Home ATTUALITÀ Campidoglio, l’Alemanno quater: ma è solo un escamotage

Campidoglio, l’Alemanno quater: ma è solo un escamotage

Un’insolita ordinanza è stata firmata oggi dal sindaco Alemanno. Con lo stesso documento è stata sciolta la giunta capitolina “Alemanno ter” e nel contempo rinominata a parità di assessori. A parte un lieve ritocco alle deleghe, è in un solo dato la differenza: il numero della nuova ordinanza, adottata a pochi giorni di distanza dalla sentenza del Tar Lazio che il 25 gennaio avrebbe dovuto pronunciarsi sul mancato rispetto delle “quote rosa” con il rischio di un nuovo azzeramento della squadra al governo della città. Dov’è l’escamotage?

L’escamotage è appunto nel numero dell’ordinanza. L’Alemanno ter, ufficializzato lo scorso 19 luglio (leggi qui) con due donne in giunta – Sveva Belviso, vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali, e Rossella Sensi, assessore alla Promozione dei grandi eventi e candidatura olimpica di Roma Capitale – nel tentativo di soddisfare i requisiti voluti dalle “quote rosa”, non aveva affatto convinto l’opposizione.
Ed infatti le due sostenitrici della giusta presenza femminile, le consigliere Monica Cirinnà (Pd) e Maria Gemma Azuni (Sel), il 21 luglio avevano depositato un nuovo ricorso al Tar: due donne su dodici assessori non era abbastanza, secondo loro, per rispondere appieno a quanto richiesto dall’articolo 5 dello Statuto di Roma Capitale in materia di pari opportunità.

Il ricorso al Tar era stato giudicato fondato e per il 25 gennaio era attesa la sentenza. Ma poiché il ricorso era stato presentato contro l’ordinanza numero X mentre da oggi la giunta è in carica in forza dell’ordinanza numero Y, sarà tutto da rifare, come nel gioco dell’oca si torna al punto di partenza.
Le due consigliere dovranno presentare un nuovo ricorso ed il mondo femminile dovrà attendere i tempi della giustizia, se tanto ci da tanto come minimo altri sei-sette mesi, per sapere se è stato correttamente rappresentato nella giunta capitolina.
Faites vos jeux, mesdames, rien ne va plus.

Fabrizio Azzali

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18 COMMENTI

  1. io invece trovo molto irritante questa manovra del sindaco con la quale ha preso in giro tutte le donne di Roma.
    E trovo irritante che non abbia avuto la correttezza di aspettare la sentenza del TAR, evidentemente la paura di venire bocciato per la seconda volta era fortissima
    e trovo irritante che ci siano donne che trovano irritante il concetto di pari opportunità.
    Martina

  2. Cara Martina, fai attenzione: ho scritto di trovare irritante la questione delle “quote rosa”, non quella delle “pari opportunità”.

    Le pari opportunità sono garantite dalla Costituzione e nell’ordinamento italiano gli uomini e le donne hanno pari dignità.
    Se una donna deve entrare in Giunta solo perchè tale, dico che la cosa è assurda ed ingiusta. Una donna deve entrare in Giunta ed essere preferita ad un uomo solo perchè è reputata valida più di un uomo a ricoprire il ruolo di assessore: la preferenza va accordata non in base al sesso, ed anzi in base al fatto che Tizia (nella sua identità concreta) sia meglio di Caio (nella sua identità concreta).

    Al posto di Alemanno, avrei fatto lo stesso. Anzi, gliel’avrei suggerita, una mossa del genere, se mi fosse venuta in mente!
    La composizione di una Giunta non la possono decidere i giudici.

  3. D’accordo, una donna deve entrare in giunta perchè è brava (spiegami poi la nomina della Sensi..) non perchè è donna e basta. E secondo te a Roma esistono solo due donne brave in assoluto ?
    D’accordo anche sul fatto che la composizione non la devono decidere i giudici. Infatti il TAR avrebbe detto al sindaco che deve rispettare la legge e lo statuto di Roma (come ha già fatto una volta, ricordiamocelo) non i nomi da inserire.
    E invece eccoti la furbata: per non farsi richiamare una seconda volta si è inventato la mossa di carta vince carta perde. Ma come fai ad applaudire tutto questo ?
    Martina

