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    Buon Anno a voce bassa

    Gli editoriali di VCB – Non c’era peggior modo di chiudere questo 2010 travagliato e di smorzare i pur deboli entusiasmi festaioli per la notte più lunga dell’anno. Una notte che non vedrà Matteo Miotto, 24 anni, brindare con i suoi amici. Perché Matteo Miotto, militare italiano in Afghanistan, è morto oggi in seguito all’agguato di un cecchino. Con lui, sale a 14 il numero dei soldati italiani morti in Afghanistan nel 2010 ed a 35 il numero dei nostri connazionali che hanno perso la vita dall’inizio della missione.

    La tragedia è avvenuta nel Gulistan, nella provincia di Farah, alle 15 locali, le 12.30 italiane. Matteo Miotto, di guardia su una torretta della propria base, è stato colpito da un proiettile sparato da un cecchino. E’ stato preso ad un fianco, proprio in una parte del corpo non protetta dal giubbotto antiproiettile ed il colpo gli ha leso organi vitali. Matteo è morto sull’istante.
    Sarebbe stato il suo ventiquattresimo capodanno se un’assurda storia di un’assurda guerra non lo avesse strappato alla vita.
    Addio Matteo, tutti noi di VignaClaraBlog.it ci uniamo al dolore della tua famiglia.

    Si è spenta così la 35ma vita italiana in terre lontane mentre qui, in terra patria, si chiude un anno difficile alla vigilia di un 2011 che si annuncia altrettanto ricco di problemi.

    Rendiamo onore a Matteo, augurandoci tutti che il nuovo anno non debba registrare ancora soldati italiani morti, quindicenni assassinate, tredicenni scomparse, aziende che chiudono, disoccupazione che aumenta, una politica litigiosa e stagnante che si nutre solo di beghe di palazzo.

    Un nuovo anno che non debba registrare una Capitale nella quale i giovanissimi perdono la vita dentro le loro microcar, i pirati della strada falciano i pedoni, i gay vengono aggrediti per la strada.
    Una Capitale nella quale occorrono decenni per sgomberare i residence della vergogna, dove una nevicata di un’ora paralizza la circolazione per 24, dove un singolo ha il potere di chiudere una strada a dispetto dei 14mila utilizzatori quotidiani, dove parentopoli fa rima con paperopoli. Fermiamoci qui.

    Buon anno a tutti voi, cari lettori, ma ve lo diciamo a voce bassa perché oggi c’è poco da gioire.

    Claudio Cafasso

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    17 COMMENTI

    1. Sono triste per questo giovane UOMO che armato di entusiasmo ha donato la sua vita per un nobile ideale .
      Voglio esprimere il mio cordoglio ai famigliari per i quali non ci saranno parole che potranno colmare il loro dolore.
      Ai politici chiedo di riflettere se ne sononcapaci sul senso di questa missione cosiddetta di pace?

    2. Che differenza tra il caporale Matteo Miotto e Cesare Battisti.
      Il primo morto mentre faceva il suo dovere di Soldato, ucciso mentre era di sentinella e, come ha scritto Antoine de Saint Exupery “ogni sentinella è responsabile di tutto l’Impero!”. Il secondo un criminale pluriomicida oggi libero: dalla criminalità comune alla lotta armata, coccolato e protetto dalla sinistra francese, arrrestato (come fece notare Marcello Veneziani in un bellissimo articolo) non in una favelas mentre da bravo comunista -proletario faceva volontariato, ma su di una spiaggia dorata in compagnia di belle ragazze.
      Matteo Miotto, 24 anni morto per essere al servizio della Patria.
      Cesare Battisti, 47 anni, libero per essere un assassino terrorista.

    3. Da Soldato e da Italiano esprimo il mio cordoglio alla famiglia del giovane Matteo Miotto morto nell’adempimento del suo dovere.
      Non è il momento di esprimere giudizi sui “nostri” politici,……… bisogna solo far sentire la nostra vicinanza a tutti i famigliari dei Nostri Soldati caduti in terre lontane.

