Home ATTUALITÀ Viadotto Corso Francia, limite a 50 ma vietato ai cinquantini…

Viadotto Corso Francia, limite a 50 ma vietato ai cinquantini…

limite-50.jpgIl viadotto di Corso di Francia – più familiarmente “Corso Francia” per i romani – è un’ arteria di collegamento importantissima tra Roma nord e le zone più centrali della città, e conseguentemente una strada ad elevato traffico veicolare. Non solo: è anche una strada sulla quale, almeno prima dei lavori ora in corso, si era soliti transitare a velocità sostenuta. C’è chi rimane genuinamente sorpreso quando si fa loro notare che il limite di velocità su Corso Francia è fissato a 50 km/h.

Ed è effettivamente difficile immaginare che qualcuno possa rispettare il limite: il temerario guidatore che dovesse tentare si prenderebbe nel migliore di casi gli insulti di chiunque altro stesse transitando in quel momento; nel peggiore causerebbe un tamponamento a catena, dal momento che il suo esempio difficilmente sarebbe seguito.

Perciò molti semplicemente non ci credono, e sì che già sulle rampe d’accesso sono presenti cartelli che riportano il limite, con tanto di avvertimenti sul controllo elettronico della velocità. Ma no, ci si sente rispondere, sarà solo il limite sulle rampe d’accesso. Il limite di velocità su Corso Francia non può essere così basso, si tratta di una strada a scorrimento veloce – ecco, vedi, è pure vietato l’accesso ai cinquantini…

Ed è vero: proprio accanto al cartello col limite di velocità – valido per tutto il viadotto, niente da fare, non solo per le rampe d’accesso – è ben visibile anche il divieto d’accesso per i ciclomotori. Lo sguardo si sposta da un cartello all’altro, e qualche perplessità è inevitabile. Perché vietare il transito ai “cinquantini” per una strada il cui limite è di 50 km/h? E perché un limite tanto basso?
La risposta arriva da Roberto Cantiani, presidente della Commissione Traffico e Mobilità di Roma Capitale.

Il limite di velocità – spiega a VignaClaraBlog.it – è dovuto ad una questione di classificazione stradale. Nonostante sia una fondamentale arteria di collegamento a scorrimento veloce, via di Corso di Francia è a tutti gli effetti una strada urbana ed è quindi soggetta alle stesse regole di qualsiasi altra strada urbana.”

La legge tuttavia prevede, per le strade urbane a scorrimento che presentino determinate caratteristiche costruttive e funzionali, la possibilità di alzare il limite a 70 km/h. Corso Francia non presenta queste caratteristiche? “Ora come ora, no. Non escludo che col Piano Generale Traffico Urbano attualmente in cantiere possano esserci delle novità: cambieranno parecchie cose. Ma, al momento, il limite rimane di 50 km/h.”

Allora perché il divieto di transito per i ciclomotori? “Non è una questione di velocità: la decisione di vietare l’accesso ai ciclomotori è stata presa basandosi sui risultati di studi sulla percorrenza.” Troppo rischioso, insomma. “Il divieto – aggiunge Cantiani – resterà in vigore anche dopo la fine del lavori attualmente in corso.”

Già, i lavori: ormai da tempo Corso Francia è un cantiere aperto, una situazione che ha causato alcuni disagi come la restrizione delle carreggiate e un ulteriore abbassamento del limite di velocità: da 50 a 30 km/h.
Ma i disagi, assicura Roberto Cantiani, non dureranno a lungo. “Sono appena terminati i lavori di rifacimento e impermeabilizzazione del ponte, reso necessario dopo alcune infiltrazioni. Ora sono iniziati quelli di smantellamento della barriera tra le corsie di marcia, troppo vecchia e non omologata agli standard di sicurezza europei: sarà sostituita con la barriera New Jersey, più sicura e omologata agli standard europei. I lavori finiranno entro l’anno: se ne prevede il termine entro maggio o giugno.”

