Home ATTUALITÀ Comitato per via Gradoli: il civico 96 nasconde ancora qualcosa?

Comitato per via Gradoli: il civico 96 nasconde ancora qualcosa?

“Lo scorso 17 Marzo, alcuni residenti del civico 96 di Via Gradoli hanno richiesto a numerosi soggetti una formale presa di posizione circa la volontà dell’Amministrazione di voler reprimere gli abusi edilizi in ragione dell’assenza di ogni riferimento a tale civico negli atti emessi dagli uffici di vertice di Roma Capitale”. Così in una nota il Comitato per via Gradoli aggiungendo fra l’altro che diverse interrogazioni al Sindaco Alemanno sono ancora in attesa di risposta.

“L’8 aprile scorso l’on. Storace – spiega il Comitato – ha infatti richiesto lumi in proposito al Sindaco presentando la quinta interrogazione consiliare. Alcune, tra cui quella dell’on. De Luca del 2009, sono ancora senza risposta. L’unico riscontro è pervenuto dall’UOT (NdR Ufficio Tecnico) del XX Municipio il quale, con atto datato 11/4/2011, prot. 19657, ha dichiarato che gli immobili presenti nel civico 96 presentano abusi estremamente evidenti tali da escludere la sussistenza dei requisiti inerenti l’abitabilità“.

Ma la novità è che il Comitato afferma di essere venuto in possesso di una lettera “del 5/5/2011, prot. QF/9073” diretta all’Ispettorato Edilizio del XX Municipio e al Comando del XX Gruppo di Polizia Municipale, “con la quale l’assessore all’urbanistica del Comune di Roma, Marco Corsini, riferendosi alla sua precedente domanda del 22/1/2010, dopo aver ricordato il notevole lasso di tempo trascorso senza che egli abbia ricevuto notizie ufficiali da codesti uffici, richiede con urgenza una nota riassuntiva degli atti e delle azioni poste in essere con specifico riguardo al civico 96.”

“Tali circostanze – dichiara il Comitato – giustificano i sospetti e le illazioni diffuse tra i residenti circa le possibili, sottaciute, reali ragioni di tali omissioni. C’è ancora qualcosa da nascondere riguardo le proprietà di alcuni immobili? Vi sono ancora interessi rilevanti che devono restare occulti? A chi è imputabile il silenzio dell’amministrazione?”

Ma non basta, perchè nel frattempo a via Gradoli è ricominciato il via vai dei transessuali ed i residenti intendono adottare misure di contrasto. Quali? Lo spiega la nota del Comitato.

“A seguito di numerose segnalazioni circa il ritorno di vecchie facce e l’arrivo di nuovi volti nei civici 35 e 96, il Consorzio di Via Gradoli ha inviato una nota al commissariato di zona, al questore, al presidente del XX Municipio, al delegato alla sicurezza del Sindaco, Giorgio Ciardi, e ai due amministratori degli stabili interessati.”

Nel frattempo il Comitato sta chiedendo ai residenti di “contrastare tale fenomeno indicando le targhe delle vetture dei clienti o dei taxi che trasportano o prelevano le suddette persone. Accertata la proprietà del veicolo, il Consorzio diffiderà l’interessato a non accedere nella via pena la denuncia all’autorità giudiziaria per violazione di domicilio ex art. 614 c. p. nonché per favoreggiamento della prostituzione ex art. 3, n. 8, l. 20/2/1958, n. 75.
In parallelo – conclude il Comitato – alcuni cittadini, stupiti per la perdurante inerzia della Pubblica Amministrazione, hanno iniziato una raccolta di firme chiedendo l’allontanamento dal territorio del XX Municipio dei soggetti privi di valido titolo di soggiorno.”

