Home ATTUALITÀ Tiberina – Camping River, eletti i cinque rappresentanti del campo nomadi

Tiberina – Camping River, eletti i cinque rappresentanti del campo nomadi

Bairam Hasimi, Doru Poenaru, Romulus Enea, Ion Dumitru e Zarko Hadzovic. Sono loro i 5 eletti del campo nomadi River, ubicato su via Tiberina poco distante da Prima Porta, che rappresenteranno le istanze delle loro comunità – kossovara, rumena e bosniaca – presso il Campidoglio. L’ufficializzazione delle nomine è avvenuta ieri mattina nella sede del V dipartimento di Roma Capitale alla presenza del Comitato di garanzia del Campidoglio composto da Acli, Centro Astalli, Compagnia delle Opere, Croce Rossa Italiana, Associazione Camminare Insieme e Movimento cristiani Lavoratori.

I 5 eletti, vincitori della competizione elettorale avvenuta tra il 29 settembre e il 1°ottobre, hanno firmato un atto formale contenente l’impegno al rispetto di determinati obblighi e responsabilità verso l’Amministrazione capitolina e, contestualmente, hanno ricevuto un attestato che li ufficializza quali rappresentanti delle diverse etnie del campo.

Tra gli impegni e i doveri che dovranno osservare, la partecipazione attiva alla tutela della sicurezza degli abitanti del campo, l’attuazione dei programmi di educazione, formazione, inserimento lavorativo e, in generale, delle politiche volte all’inclusione e del rispetto regole.

Per quanto riguarda la sicurezza, i rappresentanti saranno chiamati a vigilare sull’osservanza delle leggi nazionali e delle regole del campo segnalando agli organismi competenti eventuali violazioni di legge e del regolamento del campo oppure problemi che minacciano la dignità dei residenti.
Gli eletti si riuniranno periodicamente con le loro comunità per raccogliere e particolari esigenze, problematicità e istanze della popolazione nomade e inoltrarle all’Amministrazione capitolina.

“L’elezione dei rappresentanti delle etnie nomadi è un passaggio molto importante poiché per la prima volta viene dato loro uno strumento fondamentale, l’elezione democratica, che rappresenta innanzitutto un impegno formale di queste persone verso il campo e, in secondo luogo, verso l’Amministrazione capitolina. Tra i doveri che saranno chiamati a rispettare e a far seguire ci sono il rispetto delle delle leggi e la tutela della sicurezza, due capisaldi del nostro Piano nomadi – commenta il vicesindaco Sveva Belviso – il cui obiettivo è la progressiva chiusura dei campi. Ma per fare questo occorre dare alle comunità nomadi quegli strumenti che li accompagnino in un percorso finalizzato all’autonomia sociale, economica e lavorativa”(fonte Irispress.it)

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