Home ATTUALITÀ Ponte Milvio – Mori (PdL): Megainsegna Trony, serve trasparenza

Ponte Milvio – Mori (PdL): Megainsegna Trony, serve trasparenza

“Nella odierna Commissione Commercio di Roma Capitale a cui ho partecipato e voluta fortemente da Assocommercio Roma Nord, per tramite del Presidente Giovanna Marchese Bellaroto, è emersa una serie di problematiche importanti ed estremamente delicate che coinvolgono l’intera area di Ponte Milvio, dove non ci sono solo i lucchetti, ma anche persone che lavorano.” Così in una nota Giorgio Mori, consigliere e membro della commissione commercio nel XX Municipio.

“Alla presenza del Presidente di commissione, Ugo Cassone e dell’On. Paolo Voltaggio, per la seconda seduta consecutiva, gli operatori e i loro rappresentanti di categoria hanno espresso tutto il proprio disagio in un contesto commerciale in cui non sembra rispettato il “principio di eguaglianza”.

“La disparità di trattamento segnalata dai commercianti sembra palese” sottolinea Mori spiegando che “se sulla Via Flaminia esiste una nota e discussa questione sulle concessioni di Occupazione Suolo Pubblico sui marciapiedi (alcune autorizzate, altre negate), lo stesso plateatico mercatale, che subisce peraltro le pesanti ripercussioni della crisi economica, ha ricevuto un inspiegabile diniego per la collocazione di una idonea insegna per il mercato.”

“A pochi metri invece “troneggia” l’enorme insegna di un gigante commerciale, un’insegna che, in chiave paesaggistica, mal si contestualizza proprio nell’area in cui insiste, tra le altre cose, il marmoreo Ponte Flaminio. Appare necessario, dunque, per garantire la trasparenza degli atti amministrativi, ma anche per ridare fiducia ai cittadini ormai disillusi dalla P.A., fare chiarezza in questa vicenda che si lega alla tristemente nota vicenda del blocco dell’intera mobilità di Roma Nord.”

“Una vicenda – dichiara Giorgio Mori – provocata da un gigante che, come confermato in Commissione dal Direttore del Dipartimento, Dr. Menichini, ha evitato la Conferenza di Servizi regionale sulla mobilità necessaria per le Grandi Strutture di Vendita (oltre 5000 m.q.), aprendo due mini strutture di 2500 m.q. A Ponte Milvio – conclude – non ci sono solo i lucchetti, ma anche persone che lavorano.”

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7 COMMENTI

  1. Vogliamo parlare del commercio ambulante a ponte milvio? La piazza è diventata impraticabile. Non si riesce a passare. Chi fornisce le autorizzazioni? Chi deve controllare? Queste sono le risposte che vogliamo.

  2. Egregio consigliere, mi faccia capire meglio: lei dice che Trony ha aperto due strutture da 2500 m.q. ma per poterlo fare significa che qualcuno ben sapendo che era un negozio solo gli ha comunque dato queste due licenze giusto ? . E sempre per capire, con questo escamotage è stata aggirata una regola, un legge, o qualcosa del genere. Dunque, egregio Mori, dalle sue parole è facile dedurre che trattasi di un illecito. Mi aspetto quindi che domattina lei faccia una formale denuncia, giusto ? Grazie per la risposta. Stia bene.

  3. Caro Urbano,
    non funziona così in Italia.
    Sotto il profilo soggettivo noi dobbiamo valutare la consapevolezza che chi ha aperto tali esercizi aveva in relazione alla volontà di aggirare una norma o di contravvenirla.
    E poi dal punto di vista oggettivo bisogna chiedersi se tutti i comportamenti realizzati integrano una fattispecie di reato.
    Non sempre un aggiramento o elusione corrispondono ad un illecito.
    Pensi all’analogia con l’elusione fiscale vs evasione fiscale.
    Analoga valutazione deve essere fatta per l’amministrazione cittadina.
    Se io immaginassi che tutto questo è stato fatto con la consapevolezza di qualche funzionario o dipendente pubblico potrei anche ipotizzare, in una forma più complessa, anche un’associazione a delinquere .
    Un po’ come fece l’amministrazione Veltroni quando denunciò i tassisti che avrebbero falsamente dichiarato di non avere precedente penale di alcun tipo per ottenere la licenza. (Io ne difesi uno, forse ricorderà … ne parlai in un comunicato ) Tutti assolti…
    Sento dalle sue parole che gradirebbe una mia azione giudiziaria contro tutti i partecipanti a questa squallida vicenda, ma questo non è pensabile, allo stato.
    Ho troppo rispetto della P.A. per immaginare tutto questo.
    Però forse sarebbe opportuno chiedere all’amministrazione capitolina cosa essa pensi qualora alcuno formulasse un quesito dal tipo: “le strutture commerciali contenute all’interno dell’immobile di Via Riano possono essere considerate Grande Struttura di Vendita in forma occulta ?” sul modello della teoria dell’”imprenditore occulto” in diritto amministrativo.
    Altrimenti chiunque volesse aggirare la norma in oggetto frazionerebbe una maxi struttura commerciale in tante mini strutture e il gioco sarebbe fatto.
    Se la risposta fosse affermativa, allora effettivamente si potrebbero addebitare, in forma quanto meno di colpa grave, ai responsabili della struttura, i danni causati dalla mancanza di “conferenza regionale dei servizi per la mobilità”, ma ipotizzare una integrazione di reati è davvero molto azzardato, adesso.
    Grazie per il gentile suggerimento comunque.
    G.Mori

