Home ATTUALITÀ Regione Lazio subito al voto, lo dice il Consiglio di Stato

Regione Lazio subito al voto, lo dice il Consiglio di Stato

Nel Lazio si deve andare al voto al più presto, Renata Polverini deve indire le elezioni nei prossimi cinque giorni. Ancora una volta è la magistratura a dettare legge quando la politica è ondivaga. La prima volta è stato il Tar del Lazio a dirglielo ma, non convinta, la Polverini aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato che però ieri gliel’ha respinto confermando la sentenza del Tar: la data della tornata elettorale deve essere fissata entro i prossimi cinque giorni altrimenti lo farà un commissario ad acta nominato dal Governo.

Il Consiglio di Stato non ha neanche ritenuta valida l’obiezione dei legali della Regione Lazio secondo la quale l’espressione “indizione delle nuove elezioni entro tre mesi dallo scioglimento del Consiglio regionale” prevista dalla legge regionale n.2/2005 andrebbe intesa nel senso che le elezioni possano essere semplicemente convocate entro tale lasso di tempo senza che sia necessario il loro svolgimento. I giudici hanno invece ritenuto corretta la tesi del Tar secondo il quale questa regola si pone l’obiettivo “di assicurare una tempestiva ricostituzione degli organi di governo regionale”.  Quindi bisogna andare al voto, e subito.

Nonostante ciò alla Pisana non sono convinti della sentenza del Consiglio di Stato. L’avvocato Federico Tedeschini ha fatto già sapere che ora la Regione ha due strumenti di cui ancora avvalersi, il ricorso in Cassazione o il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato di fronte alla Corte costituzionale.

E mentre la politica fa i conti con la magistratura c’è chi intanto fa i conti col calendario. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, quale la data migliore per votare?

Lo scioglimento del Consiglio Regionale è avvenuto a fine settembre, i 90 giorni entro i quali dovevano avvenire le elezioni scadono il 28 dicembre, impossibile votare entro questa data tenuto anche conto che per legge la campagna elettorale deve durare 45 giorni. Se a questi si sommano i cinque dettati dal Consiglio di Stato si arriva dunque a fine gennaio.
Domenica 27 sembra dunque la data più attendibile, stando ai rumor che già da stamani serpeggiano nei corridoi della politica.

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