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A colloquio con Massimo Pezzella, commissario straordinario del Parco di Veio

pezzella.jpgPer il Parco di Veio si profila un’estate torrida. E non ci riferiamo tanto alle temperature africane di questi giorni quanto al banco di prova dell’atteso Piano di Assetto che, dopo quattordici anni, giunge al giudizio della Regione e dei cittadini. Ma che cos’è il Parco di Veio? Per rispondere a questa e ad altre domande abbiamo intervistato Massimo Pezzella, commissario straordinario dell’Ente Parco.

Istituito nel 1997 a seguito della legge regionale n. 29 dello stesso anno (Aree naturali protette regionali), con i suoi quasi 15mila ettari il Parco Regionale di Veio è il quarto parco del Lazio per estensione, comprendente nove comuni (Comune di Roma, Campagnano, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano Romano, Mazzano Romano, Morlupo, Riano, Sacrofano) e caratterizzato dalla presenza di importanti reperti archeologici d’epoca etrusca e romana.

Insieme a quello storico-artistico (è bene ricordare che larga parte della Via Francigena nel Lazio ricade al suo interno) il Parco di Veio ospita un patrimonio floristico e faunistico tra i più ricchi e interessanti dell’intera Regione. Ne fa parte, tra gli altri, la Valle del Cremera, proclamata “Sito di Importanza Comunitaria” (SIC) dalla UE per il suo valore naturalistico e ambientale.

Sono ben cinque, inoltre, i musei che ospitano collezioni di reperti provenienti dal territorio del parco, e non è escluso che in future campagne di scavo possano essere individuate nuove importanti testimonianze archeologiche.

Ma il Parco di Veio è anche chi lo abita e ne fa un polo d’attrazione per tutti quegli aspetti tipici di una tradizione agricola e contadina oggi in via di estinzione. Per questo vengono organizzate periodicamente iniziative volte a sensibilizzare i cittadini sull’importanza di preservare questa grande riserva attraverso incontri, giornate a tema e progetti didattici.

Ma perché il Piano di assetto di un Ente tanto importante, istituito nel 1997, viene presentato solo ora? E quali ne sono le caratteristiche?

VignaClaraBlog.it ha avuto un lungo colloquio con Massimo Pezzella, da due anni Commissario Straordinario del Parco di Veio. Un incontro che è servito a fare luce su molti punti e a capire quali sono le prospettive future dell’Ente Parco di Veio.

Cominciamo dalla fine: martedì 19 giugno è stato finalmente consegnato alla Regione Lazio il Piano d’assetto del Parco Regionale di Veio. Come è strutturato e quali novità introduce? Il Piano prevede la riorganizzazione del territorio in quattro zone. Si parte dalla zona A che è costituita da aree di rilevante interesse naturalistico e ambientale per arrivare alla zona B, composta da ambienti boschivi, collinari e di fondo valle. In queste parti non sarà possibile effettuare nessuna opera di modifica del territorio.
Ci sono poi la zona C, costituita da zone di sicuro pregio ambientale in cui però verranno assecondate le attività artigianali e agricole, e infine la zona D che ospita quelle aree destinate all’attività fruitiva e alla promozione turistica. Aree cioè interessate all’azione di intervento dell’uomo.

La grande novità è quella di aver strutturato un piano a misura del Parco, cioè tenendo conto delle sue caratteristiche e peculiarità. Inoltre ci siamo aperti alle osservazioni dei cittadini che possono dirci cosa può andare e cosa deve essere modificato. È un modo per interagire con la popolazione.

In cosa consiste tale procedura? Questo è l’iter: il Piano di assetto è stato depositato, al momento opportuno la Regione lo pubblicherà e da quel momento cominceranno i 40 giorni di osservazione in cui il cittadino potrà presentare qualsiasi appunto o analisi in merito. Può farlo recandosi nei nostri uffici, compilando una scheda, versare una tassa di segreteria e protocollare una domanda.
Alla fine ci sarà una commissione di tecnici specializzati in questioni ambientali che valuteranno attentamente ogni domanda e osservazione. Al termine ogni valutazione verrà rimandata in Regione.

Perché c’è voluto tanto tempo a farlo? Perché lo scambio tra le varie istituzioni a livello regionale porta di per se a delle lungaggini giustificate in questo caso anche dalla delicatezza della materia. Inoltre la politica deve ascoltare le opinioni di tanti interlocutori (ambientalisti, comunità, comitati…) che spesso non pensano all’importanza di un Piano d’assetto da presentare in breve tempo.

Ma chi ricopre cariche ha il dovere di rispondere ai cittadini e il ritardo in questione è da imputarsi a una difficoltà soggettiva delle persone che non hanno saputo assumere la responsabilità di farlo, a prescindere da quello che sarà il percorso, facile o meno, del Piano. L’importante è cominciare.
Per quanto riguarda i venti mesi che sono stati necessari alla sue realizzazione, ciò è dovuto al fatto che ho voluto prima ascoltare tutti i sindaci dei Comuni che rientrano nel territorio in questione.

