Home AMBIENTE Affissioni abusive: la chimera del decoro urbano

Affissioni abusive: la chimera del decoro urbano

Gli editoriali di VCB – Fatta la legge trovato l’inganno. Da un lato, a Roma, il Sindaco Alemanno si sbraccia nel promulgare ordinanze contro l’affissione selvaggia e dall’altro, in Parlamento, i partiti si auto-assolvono. Il cosiddetto Decreto Milleproroghe, approdato in queste ore in Senato, contiene infatti una norma che getta un colpo di spugna sui casi di affissione abusiva verificatisi dal 28 febbraio 2010. Vale per tutti? No, solo per le “affissioni di manifesti politici”.

Si tratta dell’emendamento numero 2.366 firmato dai senatori Francesco Casoli del PdL e Mario Gasbarri del PD che recita così: “le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità mediante affissioni di manifesti politici o di striscioni e mezzi similari, potranno essere definite in qualunque ordine e grado di giudizio, nonché in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 1.000 euro per anno e per provincia“.

Ciò significa che chi, dal 28 febbraio 2010, ha affisso manifesti politici in modo scorretto, che sia stato già sanzionato o no, potrà chiudere la partita pagando 1000 euro per ogni provincia in cui è stata commessa l’infrazione. Attenzione alla data, essa è (volutamente) antecedente alle elezioni regionali della scorsa primavera.

Stringendo lo zoom solo sulla Capitale, ad ogni partito, o ad ogni candidato, basterà dunque versare alle casse dello Stato un obolo di mille euro per sanare le migliaia di abusi commessi negli ultimi 12 mesi in ogni angolo di Roma e, per quanto ci riguarda, in ogni sito immaginabile del XX Municipio.
Il tutto con buona pace delle casse del Campidoglio perché, stando al regolamento comunale, ogni singola infrazione è invece sanzionabile per un importo di 400 euro. Non c’è che dire, un bel risparmio.

Ma a risparmiare saranno solo i partiti e non quei soggetti privati che abbiano commesso analoghe infrazioni. E’ giusto che ne paghino le conseguenze, ma la legge – così ancora s’insegna – dovrebbe essere uguale per tutti.

E non saranno solo i manifesti elettorali abusivi a farla franca.
L’emendamento non specifica infatti quali tipologie di infrazioni vengono sanate. Anche un semplice manifesto affisso per annunciare, ad esempio, l’avvio della costruzione di un marciapiede, la visita pastorale di un big della politica o l’inaugurazione di un monumento, se affisso a nome di un politico, o di una parte politica, meglio ancora a nome di un’istituzione, può dunque rientrare nella fattispecie.

Non importa se in tal modo è stata deturpata la città e violentato il territorio da chi, per primo, dovrebbe rispettarlo. Tutto fa brodo e con due bigliettoni da 500 euro ad ogni partito e/o ad ogni committente passerà la paura e si laverà la coscienza.

Con buona pace dei cittadini, dei comitati, delle associazioni, dei tanti volontari, dei media, insomma della cittadinanza attiva che si batte per una chimera definita decoro urbano.

Claudio Cafasso

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9 COMMENTI

  1. Ma la vergogna esiste ancora?
    E’ diventata ormai una consuetudine talmente ricorrente dopo ogni campagna elettorale, che i politici non sentono più vergogna a proporre questi colpi di spugna alle infrazioni commesse dai propri partiti.
    Perché ci dovremmo meravigliare delle leggi “ad personam”, se poi tutti i partiti sono d’accordo a votare leggi a loro favore!

  2. Molto deprimente tutto questo, soprattutto perché è un ennesimo indizio di una politica che tende solo a proteggere se stessa, e non ha un’idea, nemmeno lontana, di cosa serva veramente ai cittadini e alla società intera.

    L’unica speranza che abbiamo forse è svegliarci e veramente scendere per strada ogni giorno e strappare via dai nostri luoghi tutto ciò che li deturpa, in primis i manifesti politici, i cui contenuti autocelebrativi non interessano proprio più a nessuno.

  3. E ricordiamocelo alle prossime elezioni di non dare la nostra preferenza a questi due signori: Francesco Casoli del PdL e Mario Gasbarri del PD.
    Un NON VOTO bipartisan.
    Basta comunque vedere i muri dei nostri palazzi ed i cassonetti stracolmi di affissioni politiche.

  4. Purtroppo non è corretto dire “Fatta la legge trovato l’inganno” perché l’inganno in questione altro non è che una nuova legge con tutti i sacri crismi; il problema è di fondo: fino a che punto è corretto che gli imputati possano legiferare in merito al capo d’imputazione?
    Per quanto riguarda la questione delle affissioni abusive, la cosa è però più semplice che in altri casi: basterebbe non votare partiti e politicanti vari che infestano abusivamente la nostra città con i loro simboli e faccioni sorridenti, almeno quelli più invasivi e perniciosi; purtroppo, finché ai manifesti abusivi corrinsponderà un congruo numero di voti, le lamentele sembrano solo lacrime di coccodrillo.

  5. Sono d’accordo con StefanoG.
    Ricordiamoci e ricordiamolo ai nostri amici e conoscenti, alle prossime elezioni, di non dare la nostra preferenza a Francesco Casoli del PdL e a Mario Gasbarri del PD.
    Mi sembra l’unico mezzo che abbiamo noi cittadini di far valere la nostra opinione.

