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Da 11 Municipi romani un secco NO al PRIP. De Giusti: chiederemo una consultazione popolare

Si è tenuta oggi, 7 aprile 2011, una conferenza stampa indetta dai Presidenti dei Municipi a maggioranza di centrosinistra, presso gli uffici del Presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti, sul problema dei cartelloni e degli impianti pubblicitari a Roma. E la questione PRIP, il Piano Regolatore per gli Impianti Pubblicitari recentemente emesso dalla Giunta Capitolina e prossimo all’approvazione del Consiglio comunale (leggi qui), che li trova in netta contrapposizione con il Campidoglio.

Al termine della conferenza, Antonella De Giusti in una nota dichiara che “A Roma la situazione della cartellonistica pubblicitaria è fuori controllo. Non bastavano gli impianti abusivi che spuntano come funghi. Oggi la deliberazione 37/2009 consente persino l’installazione di impianti a seguito di una semplice autodenuncia e del pagamento della tassa pubblicitaria.”

“C’è stata nel frattempo – ricorda De Giusti – una proposta di iniziativa popolare, tesa a modificare la normativa vigente. La risposta dell’amministrazione capitolina non è stata quella di discutere questa proposta, ma la stesura di un Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (P.R.I.P.), come se la deliberazione presentata dai cittadini nemmeno esistesse.
Il risultato sarà l’approvazione finale di un nuovo complesso di regole, codicilli, tipologie, zonizzazioni, ambiti senza alcun effetto pratico. Stratificare normativa a normativa non serve a nulla, non incide sui meccanismi reali, ma semplicemente richiede un ulteriore, difficile, improbo lavoro di controllo da parte della Polizia Municipale”.

“Il nostro parere contrario al P.R.I.P. è anche frutto di un giudizio negativo sulle ipotesi di “zonizzazione”. Prendiamo il caso del Municipio XVII – incalza De Giusti – Il rione Borgo, tanto per dire, non viene classificato “A” come il restante centro storico interno alla ZTL. Eppure si tratta di un sito UNESCO, ed è certamente una zona molto pregiata della città. La sua classificazione “B1” comporterà la possibilità di installarvi anche impianti 140×300, mentre la zona “A” ne è del tutto esentata. Prati e Trionfale, a loro volta, soffrono di una classificazione ancor più bassa (“B2″), e per questo vedranno un più alto indice di affollamento degli impianti. Il P.R.I.P. della Giunta Alemanno non si accorda affatto con il pregio di questa città. Semplicemente ne svende l’immagine.”

In merito al pre-esistente, secondo Antonella De Giusti il PRIP presenta anche delle forti lacune, non è chiaro  infatti che fare del pregresso, cioè di quella selva di impianti oggi sussistenti e fuori norma.
“Dovranno essere tolti – si chiede – vi dovrà essere un loro adeguamento, o saranno liberi di permanere, indifferenti agli effetti della nuova normativa? Tutto questo non si sa, non è chiaro, non è specificato nel PRIP e ciò aggiunge caos a caos. Purtroppo l’indeterminatezza normativa su questo aspetto produce altro abusivismo, oltre che ingenerare situazioni di fatto sulle quali diventa impossibile intervenire con determinazione ed efficacia.”

Come è stato affrontato il problema in altre città? “Ben diversamente il problema è stato risolto in altre capitali europee o, in Italia. A Napoli, tanto per fare un esempio, non ci si è dilungati a stendere norme e codicilli in astratto, ma si è concepita la pubblicità in città come un servizio e si è messa a gara la concessione di questo servizio, dopo aver suddiviso in zone la parte più centrale. Si è inoltre studiata una ‘tipologia’ unica degli impianti, approvata dalla Soprintendenza locale, grazie a cui è possibile individuare immediatamente, anche visivamente, il cartello ‘abusivo’ e intervenire per rimuoverlo.
Il concessionario, d’altra parte, ha tutto l’interesse a salvaguardare il proprio territorio e a segnalare alle autorità il cartellone anomale, per rimuoverlo. Invece che un sistema di norme astratte, si è messo in campo un positivo conflitto di interessi: quello tra il concessionario legittimo e gli operatori ‘abusivi’. La cosa pare che funzioni.”

Svilito il ruolo dei Municipi. Secondo il presidente del XVII, “Ai Municipi romani è stato assegnato un ruolo davvero infimo perchè devono esprimere un semplice parere, tutto qui. Ci si è quasi dimenticati del ruolo essenziale che essi rivestono quali massimi enti di prossimità. La normativa capitolina sul decentramento parla chiaro, tertium non datur: o i Municipi sono davvero protagonisti nel governo di Roma (e in materia di decoro devono essere in prima fila), oppure lo si dica esplicitamente che sono semplicemente tollerati, e come tali debbono limitarsi a dire ‘si o no’ a piani e progetti già cotti e mangiati. Anche qui serve chiarezza.”

Il prossimo passo? “Siamo pronti a chiedere una consultazione popolare sul piano per la cartellonistica della Giunta ai sensi del Regolamento per la partecipazione. Siamo pronti a portare la nostra battaglia sino a questo livello democratico, pur di impedire l’ennesima offesa alla città, alla sua immagine, al suo decoro. Chiameremo i cittadini – conclude Antonella De Giusti – a contrapporsi al degrado di Roma anche attraverso una grande consultazione popolare”.

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