Finora c’è stata qualche osservazione sul Piano presentato? Prima di portare il Piano in Regione io mi sono occupato molto della comunità che abita il Parco, cioè come ho detto dei sindaci dei Comuni ricadenti nel territorio, e ho voluto fare un Piano che avesse il loro consenso dato che essi rappresentano la maggioranza dei cittadini (il Parco ospita circa 200.000 cittadini).
Ho cercato di avere un dialogo con loro e siamo giunti a una riunione in cui mi hanno dato un parere positivo. Gianni Giacomini, presidente del XX Municipio,  mi ha supportato un questo percorso in quanto il suo municipio è il più “sollecitato” dal Parco di Veio che ricade il larga parte sul suo territorio.

Il Presidente della Commissione regionale Ambiente è Carlino, un immobiliarista. Non si potrebbe verificare una sorta di “conflitto d’interessi”? La Commissione è fatta di diversi soggetti, e quindi il Presidente non decide autonomamente ma in concerto con altre persone che poi votano a maggioranza.

È prevista per ottobre l’apertura di una nuova sede dell’Ente a Sacrofano. Che vantaggi porterà? Quando io mi sono insediato qui ho travato una sede obsoleta, non adeguata a un percorso di un Ente nato nel 1997. Qui si recepiscono i protocolli, c’è il Commissario, i suoi collaboratori, l’ufficio comunicazione, insomma una gran quantità di persone, e per fare un esempio non c’è un ascensore, non è quindi possibile far accedere persone con difficoltà motorie.

L’ufficio tecnico com’è ora strutturato non è in grado di assorbire tutte le istanze di un grande territorio. Al momento infatti tutto è delocalizzato in quattro sedi che portano a una spesa d’affitto annua di 60.000 euro, il che vuol dire che solo per questo un’enorme fetta di bilancio va esaurita.

Mi sono attivato subito per avere una sede a costo zero anche a Roma, per dare ai romani una sede più vicina alla città. Inoltre ho trovato nel sindaco di Sacrofano una disponibilità totale, in quanto mi ha messo a disposizione una scuola che abbiamo ristrutturato e che a novembre sarà in grado di ospitare in un solo edificio tutti gli uffici evitando il disagio del decentramento. A Roma abbiamo in mente due sedi, una a Casale Ghella, a Grottarossa, e l’altra a Inviolatella Borghese. Al momento stiamo aspettando la risposta del Comune.

Quali sono le iniziative per promuovere il parco e il suo patrimonio? Abbiamo organizzato recentemente una manifestazione a Isola Farnese per promuovere la Via Francigena e la futura area scout. Questa è una cosa molto importante perché quando sono arrivato ho trovato inizialmente un parco vietato agli scout in quanto non era possibile pernottare con tende nell’area.

Nel 2005 è uscita una legge che prevede la possibilità di permettere a un certo numero di associazioni, tra cui molte sono di scout, attività culturali all’interno di aree appositamente scelte dall’Ente, come il pernotto culturale. A tal fine sto chiudendo un protocollo d’intesa col XX Municipio.

Qual è il futuro del parco? Innanzitutto verificare se questo Piano di assetto abbraccia realmente le necessità del parco e della sua comunità, zona per zona, quartiere per quartiere, comune per comune. Verificare se i cittadini sono felici di utilizzare il parco come risorsa ricettiva, turistica e culturale. Se questo avviene allora il nostro lavoro è stato utile e la nostra gratificazione totale.

