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Pian Dell’Olmo: continua il presidio, Tiberina bloccata

presidio.JPGIniziati ieri, subito dopo l’annuncio del prefetto Sottile, continuano senza sosta il presidio ed i blocchi stradali al km 7,5 di via Tiberina, all’altezza dell’innesto con Via Flaminia. Qust’ultima è stata anche interrotta per circa un’ora ad inizio mattina al km 24,7. Il traffico è congestionato in tutta l’area nord. Continua dunque la protesta, anzi è appena iniziata, dicono i manifestanti. “Da qui non ci muoveremo” aveva annunciato ieri sera Italo Arcuri, vice sindaco di Riano, e da lì non si son mossi. “Loro hanno sospeso di fatto la democrazia, noi sospendiamo quindi l’ordine pubblico”.

E di primo mattino sono oltre 500 le persone che presidiano l’area di Pian Dell’Olmo dopo una notte trascorsa passata all’adiaccio ma senza problemi, sotto l’occhio vigile degli agenti di polizia e carabinieri.

A dare sostegno e manforte ai presidianti si alternano Marinella Ricceri, sindaco, e Italo Arcuri, vice sindaco di Riano. La prima cittadina fa sapere che sta “mettendo a punto con gli altri sindaci della zona una serie di iniziative” per far sentire la loro voce.

Fra le tante iniziative programmate una plateale protesta che si terrà alle 12 di giovedì 7 giugno in piazza Montecitorio. A scendere in piazza saranno i 18 sindaci della Valle del Tevere e Gianni Giacomini, presidente del XX Municipio nel cui territorio ricade il sito dove è destinata la discarica. Lo slogan sarà “quella di Pian dell’Olmo è una scelta scellerata”.

Perché scellerata? E’ il sito web del Comitato SOS Discarica Riano a dare risposta. Nello stesso si legge infatti che l’area di Pian Dell’Olmo:

È’ collocata a poche centinaia di metri dal centro abitato di Riano, nonché dei campi coltivati,
Si trova a circa 500 metri dalla cava di Quadro Alto (Riano), già scartata dal ministro Clini in quanto non possedeva le caratteristiche geomorfologiche adatta a costituire sito di discarica.
È’ sottoposta ai medesimi vincoli ambientali e paesaggisti di Quadro Alto (paesaggio di continuità naturale), con l’aggiunta di un vincolo archeologico.
È’ un’area a rischio di esondazione del vicino Tevere, e presenta altissimi rischi geo-ambientali, evidenziati dal parere negativo dell’Autorità di Bacino del Tevere.
È’ caratterizzata dalla totale assenza di barriere naturali (criticità litologica, il tufo assorbirebbe il percolato come una spugna).
Insiste sulla medesima falda acquifera che é stata considerata come fattore escludente per quanto riguarda la cava di Quadro Alto, la cui contaminazione é resa probabile dall’evidente stato di fratturazione del tufo che ne costituisce la base.
È’ afflitta da un intenso traffico quotidiano e l’eventuale aggiunta di 1.000 camion al giorno per raggiungerla, porterebbe alla totale congestione della viabilità sulle strade consolari di accesso dell’area di Roma Nord.
Presenta evidenti difficoltà di accesso (14% pendenza) e quasi verticalità del fronte dell’invaso, la cui soluzione richiederebbe costosi lavori di allestimento: l’abbattimento di una barriera (intero lato) collinare per riportare al piano campagna l’accesso al sito.
E’ un poligono di tiro in piena attività in cui si spara a parete e la sua eventuale conversione richiederebbe costosi interventi di bonifica.
Si estende su di una superficie estremamente ridotta (1,5 ettari) in grado di sopportare un eventuale sversamento di rifiuti di Roma per circa un anno, tuttavia le sue ridotte dimensioni non sono garanzia di temporaneità, in quanto l’estrema vicinanza con Quadro Alto rende probabile il passaggio da un’area ad un’altra non appena la prima sarà esaurita. La conseguenza sarebbe il disastro ecologico.
Ospita reperti di flora fossile e di fauna archeologica – emersi a fronte di indagini paleontologiche e paleobotaniche condotte sin dagli anni ’60 con analisi certificate – unici al mondo.

Ce n’è abbastanza.

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