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Illegittima la proposta Piano d’Assetto Parco di Veio secondo il Comitato Cittadino XX Municipio

“La proposta del Piano d’Assetto del Parco di Veio inoltrata dal Commissario Straordinario Massimo Pezzella alla Regione Lazio è illegittima e va pertanto revocata.” A nome del Comitato Cittadino per il XX Municipio lo comunica in una nota Mario Attorre, che così spiega le ragioni che lo hanno indotto a questa conclusione.

“Il Commissario Straordinario, Avv. Massimo Pezzella, ha proceduto recentemente alla revoca del Piano d’Assetto adottato dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco alla fine del 2009 senza Rapporto Ambientale e ad adottare una “proposta” di quello che avrebbe dovuto essere un nuovo Piano ma che, a quanto è dato di sapere, ricalca sostanzialmente quello revocato, trasmessa alla Regione Lazio a valere sia ai fini della procedura di Valutazione Strategica Ambientale, che prevede la partecipazione dei cittadini e Associazioni all’elaborazione del Piano, sia ai fini della procedura di adozione del Piano di cui alla legge regionale 29/97, che prevede la pubblicazione del piano adottato per 40 giorni per consentire la presentazione di osservazioni scritte.”

“Ora – spiega Attorre – è da rilevare anzitutto che la citata legge del Parco prevede l’adozione del Piano d’Assetto e non l’adozione di una proposta del Piano e pertanto non si può dare corso alla procedura della sua pubblicazione. In secondo luogo la VAS, a norma di legge “è avviata dall’autorità procedente contestualmente al processo di formazione del piano” (art.11 Dlgs 128/2010), ed “il rapporto ambientale costituisce parte integrante del piano e ne accompagna l’intero processo di elaborazione ed approvazione” (art. 13, comma 3, Dlgs 152/2006), che è invece avvenuto senza.
La stessa legge stabilisce che “i provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge” e quindi l’atto di adozione non può che avvenire dopo la conclusione della VAS.”

“Per quanto riguarda i contenuti del Piano l’irregolarità più rilevante – sostiene l’esponente del Comitato – riguarda il fatto che il Piano d’Assetto non tiene conto dei vincoli di tutela dettati dai Piani Territoriali Paesistici e dal Piano Territoriale Paesistico Regionale, ma anzi chiede alla Regione di attenuare o addirittura di cancellare quelle disposizioni che si dovessero opporre alle previsioni edificatorie e /o di utilizzo del territorio del Parco inserite nel Piano.
È singolare – sottolinea – che un Ente preposto alla tutela della natura e dal quale ci si attenderebbe la previsione di un regime di protezione più severo di quello previsto per la generalità dei territori compresi nei Piani Paesistici, non solo non si attenga a questo ovvio principio ma si adoperi in maniera diametralmente opposta. Non vorremmo che anche in questo caso il potere istituzionale si esercitasse nell’interesse di singoli cittadini anziché a favore della collettività.”

“Un altro aspetto inaccettabile – incalza Attorre – è quello relativo alla previsione di “Parchi territoriali”, non previsti da nessuna normativa, che si sovrappongono alla zonizzazione prevista dalle norme nazionali e regionali, vanificandone la portata e limitandone il regime di tutela.
Tali Parchi sono stati di fatto introdotti per consentire la realizzazione di strutture per il soddisfacimento degli standard urbanistici e servizi di quartiere, che debbono essere invece realizzati al di fuori del perimetro definitivo del Parco, o per realizzare cubature altrimenti vietate, anche in ambiti di tutela, fino a 20 metri cubi per ettaro.”

“Sulle descritte irregolarità – conclude la nota – è stata richiamata l’attenzione dei Ministri per l’Ambiente e per i Beni e Attività Culturali nonché dei competenti organi della Regione Lazio con un appello affinché si attivino per il ripristino della legalità, condizione questa primaria per poter assicurare al territorio di Veio quella tutela che i suoi valori ambientali, storici e archeologici gli meritano.”

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52 COMMENTI

  1. Al contrario di quanto vuol far apparire Lancianese nell’ultima frase del suo ultimo post, a me sembra molto evidente che qui l’unico ad agire per un interesse diffuso (e condivisibile) sia Bosi, che ha dimostrato tante volte su queste pagine la sua competenza, la sua serietà e la sua onestà intellettuale. Per il resto mi sembra che si facciano tanti inutili e insensati giri di parole e si cerchi di far passare ragionamenti sciocchi come fossero soluzioni, al solo scopo di portare acqua al proprio privatissimo mulino (che sia economico-speculativo o politico poco importa).
    E poi, Lancianise, suvvia, “cancellare il Parco”… ma siamo fuori di testa? Cancelliamo i politici inetti semmai, cominciando da quelli incollati alle poltrone della Regione Lazio e a cominciare da questo Pezzella (ma dove l’hanno pescato?), che già da come si presenta in un blog, in uno spazio pubblico di un giornale on-line, dimostra di non essere degno di ricoprire un incarico istituzionale.
    Come al solito l’italiano medio fa lo scaricabarile.. cerchiamo di essere seri. La colpa del mancato funzionamento non è né del Parco, né della Legge, ma di chi per proprio tornaconto o per incompetenza, non attua quanto dovrebbe , seguendo la normativa e il buonsenso… Quindi è di quei “lestofanti” che occupano il posto dei politici, che non agiscono e nominano un Pezzella qualsiasi a gestire qualcosa di molto più grosso di lui. Ma quei lestofanti ce li abbiamo messi noi lì. Quindi la colpa è in primis di noi elettori che troppo spesso sbagliamo a votare, o a non votare…

  2. Ringrazio il Prof. (di cosa?) Paolo (di cognome?) per l’attenzione rivolta alle mie considerazioni. Non capisco di quali mulini stia parlando ma se c’è stato un mulino dal quale trarre profitto sono state proprio le strutture del Parco: inutili per i cittadini, fruttuose invece per chi ha fino ad oggi posato il deretano sulle poltrone retribuite con i soldi delle nostre tasse. Sulla competenza e professionalità di Pezzella non posso giudicare ma ho l’impressione che abbia messo molta buona volontà nel ricoprire il suo incarico: trovo comunque alquanto “singolare” che si critichi l’operato altrui attraverso un post anonimo.

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