Adriano Bonanni

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8 COMMENTI

  1. Con una Circolare dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio trasmessa il 19.2.2010 è stato comunicato a tutti gli enti di gestione delle aree naturali protette istituite a livello sia regionale che provinciale che “i Piani delle aree naturali protette di cui all’art. 26 della LR 29/97 e ss.mm.ii., compresi i Programmi pluriennali di promozione economica e sociale di cui all’art. 30 della medesima legge, sono soggetti all’applicazione delle procedure di VAS”.
    La procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), introdotta dalla Direttiva 2001/42/CE e recepita con i D. Lgs. n. 152/2006, n. 4/2008 e n. 128/2010, comporta la trasmissione di un Rapporto Preliminare all’Ufficio VIA della Regione Lazio che con un documento conclusivo di Scoping detta le prescrizioni per la redazione del Rapporto Ambientale sulla base del quale avrebbe dovuto essere redatto tanto il Piano di Assetto del Parco di Veio quanto il Programma Pluriennale di Promozione Economica e Sociale (in sigla PPPES) da pubblicare poi come “proposta” per 60 giorni, per consentire la presentazione di osservazioni a cui poi controdeduce l’Ente Parco assieme all’Ufficio VIA sottoponendo a revisione la “proposta” del Piano di Assetto per poi adottarlo ufficialmente e pubblicarlo per 40 giorni ai sensi della legge regionale n. 29/1997.
    In termini di metodo la procedura della VAS è stata completamente disattesa dall’ultimo Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veio che – ignorando il PPPES – con delibera n. 32 del 9.12.2009 ha adottato il Piano di Assetto dopo aver trasmesso soltanto il Rapporto Preliminare senza nemmeno aspettare che su di esso si pronunciasse l’Ufficio VIA della Regione Lazio con il documento conclusivo di Scoping, trasmesso 4 mesi dopo: il 29.1.2010 la Comunità del Parco di Veio ha espresso parere negativo soprattutto per la violazione totale della procedura relativa alla VAS così come sopra descritta, “mancando il Rapporto ambientale obbligatorio ai fini dell’espletamento della procedura di valutazione di piani e programmi (VAS), come prescritto dalla Direttiva comunitaria 42/91 e dal D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.”.
    È inaccettabile la disinformazione fornita a tal riguardo dal sig. Massimo Pezzella, che tace del tutto non solo sull’evidente contenzioso che c’è stato tra organi dell’Ente Parco, ma soprattutto sul modo con cui è stato alla fine superato, di cui si dirà più avanti, con un rinnegamento di fatto da parte della Comunità del Parco del proprio “parere” espresso 2 anni e mezzo prima.
    La procedura indicata dal Commissario Straordinario nel colloquio pubblicato su questo blog sembra ignorare completamente tanto la Direttiva 2001/42/CE quanto la Circolare della Regione sulla VAS (mai citata nel colloquio), estesa anche al PPPES, perché salta direttamente alla fine dell’iter con la pubblicazione su un quotidiano a diffusione regionale dell’avviso del deposito del Piano di Assetto per 40 giorni: ai sensi del 4° comma dell’art. 26 della L.r. n. 29/1997 “durante questo periodo chiunque può prenderne visione e presentare osservazioni scritte all’ente di gestione, il quale esprime il proprio parere entro i successivi trenta giorni e trasmette il parere e le osservazioni alla Giunta Regionale”.
    Quanto affermato dal sig. Pezzella è in contrasto con la nota prot. n. 19852 del 10 agosto 2010 con cui il Direttore Generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente dott. Giuseppe Italiano ha parlato espressamente di “data di pubblicazione sul BURL della proposta Piano assetto del parco, e del relativo Rapporto Ambientale e Sintesi non tecnica”: è in contrasto anche con lo stesso documento finale di Scoping che testualmente dispone che “l’autorità procedente é tenuta alla pubblicazione di un avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (BURL) contenente il titolo della Proposta di Piano, il Proponente, l’Autorità Procedente, l’indicazione delle sedi dove può essere presa visione del Piano, del Rapporto Ambientale e delle sedi dove si può consultare la Sintesi non Tecnica….. L’Autorità Competente e l’Autorità Procedente mettono altresì a disposizione del pubblico la Proposta di Piano, il Rapporto Ambientale e la Sintesi non tecnica mediante il deposito presso i propri uffici e la pubblicazione sul proprio sito web”.
    È ancor più inaccettabile la disinformazione fornita anche a tal riguardo dal sig. Massimo Pezzella specie laddove “interpreta” il dettato normativo sopra riportato sostenendo che ogni cittadino possa presentare le proprie osservazioni (che vengono trasmesse per lo più per posta) recandosi invece a Campagnano negli uffici dell’Ente, per compilare “una scheda, versare una tassa di segreteria e protocollare una domanda”.
    Anche per superare il contenzioso che in tutto questo frattempo nemmeno la Giunta Regionale si è preoccupata di sciogliere, con deliberazione n. 49 del 30.12.2011 il Commissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio dott. Massimo Pezzella ha dapprima revocato in via di autotutela la deliberazione del Consiglio Direttivo n. 32/2009 con cui era stato adottato il Piano di Assetto del Parco di Veio e poi con successiva deliberazione n. 5 del 13.2.2012 ha deciso di adottare la “proposta” del Piano di Assetto dopo aver ritenuto conclusa la “procedura di integrazione degli elaborati di Piano, comprensiva di limitate modifiche agli stessi, nel rispetto degli esiti della Valutazione Ambientale Strategica come espressi dall’autorità competente nel documento conclusivo di scoping”.
    Il documento conclusivo di Scoping dispone che “l’Autorità Procedente dovrà prendere in considerazione nel Rapporto Ambientale le osservazioni pervenute da parte dei soggetti competenti in materia ambientale, nonché di quelle formulate da questa Autorità e delle stesse si dovrà fornire evidenza relativamente alle modalità di recepimento”: fra le “osservazioni” ci sono l’obbligo di rispettare le prescrizioni, specie di inedificabilità, dei PTP e del PTPR che il Piano di Assetto così come adottato ha invece deliberatamente violato tanto nelle 43 sottozone D3 quanto nelle 46 sottozone D5 perché risultano in difformità totale o parziale dai PTP n. 15/7 “Veio-Cesano” e n. 4 “Valle del Tevere” e/o dal PTPR, nonché il soddisfacimento degli standard urbanistici di tipo edilizio da assicurare al di fuori dei “Parchi Territoriali” in particolare e del Parco di Veio in generale e la tutela del patrimonio archeologico e storico-monumentale da aumentare ben oltre le sole città di Veio, Villa di Livia e Malborghetto.
    Riguardo ai metri cubi di cemento che sono stati coscientemente “regalati” in modo illecito, si mette in evidenza che ai primi del mese di dicembre 2009 l’Ufficio Tecnico dell’Ente era stato incaricato di verificare i vincoli di tutela integrale (e quindi di totale inedificabilità) prescritti da PTP e PTPR ed era arrivato a rilevarne addirittura 21 in due apposite tavole grafiche, che non sono state però alla fine allegate al Piano di Assetto adottato poco dopo in totale difformità.
    Nel Rapporto ambientale redatto a gennaio di quest’anno è stata fornita evidenza relativamente alle modalità di recepimento delle suddette “osservazioni” riportandole integralmente al paragarfo 1.7, ma senza poi rispettarne nemmeno una nei paragrafi successivi relativi al rispetto della pianificazione paesistica, della inedificabilità anche all’interno di tutti e 5 i “Parchi Territoriali” e della maggior tutela del patrimonio archeologico e storico-monumentale: se si considera che ai sensi del 3° comma dell’art. 13 del D.Lgs. n. 152/2006 “il rapporto ambientale costituisce parte integrante del piano o del programma e ne accompagna l’intero processo di elaborazione ed approvazione”, che invece non c’è stato né ieri né oggi, se ne deduce che a maggior ragione le “osservazioni” del documento conclusivo di Scoping non risultano recepite nemmeno negli elaborati grafici e nelle Norme Tecniche della “proposta” di Piano di Assetto del Parco di Veio, che è così rimasto pressoché lo stesso adottato il 9.12.2009.
    A tal riguardo è a maggior ragione inaccettabile la dichiarazione resa dal sig. Pezzella secondo cui “la grande novità è quella di aver strutturato un piano a misura del Parco, cioè tenendo conto delle sue caratteristiche e peculiarità”, che ora come ora risultano invece gravemente alterate.
    Come disposto dalla delibera del Commissario Straordinario n. 5/2012, gli elaborati definitivi del Piano di Assetto sono stati trasmessi alla Comunità del Parco di Veio per il parere di sua competenza da esprimere entro 30 giorni, trascorsi i quali il Piano verrà depositato per un tempo complessivo di 60 giorni, “da considerarsi inclusivo del periodo di deposito di quaranta giorni previsto dalla L.R. n. 29/97 art. 26 comma 4”.
    Con la suddetta disposizione la delibera presenta un altro grave vizio di legittimità in termini di “metodo” perché sovrappone indebitamente la pubblicazione dei 60 giorni che è relativa alla “proposta” del Piano di Assetto con la pubblicazione dei 40 giorni che invece riguarda una “adozione” che non c’é stata, dal momento che – una volta presentate le osservazioni alla “proposta” e fatte le dovute controdeduzioni – in base alla legge regionale n. 29/1997 sia le une che le altre vanno trasmesse alla Giunta Regionale assieme al Piano di Assetto che sarà però rimasto sotto forma di “proposta” e non di “piano adottato”.
    Alla Comunità del Parco di Veio sono stati concessi altri 60 giorni per pronunciarsi, dal momento che inizialmente aveva rilevato che le era stato di fatto trasmesso lo stesso identico Piano di Assetto del 2009, per cui non poteva che confermare lo stesso “parere” negativo espresso su di esso: dopo un lungo e ripetuto dialogo con i Sindaci dei Comuni ricadenti nel territorio del parco di Veio, grazie anche al “supporto” del Presidente del XX Municipio, come riportato sul sito dell’Ente il 12 giugno scorso il Commissario Straordinario ha ottenuto un “parere favorevole con prescrizioni” che sembrano aver riguardato soltanto la modifica di alcune Norme Tecniche, senza aver toccato né il Rapporto Ambientale che ha disatteso del tutto le “osservazioni” prescritte con il documento conclusivo di Scoping né tanto più gli elaborati grafici del Piano di Assetto rimasti con tutte le gravi violazioni sopra evidenziate.
    Di fronte ad un comportamento della “politica” di questo basso stampo, non rimane che pretendere il rispetto tanto del nostro Stato di diritto quanto della Comunità Economica Europea avvalendosi delle “armi” democraticamente messe a disposizione, vale a dire l’impugnazione al TAR del Lazio del Piano di Assetto così come licenziato dal Commissario Straordinario e la denuncia della grave e recidiva violazione della VAS al Ministro dell’Ambiente Clini e soprattutto alla Corte di Giustizia Europea, se non anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli.

