Home AMBIENTE Cassia – A quando il parco Volusia?

Cassia – A quando il parco Volusia?

Un nostro lettore, che da tantissimi anni abita in zona via di Grottarossa, ci ha contattati per segnalarci le condizioni in cui si trova il nascente parco Volusia che alla fine del 2011 avrebbe dovuto aprire i battenti. Enzo, questo il suo nome, ci dice di recarsi spesso all’interno dell’area del Parco con il suo bracchetto e ci ha fornito una copiosa documentazione fotografica che non lascia dubbi: i lavori all’interno della grande area sono iniziati da tempo, sono stati realizzati vialetti, aree di sosta e quant’altro e poi sono stati interrotti.

Il Parco Volusia, comprendente una vasta porzione di terreno racchiuso tra Via di Grottarossa e il GRA, è arrivato al Comune di Roma, insieme a tre fabbricati, a seguito di una compensazione edilizia. L’area è destinata a diventare Parco mentre i casali (in realtà piuttosto malridotti) potrebbero ospitare, in futuro, la Direzione del Parco di Veio.

Il signor Enzo ci mostra il cancello con un ampio varco che da Via Casalattico, nonostante i divieti, consente ai residenti di entrare nell’area: sopra la rete metallica un cartello del Comune di Roma XX Municipio ci dice che si tratta di “Opere di straordinaria manutenzione e valorizzazione archeologica del Parco di Volusia” per un importo di 1.059.325 Euro e con il termine dei lavori nell’Ottobre del 2011.

Attraverso la rete è possibile vedere, in mezzo alla vegetazione che cresce in modo disordinato, un vialetto in ghiaia e poi numerose impronte di cane a testimonianza che, nonostante il Parco non sia stato ancora aperto, è comunque frequentato.

Enzo ci parla di vecchi lavori di una metropolitana mai fatta, di buche aperte e poi richiuse e della presenza di alcune baracche di extracomunitari all’interno dell’area boscosa.

Le foto che ci consegna sono chiare e mostrano i lavori che sono stati compiuti all’interno: si tratta senza alcun dubbio di una bellissima zona collinare circondata da boschi di sughere e querce dove è stato realizzato un percorso ad anello che passa attorno ai ruderi dei casali circondati da una rete metallica.

A metà dell’anello, ci dice Enzo, un ripido sentiero porta alla zona sottostante che confina con la Via Veientana (è in questo bosco che ci sarebbero le baracche) dove sono ancora in corso i lavori di valorizzazione dell’area archeologica.

I segni delle attività svolte sono ben evidenti: mucchi di ghiaia, decine di mastelli di plastica, alberelli di leccio appena piantati (qualcuno è già stato abbattuto dalla furia del vento o forse, ci dice Enzo, dai cinghiali).

Il sentiero da poco realizzato, a causa del recente nubifragio, è danneggiato in molti tratti: la ghiaia è stata portata via ed è venuto in superficie il sottofondo in plastica (mica un bell’inizio!).

Con pietre e cemento sono state realizzate, lungo il camminamento, delle aree sosta con attorno alcuni alberi destinati in futuro a dare ombra.
La componente “bosco” è senz’altro il punto di forza del parco fino a poco tempo fa utilizzato abusivamente per il pascolo: se si osserva con Google-maps l’area, si può vedere come tutta la zona sia circondata e attraversata da una folta macchia che le foto ci confermano essere costituita da alberi di alto fusto con prevalenza di sughere.

I residenti da tempo si chiedono quand’è che il Parco vedrà la luce, dove saranno realizzati gli accessi (argomento molto dibattuto perché Via di Grottarossa è sempre intasata dal traffico) e se verrà creato, nella spianata dopo il cancello, un parcheggio.

Domande che giriamo ai nostri amministratori ai quali chiediamo anche se i primi interventi che prevedevano la piantumazione di 2500 alberi siano stati portati a termine.

