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La foresta di piazza Ceroni

Piazza CeroniPiazza Guglielmo Ceroni è un piccolo slargo alla fine di Via Azzarita; qui non ci sono esercizi commerciali e neppure bancarelle di venditori ambulanti eppure sporcizia e degrado sono la normalità.

La piazza è balzata agli onori della cronaca nel mese di febbraio quando sotto il peso della neve i pini cedettero ostruendo il passaggio delle auto.

Dopo il disgelo tutto è tornato come prima; in realtà nella piazza e nelle strade adiacenti periodicamente e di buon mattino un mezzo dell’AMA con spazzole rotanti cerca di riportare, con poco successo, il “Villaggio dei Cronisti” alla normalità.

Al centro della piazza c’è una aiuola con un pino e una iscrizione in memoria di Ceroni, cronista romano; dell’aiuola non è rimasto nulla se non una selva di erbacce alte quanto un uomo. Il cartello stradale che obbliga a girare a destra è stato rimesso a posto dai residenti almeno un centinaio di volte; rimane su per qualche giorno e poi precipita in terra.

Tutta la piazza e i marciapiedi (quel poco lasciato libero dalle auto) sono costellate da deiezioni canine; per raggiungere la Cassia bisogna fare del vero e proprio slalom tra paraurti e maleodoranti “ricordini”.

Sarà per tutta questa cacca di cane fatto sta che la vegetazione in Piazza Ceroni cresce come da nessuna parte; si tratta di vere e proprie piantagioni che occupano il margine dell’asfalto.

La rampa Enzio Malatesta che mette in comunicazione la piazzetta con Via Panattoni non è da meno: sporca, trasandata, con le cabinette elettriche sfondate. E’ qui che vanno a finire le bottiglie di birra e vino di chi, dopo aver gozzovigliato, usa le scale come un cassonetto.

Il piccolo terrazzino in cima alla scalinata si è trasformato nel tempo in una vera foresta tropicale; le piante hanno attecchito tra i sampietrini e complice una estate rovente sono venute su che è una meraviglia.

A chi competa la pulizia di quest’area non è chiaro certo è che l’AMA può gestire la normalità e non contrastare l’inciviltà e la maleducazione dei tanti.

Che dire ad esempio del fenomeno tutto romano di disfarsi di oggetti ingombranti (in particolare vecchi divani, frigoriferi, lavatrici, mobili) proprio nel mese di agosto quando la città è deserta.

Un anticipo delle pulizie pasquali da fare nelle ore notturne.

La situazione di Piazza Ceroni e Via Panattoni sembra senza uscita: forse le cose potrebbero migliorare con la costituzione di un “consorzio” in grado di gestire la pulizia, l’ordine e l’organizzazione del quartiere sul modello di quanto fatto in Via Cortina d’Ampezzo.

Potrebbe essere una soluzione al degrado del bel “Villaggio dei Cronisti” di cui proprio Guglielmo Ceroni fu l’ideatore.

Francesco Gargaglia

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