  2. Non entrero’ nel tecnicismo dei riferimenti normativi che sanciscono in maniera esplicita quali siano le procedure per stilare il piano di assetto , ho piena FIDUCIA del signor BOSI .
    PERO’ .
    Caro Sig. Massimo Pezzella le ho chiesto diverso tempo fa un incontro come presidente del Comitato di Quartiere Karol Wojtyla , sicuramente non per farle perdere tempo ma per rendermi conto ed informarla che i Progetti del Parco e i piani di assetto del parco riguardano la VITA e il destino di un intero quartiere come il NOSTRO (Valle Muricana).
    Evidentemente LEI non tiene conto di tali RICHIESTE, proposte in maniera trasparente attraverso questo importante BLOG .
    Nella sua STUDIATA intervista confezionata e quasi perfetta le posso assicurare come rappresentate del territorio in cui abito non MI ritrovo assolutissimamente .
    Lei afferma di aver ascoltato i cittadini ,QUALI ?
    Perche’ pur sapendo del nostro interesse non ha ritenuto OPPORTUNO cercarci invitarci , sarebbe stata un ‘occasione di apertura IMPORTANTE in Nome della TRASPARENZA.
    Forse e’ complice la poca esperienza, oppure tralasciare CHI potrebbe ostacolare un PIANO che magari va a FAVORE del TALQUALE di turno e’ stata la cosa piu’ CONVENIENTE?.
    Purtroppo Come dice il Giornalista c’e un conflitto d’interessi troppo alto (REGIONE LAZIO ) forse e’ leggittimo pensare che il PIANO SIA STATO FATTO CALARE DALL’ALTO con le persone giuste ai punti di comando ?.
    Comunque sia cari Signori al di la’ di cio che fanno i SINDACI oppure il PRESIDENTE del XX° MUnicipio, LEI deve mostrare le relazioni con assemblee pubbliche partecipate dove i CITTADINI sono chiamati ad esprimersi , anche i SINDACI di cui LEI parla devono dare avvallo scritto in rappresentanza della cittadinanza assumendosi ogni responsabilita’ delle decisioni che prendono .
    Queste richieste che sembrano IRRIVERENTI nei SUOI confronti sono soltanto leggittime richieste di DEMOCRAZIA in merito alle questioni in OGGETTO , per aiutare un PROCESSO POSTIVO DI SVILUPPO in cui TUTTI CREDIAMO .

