Home ATTUALITÀ Grottarossa – Un’anonima telecamera nel Parco Papacci: e la privacy degli utenti?

Grottarossa – Un’anonima telecamera nel Parco Papacci: e la privacy degli utenti?

Chi, mano nella mano con la propria altra metà, si dovesse trovare a passeggiare nei pressi del campo di calcio del Parco Papacci e sentisse l’impulso di scambiarsi un bacio, rapito dal silenzio e dal verde e convinto di non essere visto, stia attento. Un occhio del grande fratello orwelliano lo sta inquadrando dall’alto di un enorme palo sul quale è presente un’anonima telecamera alimentata da un pannello solare.

Il sistema di videosorveglianza, apparso misteriosamente nella settimana scorsa, è stato installato a ridosso del campo di calcio.

Da chi e perché non è dato saperlo ufficialmente, visto che manca il cartello che indichi il nome dell’ente registrante e l’avviso che l’area è video-sorvegliata.
L’apposizione di queste indicazioni è infatti un obbligo che discende dal D.Lgs 196/03, cosiddetto “norme sulla privacy”.

[GALLERY=1465]

Supponiamo però che possa trattarsi di un’iniziativa nell’ambito del piano di azione locale del Patto Roma Sicura per il Parco di Veio, annunciato martedì 10 maggio dalla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini (leggi qui).

In una dichiarazione a latere rilasciata da Giuseppe Cangemi, assessore agli Enti locali e Sicurezza della Regione, si legge infatti che “….sono state posizionate 3 videocamere nell’area archeologica di Veio, nel Parco Papacci e nel Parco dell’Inviolatella, che sono già entrate in funzione tramite l’installazione di una telecamera di raccordo e di monitoraggio antincendio.…”

Se così fosse ben venga, ma perchè la Regione Lazio installa una telecamera mettendola sotto anonimato?
Sapere di essere registrati, e da chi, è un diritto inalienabile dei frequentatori del parco, avvisarli un dovere imprescindibile dell’istituzione.

Fabrizio Azzali

Visita la nostra pagina di Facebook

8 COMMENTI

  1. Quindi la telecamera è stata messa da dei guardoni. Quest’articolo stà dicendo che i dipendenti pubblici che gestiscono queste telecamere in realtà sono dei maniaci che godono a spiare le coppiette che si danno i baci all’ombra di un enorme ed anonimo palo… Sulla via dove abito io ci sono delle cartacce in terra, perchè invece di scrivere questi articoli non prendete una scopa e vi date da fare??

  2. Gentile Claudio S. precisiamo subito che, come tutti avranno capito, non era nelle nostre intenzioni offendere alcuno.
    E’ probabile però che le sia sfuggito il velo di ironia con il quale abbiamo voluto sottolineare il mancato, auspichiamo temporaneo, rispetto da parte della Regione Lazio di un obbligo previsto dal D.Lgs 196/03 a tutela di tutti i cittadini, lei compreso.

    Cordialmente,
    La Redazione

  3. Tutti sappiamo che nel punto più monitorato di roma nord, ovvero ponte milvio, esiste una continua violazione di massa di tutti i divieti immaginabili, evidente prova che queste telecamere in realtà non servono a NULLA.

    Domenica mattina c’era il pienone di mentecatti intenti a scrivere sui marmi, coi pennarelli regolarmente forniti dai pennarellari indiani, immagino autorizzati dal comune (che poi farà ripulire a nostre spese), mentre i vigili vigilavano che i semafori scattassero regolarmente.

    Questo proliferare di telecamere completamente inutili andrebbe studiato seriamente da un giornalista indipendente.

    Qui o c’è qualche mafia degli appalti di fornitura e manutenzione, oppure è semplicemente strumentale a raccogliere consenso da elettorale da quattro soldi, aumentando falsamente la percezione di sicurezza soprattutto di donne e anziani.

  4. Complimenti alla Redazione per il chiarimento a Claudio S.
    Mi permetto di dare qualche suggerimento a chi studia dove installare queste teleamere. A circa 100 metri di distanza da questa telecamera c’è il ponte dell’inviolatella , discarica abusiva per tutte quelle persone incivili che non hanno ancora capito che ci sono le isole ecologiche GRATIS per scaricare i propri elettrodomestici guasti.
    Sotto il ponte cìè di tutto, divani, frigo, tagli di vegetazione e…. tutto quanto ha lasciato la società che ha realizzato il viadotto. Una ennesima discarica abusiva nel Parco di Vejo che andrebbe semplicemente “video- sorvegliata”.

  5. l’intervento di Claudio del 13 u.s. mi ha fatto sorridere e piangere. Non sarebbe meglio che Claudio, prima di tutti, scopasse la sua strada visto che ci abita? Sorge il dubbio che quelle cartacce le abbia buttate proprio lui, sicuro di non essere visto da alcuna telecamera. Se la Centrale dista a qualche Km di distanza dalla video camera, si può avere solo un effetto dissuasivo. Una semplice maschera può nascondere un viso. La vittima poi può essere portata anche lontano dalle telecamere.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome