febbraio mancano più di due mesi, ci sarà ancora tanto tempo e modo di riparlarne. (red.)

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