    PARTECIPAZIONE CONFERMATA ANCHE CON L’ULTIMO PRG REGIONALE approvato .

    Conservare la FLORA E LA FAUNA e cosa IMPORTANTISSIMA se poi e’ accompagnato dal RISPETTO DELLE PERSONE CHE ABITANO I LUOGHI
    questo dovrebbe essere la CHICCA PER OGNI BUON AMMINISTRATORE NON LE PARE ?.

  3. Vorrei fare i complimenti al Commissario Pezzella e dire a tutti coloro che per “sport” contestano tutto e tutti che purtroppo il Parco di Veio ha condizionato tutto e tutti anche per colpa di coloro che per natura disfano e tendono ad immobilizzare tutto e tutti. Comunque un piano di assetto andava presentato e la sua leggittimità ed efficenza sarà dimostrata a tempo debito.
    Noi cittadini abbiamo bisogno di amministrazioni e amministratori che mettono la loro faccia su quello che fanno e soprattutto che hanno il coraggio di muovere situzioni ferme da decenni.

  4. Ringrazio Erminio D’Agostino per la fiducia incondizionata che ripone in me per quanto riguardo un mio presunto “tecnicismo dei riferimenti normativi” relativi alle “procedure per stilare il piano di assetto” che ha voluto intravedere nel mio commento, che non conterrebbe quindi alcun riferimento invece ai contenuti del Piano di Assetto congedato dal Commissario Straordinario.
    A maggior chiarimento dei gravi vizi di legittimità che si ravvisano nel Piano di Assetto e che secondo il sig. Silvio Ciccarelli mi divertirei a contestare per “sport”, mi vedo costretto a concretizzare meglio quanto ho scritto con esempi tangibili alla portata della comprensione di tutti.
    Siccome però secondo la concezione molto “democratica” del nostro Stato di diritto ed il perfetto uso della lingua italiana che ha il sig. Silvio Ciccarelli “comunque un piano di assetto andava presentato e la sua leggittimità ed efficenza sarà dimostrata a tempo debito”, debbo prima far presente che con sentenza n. 108 del 19 maggio 2008 la Corte Costituzionale ha sancito che “per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi quelli degli enti gestori delle aree naturali protette”.
    Nel rispetto della suddetta sentenza, la Regione Lazio ha dapprima modificato il 6° comma dell’art. 26 della legge regionale sui parchi n. 29/1997 e poi l’Area Copianificazione Territoriale e Ambientale della Regione Lazio ha espressamente prescritto per la redazione del Rapporto Ambientale del Parco di Veio che “il Piano di Assetto, sostituendosi ai piani territoriali e urbanistici di qualsiasi livello alla sua approvazione, dovrebbe recepire le previsioni urbanistiche dei paini regolatori generali e dei piani attuativi comunali vigenti, compatibilmente con la pianificazione paesaggistica, considerata prevalente su tutti gli altri tipi di pianificazione (sentenza C.C. 108/08)”.
    Anche per la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo la proposta di Piano deve essere resa conforme alle previsioni ed ai dettami del P.T.P.R. regionale, al primo gerarchicamente sovraordinato dalla normativa di tutela nazionale (art. 145, co. 3, D.Lgs. 42/2004).
    Come ho già avuto modo di commentare, il documento conclusivo di Scoping dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio ha disposto che l’Ente Parco di Veio doveva prendere in considerazione nel Rapporto Ambientale le osservazioni pervenute da parte dei soggetti competenti in materia ambientale, nonché di quelle formulate da questa Autorità e delle stesse si dovrà fornire evidenza relativamente alle modalità di recepimento”: siccome per legge “il rapporto ambientale costituisce parte integrante del piano … e ne accompagna l’intero processo di elaborazione ed approvazione”, il recepimento delle prescrizioni dettate dalla Regione avrebbe dovuto essere recepito non solo nel Rapporto Ambientale redatto lo scorso mese di gennaio, ma anche e soprattutto negli elaborati grafici del Piano di Assetto licenziati dal Commissario Straordinario.
    Fatte queste dovute premesse, dimostro soprattutto al sig. Silvio Ciccarelli in che misura è avvenuto questo recepimento, elencando di seguito le località che sono state rese edificabili come sottozone D3 o D5 in totale difformità dai PTP e dal PTPR che invece le destinano per lo più a zona di tutela integrale e quindi a totale inedificabilità, procedendo da sud a nord.
    – Area a sud del GRA, tra il Fosso del Fontaniletto e l’Ospedale S. Andrea (XX Municipio)
    – Piana del Colle delle Acacie lungo la via Flaminia Nuova (XX Municipio)
    – Aree a ridosso di via Cassia Vecchia, tra cui quella al civico n. 306 in cui la S.r.l. “Centri Balduina” vuol realizzare un centro commerciale (XX Municipio)
    – Area a ridosso di via Moretti (zona Cassia), ricadente all’interno del “Parco Territoriale di Veio e dell’Inviolatella” (XX Municipio)
    – Area ad est del comprensorio “Il Pino” (escluso dal parco) ricadente all’interno del “Parco Territoriale di Veio e dell’Inviolatella” (XX Municipio)
    – Area ad est di via Cassia tra località “Il Centro” e “Casale Nuovo” (XX Municipio)
    – Area a sud della località “Monte Lupoli” (XX Municipio)
    – Comprensorio all’altezza del km. 8 di via della Giustiniana (XX Municipio)
    – Area a sud della località “Villa di Livia” (XX Municipio)
    – Area ad ovest di via S. Cornelia, in località “Tenuta di Monte Oliviero” ricadente all’interno del “Parco Territoriale Sacrofanese” (XX Municipio)
    – Aree a nord-est della località “Vezzano” (XX° Municipio e Sacrofano)
