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Nel XX Municipio aula deserta per la quarta volta. Un Aventino per due

Nel giorno in cui gli occhi della Capitale erano tutti puntati sul XX Municipio a seguito dell’agguato al Consigliere Andrea Antonini, l’Assemblea Municipale registra la quarta diserzione annunciata della maggioranza PdL che, divisa sulla linea di conduzione della politica locale, trova la sua compattezza nell’abbandonare l’aula ritirandosi sull’Aventino. Una scena sconfortante ed irritante che si è consumata in pochi minuti. Un’eventuale replica non può e non deve restare più confinata a livello locale.

La cronaca

Puntuale alle 10, si apre il Consiglio con la richiesta firmata da tutti i gruppi consiliari di inserire all’ordine del giorno una mozione “fuori sacco” di solidarietà ad Antonini. Nessuno si oppone ma la bagarre si accende sulla priorità.

Come da prassi, le fuori sacco dovrebbero andare in coda agli altri argomenti ma il capogruppo PdL, Dario Antoniozzi, ne chiede l’immediata discussione vista l’importanza del contenuto. Il PD si oppone, “la manovra è chiara – denuncia il consigliere Cozza – discutere ora la mozione bipartisan nasconde solo l’intento di abbandonare subito dopo l’aula”.

La decisione, per scelta del presidente d’aula, Simone Ariola, viene messa ai voti. “E’ un fatto irrituale se non addirittura irregolare” denuncia l’opposizione mentre tutte le mani levate dei consiglieri PdL decretano l’inversione dell’ordine del giorno.

Si da quindi lettura della mozione di solidarietà ad Antonini che viene velocemente approvata all’unanimità.
Subito dopo gli occhi si incrociano e gli sguardi si parlano. Basta un cenno di testa del presidente Giacomini a far scattare in piedi i consiglieri che formano la “maggioranza della maggioranza” ed a farli uscire dall’aula, seguiti a ruota dalla “minoranza della maggioranza”. I primi lasciano però in aula, di vedetta, uno di loro a controllare la situazione.

Cosa ci sia da controllare non si sa. In aula sono rimasti infatti solo tre assessori, che non hanno diritto al voto, il presidente Ariola, e sei componenti dell’opposizione. Quanto basta a non raggiungere il numero legale e ad invalidare la seduta.

L’OdG disatteso

Oggi era l’ultimo giorno utile per tutti i 19 Municipi romani per esprimere un parere sul PRIP, il Piano Regolatore Impianti Pubblicitari varato dalla Giunta Capitolina oggetto di accese discussioni nella Capitale (leggi qui).

Un Piano contestatissimo, nei giorni scorsi 11 Municipi lo avevano già respinto al mittente mentre questa mattina anche il XV Municipio lo ha sonoramente bocciato all’unanimità.
Augusto Santori, consigliere PdL di questo Municipio l’ha così bollato: “il PRIP è l’unico tema sul quale a Roma il PdL è riuscito a fare peggio della sinistra”.

Ed il XX Municipio che fa? Uno dei pochi, se non l’unico ad estraniarsi scientemente. Come se il fenomeno della cartellonistica dilagante, spesso abusiva, invadente e deturpante i 187 km quadrati del suo territorio non fosse cosa che lo riguardi.

Perché in caso di mancata espressione di parere e/o di proposta di emendamenti, vale il silenzio/assenso, come dire alla Giunta capitolina “mi sta bene così, grazie, un buon lavoro sul quale non ho nulla da aggiungere” nonostante le tante pecche e dimenticanze presenti nel Piano Regolatore.

Una per tutte: il PRIP non disciplina il pregresso, cioè quella selva di impianti oggi sussistenti e fuori norma. Dovranno essere tolti, vi dovrà essere un loro adeguamento, o saranno liberi di permanere, indifferenti agli effetti della nuova normativa?
Ma tutto ciò poco importava oggi ai consiglieri usciti dell’aula.

La frattura nel PdL

I sedici componenti il PdL (includendo il presidente Giacomini ed escludendo gli assessori che in aula non hanno diritto al voto) sono ormai divisi in due gruppi. Undici da un lato e cinque dall’altro. Divisi sulle scelte, divisi sulla strategia.

E’ la pattuglia dei cinque che tiene banco, perché in aula il loro voto può fare la differenza, può addirittura mettere in crisi il governo locale  se votassero assieme all’opposizione che, fra PD, SEL ed Antonini, raggiunge il numero di otto consiglieri.