NdR – Lettera del 13.3.2011 inviata da alcuni residenti del civico 96 alle istituzioni: clicca qui

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21 COMMENTI

  1. Voglio ricordare che i primi sopralluoghi a campione nei locali scantinati del civico 96
    risalgono al dicembre del 2009 a seguito dei noti fatti di cronaca ivi accaduti (vicenda Marrazzo e principio d’ incendio), con relativo clamore mediatico, e della pressante azione del neonato Comitato per via Gradoli.
    Già questa circostanza la dice lunga sulla volontà e l’impegno della P.A. nel rimuovere l’evidente abuso e degrado in atto da oltre 30 (trenta !?) anni.
    Nel corso del 2010 le ispezioni congiunte nei monolocali abusivi sono proseguite in maniera sistematica e pianificata per concludersi (credo e spero) nello scorso mese di febbraio.
    Le relazioni delle suddette verifiche, così come evidenziato nella nota del Comitato, sono di una chiarezza tale da non prestare alcun dubbio circa l’inabitabilità passata,
    presente e futura.
    Cosa aspetta ancora l’ammistrazione di Roma Capitale ad emettere la conseguente ordinanza di sgombero a tutela della salute e della sicurezza di tutti i residenti?
    Ricordo in proposito la circostanza che nelle suddette unità continuano sfacciatamente ed impunemente la detenzione e l’uso delle bombole GPL.
    L’ulteriore ritardo dei provvedimenti più volte richiesti,unitamente alle citate omissioni,
    non potrà che alimentare i sospetti già presenti nella mente dei più attenti.

  2. a pensar male si fa peccato,ma quasi sempre ci si indovina!perché é cosí difficile effettuare i controlli e farli seguire ad azioni concrete?chi vuole insabbiare tutto?chissà che anche in questo caso non sia necessaro che ci scappi il morto (e con tutte quelle bombole di gas è solo questione di tempo) per sollevare un polverone sufficiente a smuovere questa situazione.

  3. La questione del silenzio e dell’inerzia della P.A. sulle bombole GPL è un’altro mistero.
    Come già osservato in altre sedi dal Comitato, con nota prot. 31587 del 12 maggio 2010 il Corpo di P.M. del XX° gruppo ha diffidato l’U.O.T. del XX° Municipio e l’ASL RME a adottare i provvedimenti necessari ai fini della rimozione permanente delle bombole GPL dalle unità interrate.
    A questi ultimi il Comitato ha richiesto quali fossero le misure adottate o, in caso negativo, le relative ragioni; a oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta.

    Se è vero che le bombole permangono nel sottosuolo, con i rischi conseguenti, è evidente che permangono anche le responsabilità personali.

    In proposito, noi del Comitato, nei momenti di apparente tranquillità, ci diciamo che basta saper attendere perché purtroppo, in Via Gradoli, prima o poi succede sempre qualcosa.

  4. Ringrazio Carlo per la puntuale descrizione dei fatti relativi al civico n.96.
    Mi permetto di aggiungere che in data 14 ottobre 2010, in presenza del sottoscritto, dell’Amm.re del Consorzio, del delegato del sindaco alla sicurezza Ciardi e di tanti abitanti di Via Gradoli, il Presidente del XX Municipio affermò che lo sgombero “storico” effettuato al civico n.65 sarebbe stato l’inizio del ripristino della legalità in Via Gradoli.
    A distanza di 7 mesi tutto tace.
    Come cittadino onesto e rispettoso della legge chiedo, attraverso la cortese collaborazione di Vignaclarablog, al Presidente Giacomini motivazioni chiare del proprio silenzio, nonostante tante belle promesse, perchè non si passa all’azione?
    PRESIDENTE GIACOMINI VOGLIAMO RISPOSTE SUL PERCHE’ SIA TUTTO FERMO AL CIVICO 96, E’ SUO DOVERE DARLE SIA AI SUOI ELETTORI CHE AGLI ALTRI ABITANTI DELLA VIA (SI RICORDA COSA DISSE QUANDO SI INSEDIO’ ALLA PRESIDENZA?).
    La ringrazio