Alessandra Pacelli
                                             © riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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8 COMMENTI

  1. Il divieto di percorrenza per i ciclomotori rappresenta uno dei tanti misteri della circolazione romana, come certi limiti di velocità che impongono i 30 Km/h, il divieto di accesso sulla via Olimpica per le 2 ruote sotto i 150 cc o la chiusura notturna della stessa “Tangenziale” .
    Quello che preoccupa nelle affermazioni di Cantiani è il termine dei lavori: ” Entro l’anno” oppure “maggio o giugno”. Ma quale anno allora? L’anno scolastico? Il disagio che il pur necessario cantiere causa alla circolazione suggerirebbe una turnazione di lavoro più lunga per abbreviare al massimo i tempi di consegna.

  2. Io credo che tutti questi divieti assurdi perche’ non rispettanti, aggiunti ai milioni di divieti di sosta e di fermata spessissimo inutili, siamo messi per potere fare cassa. Se tutte le vetture in divieto di sosta fossero multate il Comune di Roma avrebbe soldi a palate. Ogni tanto c’e’ un autovelox volante che multa i poveri passanti che hanno superato di 5 km orari il limite imposto. Un po’ di elasticita’!!! Controllare il tachimetro in autostrada e’ facile, in citta’ diventa piu’ pericoloso del superamento del limite.

  3. @Alessandro: tanto indecente e vessatorio è l’atteggiamento da “esattore” (incurante della vera sicurezza del traffico) che i proventi delle multe vengono inseriti nel bilancio preventivo del Comune.

  4. Percorro tutti i giorni quella maledetta strada in scooter rispettando il codice della strada procedendo con molta cautela fra le auto in paziente fila, mentre vedo le altre 2 ruote correre a 80 all’ora sulla corsia di emergenza. Mi chiedo spesso se certe zucche vuote leggano i giornali, quando parlano delle vite spezzate nell’immancabile e quotidiano “perde il controllo dello scooter e sbatte contro un palo”.

    Sono le stesse zucche che rivedo poi, immancabilmente, ferme al semaforo successivo, con il telefonino incastrato sotto il casco mentre parlano con chissà chi…mentre i vigili all’angolo con Via Flaminia vecchia amabilmente conversano pure loro di chissà che, mentre io, con 100 occhi mi faccio carico dell’imprudenza altrui e del lassismo di chi dovrebbe vigilare.

    Ho vissuto in Francia per un tempo sufficientemente lungo. Là, comportarsi così al manubrio (o al volante) è letteralmente considerato un insulto alla comunità, al buon vivere, alla qualità della vita.. le multe, assicuro, sono considerate assolutamente secondarie.

  5. allora mettessero due gabbiotti alla fine delle corsie per bloccare i 50’….
    mettessero un autovelox fisso…..

    Così so tutti boni (come diceva Guzzanti) a mettece er cartello
    So bono pure io….

    Qui la gente predica bene e non razzola proprio……

  6. Spett. Redazione
    Ho visto il nuovo muro spartitraffico in fase di montaggio su Ponte Flaminio (Corso Francia) e nonostante sia ormai privo di ogni illusione e speranza per il futuro di Roma, non sono riuscito a trattenere lo sdegno. Pezzo dopo pezzo si sta smontando la più importante citta d’arte del mondo. Ecco perchè anche i romani hanno applaudito lo scampato pericolo delle Olimpiadi, A Roma le opere pubbliche ed ancor più gli inteventi dei privati sono compiuti senza un minimo di rispetto per l’architettura e la storia che in questa città hanno lasciato delle testimonianze che altrove sarebbero sacre. I capolavori di Morandi, Brasini, Nervi, Libera e Moretti, sono sui libri su cui si studia in tutto il mondo, ma purtroppo gli sfregi che stanno subendo ci permetteranno di apprezzarle soltanto nelle foto d’epoca.

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