Home AMBIENTE Cassia, Giardini Tomba di Nerone: passata la festa gabbato lo santo?

Cassia, Giardini Tomba di Nerone: passata la festa gabbato lo santo?

Bello il giardino di Tomba di Nerone inaugurato il 23 gennaio dal Sindaco di Roma: dopo il restauro del monumento a Vibio Mariano ora si è proceduto a lastricare l’area di accesso e a realizzare un sobrio monumento dedicato ai Caduti di Russia. In occasione della inaugurazione sono stati sgomberati anche alcuni senzatetto che da molto tempo vivevano all’interno della macchia, al margine dei giardini.

Confortante vedere anche gli operai che procedono ora alla bonifica e pulizia dell’area adiacente a Villa Paladini da sempre terra di nessuno e rifugio di sbandati e tossicodipendenti.
Tutto bene allora? Non proprio perché basta fare alcuni metri all’interno del bosco che lambisce i giardini e tutto torna come prima.

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I senza tetto sloggiati dalla macchia non hanno fatto altro che raccogliere le loro povere cose e spostarsi di qualche metro più in là dove la vegetazione è solo un poco più folta.

Basta percorrere un breve tratto e ci si ritrova nei pressi di una vecchia cisterna ricolma di rifiuti e di decine di buste di plastica dal contenuto sospetto; tutta l’area è preda del degrado e in mezzo agli alberi è stato realizzato un giaciglio dove qualcuno vi trascorre la notte.

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Si tratta di una situazione segnalata dozzine di volte sia da Comitati di quartiere che dai residenti che hanno lamentato e documentato lo stato di profondo degrado in cui versa tutta l’area sottostante i giardini e che fa parte della Riserva Naturale dell’Insugherata.

Il fatto che monumento e giardini siano stati sistemati non può che essere motivo d’orgoglio per Comune e Municipio e ragione di soddisfazione per i residenti che hanno espresso il loro gradimento nella inaugurazione dello scorso 23 gennaio avvenuta alla presenza del Sindaco Alemanno (leggi qui).
Ma resta insoluto il problema del degrado di quell’area ad appena pochi metri dal piccolo parco giochi per bambini.

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La presenza di una vera e propria discarica era stata denunciata già nella prima inaugurazione e si era convinti che almeno nella seconda, tutto, ma proprio tutto, sarebbe stato sistemato: e invece degrado e abbandono continuano a rimanere all’ombra del bel giardino e del monumento.
Passata la festa, gabbato lo santo, tutto torna come prima.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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3 COMMENTI

  1. Credo che il primo passo da fare per ripristinare il decoro che merita quell’area, sia quello di impedire a suor Adancilla di sfamare quotidianamente i barboni che vi abitano.
    Attenzione, non voglio dire che il comportamento delle Orsoline sia sbagliato, stò dicendo che la carità bisogna meritarsela.
    Il senzatetto che non fà un cavolo tutto il giorno, il sacchetto di plastica, non lo può buttare nel secchione invece che per terra? Che gli costa?

  2. Il temporaneo allontanamento dei senzatetto dall’area in questione mi ricorda tanto il famigerato “facite ammuina”, comando (probabilmente falso storico) contenuto nel regolamento della Regia Marina Borbonica, da impartire in occasione della visita a bordo degli alti comandi…..

    Lucio Maria Frizzoni

  3. Concordo con Claudio: la missione della Caritas, delle Orsoline e di Suor Adancilla è meravigliosa, questo è fuori discussione, ma in questo caso va attentamente valutata e probabilmente rivista, per il rischio di continuare ad “attrarre” nel parco caduti sul fronte russo quei clochard che non mi sembra meritino (per il loro comportamento e non per il loro status) di soggiornare, bivaccare e di fatto occupare in via esclusiva quel parco, senza rispettarlo: buttano le bottiglie di birra per terra, lasciano rifiuti, sacchetti di plastica, orinano pubblicamente. In loro assenza, e dopo una riqualificazione (e una manutenzione costante, fatta anche con l’aiuto dei privati vicini che si sono proposti), quel parco potrebbe essere un meraviglioso punto di ritrovo per noi del quartiere, magari con qualche gioco per bimbi. In un’area dove mancano i punti di aggregazione. E un’angolo bellissimo a livello di natura, di archeologia, storia. E’ un sacrario della memoria per i caduti delle guerre, quindi un luogo sacro per persone che hanno perduto i loro cari sul fronte russo o altri fronti. Credo che sia un sito che meriti ben altro rispetto. Magari, con l’aiuto della Caritas e delle Orsoline, si potrebbe trovare una sistemazione diversa per quei poveri senzatetto?

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