  4. Gentile consigliere Mori, la sua risposta peggiora le cose. La situazione delle licenze commerciali connesse alla superficie massima è – in tutta Roma – grottesca. In pieno centro ci sono negozi che – a fronte di un’unica attività – sono in realtà “composti” di più licenze (sino a 4), addirittura con più contratti di locazione in u.i. differenti ma adiacenti.
    Appare evidente quella che lei chiama “la consapevolezza che chi ha aperto tali esercizi aveva in relazione alla volontà di aggirare una norma o di contravvenirla“era tale: se così non fosse stato, perché usare due licenze?
    Non è detto che tale comportamento configuri un reato, potrebbe limitarsi ad un illecito amministrativo od altro di similmente “minore”. Ma è questa ragione sufficiente per non far nulla?

  5. signor consigliere la cosa non è chiara nemmeno a me: se ho capito bene per una attività commerciale più di 5000 metri quadri occorre una licenza particolare ma il nostro “amico” di via Riano (io abito a Ponte Milvio e so bene quanti fastidi ha portato, a cominciare dall’eliminazione del senso unico !!) essendo su due piani avrà dichiarato che errano due negozi diversi e quindi h chiesto due licenze diverse ?
    Furbo lui ma pollo chi gliele ha date ! E adesso che è saltata fuori la cosa lei dice che non si può fare niente. I furbi prevalgono sempre !

  6. Cari cittadini, le Vostre considerazioni meritano risposte immediate e prive di scuse.
    SorChisciotte, ha ragione quando dice che non è necessariamente un reato, ma potrebbe anche esserlo, qualora si dimostrasse che vi sono stati danni alla cittadinanza (e ci sono stati !) e questi danni fossero stati provocati con colpa grave o peggio, dolo. (questo è da dimostrare)
    Io non so se l’amministrazione (inteso come Dipartimento e Assessorato comunale) avessero notizia preventiva di tale situazione. E non lo posso dire. Posso solo sperare che la risposta sia negativa. Ma non può nemmeno Lei dire “appare evidente … etc”
    O provi quello che dici o taci, questo è il senso giuridico della vicenda.
    C’è presunzione di innocenza in Italia, non presunzione di colpevolezza, sia chiaro. Non basta dire, come fa Lei, “perchè usare due licenze ?”
    Però ha sacrosanta ragione quando dice che sarebbe un illecito amministrativo o comunque non è una ragione sufficiente per non fare nulla.
    Dobbiamo fare qualcosa. Un emendamento fu fatto al Piano del Commercio nell’Aprile del 2012. Lo riferisco in un commento qui:
    https://www.vignaclarablog.it/2012042618759/piano-del-commercio-ok-del-xx-municipio/
    Non solo conferenza regionale dei servizi sulla mobilità, ma anche coinvolgimento dei Dipartimenti e dei Municipi.
    Martina, anche il Suo commento merita risposta: “Furbo lui ma pollo chi gliele ha date (le autorizzazioni)! “
    Io non credo che ci siano polli al Dipartimento e al Municipio…
    Semplicemente, con l’urgenza di trovare nuove energie per il mercato e per tutto il suo indotto lavorativo (persone di tutte le classi sociali che ci lavorano) si è preferito fare il matrimonio in fretta e allora c’è stato l rischio che le cose potessero non andare bene come si sperava.
    Ora la valutazione politica definitiva: molti compromessi sono stati fatti in quest’operazione e forse i fini sono stati nobili, ma tra poco dovremo tirare le somme. Sono stati più i benefici o i danni con Trony a Ponte Milvio?
    La risposta avrà un peso anche sulle scelte elettorali dei cittadini e noi non possiamo non assumerci questa responsabilità.
    G.Mori

  7. E’ un’insegna orrenda, non capisco come sia possibile la sua presenza in quel contesto. Cosi’ come non capisco la presenza di tutti quegli ambulanti sulla piazza di Ponte MIlvio. E’ diventato impossibile camminare sui marciapiede, sopratutto per chi ha problemi di mobilità…
    A cosa serve riqualificare le piazze, se poi vengono coperte da decine di ambulanti?

    Gianluca

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