  4. cara Diamante,
    sono pienamente d’accordo con lei dal punto di vista teorico.
    I fatti però ci dimostrano che quasi mai la nomina di un assessore (o di un ministro!) deriva da una scelta basata su meritocrazia e buon senso. E ci dimostrano anche che il rapporto uomini/donne nei posti chiave del panorama istituzionale (e non solo) è sbilanciatissimo a favore dei primi.
    Personalmente sono convinto che un numero maggiore di donne (di un certo spessore, chiaro) al governo delle istituzioni, garantirebbe un miglioramento nell’amministrazione della res publica.
    Per cui ritengo che, in un Paese ancora sotteraneamente machista, che in larga parte si esalta per le tristi, dopate e presunte prestazioni sessuali di un vecchio potente con delle ragazzine, ci sia ancora bisogno della Legge per garantire un minimo di presenza femminile nelle Giunte. Almeno finché non ci sarà un salto culturale.
    Lo so, è triste. Ed è anche vero che non è assolutamente scontato che una donna sia capace e responsabile (l’ultimo governo berlusconi ce ne ha dato la prova). Ma al momento mi sembra che le quote rosa siano l’unica alternativa percorribile.

    Sull’ordinanza del Sindaco, che dire? Ha ragione Martina, è stata una manovra irritante, quasi un plagio ai continui sotterfugi di berlusconi per sfuggire alla Giustizia. Verrebbe da pensare che gliela abbia suggerita ghedini…

    Con questa mossa Alemanno ci fornisce una chiara rappresentazione dell’Italietta dei mezzucci, del “fatta la legge, trovato l’inganno”, dello sviare invece che affrontare, della mancanza di senso di responsabilità, del disonore e della codardia… l’Italia dei comandanti Schettino.
    Io invece preferirei vedere l’Italia dei De Falco a governarci e a dare l’esempio ai cittadini.

    Saluti

  5. Martina, una donna deve entrare in Giunta perchè è RITENUTA brava dal sindaco, il quale decide di formarsi la “squadra” come meglio crede. Se poi a me cittadina fanno schifo le sue scelte, alle quali intanto è stato legittimato da chi l’ha eletto, io non lo voto più.
    Però non si può pretendere che dei giudici stabiliscano che due donne siano poche o un “numero sufficiente” (lo Statuto non mi pare fissi un numero minimo: mi sembra che indichi solo la necessità generica del rispetto delle pari opportunità): questa la trovo una intromissione intollerabile.
    Se ancora troppo poche donne occupano ruoli di rilievo nella società, questo è un problema culturale, come osserva giustamente il prof. Paolo. Ma la “cultura” non si può imporre con legge.
    Ci si attivi piuttosto con legge per “rimuovere gli ostacoli” che impediscono l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne, ma non si imponga la presenza femminile! In realtà…non si imponga la presenza di nessuno! Si scelga, piuttosto! Si scelga in base al programma che si intende attuare …ma, appunto, si scelga, liberamente. Uomo o donna, non importa. Se poi la scelta ricade una Minetti o su un Calderoni e la cosa mi dispiace, mi regolerò di conseguenza alle successive elezioni.
    Le riserve non mi piacciono. Non mi sono mai piaciute.

  6. Non capisco proprio quale sia il nesso tra questa faccenda e Schettino; il Comandante della Concordia ha commesso un gravissimo errore e probabilmente si è fatto prendere dal panico e dall’angoscia commettendone degli altri. Il Comando di una nave di oltre 100.000 tonnellate che può imbarcare più di 4.000 uomini non viene certo affidato ad un imbecille ma in genere ad un uomo di mare esperto ed affidabile. Non esiste una Italia dei Comandanti Schettino perchè gli Ufficiali della Marina Mercantile italiana sono riconosciuti come i migliori al mondo (non a caso tutte le “superpetroliere” hanno Ufficiali di Coperta italiani).
    Questo colpire un uomo “morente” mi riporta alla mente un certo Maramaldo…..

  7. Alemanno e il gioco delle tre carte….per il momento ha evitato il giudizio del tribunale amministrativo.
    Riuscirà in futuro ad evitare anche quello penale con lo stesso escamotage?