  5. Premesso che ognuno è libero di vivere la propria sessualità come meglio crede, ritengo che la questione non riguardi tanto i personaggi che vivono e transitano nei sopranominati locali, ma piuttosto la “volontà” dell’amministrazione capitolina di NON regolarizzare una situazione alquanto anomala nonostante le promesse.
    Le evidenze mi fanno ritenere, che nonostante l’impegno preso dai soliti politicanti e le ispezioni dei vari uffici preposti alle verifiche sanitarie, edililizie, e di pubblica sicurezza, ci siano interessi molto più grandi che circolano intorno alle insolute problematiche di Via Gradoli.
    Interessi che prevalgono sulla pelle delle famiglie residenti della via.
    Questo genera una impunità dei proprietari dei già noti loculi abusivi che permette la prosecuzione e la ripresa dei traffici senza che ci sia una continuità di controlli.
    Non sono serviti sbarre, accessi controllati da telecamere e cancelli vari.
    Forse serve un controllo fisico all’ingresso?
    Ne riparleremo alla prossimo evento tragico che tanto siamo sicuri avverrà; possiamo solo scommettere se sarà uno scandalo sessuale, una rissa tra trans, una rissa tra extracomunitari clandestini o uno spacciatore che spacca indisturbato i cancelli.
    Potremmo mettere anche delle quote scommesse su queste eventualità e autofinanziare così il comitato, ma purtroppo sarebbe un reato (come pure quello di passare all’azione direttamente).
    In attesa di soluzioni “legali ” noi continuiamo ad invecchiare e a perdere la voce, mentre i loschissimi proprietari degli appartamenti abusivi si arricchiscono ulteriormente…

  6. qualcuno mi ha detto che al civico 96 risiedono intoccabili informatori dei servizi segreti fin dai tempi di Moro. Può essere dietrologia, ma se fosse vero questo spiegherebbe molte cose. Intanto si sa per certo che a quel civico venivano ( o vengono?) esercitate prestazioni a pagamento senza rilascio di fattura o scontrino fiscale. La solerte agenzia delle entrate non dovrebbe intervenire? C’è chi le tasse le paga e chi no: la giustizia non dovrebbe essere uguale per tutti?
    Al Capone venne preso proprio a causa di accertamenti fiscali. Ma a via Gradoli non credo siano mai stati fatti i dovuti accertamenti, stante la situazione ben nota a tutti.

  7. E’ assolutamente vergognoso il comportamento assunto dalla P.A. in merito alle problematiche denunciate dai residenti di via gradoli e dal comitato riguardo ai civici 96/90, 75,65,35/39; è altrettanto vergognoso che a controlli avvenuti e abusi riscontrati la P.A., a distanza di ben due anni, non abbia adottato i conseguenti provvedimenti di sgombero da una parte e denuncie penali a carico dei proprietari dall’altra.
    Per qualunque minimo abuso commesso da un semplice cittadino la P.A. procede immediatamente contro il privato; in questo caso invece tutto tace…
    E’ chiaro che di fronte a tali fatti obiettivi il civico 96, come gli altri civici gemelli, nascondano qualcosa che il potere vuole coprire.
    Noi residenti ne abbiamo davvero abbastanza e non volgiamo più chiacchiere dai vari esponenti istituzionali ma fatti cioè I PROVVEDIMENTI!
    Spero che tutti i residenti si uniscano a noi per dare battaglia e mantenere viva ed aperta la questione fino alla soluzione definitiva.
    Auguro buona giornata a tutti
    Sabrina

  8. Pienamente d’accordo con Sabrina. Credo che la petizione predisposta dal Comitato possa essere un primo passo di questa legittima protesta nei confronti delle Istituzioni. Penso che più facciamo confusione più ci sono possibilità di arrivare a qualche risultato, in Italia funziona così.
    Se però ci sono altre iniziative più efficaci a riguardo, ben vengano idee e progetti da parte dei residenti della via, non ne possiamo più di questa indifferenza delle istituzioni.
    Saluti a tutti

  9. Dopo l’invito rivolto ai residenti, è giunta la prima segnalazione della targa di una autovettura intestata a persona non residente nella via da cui è sceso un travestito diretto alla propria dimora sita in uno dei civici problematici.

