Home AMBIENTE Prima Porta – Tolli (PD): lettera aperta all’assessore Stefano Erbaggi

Prima Porta – Tolli (PD): lettera aperta all’assessore Stefano Erbaggi

Il tema del rischio idraulico a Prima Porta, già dibattuto a suon di bordate mediatiche (leggi qui) fra Luigia Chirizzi, segretario del Circolo PD Prima Porta-Labaro, e Stefano Erbaggi, assessore ai Lavori Pubblici del XX Municipio, merita forse un confronto più mite e costruttivo, per il bene e la sicurezza del territorio. Paiono essere queste le premesse con le quali Marco Tolli, consigliere PD del XX Municipio, ha scritto una lettera aperta a Stefano Erbaggi con l’obiettivo di “recuperare uno spirito di collaborazione nell’interesse di Prima Porta e dei suoi residenti”.

Scrive dunque Marco Tolli

“Gentile Assessore,
gli ultimi eventi alluvionali che hanno colpito il XX Municipio hanno riproposto il tema della fragilità di molti quartieri. Il dibattito che ne è scaturito non penso sia all’altezza della sfida che abbiamo di fronte e sarebbe utile, tenendo lontani propaganda e demagogia, recuperare il senso di una pesante responsabilità politica.

Il nostro territorio è, assieme all’VIII Municipio, quello con il più grande patrimonio di edilizia ex abusiva: interi quartieri sono sorti fuori dal PRG e, in alcuni casi, in aree di dissesto idrogeologico. Questo è il caso della parte bassa di Prima Porta, la parte più vecchia che si estende in aderenza al reticolo di scolo che porta al Tevere.

Qui c’è il primo nodo: il fascio di fossi che attraversa Prima Porta giunge al Tevere prima della traversa di Castel Giubileo gestita dall’Enel. Per la teoria dei vasi comunicanti risulta fondamentale che il livello dell’invaso di C. Giubileo non superi quello delle arginature presenti all’interno del tessuto urbano. In caso di pioggia, occorre inoltre che il reticolo fognario funzioni, assieme agli impianti di spinta di competenza Acea Ato 2 fino al depuratore di Grottarossa, che le caditoie siano libere (la competenza è del nostro Municipio) e che partano in tempi certi i tre impianti idrovori di competenza Ardis (Via Ferloni, Via Frassineto, Villa di Livia).

Tutto questo basta? Assolutamente No. Il sistema di protezione dell’abitato è insufficiente e comunque mal funzionante. Vorrei chiederle: durante i temporali di Luglio e di Ottobre (2011), mentre si allagavano le residenze e i negozi di Via Dalmine e di Via Frassineto, può dire che le caditoie funzionavano regolarmente così come l’impianto di spinta Acea di Via Dorno? E, è in grado di dire che i soccorsi giunsero in maniera tempestiva?

Ciò che mi lascia molto perplesso è che lei, anziché chiarire le cause degli ultimi allagamenti e proporre azioni di contrasto al fenomeno, utilizzi tutta la drammaticità degli eventi per annunciare la riparazione di un impianto e la realizzazione di un opera pubblica sostenendo la fine di una cronica sofferenza. E, per giunta con un chiaro e irritante stile autocelebrativo.

Immagino lei sappia che il rapporto finale dello studio sulle cause degli allagamenti e delle inondazioni della zona di Prima Porta, comprensivo della definizione degli interventi, è stato consegnato all’amministrazione comunale a Maggio 2006.
La giunta comunale, che resterà in carica fino al 2008, esercitando un importante e propositivo ruolo nel tavolo di lavoro interassessorile (aveva sede in Prefettura), porta a compimento i lavori dell’adduttrice nord ovest, finanzia interventi per oltre 5 milioni di euro per la mitigazione del rischio idraulico e finanzia la realizzazione di un nuovo impianto idrovoro in Via Procaccini.
La Regione Lazio, coinvolta dal Comune di Roma, interviene attraverso l’Agenzia regionale difesa del suolo per l’arginatura del Cremera (i lavori sono in corso), la bonifica dei fossi di Prima Porta (lavori terminati da tempo) e l’adeguamento dell’impianto idrovoro di Via Frassineto (i lavori partiranno a breve).

Gli interventi citati sono descritti nella relazione tecnica dello studio eseguito dall’Università Roma 3 in collaborazione con l’ex ufficio extradipartimentale di protezione civile e vengono considerati di massima urgenza. Come immagino, visto il ruolo che ricopre, saprà bene che l’amministrazione tende ad organizzare i grandi interventi con scadenze temporali definite e comunque soggette alle esigenze di progettazione e di acquisizione dei relativi pareri.

Cosa avrebbero dovuto fare le amministrazioni Polverini, Alemanno e Giacomini una volta insediate? Da un lato chiudere tempestivamente gli iter amministravi legati alle opere di massima urgenza, dall’altro procedere con il finanziamento degli altri interventi previsti dal piano, compresi quelli di urgenza minore. Parliamo dell’adeguamento delle portate della rete fognaria, della ricalibratura delle reti, della raccolta delle acque piovane, della manutenzione di tombini e caditoie.

La continuità amministrativa è sempre un valore che deve accompagnare l’operato di ciascuno di noi. Sia ben chiaro che nei 4 anni di governo la giunta di centrodestra ha il solo merito(?) di mandare in appalto un’opera finanziata nel 2008 (la nuova idrovora di Via Procaccini) e il demerito di aver interrotto un programma di lavoro che nell’arco di alcuni anni avrebbe dovuto costruire le condizioni di maggiore sicurezza per gli abitanti di Prima Porta. E’ da questo punto che bisogna ripartire.

Assessore Erbaggi, nessuno ha interesse nel polemizzare con lei per partito preso. Ci mancherebbe! E, nessuno ad oggi le ha chiesto dove sono finiti i 5 milioni per Prima Porta che avete trovato in bilancio o cosa lei abbia fatto su questo tema negli ultimi anni.

I toni della sua reazione rendono bene l’idea: è stato toccato un nervo scoperto. Ora, sarebbe utile che il dibattito scaturito dalle sue note di propaganda assumesse una piega diversa aiutandoci a recuperare uno spirito di collaborazione nell’interesse del territorio e dei residenti di Prima Porta.

Andiamo oltre facendo un passo in avanti. Questo io lo sento come un dovere e, credo, che anche lei in quanto Assessore ai lavori pubblici del Municipio, non possa più sottrarsi ad una responsabilità prima di tutto morale e, alla fine, anche politica. Buone cose”
Marco Tolli

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