    4. Sono triste per questa perdita.
      Ma sono molto più triste a causa di quelli che di questa perdita non fanno tesoro ma solo occasione per polemiche tanto sterili quanto vergognose.
      Rimanere o non rimanere ?No e se sì , a che pro ?
      Quante stragi avremmo come in Egitto ? O come nel Sudan ? O come nelle Filippine o come nel Niger o come in Afghanistan o come in India o come in Iraq o come in Indonesia ?
      Non è che Matteo assieme agli altri cercava di bloccare mandanti ed esecutori di queste stragi ?
      Non è che le stragi perpetrate nei confronti dei cristiani valgono come un attacco all’Occidente ? Non è che l’Occidente , niente niente , siamo anche noi ? Compresi i vari Vendola ed l’ antidizionariodicomprensibilelinguaitaliana Di Pietro ?
      Possibile che sia tollerabile celebrare la Messa nel sangue, come è successo a Baghdad o che 500 persone vengano massacrate a colpi di machete, com’è successo in Nigeria, solo perché cristiani, uomini donne e molti bambini, accettando che qualcuno sibili a stento la notizia e lasciando che sull’orrore infierisca il silenzio? E’ davvero possibile che bambini al catechismo vengano massacrati, evirati e decapitati senza che l’Onu, Obama , Putin , o chi per essi si decida a scomporsi ? Come qualcuno ha scritto e denunciato.
      Giusti manifesti ed appelli per le varie Donne perseguitate in Iran piuttosto che nelle Filippine. Contro la carcerazione e contro la lapidazione.
      Ma per Questi e di Questi vogliamo parlarne o no?
      Possibile che siamo diventati così pavidi da continuare a sussurrare invece di urlare ?
      Possibile che continuiamo a predicare pace e benevolenza tanto per adesso ammazzano Quelli laggiù.
      Mica mi sento cristiano, men che mai praticante , onestamente agnostico.
      Ma sono sconvolto dall’imbecillità che ci ha colto.
      Magari Matteo stava lì come baluardo per noi.
      Che tristezza , mettiamoci poi le 15enni scomparse , quelle ammazzate, i soprusi , la mondezza, gli assassini libero con il sorrisetto sardonico e beffardo stampato in faccia grazie ad un ex disertore della vanga, mica è cominciato bene sto 2011.
      E comunque auguri , non si sa mai.

    5. è talmente ridicolo pensare di occupare i paesi arabi per i secoli a venire, per impedire che democraticamente eleggano governi non filooccidentali, che non varrebbe neanche la pena di discutere.
      ma giustificare le proprie stragi, di decine di migliaia di innocenti morti per mano occidentale in un paio di guerre, per poi correre al computer a delirare su afghanistan, battisti, vendola, la nigeria, di pietro, e l’occidente, quando in mezzo alle bombe ci capitano dei cristiani ….. è qualcosa di indegno oltre che pericoloso.

      sono sicuro che certe persone se fossero nate in un paese islamico sarebbero in prima fila a lapidare le donne, da bravi soldati, con qualche divisa addosso.

    6. Consolante il nome , basta aspettare e poi scompare.
      Se per caso però camminassi lento , faresti in tempo a rispondere alla domanda di quale paese democraticamente eletto non filooccidentale tu stia parlando.
      Forse l’esempio è l’Iran ? Dove non esiste non solo una presenza filooccidentale ma neanche democratica. Pakistan ? Quale ?
      Mai pensato di occupare i paesi arabi per i secoli a venire , a che serve ?
      Cosa debbo giustificare ? Le crociate ? Eppoi cosa avrei giustificato ?
      Dico solo che forse – anzi sicuramente – dovremmo impegnarci di più e meglio a capire cosa queste cose significhino.
      Questa balla della ritorsione per gli interventi in Iraq e Afghanistan ( giusti a mio avviso ) non vale in Sudan , non vale in Nigeria e neanche nelle Filippine od in Egitto. Forse è qualcosa di più e di peggio. Perchè se non è di territorio , è di razza o religione.
      Sarà che sei unodepassaggio ma sono le stesse cose che ho detto riguardo gli hutu ed i tutsi o riguardo i palestinesi. Scarsa attenzione perchè a noi e da noi distanti.

      Per ultimo ,anche se sei unodepassaggio , questo non ti autorizza a dire minchiate come quelle con le quali hai concluso il tuo frettoloso intervento.

    7. Sei talmente tanto di passaggio che neanche ti accorgi delle imbecillità che dici e delle contraddizioni del tuo sconclusionato discorso: comunque cerca di passare in tutta fretta…………..

    8. unodipassaggio hai dimenticato di scrivere una parolina tra “uno…. dipassaggio”!!!Se vuoi te ne posso indicare innumerevoli! Vergogna per le tue parole.

    9. Volevo farmi una idea delle somme percepite da un militare in missione.
      Un fulgido esempio di (mancata) trasparenza…

      La legge 108/2009 (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09108l.htm), ed altre, richiamano il regio decreto 3 giugno 1926, n. 941, (http://www.direzioneamministrativa.unile.it/ispettivo/Normativa/NormativaNazionale/RD_941-1926.pdf) che prevede una indennità minima pari a lire 12 (dodici).

      La suddetta legge 108 dispone (art. 3) una indennità nella misura di un valore percentuale variabile tra il 98 e il 130 % di quella indennità.