    Nei prossimi giorni verrà inviata una espressa diffida al proprietario affinché non acceda più nella via pena la denuncia presso l’autorità giudiziaria per violazione di domicilio e favoreggiamento della prostituzione.

    Si apre una nuova fase nel confronto per il controllo del territorio in cui si confrontano i cittadini onesti da una parte e dall’altro le orde di travestiti sostenuti dai propri clienti, quand’anche altolocati.

    Il nostro desiderio è di poter dichiarare al più presto Via Gradoli quale strada de-transizzata.

  10. Ma per questi problemi non ci sono delle apposite telecamere istallate all’entrata della via?????????
    Comunque anche a me è capiato piu di una volta di vedere una macchina piu volte fare avanti indietro con dei trans,ma non ho minimamente pensato servisse prendere il num. di targa sapendo o forse credendo che le telecamere registrassero il tutto.
    E poi mi sembra un po complicato denunciare giornalmente decine e decine di clienti sempre diversi che riaccompagnano i trans a casa.
    Comunque se dovesse ricapitarmi di vedere il via vai di macchine con dei trans a bordo a chi dovrei poi consegnare il numero di targa?

  11. Via Gradoli ancora strada di Trans-ito……sono uscito da casa di amici verso le ore 23,30 e recandomi a riprendere la vettura un po distante ho visto il solito giro di trans padroni della strada,nulla e’ cambiato in questa via nonostante il tanto rumore,ma dove sono le autorita ‘ romane?cosa fanno ?

  12. Mi dispiace disilludere chi sperava nell’effetto deterrente delle telecamere, ma queste, ad oltre un anno dalla loro installazione, non sono mai entrate in funzione.
    Per quanto riguarda la segnalazione dei numeri di targa ci si può rivolgere ai consueti
    recapiti del Comitato per via Gradoli, che si incarica di trasmetterli all’amministrazione del Consorzio, o direttamente a quest’ultima.
    Si tratta, ovviamente, di una manovra disperata che avrà scarse possibilità di successo, vista la ormai palese e vasta rete di copertura a tutti i livelli istituzionali
    nei confronti di questi soggetti. Ma credo che almeno un tentativo si possa fare.

  13. E quale è il recapito del comitato per dare l’eventuale numero di targa?
    E non è pericoloso denunciare un eventuale taxi che preleva o scarica trans?

  14. I recapiti del Comitato per via Gradoli si trovano in calce agli innumerevoli documenti prodotti dal medesimo in questi 18 mesi di vita( circolari, comunicati stampa,….).
    Nessuno membro del Comitato ha mai parlato di denuncia all’Autorità Giudiziaria nei confronti dei proprietari delle autovetture, ma semplicemente dell’ invio da parte dell’Amministrazione Consortile di una lettera di diffida tramite la qule si ingiunga un terzo ad astenersi dall’ accesso in area privata.

  15. Lo so ma attenzione a diffide contro auto pubbliche(taxi ncc. etc.)che potrebbe avere un effetto boomerang.
    Proprio in questi giorni notavo una nissan micra color argento girare per la nostra via sia di giorno che di sera con sempre diversi individui a bordo.Ho preso la targa e se qualcuno gentilmente mi posta l’indirizzo per queste comunicazioni ne sarei molto felice.
    Quanto riguarda alle telecamere mai entrate in funzione,caro sig, Frizzoni,quando ci furono atti di vandalismo al cancello principale,la nostra amministratrice fece stampere numerosi volantini dicendo : grazie alle registrazioni fatte dalle telecamere si stanno visionando i filmati e a breve saranno identificati e denunciati gli autori di questo atto vandalico.
    A questo punto mi chiedo a quale scopo l’amministratrice ha speso dei soldi per far stampare questi inutili volantini…..?????…….