Il Parco di Volusia, come l’Inviolatella Borghese, è una di quelle realizzazioni a totale beneficio dei residenti e di tutti i romani nella considerazione che 500 ettari di bosco, tanti ne prevede l’intero progetto, saranno in grado di abbattere in futuro 29 tonnellate di anidride carbonica ogni anno; pur consci delle enormi difficoltà economiche in cui si dibatte il nostro paese, riteniamo però che essendo già stati stanziati i fondi, si debba procedere in tutta fretta e concludere quanto prima i lavori.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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2 COMMENTI

  1. Le notizie sullo stato dei lavori nel futuro parco pubblico Volusia stimolano a ricordare come si sia pervenuti all’acquisizione al patrimonio pubblico comunale, mediante compensazione delle cubature in altro Municipio, dell’area di circa 43 ettari di proprietà Parnasi, inserita in buona parte nella zona B del Parco regionale di Veio e confinante col Parco Pubblico Papacci (Grottarossa), quest’ultimo ricadente tutto all’interno del Parco di Veio.
    Volusia è un’importante area archeologica del Parco regionale di Veio, insieme con i resti dell’antica città di Veio, le sue amplissime necropoli, e altre presenze archeologiche sparse nel territorio veientano.
    La tutela dell’area dell’ex convenzione “Volusia” è stata per anni ed è tuttora una delle battaglie principali di associazioni, comitati, singoli cittadini.
    Nel 1999 il Comitato promotore per il Parco di Veio ed il Comitato Cittadino per la XX Circoscrizione raccolgono ottomila firme sulla proposta di delibera comunale di iniziativa popolare contro quattro lottizzazioni previste dal P.R.G. “Volusia Casale Ghella”, “Grottarossa”, “Saxa Rubra” e “Borghetto San Carlo”, ed altre ottomila firme su una seconda proposta di delibera comunale d’iniziativa popolare per l’istituzione del Parco Pubblico dell’Inviolatella Borghese.
    Il 7 agosto del 2000, all’unanimità, alla presenza di rappresentanti dei Comitati, il Consiglio della XX Circoscrizione esprime parere positivo sulle proposte di delibera comunale d’iniziativa popolare.
    Nel 2001, con la Delibera n. 18, il Consiglio Comunale di Roma acquisisce i circa 43 ha della lottizzazione convenzionata “Volusia”, da sistemare a parco pubblico a cura del proprietario, con compensazione di cubature sulla Cristoforo Colombo.
    Negli anni successivi, con un intenso inoltro di richieste scritte, e a seguito di incontri pubblici, è stato più volte sollecitato la realizzazione dei parchi e la valorizzazione delle aree archeologiche e dei due casali all’interno del parco Volusia.
    Oggi, a distanza di circa dieci anni dall’acquisizione, sono in corso di realizzazione i Parchi Pubblici del Comune di Roma “Inviolatella Borghese” e “Volusia”, rispettivamente di circa 50 e 43 ettari.

  2. Luci e ombre: negativo che non bastino dieci anni per vedere realizzati parchi pubblici su aree sottratte all’edificazione grazie anche all’impegno di cittadine e cittadini, troppi trenta anni per ridurre i danni di sciagurate scelte urbanistiche, ma è di conforto sapere che comunque la partecipazione qualche risultato lo ottiene.
    Per chi volesse saperne di più l’intero documento che ricostruisce come si è arrivati al parco pubblico Volusia si trova sul sito del Comitato cittadino per il XX Municipio. http://www.comitatoromaxx.it/.
    E con l’occasione voglio precisare perché molti (me compresa) chiamano “Papacci” l’adiacente parco pubblico Grottarossa. Papacci era un cittadino che con una pazienza certosina, inseguendo i fascicoli da una scrivania all’altra, e sorbendosi in prima fila tra il pubblico sedute fiume del Consiglio della XX Circoscrizione (così lo ricordo), riuscì a far espropriare il terreno sul quale poi è stato realizzato il parco che dovrebbe a pieno titolo essere intestato a lui.

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