      Quale sia pertanto l’indennità giornaliera corrisposta sembra un mistero.

      Sembrerebbe tuttavia che:
      1) un caporal maggiore guadagni netti euro 1100/mese (fonte:http://www.aereimilitari.org/forum/topic/3292-stipendi-esercito/ al 2005, oppure http://forumdifesa.forumgratis.org/index.php?&showtopic=167);

      2) al personale che partecipa alle missioni internazionali sia corrisposta, al netto delle ritenute, in aggiunta allo stipendio, una indennità di missione pari a euro 132 (fonte: http://forumdifesa.forumgratis.org/index.php?&showtopic=167).
      Per un mese di servizio, il militare prenderebbe circa 3900 euro mensili netti di indennità.

      In conclusione, l’emolumento complessivo (tra stipendio ordinario e indennità) ammonterebbe a circa euro 5000.

      Le domande:
      1) perché nelle leggi l’importo non è indicato in modo intellegibile?
      2) il militare in missione ci va perché ci crede o perché ci guadagna?
      3) comparato allo stipendio di un politico, sono troppi o troppo pochi?
      4) rispetto a quanto guadagnava Filippo Raciti, sono troppi?

      Per quasi tutte non ho risposte; volete aiutarmi a comprendere?
      Cordiali saluti

    10. Un diplomatico o un addetto all’ambasciata che per 3 anni va all’estero percepisce, oltre allo stipendio, somme folli: le percepisce perchè ci crede o perchè ci guadagna?
      Un inviato della TV o un giornalista che va all’estero percepisce un sacco di soldi: li percepisce perhè ci crede o perchè ci guadagna? E un militare che va in missione fuori area (minimo 6 mesi) con il rischio concreto di perdere la vita perchè non dovrebbe percepire una indennità che tra le altre cose non paga neppure l’Italia?
      Caro Signor Carlo gli stipendi dei militari italiani sono tra i più bassi d’Europa: un soldato USA che va in missione non percepisce una lira in più ma questo solo perchè ha una serie di vantaggi economici che noi ci sognamo (casa gratis, scuola o asilo per i figli, moglie che lavora nella base militare, non paga le tasse mentre è in missione, percepisce uno stipendio che è 3/4 volte superiore a quello di un volontario italiano, vive in basi che sembrano Disneyland dove acquista ogni cosa, benzina compresa, a prezzi stracciati……..le basta?).
      Gli stipendi sono trai più bassi ma le qualità professionali sono tra le più alte: i militari italiani oggi sono considerati tra i migliori al mondo, a livello di quelli USA o inglesi (in alcuni casi, come per le SF, anche meglio!). Noi paghiamo un alpino di Catania che fa servizio a Bolzano con 1000 Euro quando in quella città l’affitto di un mini-appartamento sfiora i 500 Euro. Le basta?
      Filippo Raciti guadagnava qualcosa di più di un militare dell’Esercito Italiano: se fosse stato inviato in missione all’estero (come accade anche per la Polizia di Stato) avrebbe percepito l’indennità delle UN. L’ho aiutata a comprendere?

    11. Caro Strix, evidentemente non sono riuscito ad esprimere il mio pensiero con sufficiente chiarezza.
      Mi sorprende la mancata trasparenza del legislatore, mi sorprende che si faccia passare necessariamente per eroe chi fa un mestiere pericoloso non perché ci crede ma perché ci guadagna, mi sorprende che analoghe considerazioni non si facciano per coloro che quotidianamente garantiscono nel nostro territorio la sicurezza e la legalità. Lasciamo poi perdere che donnine in televisione possano percepire centinaia di migliaia di euro perché è espressione di pura follia.
      No, sig. Strix, apprezzo le sue buone intenzioni, ma purtroppo non mi ha aiutato a capire.
      La ringrazio comunque per l’impegno.