  16. La stessa autovettura segnalata dalla sig. Di Grazia é gia stata avvistata in via, ma non siamo in possesso del numero di targa.
    Sarebbe quindi di grande utilità che fosse comunicata all’indirizzo del Comitato:
    comitatoperviagradoli@gmail.com
    Grazie per la cortese collaborazione

  17. Non ritengo sia necessario spendere più di qualche parola riguardo la fondamentale importanza che ha avuto il Comitato non solo all’esterno, ma anche all’interno della strada, come collettore di notizie e di informazioni.
    La sua forza è dipesa anche dalle informazioni che nessuna “guardia”, nessun politico, ha, o avrebbe voluto mai, o avrebbe potuto rendere pubbliche.

    L’identificazione della proprietà delle vetture che trasportano i transessuali (o i loro clienti) in Via Gradoli persegue innanzitutto lo scopo di far comprendere che la strada è per davvero sorvegliata; che non ci si introduce in essa inosservati; che Via Gradoli non è più terra di nessuno.

    Si pone con evidenza la questione del controllo del territorio.
    A tal fine è evidente che nel passato i soggetti deputati al rispetto della legalità non hanno potuto o voluto fare il necessario se non dopo che si è sollevato il problema di fronte alla pubblica opinione.
    Dobbiamo peraltro riconoscere che il locale Commissariato si è attivato già nell’estate del 2009, prima che lo scandalo scoppiasse.
    Tuttavia ora è necessario che i residenti si coalizzino davvero contro questa variegata umanità degradata nel pensiero prima che nell’azione.
    Circa la guardania, è noto che una guardia giurata fu vista entrare insieme a un travestito in uno dei lupanari all’epoca ancora attivi nella via.
    Credo sia oramai chiaro come non sia più possibili delegare il controllo

  18. Per quanto riguarda l’eventuale denuncia penale, essa rileva in una fase successiva ed eventuale.
    Nel merito, con riguardo alla violazione di domicilio, non è necessario che il soggetto commetta un reato specifico, essendo a tal fine sufficiente il mancato rispetto della volontà del proprietario (o dell’amministratore di condominio, nell’interesse della collettività) di allontanarsi dalla proprietà.

    Pertanto non viola la legge colui che, verificata la presenza di individui sospetti all’interno di aree private (e tale è la via), si limita ad accertarne l’identità. Non viola la legge l’amministratore del condominio (o di un consorzio) il quale ingiunga a un terzo di astenersi dall’accesso alle aree private da lui amministrate perché ritiene nell’interesse superiore della comunità che non sia opportuna la presenza di tale individuo.

    Ciò premesso, l’eventuale reato di calunnia presuppone la presentazione della denuncia presso l’autorità giudiziaria, in assenza della quale tale reato non potrà mai essere contestato.
    La questione della querela semmai è un posterius alla richiesta di non accedere; in ogni caso sarà necessaria una apposita assemblea consortile che attribuisca all’amministratrice del consorzio il potere di presentare presso le autorità tale querela.

    In conclusione, giustamente il normale cittadino riflette sulla legalità delle proprie azioni, mentre altri, per oggettive carenza culturali e (o) per biechi interessi economici agiscono indisturbati alla luce del sole (o della luna, secondo le circostanze).

    Tutto ciò ha un sapore un po’ ridicolo.

  19. Numeri di targa postati da ormai piu di 5 mesi,ma infelicemente vedo sempre gli stessi personaggi caricare e scaricare trans.
    Sinceramente mi pare proprio una presa in giro…….

  20. Gentile Maria,
    l’assemblea consortile non ha ritenuto opportuno assumersi alcuna responsabilità sul punto.

    In ogni caso, La invito a comunicare presso la mail del Comitato il numero della targa delle vetture da lei individuate e, se possibile, ogni altro dato rilevante.

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