  8. Caro Francesco,
    mi inorgoglisce leggere quanto lei scrive circa la riconosciuta abilità degli Ufficiali della Marina Mercantile Italiana. Ma non si può estendere automaticamente il giudizio su una categoria, a tutti i suoi componenti. O lei pensa che TUTTI gli Ufficiali italiani siano degli uomini di gran valore?
    Di sicuro non lo è Schettino, che non ha commesso un “errore”, come lei dice, ma un atto idiota e irresponsabile, che è cosa molto diversa. Questo fino all’impatto. Dopo, stando ai fatti riportati (e alle telefonate che immagino anche lei abbia ascoltato), ha fatto ben di peggio. Un Capitano responsabile della vita di 4000 persone che per oltre un ora non dà l’ordine di evacuazione e non chiama i soccorsi, che nell’emergenza si fa prendere dal panico (!), che minimizza scioccamente il problema e mente più volte alla Capitaneria, che abbandona la nave (!!) col suo secondo mentre centinaia di persone erano ancora a bordo e avevano bisogno di un aiuto, di una guida, di conforto.. un Capitano così è molto più di un “imbecille”, è un incapace e inaffidabile vigliacco… e le risparmio tutta la terminologia meno nobile…
    Immagino che ora comprenda meglio cosa intendessi con “l’Italia dei comandanti Schettino”. E badi bene, l’Italia, non “la Marina Mercantile dei comandanti Schettino”…

    cari saluti

    ps. qui purtroppo non c’è nessun Maramaldo e nessun Ferrucci morente, ma 11 morti e 21 dispersi, al momento.

  9. Brava DIAMANTE,
    le sue parole mi piacciono moltissimo.
    Sono esattamente i contenuti che espressi durante la discussione qualche anno fa in Consiglio contro le “quote rose”, ma a favore delle “pari opportunità”.
    Dette da una donna, però, valgono di più.
    Naturalmente vinse l’altra parte in quella occasione, la solita parte, trasversale, attenta a non disturbare il pensiero dominante, che però spesso è privo di qualsivoglia contenuto.
    In quella occasione fu solo la brava Paris a tenere botta nel nulla più assoluto.
    Per me l’unica categoria che può essere imposta con “quota” nella P.A. sono i disabili.
    Sono le stesse ragioni per cui, per me, le “quote rosa” non esistono.
    Servono solo per fare battaglie politiche o giudiziare a chi non ha contenuti.
    G.Mori

  10. Gentile Professore,
    il Comandante Schettino (un Comandante capace ed esperto altrimenti la Compagnia non gli avrebbe affidato una nave del valore di 400 milioni di Euro) è venuto meno ai suoi doveri e per questo pagherà (e quanto duramente pagherà!). Ma il nostro paese è costellato di gravissimi incidenti che non hanno un responsabile: dai 1910 morti del Vajont ai 31 dell’incidente ferroviario di Viareggio, incidenti per cui nessuno è andato in galera. E che dire del Sindaco di Genova che dopo i tanti morti dell’alluvione non ha sentito neppure il bisogno di dimettersi? Tutto questo non assolve Schettino, anzi, ma perchè fare processi in TV dove imperano personaggi come la Venier?
    Il sig. Schettino (dubito che possa tornare a navigare) avrà per tutta la vita sulla coscienza quei morti e quei dispersi: non basta? Cordiali saluti.

  11. Premesso che l’Italia non è difforme da altri stati, nel senso che le persone irresponsabili e menefreghiste,( che siano comandanti,medici,professori o qualsiasi altra categoria), esistono dappertutto, sinceramente trovo puerile far risalire tutto ciò che è negativo in questa società , ad un presunto ed incerto “peccato originale”, forse perchè la religione cattolica ci ha abituato a riportare tutto alla mela di Adamo. Trovo altresì sbagliato ragionare sulla questione culturale delle quote rosa , (una denominazione bruttissima, come se fosse equiparata alle quote latte…), la cultura di un paese non si misura sul numero di donne che lo governa, e lo stesso vale per amministrare e buon governare detto paese : il salto culturale può avvenire se da una partitocrazia si passi ad una meritocrazia, che naturalmente non si basi sul genere sessuale.
    Per venire poi sul merito quella questione in oggetto, ricordo a tutti i miei concittadini che l’amministrazione capitolina è stata eletta da loro, maschi o femmine che siano, anzi queste ultime, su 2,7 milioni di abitanti, rappresentano la maggioranza, quasi 1 milione e mezzo : da ciò si evince che le donne romane hanno votato più uomini che donne al governo della città.In più penso che le quote rosa dettate per legge, siano un vulnus della democrazia, nel senso che non si può dire al popolo “votate per chi volete, ma uno deve essere bianco, uno nero, uno giallo”, significa non far decidere ad esso chi deve governarlo . Se le donne romane(ed italiane in generale) avessero votato massicciamente alle loro rappresentanti femminili presenti in tutte le liste dei partiti alle elezioni, che siano politiche o amministrative, ora il problema non sussisterebbe proprio : lo facciano alle prossime elezioni, e , se le riterrò più in gamba degli uomini, sarò ben lieto di votarle.

