Home AMBIENTE Crepe come crateri sulla ciclabile di Ponte Milvio

Crepe come crateri sulla ciclabile di Ponte Milvio

Lo stato di degrado e di abbandono della pista ciclabile di Roma-Nord che da Ponte Milvio conduce fino a Castel Giubileo, ha raggiunto livelli di gravità inaudita. Vegetazione folta, ma soprattutto numerose grandi crepe mettono a serio rischio la sicurezza dei ciclisti. “Ma c’è ancora qualcuno che si occupa della ciclabilità a Roma?” A porre questa domanda è Fausto Bonafaccia, Presidente di BiciRoma, associazione che conta migliaia di iscritti appassionati delle due ruote, dei quali tanti anche di questa pista.

“Oltre alla vegetazione incolta – segnala Bonafaccia – anche ieri in diversi hanno evidenziato al nostro stand presente a Ponte Milvio i pericoli delle fenditure presenti lungo il tragitto. Fenditure che rattoppate alla meno peggio con il cemento si riaprono dopo poco tempo.”

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“Questa pista, realizzata oltre 22 anni fa, ha bisogno di un intervento strutturale che rifaccia bene il fondo. Ma c’è ancora qualcuno che si occupa della ciclabilità a Roma? – incalza il presidente di BiciRoma puntando il dito contro l’assessore capitolino all’ambiente – Marco Visconti che fa, ha previsto qualcosa in merito?”

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“A noi – conclude Bonafaccia – sembra si preoccupi solo dei convegni e degli annunci che poi si perdono nel nulla. Intanto la reale situazione della ciclabilità romana è quella che documentiamo di giorno in giorno, situazione che sta costantemente peggiorando.”

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1 commento

  1. l’erba alta ha ormai invaso quasi completamente la pista, per non parlare poi di automobili parcheggiate nelle interruzioni della stessa a ridosso di alcuni centri sportivi.
    Ma la cosa più grave secondo me è da segnalare nel tratto ponte milvio-ponte della musica dove macchine e motorini possono liberamente entrare da un varco nei pressi del chiosco di ponte milvio e percorrere la pista completamente, cosa che regolarmente avviene, mettendo a serio rischio l’incolumità delle persone che la frequentano. sopratutto di chi (turisti e/o occasionali fruitori) non conosce il pericolo.

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