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Via Flaminia – Degrado e discariche abusive a due passi dal XX Municipio

Il 30 ottobre 2007 la Signora Giovanna Reggiani veniva aggredita e uccisa nei pressi della Stazione di Tor di Quinto, a poca distanza da tre caserme con centinaia di Carabinieri e uomini dell’Esercito. Questo brutale omicidio provocò sdegno in tutto il paese e allora si cercò di correre ai ripari sistemando, tra l’altro, la vecchia stazione da anni in stato di abbandono. Oggi Tor di Quinto completamente rinnovata è una moderna ed efficiente stazione.

Anche se la zona continua a rimanere fuori mano si respira un’aria di sicurezza dovuta non solo alla presenza dei militari ma anche al gran numero di telecamere piazzate sul viale di accesso e sull’edificio principale (ne abbiamo contate almeno 24 oltre a due colonnine per l’SOS).

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Ma se la zona della stazione ha subito una radicale trasformazione non altrettanto si può dire per tutta l’area circostante che continua a rimanere preda di un profondo degrado.

Ci troviamo a poche centinaia di metri dal Tevere in una zona compresa tra l’area golenale e l’argine destro e la Via Flaminia.

In questo luogo dove sorgono numerosi capannoni industriali con piccole aziende che lavorano il metallo ogni tanto una piccola traversa, dalla trafficata Via Flaminia, si insinua in direzione della campagna: come Via Camposampiero che si sviluppa tra i binari della ferrovia al di sopra di una lunga lingua di terra o Via del Baiardo che attraversa invece tutta la piana golenale.

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VignaClaraBlog.it ha ispezionato queste strade dove sporcizia e degrado sono presenti in grandi quantità: quando si percorre la pista ciclabile, dopo aver passato il piccolo ponte (quello rimasto chiuso per 2 anni), sulla destra si possono vedere i cumuli di sporcizia e le montagne di materiali, materassi e vecchi elettrodomestici abbandonati sul terreno.

Quello che sorprende è che ci troviamo ad appena qualche centinaio di metri dalla sede del XX Municipio e da quella del Comando del XX Gruppo di Polizia Municipale. La sfrontatezza di chi ha creato ed alimenta questa immane discarica abusiva non ha limiti.

Se si entra nella strada dove c’è la tabella “Via Flaminia 844” (siamo a neppure cento metri dagli uffici municipali) in breve ci si ritrova su di un sentiero fangoso dove tonnellate di rifiuti e copertoni sono stati scaricati nel tempo.
Non si capisce bene se si tratta di terreni privati o pubblici, fatto sta che in questa zona non si effettuano bonifiche da anni.

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Tra la vegetazione e i rovi è possibile contare decine di vecchi elettrodomestici con le lamiere arrugginite e il materiale isolante che fuoriesce.

La presenza di grandi quantità di vecchi abiti e stracci lascia supporre come in passato la zona sia stata abitata da senza tetto; proprio tra questi prati, a due passi dalla pista ciclabile, alcuni anni fa venne massacrata una donna in una miserabile casupola.

Anche se in giro non si vedono insediamenti abusivi lo stato di abbandono e degrado è di uno squallore impressionante.

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Se dalla Via Flaminia, poco più avanti, abbandoniamo la strada e ci infiliamo in una delle tante sterrate che attraversano la piana le cose non cambiano: nei pressi di un caseggiato con una pompa idrovora troviamo i resti di una vecchia roulotte piena di rifiuti.

Tutto intorno montagne di detriti, materiali e calcinacci. Anche questo punto è a poche metri dalla pista, vanto del Comune di Roma, dove ogni giorno transitano centinaia di cittadini costretti ad osservare questo spettacolo indegno di una grande metropoli.

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Perché a quanto pare sporcizia e degrado oramai appartengono, senza eccezione, ad ogni luogo, strada e sentiero di periferia e sono il naturale corollario a parchi, siti archeologici, o aree di interesse storico.

L’incredibile e incivile vizio di sbarazzarsi di materiali e rifiuti coinvolge sempre più la cittadinanza rendendo vani gli sforzi di chi si adopera, con grande fatica e sacrificio, a mantenere pulita la nostra città.

La certezza di farla franca, o con una modesta multa se colti sul fatto, spinge i maleducati (per usare un eufemismo) ad usare le strade e le campagne come delle pattumiere: forse invece delle multe ci vorrebbe un soggiorno a Regina Coeli, il timore di trascorrere qualche mese nelle patrie galere potrebbe servire magari da deterrente.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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6 COMMENTI

  1. Questa è proprio inciviltà.
    Esiste a poche centinaia di metri il “Centro di raccolta Acqua Acetosa” dell’AMA (Via Campi Sportivi, 100), dove si possono buttare: apparati elettronici, batterie al piombo, carta e cartone, consumabili da stampa, frigoriferi e condizionatori, inerti/calcinacci, ingombranti, legno, oli vegetali, e dove gli operatori AMA sono disponibilissimi e gentilissimi.

  2. io credo, che fiorse mettendo in questa area dislocate in vari punte delle telecamere che ogni tanto poi venissero controllate da qualc’uno , si potrebbe risalire a questi maleducati a dir poco, e oltre a fargli una forte multa gli farei rimboccare led maniche e ripulire tutto cio’ che hanno pensato di disfarsi con tanta naturalezza. i rimedi a questi scempi ci sono, ma non si vuole far niente per evitare questo degrado che continua ad aumentare in modo esagerato. forse ci siamo abituati a conviverci, che cosa brutta e indecente……………………… .

  3. secondo me un sistema potrebbe essere quello della tracciabilita’ dei materiali di scarto piu facile per gli pneumatici in quanto sostituiti da gommisti.

  4. molta attenzione deve essere fatta a quelle persone che restaurano gli appartamenti e che sui preventivi fanno pagare il trasporto in discarica e’ proprio a loro che dedicherei il tempo

  5. Buongiorno a tutti, seguo da tempo, anche con interventi personali presso le varie istituzioni competenti in materia, il tema dell’abbandono dei rifiuti nella nostra zona.
    Tutte le mattine mi reco al lavoro utilizzando il treno che parte da Montebello e vi assicuro che lo spettacolo che vedo percorrendo il tragitto fino a Piazzale Flaminio è a dir poco sconvolgente. Vorrei “invitare” chiunque a vedere con i propri occhi. Si inizia dal parcheggio della stazione “La Giustiniana” invaso da sacchetti di rifiuti regolarmente lasciati abbandonati e preda dei cani randagi. Dalla stazione La Celsa e fino a Labaro, sotto il viadotto Giubleo 2000, innumerevoli quantità di pneumatici, mobili vecchi, elettrodomestici fanno da tappeto ai margini del Tevere. Stazione Grottarossa, sotto le rampe che portano all’autorimessa dell’Atac c’è da tempo un mega accampamento di Rom che “usa” gettare i rifiuti in un’area poco prima della stazione. Centinaia di sacchetti abbandonati, una vera e propria discarica a cielo aperto. E poi veniamo alla “visione” scioccante che riguarda il terreno che costeggia la ferrovia dopo Tor Di Quinto, per intenderci Via Camposampiero…..rifiuti di elettrodomestici, mobili, finestre, materiali edili che hanno creato vere e proprie montagne!!!! Ma come è possbile che nessuno vede niente di tutto questo!!! Cosa e come possiamo fare per sottoporre a chi di dovere interventi urgenti e mirati?

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