  12. C’è un “peccato originale” di fondo nel suo ragionamento, egregio Michele. I cittadini non votano la giunta. La giunta la forma il sindaco che ha facoltà di chiamare accanto a se anche persone non elette, estranee al consiglio comunale ed alla politica. Ed a Roma non mancano le donne in gamba. Perchè ne ha nominate solo 2 non rispettando lo Statuto della città ?
    Per un approccio maschilista, egregio Michele, un po’ come il suo – me lo permetta – quando dice “se riterrò le donne più in gamba degli uomini”.
    Ma mi dica, a prescindere da tutto ciò, lei è fiero di un sindaco che per sottrarsi ad una eventuale tirata d’orecchi del Tar si presta a questi giochetti delle tre carte ? Non facciamo come sempre che per non parlare di un grave problema minore si sposta la discussione sui massimi sistemi. Mi dica, ne è fiero ?

  13. Desiati, lei è confuso parecchio.
    Nessun cittadino romano, uomo o donna che sia, ha votato questa Giunta. Come prevede la Legge, la Giunta è stata scelta dal Sindaco Alemanno a sua discrezione.
    Quel “quater” del titolo avrebbe dovuto aiutarla; lei ha votato quattro volte per Alemanno dal 2008 a oggi?
    Apra un libro di Educazione Civica, poi torni pure qui a “ricordarci” come sono andate le cose.

    Francesco, il suo modo di ragionare lo trovo originale, ma non mi convince. Lei ribadisce che un comandante è bravo solo per il fatto di essere stato messo lì da qualcuno a “gestire” qualcosa di valore. Quindi anche le maestre d’asilo riprese a maltrattare e abusare delle piccole e indifese creature che erano state loro affidate con fiducia, sono da considerare brave maestre. Qualcuno le ha messe lì a gestire “qualcosa” (di un valore ben più alto di quello di una nave…)
    No, rispetto le sue idee, ma continuo a pensare che chi porta una nave supertecnolgica a cozzare contro un’isola non sia un bravo comandante. E lo è ancor meno se fugge lasciando la gente a bordo. Forse ragiono in modo troppo “classico”, ma giudizi su bravura e affidabilità tendo a formarmeli dopo aver visto qualcuno all’opera. In altre parole, credo che ci siano già abbastanza elementi inconfutabili (lo squarcio sulla fiancata, le registrazioni delle telefonate, ecc) per osare un metodo deduttivo come quello che uso io. Lei invece predilige il metodo induttivo che però, come è noto, genera solo delle probabilità (“se è stato messo lì è PROBABILE che sia bravo”), anche se mi sembra che lei tenda a farle passare per certezze.
    Che dire, ognuno ragiona a modo suo.
    La saluto

  14. Egregio Urbano,
    a parte il fatto che non ha alcuna importanza se io vada fiero o meno del sindaco(fierezza significa consapevolezza della propria dignità, e questo caso non penso abbia causato la mancanza di dignità personale del sindaco), ma quello che forse non ha letto nel mio post, è il fatto che personalmente non ritengo proprio giusto che ci sia una legge che stabilisca le percentuali di chi eleggere o nominare, consigliere o assessori che siano,in base al sesso : le regole della democrazia sono stabilite dal popolo che elegge i suoi rappresentanti, che a loro volta si fanno leggi e statuti (che possono essere derogati, variati o cancellati).Alla fine risponderà solo al popolo se ha operato bene o male.
    Io non ritengo altresì di aver alcun attegiamento maschilista, ma meritocratico certamente, senza importanza se sia maschio o femmina.
    Penso che i tecnicismi della politica interessino solo ai politici, di qualsiasi colore, ai cittadini interessa più che la pubblica amministrazione funzioni al meglio, e ai romani questo mese di gennaio , forse interessa più la notizia che il debito comunale sia diminuito di 3 miliardi, almeno da quello che riporta il sito ufficiale del comune, che non il fatto che il sindaco abbia svicolato, chiaramente non con grosso merito, il giudizio del Tar , cosa che si ripresenterà con una nuova denuncia, dato che l’opposizione continua a preoccuparsi del rispetto dello statuto comunale , anche se la lotta politica sarebbe meglio farla sulle cose che riguardano più da vicino i cittadini . Ma questo rimane il mio umile e personale pensiero.
    Nel frattempo auguro buon pranzo a tutti….

