Home ATTUALITÀ Piano del Commercio: ricomincio da tre, anzi da due

Piano del Commercio: ricomincio da tre, anzi da due

back.jpgSolo due Municipi, uno di questi il XX, lo aveva approvato mentre altri diciassette lo avevano bocciato temendo ingenti colate di cemento sul proprio territorio. Ed è così che il Sindaco Alemanno ha dovuto prendere atto della forte contrarietà espressa dai parlamentini locali e dalle associazioni di categoria bloccando il contestatissimo Piano del Commercio della media e grande distribuzione.

La decisione è stata annunciata nella giornata di ieri nel corso dell’incontro con la Confcommercio e la Confesercenti che, insieme alla CNA, si erano opposte fermamente all’attuazione del Piano che avrebbe visto un enorme proliferare della GDO, la grande distribuzione organizzata, a scapito del piccolo commercio di vicinato, quel ramificato tessuto commerciale caratteristico della Capitale nonostante i grandi mega-store aperti un po’ ovunque.

Eclatanti erano stati i dati presentati in un recente convegno della CNA: persi nei primi tre mesi del 2012 oltre mille negozi di vicinato con un trend, in proiezione, ancor più negativo in quanto grazie al nuovo Piano del Commercio sarebbero stati costruiti quasi 1,2 milioni di metri quadri in più di media/grande distribuzione che sommati al circa 1,7 milioni di mq già esistenti avrebbero contribuito a dare un colpo mortale al piccolo commercio, oltre a danneggiare il territorio con una massiccia cementificazione.

“Rivedere tutta l’impostazione del piano del commercio, affinché sia adeguato a bloccare la nascita di nuovi centri commerciali: una chiusura netta nei confronti dei mega centri”. Così si era espresso il sindaco Alemanno intervenendo il 7 maggio, al Tempio di Adriano, ad un incontro organizzato dalla Confesercenti e ieri lo ha confermato.

Stop a mega-centri dunque, tutto da rifare tenendo conto che la Regione Lazio sta rivedendo la legge 33 sul commercio ma tenendo soprattutto conto della volontà del territorio espressa da tutti i municipi, tranne due, che in modo bipartisan hanno detto no ad un Piano per loro inaccettabile.

Fabrizio Azzali

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