  6. Scusami Nello ma è un’ipotesi velleitaria non votare più quei due, fra l’altro non sappiamo nemmeno di quale collegio elettorale sono! Devi sapere che è casuale che l’emendamento sia stato firmato da loro, chiunque del PD e del PDL l’avrebbe potuto firmare. Funziona così: il partito consegna al gruppo parlamentare tutti gli emendamenti da sottoporre e poi all’interno del gruppo se li dividono: questo lo firmi tu, questo io e questo lui senza neanche sapere cosa stanno firmando.
    Il problema vero è che dovremmo più votare PDL e PD in assoluto.

  7. Grazie Urbano per la spiegazione sulle modalità di presentazione degli emendamenti e sulla firma “al buio” da parte del senatore o deputato di turno. Resta, comunque, il problema della poca correttezza degli eletti, nel legiferare per cancellare le infrazioni commesse da loro stessi e/o dai loro colleghi.
    Per far sentire la nostra riprovazione, oltre ad evidenziare questo problema nelle sedi più varie, rimane sempre la possibilità, come dice Michele G., di non votare i partiti e i politicanti vari che infestano abusivamente la nostra città.

  8. PARTITI NON PAGANO I DIRITTI DI AFFISSIONE.
    DICHIARAZIONE DI MARIO STADERINI, SEGRETARIO DI RADICALI ITALIANI, E RICCARDO MAGI, SEGRETARIO DI RADICALI ROMA.

    Anziché utilizzare l’Avvocatura comunale per difendere la sua compromessa immagine, Alemanno farebbe bene a preparare la memoria difensiva di fronte alla Corte dei conti.
    I manifesti di cui si discute, quelli del PD come del PDL, sono abusivi ed il Comune non fa nulla per recuperare gli introiti persi. Infatti, pur giacendo negli spazi delle “pubbliche affissioni”, sono privi del timbro di avvenuto pagamento dei diritti di affissione, pari a 4,35 euro a singolo spazio per 10 giorni.
    In questi casi il Comune dovrebbe comminare le sanzioni e rimuovere i manifesti a spese dei committenti.
    Invece, durante tutto l’anno gli spazi comunali sono sequestrati dall’arroganza di alcuni partiti che non pagano le tariffe nella certezza che il Campidoglio non chiederà conto delle centinaia di migliaia di euro di mancato introito per l’erario.
    Per questo, abbiamo presentato alla Procura della Corte dei conti un esposto in cui chiediamo che vengano accertate responsabilità e recuperate le somme eluse.
    Nel frattempo, i responsabili locali di PD e PDL che hanno riconosciuto la paternità dei manifesti si mettano in fila per pagare quanto avrebbero dovuto. A cominciare dall’On. Piso, che ha avuto la faccia tosta di rivendicare l’affissione abusiva come “legittima attività politica.”

    100 milioni di euro il mancato introito per i Comuni.

    La banda dei soliti noti è tornata in azione.
    Con un emendamento approvato in Commissione e presentato da un senatore del PDL e uno del PD, i partiti si sono condonati anche le sanzioni per i manifesti abusivi comminate a partire dal marzo 2010.
    L’ennesimo furto ai danni dei cittadini e della democrazia, rigorosamente bipartisan, copre i quasi 100 milioni di euro di multe non pagate in occasione delle ultime elezioni regionali.
    Una grave perdita per i Comuni che già hanno messo in bilancio le sanzioni, dopo aver comunque speso milioni di euro per la defissione dei manifesti.
    È un atto criminogeno che dimostra quanto in Italia il processo elettorale e di formazione dell’opinione pubblica sia falsato alla radice, favorendo chi viola le leggi e punendo chi le rispetta.
    Accade per i manifesti, cui da anni noi Radicali siamo costretti a rinunciare, così come per la presentazione delle liste elettorali, dove chi si rifiuta di raccogliere le firme illegalmente è stato escluso dalle ultime Regionali mentre gli altri, come Firmigoni, governano.
    Roba da far impallidire pure Cetto La Qualunque.

    http://www.radicaliroma.com/wp/

    http://www.radicali.it/comunicati/20110214/milleproroghe-staderini-su-condono-manifesti-furto-bipartisan

  9. SAPETE QUALE E’ LA COSA PIù GRAVE DI TUTTO QUESTO? E’ CHE IO AVENDO UNA DISCOTECA, E UN RAGAZZOTTO PER FARMI DEL DANNO MI AFFIGGE QUALKE LOCANDINA IN UN COMUNE….IMMEDIATAMENTE MI ARRIVANO 418,00 EURO DI MULTA PER OGNI LOCANDINA CON LA RESPONSABILITA’ IN SOLIDO….MORALE DELLA FAVOLA IMBRATTARE I MURI CON MANIFESTI POLITICI SI PUò SANARE CON 1.000 EURO PER PROVINCIA….IO INVECE DEVO PAGARE TUTTO E SUBITO ALTRIMENTI CI SONO FERMI AMMINISTRATIVI E DI TUTTO DI PIU’….SIGNORI QUESTI SONO I NOSTRI POLITICI…..GRAZIE !!!!!

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