    – Area a nord della località “Monti Falasca” (XX Municipio)
    – Area a ridosso del Fosso della Torraccia interessata dal progetto del centro di produzione “Videa” (XX Municipio)
    – Comprensorio tra il Fosso della Torraccia e la via Flaminia (XX Municipio)
    – Area ad est della Cassia Bis e ad ovest di via S. Cornelia, dove sono ricompresi 100 ettari di proprietà di un membro del Consiglio Direttivo che ha adottato il Piano di Assetto (XX Municipio)
    – Comprensorio ad ovest di Via Flaminia, all’altezza della località di “Malborghetto” (XX Municipio)
    – Area ad est della località “La Bandita” (Formello) (XX Municipio)
    – Area ad est di via Formellese, in località “Casale Ponte Sodo” ricadente all’interno del “Parco Territoriale di Veio e dell’Inviolatella” (Formello)
    – Comprensorio ad ovest di via Formellese ed a nord della Cassia Bis (Formello)
    – Area ad est della località “Monte Tondo” (Formello)
    – Aree ad est di via Formellese ed a nord, sud ed est della località “Terre di Ronca” (Formello)
    – Area a sud della località “Grossara” (Formello)
    – Area ad est di Formello e ad ovest della località “Monte Zuccherino” (Formello)
    – Comprensorio a nord-est di Formello, a ridosso del confine del Comune di Sacrofano (Formello)
    – Area in località “Le Perazzeta” (Formello)
    – Aree a sud e da est della località “Santi Martiri” (Formello)
    – Comprensorio ad est ed ovest di via Sacrofanese, a nord e sud della località “La Melazza” e “Monte Noce” (Comune di Sacrofano)
    – Area in località “Valle Sirinera” (Sacrofano)
    – Area a nord della località “Monte Cavone” (Sacrofano)
    – Comprensorio in località “Casina Serraggi” e “Casale Paglierini” (Sacrofano)
    – Area a nord di Monte Musino, tra le località “Noceto” ad ovest e “Casaletto”, ricadente all’interno del “Parco Territoriale Monte Aguzzo e del Monte Musino” (Sacrofano)
    – Area a ridosso del confine orientale del Comune di Formello (Sacrofano)
    – Area in località “Fontana Nuova” (Sacrofano)
    – Comprensorio a nord-est del centro di Sacrofano (Sacrofano)
    – Area a sud della località “Monte Merlano e ad ovest di “Monte Caminetto” (Sacrofano)
    – Comprensorio in località “Casina Serraggi” e “Casale Paglierini”, dove ha una proprietà l’ex Vice Presidente della Regione Lazio all’epoca della Giunta di Storace (Sacrofano)
    – Comprensorio in località “Monte Sughero”, ricadente all’interno del “Parco Territoriale delle Mole di Castelnuovo di Porto” (Sacrofano)
    – Area a nord di Monte Musino, tra le località “Noceto” ad ovest e “Casaletto”. Ricade all’interno del “Parco Territoriale Monte Aguzzo e del Monte Musino” (Sacrofano)
    – Area a ridosso del confine orientale del Comune di Formello (Sacrofano)
    – Area in località “Fontana Nuova” (Sacrofano)
    – Comprensorio a nord-est del centro di Sacrofano (Sacrofano)
    – Area in località “Valle Biachella” (Sacrofano)
    – Area a sud-est della macchia di Roncigliano, in località “Monte Cardeto” (Riano)
    – Comprensorio in località “Monte Sughero”, area a sud-est della località “Borgo Pineto” ed Area a sud della località “Macchia di Quartarelle”, tutte ricadenti all’interno del “Parco Territoriale delle Mole di Castelnuovo di Porto” (Riano)
    – Area a sud-est della macchia di Roncigliano, in località “Monte Cardeto” (Riano)
    – Area in località “Cava del Bruciore” (Campagnano)
    – Area tra le località “Torletto” ad est e “Castagneta” ad ovest (Campagnano)
    Come si può notare, la tutela e la valorizzazione del Parco di Veio è stata assicurata “regalando” una marea di metri cubi di cemento in barba della sentenza della Corte Costituzionale e dell’art. 9 della nostra Costituzione che obbliga lo Stato alla tutela del paesaggio.
    In considerazione di tutti i suddetti vizi di legittimità, mi sento di replicare al sig. Silvio Ciccarelli che, se c’è qualcuno che per natura disfa e tende ad immobilizzare tutto e tutti, questo è prima di tutti proprio il Commissario Straordinario Massimo Pezzella che ha messo la sua faccia e si è preso la responsabilità di adottare una “proposta” di Piano di Assetto di cui non può essere “dimostrata a tempo debito”, cioè a posteriori, la “leggittimità” e la “efficienza” di cui parla il sig. Silvio Ciccarelli, dal momento che ai sensi della lettera c) del 2° comma dell’art. 18 della legge regionale n. 29/1997 la Giunta Regionale del Lazio “esercita il controllo di legittimità e di merito” del Piano di Assetto del Parco di Veio prima e non certo dopo il suo deposito.
    Ma tutte le Giunte Regionali che si sono succedute dal 1997 (anno di istituzione del Parco di Veio) in poi si sono guardate bene dal rispettare e far rispettare le leggi che loro stese si sono date.
    Le “situazioni ferme da decenni” di cui parla il sig. Silvio Ciccarelli sono imputabili esclusivamente alla “politica” con la “p” minuscola che vuole le mani libere e non accetta di dover rispettare le “regole” di un Piano di Assetto che sia degno di questo nome: al sig. Silvio Ciccarelli, che segue le vicende del Parco di Veio evidentemente per un interesse diretto e non certo per “sport”, sembra stare più che bene questo tipo di “politica” del più basso stampo che invece non posso condividere nella maniera più assoluta, anche e soprattutto perché ha portato l’Italia alla sfacelo che stiamo subendo tutti sulla nostra pelle. (per esigenze di spazio segue nel commento successivo)

