Home ARTE E CULTURA Costantino, in hoc signo vinces: vera conversione o realpolitik?

Costantino, in hoc signo vinces: vera conversione o realpolitik?

Sono passati 1700 anni dalla battaglia di Ponte Milvio che assicurò all’imperatore Costantino, neo-convertito al cristianesimo, la vittoria ”sotto il segno della croce”, come racconta la leggenda. Per ricordare quell’evento – che pose le basi della nascita dell’Europa cristiana del Medio Evo – il Pontificio Comitato di Scienze Storiche ha organizzato in Vaticano un convegno internazionale, che si apre questa mattina, dal titolo ”Costantino il Grande. Alle radici dell’Europa”.

A presentarlo, ieri, sono stati padre Bernard Ardura, presidente del dicastero promotore, Claire Sotinel, dell’Ecole Francaise de Rome e dell’Universite’ de Paris-Cre’teil e Giovanni Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano e storico esperto dell’epoca tardo-antica.

Il convegno sara’ seguito da un successivo evento nel 2013 per il 1700mo anniversario del cosiddetto Editto di Milano, con il quale, come ha spiegato padre Ardura, inizio’ la ”tolleranza nei confronti delle istanze religiose dei soggetti dell’Impero” e si conclude ”l’era delle persecuzioni imperiali contro i cristiani, per favorire l’evangelizzazione dell’intero Impero, disegnando il profilo dell’Europa occidentale e balcanica”.

”Un’Europa – ha aggiunto il religioso – in cui sono sbocciati i valori di dignita’ umana, di distinzione e cooperazione fra religione e Stato, di liberta’ di coscienza, di religione e di culto. Certo, queste realta’, che andranno a far parte integrale del patrimonio umanistico e culturale dell’Europa avranno bisogno di molti secoli per giungere a maturita’, ma esse sono tutte in nuce nella svolta costantiniana e quindi nell’evento della Battaglia di Ponte Milvio”.

La professoressa Sotinel ha spiegato che, ”mettendo la sua vittoria ‘sotto il segno della croce’, Costantino poneva sotto la protezione del dio dei Cristiani non solo se stesso, ma la sua nascente dinastia imperiale e, man mano che il suo potere andava rinforzandosi, anche l’impero romano. Questo cambiava del tutto la situazione della religione cristiana, anche se non trasformava l’impero in un impero cristiano”.

Certo, il gesto dell’imperatore ha sempre suscitato molti dubbi: da quello sulla ”sincerita”’ della sua conversione – si tratto’ solo di una ”mossa politica”’? – a quello sulle conseguenze che la sua scelta ebbe per le altre fedi. In molti hanno ricollegato la nascita dell’impero cristiano con l’inizio delle persecuzioni contro gli ebrei ma, per Sotinel, queste vennero dopo e non possono essere ricollegate alla figura dell’imperatore e alla sua fede.

Anzi, la storica ha illustrato la lunga metamorfosi subita dalla conversione di Costantino, dal suo uso ”nel Medioevo per giustificare il potere temporale del Papa”, a quello ”nel corso della Riforma per contestarne l’autorita”’, fino ad arrivare a considerarla come base ”per elaborare il concetto di laicita’ ‘a’ la francaise’ nell’Ottocento”. Non ha caso, quindi, ”la questione costantiniana e’ un nodo cruciale della storia del cristianesimo, perche’ tocca il rapporto tra sfera religiosa e dimensione politica”, ha osservato Vian.

”Un’analisi storica attenta e critica – ha concluso Sotinel – permette di capire quello che e’ successo dopo la vittoria di Ponte Milvio, per aiutarci a riflettere, nel secolo XXI, su questioni importanti come le interazioni tra religione e potere politico, la costituzione di un orizzonte religioso plurale, le possibilita’ di convivenza tra religioni diverse e molto altro ancora”. (fonte Asca.it)

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