Home ARTE E CULTURA Grottarossa – Tomba dei Veienti, perché non valorizzarla?

Grottarossa – Tomba dei Veienti, perché non valorizzarla?

tomba dei veienti

Forse non tutti sanno che in via di Grottarossa, all’interno del Parco Papacci (o della Pace), sul lato sinistro adiacente via Veientana, c’è un antico manufatto a pianta rettangolare chiamato “sepolcro dei Veienti”. Non si hanno notizie sul proprietario di questa tomba realizzata originariamente con marmi e blocchi di travertino tra il I e II secolo d.c.; attualmente il sepolcro, che figura in tutti gli itinerari archeologici di Roma Nord, appare del tutto dimenticato.

Dopo aver ospitato dei senzatetto oggi è circondato da una rete metallica e da una siepe che è cresciuta limitandone la vista; certo il “sepolcro dei Veienti”, con quella trave metallica che lo sostiene, non è bello come la Tomba dei Nasoni, a due passi da Corso Francia, nè ha la magnificenza della Villa di Livia, a Prima Porta, ma è pur sempre un reperto storico di grande valore.

E allora perché non valorizzarlo un poco?

In fin dei conti basterebbe potare e abbassare la siepe, togliere rifiuti ed erbacce, magari illuminarlo la notte e mettere un pannello che ne spieghi le origini.

Niente di sofisticato, una semplice tabella con qualche foto e pochi dati; a realizzarla potrebbe essere uno degli istituiti scolastici di Via di Grottarossa: si sa, i ragazzi hanno molta inventiva e fantasia. Varrebbe la pena provarci.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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4 COMMENTI

  1. Quando sono stato membro del 1° Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veio ho proposto invano la valorizzazione di questo monumento.
    Il 1 marzo del 2011 ho trasmesso al Commissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio Massimo Pezzella, al Direttore Facente Funzioni Alessandra Somaschini, al Presidente del XX Municipio Gianni Giacomini ed all’Assessore alle Attività e Servizi Culturali Marco Perina il seguente messaggio di posta elettronica: ”Come dovrebbe esser noto, lo scorso 13 novembre é stata inaugurata la riqualificazione ed il restauro ad opera del Comune di Roma del sepolcro di Vibio Mariano situato ai bordi della Cassia nel quartiere “Tomba di Nerone”. Il Presidente della Giunta Regionale del Lazio ha motivato la decisione di commissariare tutti gli Enti di gestione delle aree naturali protette con la finalità di “creare le condizioni per favorire i flussi turistici interni e provenienti dall’esterno, collocando le aree protette della Regione Lazio all’interno di percorsi mirati e promossi nel mercato naturalistico internazionale”: con la stessa finalità si propone al Commissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio Massimo Pezzella di attivarsi per far sì che, in collaborazione con il Direttore Facente Funzioni Alessandra Somaschini e d’intesa con il Presidente del Municipio di Roma XX Gianni Giacomini, si realizzi la stessa sistemazione del sepolcro di Vibio Mariano anche per il sepolcro dei Veienti, situato all’interno del parco della Pace (cosiddetto parco “Papacci”), ai bordi di via Veientana. Si tratta di un monumento che é collegato storicamente con il sepolcro di Vibio Mariano perché entrambi ricadevano ai bordi del tracciato etrusco-romano della Via Veientana che quanto meno a partire dalla Tomba di Nerone arrivava fino all’antica città di Veio: la sua riqualificazione verrebbe a costituire il primo passo verso la valorizzazione e la riscoperta della intera via Veientana, che rappresenterebbe uno dei “percorsi mirati ” all’interno del Parco di Veio capaci di “favorire i flussi turistici interni e provenienti dall’esterno” auspicati dall’On. Renata Polverini. Per una migliore comprensione dell’importanza tanto del monumento di cui all’oggetto quanto della via Veientana, oltre alla sottostante foto, si rimettono in allegato le schede di entrambi (desunte dagli allegati alla tesi di laurea del sottoscritto sul Piano di Assetto del Parco di Veio) e delle planimetrie che riportano il percorso della via Veientana con i 12 più importanti monumenti disseminati lungo di esso. Si rimane i attesa di un cortese riscontro scritto. Distinti saluti.”
    Non ho avuto a tutt’oggi risposta da nessuno dei 4 soggetti istituzionali, evidentemente in tutt’altre faccende affancendati.

  2. Credo che la valorizzazione di un monumento all’interno del parco di Veio sia quantomeno fantascienza visto che tuto il parco di Veio e’ lasciato allo sbando , e nella fattispecie il parco Papacci e preda di extra comunitari che trovano posto per banchettare abusivamente con alcoolici e grigliate ,venendo meno alla regola non vigilata di accendere fuochi nei parchi ,oltre a quella di non sporcare visto le tappezzate di materiale che lasciano tutti i fine settimana ,inoltre tanto per gradire all’interno dello stesso parco sono state installate costosissime telecamere al fine di evitare il degrado ,ma finora no creo che nessuno le abbia mai guardate , e’ ovvio che su un appalto elettronico ci si guadagna molto ,mentre per dare un comando a dipendenti di un ente che sono gia stipendiati (a buffo) non ci guadagna nessuno e quindi e’ meglio che rimanga tutto cosi’ senno’ qualche signorotto della regione a fin di bene si regolarizza qualche miglioncino di euro in tasca .—

  3. In linea di massima, concordo con Andrea , gli extracomunitari fanno quel che vogliono, sia nel parco che fuori : hanno imparato subito tutte le nostre azioni incivili, tipo parcheggiare in 2a fila, buttare i rifiuti senza alcuna regola, ubriacarsi per strada rifornendosi di birre e alcolici nei negozi che loro stessi tengono aperti anche tutta la notte.
    Non mi sembra che siano state installate le telecamere, ma posso sbagliare.. anche se leggo che anche nella civilissima Milano (secondo alcuni..) accade lo stesso..http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/09/21/news/a_milano_oltre_1_200_telecamere_ma_nessuno_guarda_le_immagini-42939547/?ref=HREC2-12

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