  5. (seguito del commento precedente)
    Ai fini della redazione del Rapporto Ambientale la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha dettato una serie di prescrizioni che sono state inserite nel documento conclusivo di Scoping. Dopo aver lamentato che come “patrimonio archeologico” viene indicata solo l’area della antica città di Veio, la Soprintendenza ha indicato come luoghi da pianificare i seguenti siti di interesse archeologico:
    – Malborghetto;
    – necropoli di Volusia;
    – necropoli di via d’Avack;
    – sistema delle ville sull’altopiano di Grottarossa;
    – complesso archeologico di Casale Ghella;
    – area archeologica in località Viadotto della Crescenza (tratto della Veientana, villa, mausoleo e “mansio”);
    – fornace di Ospedaletto Annunziata;
    – tutto il tratto di via Veientana.
    La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale ha a sua volta lamentato che non sono state prese in considerazione, se non in termini molto generici, le numerose testimonianze archeologiche diffuse nel territorio ed ha citato anch’essa come luoghi da pianificare i seguenti siti di interesse archeologico:
    – la rete dei tracciati viari antichi;
    – le opere idrauliche di epoca etrusca;
    – le numerose ville rustiche impiantatesi nel territorio;
    – catacomba di Monte Stallone nei pressi di Villa Versaglia a Formello;
    – la “Domusculta Capracorum”;
    – il santuario campestre all’interno dei campi sportivi della società Lazio.
    Secondo la Relazione Generale allegata al Piano di Assetto così come licenziato dal Commissario Straordinario, le sottozone C3 (relative alle “aree di interesse archeologico”) comprendono soltanto il complesso archeologico di Veio, la Villa di Livia e l’area di Malborghetto, per complessivi 193 ettari circa.
    Sempre ai fini della redazione del Rapporto Ambientale, con riferimento espresso ai 5 Parchi Territoriali previsti nello schema di Piano di Assetto trasmesso la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio ha espresso perplessità per le destinazioni d’uso compatibili che vi sono previste, specie per quanto riguarda la nuova edificazione, possibile fino al 10 mc ad ettaro, con funzioni come quelle di culto e di strutture sanitarie che possono trovare localizzazione fuori dei 5.500 ettari complessivamente previsti per i 5 Parchi Territoriali.
    L’Area Copianificazione Territoriale e Ambientale della Regione Lazio ha espressamente presciritto che il soddisfacimento degli standard urbanistici debba trovare luogo al di fuori della perimetrazione definitiva del Parco di Veio, dove tutt’al più può essere localizzato lo standard di “verde attrezzato”.
    Per ognuno dei 5 Parchi Territoriali sono state redatte delle schede progetto allegate al Piano di Assetto. Le Norme Tecniche di Attuazione hanno rinunciato alla loro valenza prescrittiva almeno per quanto concerne le schede progetto allegate, perché demandano ad esse il potere di dettare prescrizioni: quelle relative ai 5 “Parchi Territoriali” (istituto non previsto nella normativa vigente in materia) consentono “l’edificazione con un indice di fabbricabilità territoriale di 20 mc. ad ettaro (da calcolarsi escludendo gli edifici già presenti), da applicarsi ad ogni singola porzione di parco compresa in un programma attuativo, localizzabile in zona C e D del Piano di Assetto”: a tal ultimo riguardo va peraltro rilevato che la zona D non è meglio precisata e quindi la nuova edificazione è consentita non solo nelle sottozone D3 e D5 (comunque edificabili) ma anche nelle sottozone D1, D2 e D4 (non ulteriormente edificabili) che ricadono all’interno di qualunque “Parco Territoriale”.
    Ne deriva altresì che ad esempio nell’area all’altezza dell’Olgiata ad est della Cassia ed a nord del pianoro dell’antica città di Veio, che il P.T.P. n. 15/7 destina a sottozona di tutela integrale TI/23, dove è vietata la costruzione di nuovi edifici, anche se con strutture e materiali precari (art. 46, lettera b delle Norme), il Piano di Assetto consente la realizzazione di nuove costruzioni non solo nelle sottozone D3, ma anche nelle sottozone C1 e C2.
    Il punto 3) della lettera f) del 1° comma dell’art. 26 della legge regionale n. 29/1997 disciplina le zone C di protezione, dove “sono altresì ammessi gli interventi previsti dall’art. 31, primo comma, lettere a), b) e c) della l. 457/1978”, vale a dire gli interventi di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo: la legge vieta quindi non solo gli interventi di ristrutturazione edilizia, ma anche e soprattutto di nuova edificazione, che invece il Piano di Assetto così come adottato consente dentro i “Parchi Territoriali”. Non risulta che la “proposta” di Piano così come licenziata dal Commissario Straordinario abbia rispettato le prescrizioni dettate per i “Parchi Territoriali” dal documento conclusivo di Scoping: oltre a mantenere una edificabilità estesa a molte tipologie, ha raddoppiato l’indice di edificabilità, portandolo addirittura a 20 mc. per ettaro.
    Questa è la dimostrazione migliore soprattutto per il sig. Silvio Ciccarelli di quale sia la tutela e la valorizzazione che la “politica” con la “p” minuscola intende assicurare al Parco di Veio, che da “archeologico” quale oggettivamente è sarebbe bene ridenominare “parco dell’edilizia” nel caso che venisse approvato questo Piano di Assetto.
    Per assicurare il prosieguo di questo Piano evitando il più possibile le opposizioni ad esso, non si può non mettere in grande evidenza che il suo “deposito” e la sua consultazione ai fini della presentazione delle osservazioni è stata “programmata” in modo non certo casuale, facendola coincidere con le ferie estive per ridurre al minimo il rischio delle inevitabili censure.
    Mi vergogno sinceramente di far parte di una Regione che é stata governata in questo modo sia dai governi di centro-sinitra che da quelli di centro-destra: voglio augurarmi che il sig. Silvio Ciccarelli abbia almeno l’onestà intellettuale di farsi un serio esame di coscienza.