Da qui la rinuncia della maggioranza della maggioranza a scendere in aula per evitare il confronto. Da qui la tattica della minoranza della maggioranza a non voler restare in aula in compagnia degli avversari e votare con loro: vogliono evitare di essere accusati di tradimento. Meglio un lento logorio.

Morale, oggi per la quarta volta consecutiva i due gruppi della maggioranza sono saliti sull’Aventino, consumando così un quarto strappo nei riguardi dei problemi del territorio.

Quanto andrà avanti?

Non è dato saperlo, almeno fino alle prossime convocazioni. Il calendario d’aula prevede infatti una seduta lunedì 18 aprile per esprimere un parere su una decisione della Giunta Comunale che riguarda il territorio di Cesano. Martedì 19 è invece prevista una seduta straordinaria convocata per per dibattere lo spinoso problema dell’utilizzo dei fondi CIPE sulle aree di Osteria Nuova e Cesano.

Ci saranno? Non ci saranno? Se l’aula dovesse restare nuovamente deserta questa inaccettabile situazione di stallo non potrà più essere etichettata come un fatto locale, urge che le dirigenze politiche romane del PdL e lo stesso Campidoglio ne prendano atto ed intervengano drasticamente.

Un Municipio che si è auto-ingessato ed un Consiglio messo nella situazione di non lavorare  non servono a nessuno, tantomeno ai cittadini.

Claudio Cafasso

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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13 COMMENTI

  1. …..@ Redazione: forse dovete ri-fare i conti perchè NON tornano:
    PD 6 consiglieri, SEL 1 consigliere, Gruppo Misto: 2 consiglieri, totale 9 (non 8)…. più la “pattuglia” dei 5 (e chi sarebbero?…) fà 14…..!!! Ci spiegate megio per piacere???

  2. @ Marcello Sensi: il gruppo misto è composto da Andrea Antonini e da Giuliano Pandolfi, uno dei tanti transfughi dall’Italia dei Valori che oggi sono organicamente inseriti nelle maggioranza del XX Municipio, del Comune di Roma, nonché del governo nazionale. Quindi attualmente i consiglieri di opposizione sono solo 8 (compreso Antonini, che però in passato ha più di una volta votato insieme alla maggioranza).

  3. @ Redazione: mi associo alla richiesta di Marcello Sensi: oltre a dire che la maggioranza è divisa in due tronconi composti da 11 e 5 consiglieri, sarebbe il caso di dire chiaramente i nomi che compongono le due fazioni in lotta e soprattutto le motivazioni di tale scontro che paralizza il corretto funzionamento di un’importante istituzione locale quale è un Municipio di Roma.
    Con l’augurio che alla prossima tornata elettorale ci si ricordi di tale comportamento assolutamente irresponsabile e dannoso per tutti i cittadini, qualunque sia l’idea politica da questi professata.

  4. Gentili lettori
    Siamo stati anticipati da Michele G. che ha esattamente interpretato la nostra valutazione sulla quantificazione: 8 e non 9 perché a PD e SEL abbiamo sommato il solo Antonini e non il gruppo misto, come chiaramente detto nell’articolo.
    Per quanto attiene alla qualificazione lasciamo ai diretti interessati il palesarsi fra gli 11 o fra i 5 per quanto, a nostro avviso, cio’ conti poco: sull’Aventino ci sono sia gli uni che gli altri.
    Buon fine settimana
    La Redazione

  5. Cercherò di dare un piccolo breve contributo alla discussione.
    I ragionamenti espressi da Cafasso si fondano forse sulle questioni relative ad atti avente oggetto l’attività del Comune di Roma.
    In effetti un certo gruppo di consiglieri ha votato alcuni atti contro l’amministrazione capitolina e il Sindaco Alemanno, oltre che la Regione Lazio del Presidente Polverini (intendo Legge Tarzia sui consultori, mozioni contro tariffe OSP e Tari, mozione sulle quote rosa in Giunta capitolina), spingendo altri consiglieri a votare in dissenso (a favore però del PDL centrale) o abbandonando l’aula.
    A parte questo, però, non mi pare che tale interpretazione oggi trovi pieno riscontro nella realtà dei fatti e, a parte qualche emendamento di contesto locale (Via Concesio e Cerquetta) in cui la differenza è stata solo il voto di astensione, ma non gli effetti definitivi, nulla altro mi pare essere emerso.
    Il gruppo PDL è compatto e, sulle cadute del numero legale, io non posso che riportarmi alle parole del Presidente Giacomini quando, su di un altro mezzo di stampa locale, ha affermato, alcuni giorni or sono, “Nessuna frattura interna. … Non è vero invece che esiste alcuna spaccatura all’interno della maggioranza, né che le presenze in aula siano regolate dal sottoscritto. Una diversa calendarizzazione dei lavori ci permetterà di riprendere da subito l’attività amministrativa.”
    Sono certo che tale impedimento sarà infatti risolto dal Presidente Giacomini di concerto col Capogruppo PDL, Dario Antoniozzi.
    G.Mori
    Cons. Municipio Roma XX (Vicecapogruppo PDL)