  15. P.s. : non cado nella solita solfa del battibecco becero, anche se come dicevo, in Italia di comandanti alla schettino o di vari professori del 6 politico ne abbiamo tanti…. Che le giunte siano scelte dal primo cittadino tra gli eletti o persone di sua fiducia, è cosa nota, non c’è bisogno di rimarcarlo, ma la domanda è un’altra, e cioè chi l’ha eletto Alemanno alla carica quinquennale di primo cittadino, non è stata la maggioranza dei cittadini romani?? Io potrò avere la mente confusa , ma questa è la realtà,o forse anche la matematica, su questo blog, sta diventando un’opinione?? Alle prossime elezioni i romani decideranno se le varie giunte Alemanno hanno amministrato bene o meno… il resto sono chiacchiere…

  16. Gentile Professore è evidente che ognuno ragiona a modo proprio ma sono le sue dotte osservazioni a non convincermi; io non ho parlato di probabilità ma di certezza. L’iter per diventare Comandanti di una nave è molto lungo e molto difficile e prevede oltre a lunghi peiodi di navigazione anche numerosi esami e controlli periodici presso le Capitanerie di Porto. Il Comandante Schettino era un bravo Ufficiale fino a quando non ha commesso un gravissimo errore e si è lasciato coinvolgere dagli eventi (ma forse ci sono altri complici in questa vicenda- tutti sapevano dei passaggi sottocosta- e la giustizia lo accerterà). Vede la quasi totalità degli incidenti aerei che ogni anno provocano centinaia di vittime è dovuto ad un errore umano solo che in questi casi l’equipaggio perisce insieme ai passeggeri e pertanto non c’è nessun responsabile da perseguire….Questo martellamento mediatico che non ha aggiunto una virgola alle indagini ci ha “sputtanato” a livello mondiale: “ma non eravate un popolo di navigatori?!”
    Pur provando una grande angoscia per il dolore dei familiari di morti e dispersi spero che questa faccenda si chiuda al più presto. Cordiali saluti.

  17. Gentile Prof. Paolo devo tornare al nostro “botta e risposta” per segnalarle un articolo di G.A. Stella sul Corriere della Sera di oggi “L’italiano (stereo)tipo secondo Berlino”. Nell’articolo, a proposito degli italiani, vengono fuori da parte tedesca, giudizi di questo tipo: “maschi bravi, con grandi gesti…ma bisognerebbe tenerli lontani da macchinari pesanti e sensibili….” e poi “gli italiani sono mammoni, maligni che sfruttano le donne e sanno solo lamentarsi…” e ancora “viscidi e perennemente stanchi, non andrete lontano; l’italiano mammone sta a casa fino a 30 anni poi si sposa e trasforma una belle ragazza in un’altra mamma tettona alla quale non presta attenzione impegnato com’è a lucidare la sua Fiat e a parlare di auto”; e per finire: “Urlano a squarciagola, cercano sempre un pretesto per far scoppiare la rissa e non lasciano mai la mancia”. Non so se proprio i tedeschi possono farci la morale però, In fin dei conti, hanno ragione: oggi, grazie alla politica, siamo un popolo di cialtroni senza regole.
    E allora mi viene in mente la figura del Comandante Todaro che dopo aver affondato il piroscafo Kabalo portò in salvo, con grandissimo rischio, l’equipaggio nemico. Il giorno prima di morire aveva confidato ad un collega: “Penso che il mio posto è con i miei marinai, sul fondo del mare, accanto a loro”.
    Altri tempi, altra gente. Cordiali saluti.

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