  6. forse è per sport che difendiamo il nostro territorio dalle speculazioni edilizie,dai furbi delle normative.da coloro che nel rispetto della legge parlano di partecipazione popolare senza convocare un assemblea pubblica,dai sig, Ciccarelli che si accontentano delle chiacchiere poi smentite senza capire che sono questi atteggiamenti a condizionare le nostre vite e quelle delle generazioni future.Non sono un pasdaran ecologista capisco le esigenze di chi dalla terra ne trae profitto,ma il profitto deve essere equo,non può danneggiare chi il territorio già lo vive e quello che il sig.Bosi ci illustra è un danneggiamento forse(non sono un tecnico)illegale.Visto che di sport parliamo vorrei ricordare che esso si basa su agonismo,lealtà e rispetto delle regole e continuare a farlo nell’area verde più grande della capitale è il mio augurio.

  7. Scusateme i so npo gnorante ma ancora nun avete che a sta gente je servono i sordati senza cervello che moveno le mani pe salutalli che stenneno i tappeti de velluto, ma de che stamo a ‘parla.
    Nun dovemo aspetta cher treno ce vie addosso pe capi che ce famo male .
    Rimovemo er macchinista er capo stazione , er sindacato , loperai che se gratteno , er politicante opportunista .
    Sto TRENO ITALIA sta viaggia senza freni .

  8. Sono allibita e dispiaciuta: dopo vari tentativi finiti nel nulla, il Commissario Pezzella, ha fatto semplicemte un passetto in più, ma sempre, come dettagliatamente illustrato da Rodolfo Bosi ,nell’assoluto disprezzo delle regole procedurali, e in senso opposto a lla finalità dei parchi regionali, che non è quella di favorire la cementificazione delle aree protette.
    Il Commissario non può non sapere che un tale Piano non verrà mai approvato, ma siamo in piena campagna elettorale e bisogna rafforzare le speranzr dei tanti cementificatori già insediati o futuri.
    Con riserva di commentare più dettagliatamente la penosa e lunga vicenda del mancato piano d’assetto del parco di veio, sulla quale con Mario e Fabio Attorre ho anche scritto “In difesa del Parco di Veio”, voglio esprimere la mia preoccupazione per un dettaglio non da poco nell’intervista, dove Pezzella afferma:
    “A Roma abbiamo in mente due sedi, una a Casale Ghella, a Grottarossa, e l’altra a Inviolatella Borghese. Al momento stiamo aspettando la risposta del Comune.” Spero vorrà precisare che all’Inviolatella non di una sede si tratta, ma di un punto d’informazione e di riferimento per i Guardiaparco , da realizzare nel piccolo manufatto esistente all’inizio di via dell’Inviolatella Borghese, senza altre cubature, Si tratta di una destinazione che il Comitato cittadino per il XX Municipio sta da tempo sostenendo,all’interno delle richieste per endere accessibili i terreni arrivati al Comune grazie al nostro pluriennale impegno. Ma nessuno, e tanto meno il commissario Pezzella, si illuda di farne un cavallo di Troia per cementificare un’area di alto pregio ambientale. In passato ci hanno già provato in tanti, ma inutilmente.

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