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Fleming, in piazza per il verde dietro le lamiere

Chiamata a raccolta per l’ultima battaglia per la salvezza del parco di via Città di Castello, a Collina Fleming. Il Comitato Cittadino per il XX Municipio informa infatti che sabato 10 marzo si terrà una pubblica manifestazione cittadina, con inizio dalle ore 10.30, in Via Città di Castello, “per rivendicare fino in fondo il diritto ad un Parco pubblico degno di questo nome e per protestare contro l’orribile e illegittima recinzione con bandoni metallici dell’area del Parco operata dalla proprietà”.

“La partecipazione, più numerosa possibile, dei cittadini testimonierà la determinazione degli abitanti di Collina Fleming. Nel frattempo, a seguito della firma dell’Accordo di Programma da parte della Presidente della Regione Polverini e del Sindaco Alemanno, che apre la strada alla cementificazione dell’unica area verde della Collina Fleming, è ripreso – informa il Comitato – il cammino dell’azione giudiziaria presso il TAR del Lazio, iniziata nel 2003 dai cittadini e dalle loro Associazioni e Comitati.”

Nella nota si legge infatti che “è stato presentato un nuovo ricorso al TAR per contestare, oltre alle illegittimità della delibera comunale denunciate con il primo ricorso, anche le numerose illegittimità della Conferenza dei Servizi e dello stesso Accordo di Programma, al fine di ottenerne l’annullamento. Il nuovo ricorso è stato convintamente sostenuto da numerosi abitanti della Collina Fleming che lo hanno sottoscritto e contribuito alle spese della causa.”

“E’ necessario tuttavia un ulteriore sforzo – conclude il Comitato – per raggiungere l’importo richiesto dallo Studio Legale Scoca. Le persone di buona volontà che desiderano dare il loro contributo per la vittoria dell’ultima battaglia per la salvezza del Parco di Via Città di Castello possono rivolgersi a  Mario Attorre, tel. 3333613682, a Giovanni Landini, tel. 3290540580 o a Paolo Paiella, 3384177588”.

Tutte le tappe della vicenda nei nostri precedenti articoli: clicca qui 

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7 COMMENTI

  1. Mi meraviglio che spacciate per articolo quello che in effetti è il testo del volantino che il comitato ha distrbuito nel quartiere; un articolo avrebbe dovuto riassumere in modo imparziale i fatti e,magari, proporre alcune riflessioni. Ve ne propongo alcune: perchè prendersela tanto con il sindaco attuale se le iniziative del comitato vanno avanti da 8-10 anni e quindi l’ origine del “male” alberga nelle giunte di sinistra che hanno governato Roma per trent’anni determinando la situazione in atto? Percheè poi non dire che questo benedetto parco in effetti confina con il parco del Tevere che a sua volta confina con Monte Antenne che a sua volta confina con Villa Ada e qundi con un’area verde di decine di kmq e che non sarà certo una palazzina in più o in meno a modificare le cose nel quartiere? Perchè non chiedere invece che via Città di Castello venga prolungata, come peraltro era previsto, fino a viale Tor di Quinto creando quindi una seconda via di fuga per un quartiere oggi tenuto in ostaggio dal semaforo di Corso Francia?

  2. Gentile Antonio,
    non è nostro costume “spacciare” per articoli i contenuti dei comunicati. Forse non ha notato che il testo è interamente virgolettato e se ne cita chiaramente l’autore. Non c’è nulla dunque che faccia pensare che sia farina del nostro sacco.
    Per quanto riguarda il riassumere la vicenda, che si trascina da anni, anche qui forse non ha notato che nell’ultima riga abbiamo inserito il link alla dozzina di nostri precedenti articoli.
    Riflessioni? Non sta a noi proporle ma ai lettori. Ben vengano quindi anche le sue, il box dei commenti in calce “all’articolo” è lì apposta.
    Molto cordialmente,
    La Redazione

  3. @antonio Nel 2003 non c’erano nè alemanno nè Polverini, il fatto è che gli abitanti Adel Fleming siiano rimasti delusi perchè nonostante il cambio di maggioranz aal Comue e alla regione i gli interessi dei costruttori prevalgono rispetto a quelli della cittadinanza e si prosegua una procedura in evidente contrato con le norme urbanistiche. E vorrei aggiungere una considerazione: se Antonio mette in evidenza che se questo “benedetto parco” come lo chiama lui con un certo astio (non sarà interessato direttamente alle costruzioni?) in effetti confina con il parco del Tevere che a sua volta confina con Monte Antenne che a sua volta confina con Villa Ada e qundi con un’area verde di decine di kmq , forse fa parte di un sistema di verde che arriva fino ad un quartiere interamente cementificato e per il quale sogna vie di fuga (oer le auto) e quindi andrebbe salvaguardato, anzichè realizzarci varie (non una sola) palazzina e aggiungere ancora auto?

  4. Nessuno dei Comitati che difendono l’istituzione del Parco di Città di Castello ne ha mai fatto una questione partitica, criticando in pari modo sia il Sindaco Veltroni che nel 2003 varò la delibera di cementificazipone dell’area, sia il Sindaco Alemanno che, quale esecutore testamentario di Veltroni, ne vuole la realizzazione.
    Premesso che il Parco del Tevere, anche se più volte chiesto al Comune, non è ancora istituito e non sappiamo se lo sarà mai, il problema non è l’abbondanza o meno di verde a Roma, ma il fatto che il quartiere di Collina Fleming non ha, letteralmente, un metro quadro di verde pubblico, costringendo genitori e nonni con le carrozzine e le persone anziane in genere a prendere, se possono, l’auto per raggiungere un Parco pubblico.
    Non pensa poi il Sig. Antonio che l’edificazione di Città di castello precluderebbe comunque per sempre la possibilità dell’auspicata strada di collegamento con il Viale di Tor di Quinto?
    E, infine, con tutto quello che si è costruito a Roma negli ultimi anni, con decine di migliaia di appartamenti sfitti, è proprio necessaria l’edificazione di altre migliaia di metri cubi, compreso un inutile teatro, a Collina Fleming? A quali esigenze risponde se non a quelle di consentire al costruttore Parnasi e agli eredi Pantanella a sfruttare fino in fondo il territorio della Collina Fleming per il loro esclusivo tornaconto personale, a danno di tutta la collettività?
    Le oltre 2600 firme raccolte in calce a petizioni a Veltroni e ad Alemanno e le centinaia di abitanti che hanno sottoscritto e finanziato il ricorso al TAR, ci dicono che le cittadine e i cittadini di Collina Fleming sono a favore del Parco e determinati ad ottenerlo.

  5. @ Antonio
    proponi altre strade ed altre costruzioni.
    Non sarebbe il caso invece di fermare tutto il cemento e gli insediamenti e Lasciare tranquilli i cittadini del Fleming.
    E poi la sua disamina fa acqua da tutte le parti. Per passare da una zona verde all’altra che lei ha segnalato ci vuole la macchina. E qui parliamo di Fleming. Non di Salario e/o Tor di Quinto. Impariamo a valorizzare quello che c’è senza costruire nulla.

    E per fortuna che c’è stato Monti che intelligentemente ha bloccato lo scempio di Tor di Quinto per le Olimpiadi.

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