  6. Quindi nel tentativo di sottrarvi al ridicolo di una maggioranza che va sull’Aventino (…) lei, Cons. Mori, usa le parole di Giacomini (!) per dirci che state bloccando, paralizzando i lavori dell’Aula del XX Municipio perché avete calendarizzato i lavori in maniera poco soddisfacente???? Ma ci sta prendendo in giro?
    Andare in Aula non è un diritto, è un DOVERE nei confronti dei cittadini che vi hanno dato un mandato e che vi pagano i gettoni di presenza! Se non siete in grado di tenere in piedi una maggioranza, abbiate il coraggio di ammetterlo e andatevene a casa, lasciando ad altri l’onere e l’ONORE di gestire la “cosa pubblica” nei nostri quartieri!
    PS: sull’articolo che la metteva nella lista “parentopoli-Atac” le ho risposto qui, tante volte le fosse sfuggito.
    https://www.vignaclarablog.it/2010121412951/se-parentopoli-sfocia-dalle-nostre-parti/

  7. Sinceramente Prof. Paolo non la comprendo! Ma di che cosa sta parlando?
    O sta mischiando i vari argomenti con questa problematica?
    In questo caso che c’entra parentopoli? E perchè se la prende con uno dei pochi COnsiglieri Pdl che ci mette sempre la faccia?
    Non conosco questo Mori di persona, ma almeno è stato l’unico a darci informazioni menzionando nello specifico denunce e querele di falso e quant’altro!
    Al limite mi sarei aspettato risposte da Giacomini e Petrelli coinvolti in parentopoli e poi spariti nel nulla, senza darci spiegazioni!!!
    Sembra quasi che lei, caro Prof, Paolo abbia qualcosa di personale con il Cons. Mori, ma a questo punto sia più onesto e ci dica cosa c’è dietro?
    Sia serio Professore, altrimenti risulterà sempre poco credibile!!!??!!!
    Buona serata-

  8. Ammirabili, semplicemente ammirabili …. un grazie dai cittadini per la loro presenza continua e sempre efficace!

    e poi che piacere la trasparenza … sempre precisi e trasparenti ….

    Ma che fine ha fatto la Circoscrizione XX di qualche anno fa ???

  9. @Roberto.
    Nessuna confusione. La vicenda Parentopoli non c’entra nulla con questa discussione. E infatti l’ho messa diligentemente nel “PS” (immagino che ne conosca il significato).
    E non sprechi il suo prezioso tempo a fare dietrologia. Nessuna questione personale col Cons. Mori, se proprio vuole saperlo. Tutto ciò che ci siamo detti in questi anni (domande, risposte, idee, dubbi, critiche, ecc.) può trovarlo comodamente sulle pagine di VCB. Tutto trasparente e alla luce del sole.
    Prima leggere (con attenzione) poi (semmai) criticare. Mi sembra un atteggiamento più “serio”…
    Saluti

  10. @redazione
    Una volta tanto sono in disaccordo con voi , almeno a metà:
    Non è del tutto esatto che “Un Municipio che si è auto-ingessato ed un Consiglio messo nella situazione di non lavorare non servono a nessuno, tantomeno ai cittadini.”
    Infatti Il consiglio del Municipio che non si riunisce non serve ai cittadini, ma serve alla cricca della pubblicità selvaggia, serve ai costruttori dei parcheggi (manca la richiesta del 40% dei posti a rotazione? : venderanno più box ai privati) e via discorrendo…

  11. sig Mercante, trovo un po’ faziosa la sua domanda. Tutti sanno che il consiglio rappresenta tutti i cittadini e come tale è l’organo preposto a dare indirizzi. Bloccarlo vuole dire impedirgli di svolgere questa funzione. Se dessimo retta alla sua domanda sarebbe come dire che tanto vale abolire il parlamento, tanto il governo, anzi LUI, può fare tutto da solo. E’ questo l’obiettivo nel nostro municipio ?

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