    12. Spiacente di non esserle stato di aiuto ma non capisco di quale trasparenza parla. Io la cercherei nelle indennità parlamentari, regionali, comunali, in quelle dei dirigenti dello Stato o dei funzionari RAI e anche in quelle Presidenziali (se la ricorda la storia di quel Presidente della Repubblica sospettato di prendere 100 milioni di lire al mese dai Servizi Segreti?).
      Ogni volta che muore un soldato italiano nell’inevitabile scia di polemiche c’è sempre qualcuno che, a corto di argomenti, si chiede se devono essere trattati da “eroi” e lo fa standosene a casa, al calduccio, sul divano buono, protetto da quella “coperta” che gente come Matteo Miotto gli fornisce.
      No, non sono eroi,e loro per primi rifiutano questa etichetta: sono solo giovani che amano il loro lavoro, che vogliono servire il paese vestendo una uniforme, che lavorano il Sabato e la Domenica, che non scioperano e non hanno cassa integrazione e neppure si ammalano quando in TV ci sono le partite dell’Italia.
      Sig. Mosco ha mai sentito parlare dei “rangers” del Monte Cervino o degli Acquisitori Obiettivo del 185° RAO? Ragazzi che fanno corsi durissimi che durano mesi e che in 10 anni hanno già fatto 10-12 missioni rimanendo per la maggior parte del tempo lontano dai propri cari? Lei crede che uno che ogni giorno rischia la pelle per bonificare un ordigno esplosivio o una mina lo fa per quei quattro soldi che le UN gli pagano? Soldi che il più delle volte servono per acquistare una casa che lo Stato non gli dà o per pagare gli alimenti a mogli che, stufe di essere sempre sole, se ne vanno per sempre!
      Quanto agli appartenenti alle Forze dell’Ordine (e molti svolgono compiti amministrativi) i loro stipendi sono molto più alti dei volontari dell’Esercito tant’è che più volte si è cercato, inutilmente, con una legge di equiparare i ruoli.
      Non mi ringrazi per l’impegno ma cerchi piuttosto di capire cosa si nasconde veramente nell’animo di un Soldato.

    13. Gentile sig. Strix, il Suo secondo commento mi è stato di maggiore aiuto.
      Lei è certamente meglio informato di me e La ringrazio per aver condiviso i suoi pensieri.

      Per quanto mi riguarda solo alcune precisazioni.
      Riguardo la trasparenza e i compensi di altri dipendenti dello Stato mi trova perfettamente d’accordo.
      Ho apprezzato (e disprezzato) conoscere l’entità degli stipendi dei giornalisti RAI.
      All’opposto, non ho condiviso l’approccio alla riservatezza del Garante della Privacy in tema di pubblicità delle dichiarazioni dei redditi.

      Osservo quotidianamente la pochezza di troppe persone che non hanno il coraggio delle proprie idee e delle proprie azioni e che cercano il compromesso a tutti i costi.
      Ad esempio, con riferimento a fatti recenti a tutti noti che hanno coinvolto un triste figuro, che si abbia il coraggio della propria omosessualità e non ci si attardi a frequentare modesti personaggi che paiono riassumere in sé i tratti maschili e femminili!

      Un uomo vero è quello che si assume la responsabilità dei propri pensieri e delle proprie azioni. All’opposto, questa nazione pullula di perbenisti, ipocriti, falsi, bugiardi e spudorati mentitori, che lanciano sassi e nascondono volti e mani.

      Con riguardo alle missioni militari in cui siamo impegnati, si abbia il coraggio di riconoscere che mettere insieme i termini “militare” e “missione di pace” è una contraddizione in termini, di cattivo gusto e pericoloso.
      Tali “missioni” sono insanabilmente in contrasto con l’art. 11 della Costituzione. Delle due l’una: o si abroghi detto articolo oppure si abbia il coraggio di chiamare queste missioni per ciò che sono!
      Resta il fatto che vorrei come cittadino conoscere il costo di tali missioni di guerra che ritengo prive di qualsiasi utilità per lo Stato italiano.

      Infine, voglio essere chiaro circa il ruolo e la funzione che le forze armate ritengo debbano avere per una nazione: la mia opinione è che tutti dovremmo essere militari.
      Bene fanno gli svizzeri e gli israeliani, due popolazioni agli antipodi una dall’altra: i primi operano un richiamo alle armi per una settimana l’anno, i secondi (per i quali la leva dura tre anni) per un mese ogni anno.
      Questa Italia ha bisogno di ripartire da alcuni sani fondamentali per porre rimedio a questa mesta e, per me, insopportabile decadenza: etica, dedizione, senso dello Stato, senso dell’Onore, lealtà, onestà, istruzione ed infine, anche abilità militari.
      Un cordiale saluto

    14. Gentile Sig. Carlo, ha ragione e condivido pienamente il suo pensiero circa la “decadenza” di questo paese. Quanto alle “missioni” non bisogna dimenticare che l’espressione “soldati di pace” l’hanno inventata i giornali e le TV (mica potevano fare uno sceneggiato con Roul Bova e intitolarlo “Soldati di Guerra!).
      Ho comunque molto apprezzato il suo tono cordiale e pacato……….roba d’altri tempi.

    15. Fermo restando il sentimento di assoluta tristezza per la perdita di tutte queste giovani vite umane, perchè non considerare “eroi” anche tutti quegli operai, molti di più, che perdono la vita praticamente ogni giorno nell’assolvimento, anche loro, del loro dovere, con guadagni da fame. Perchè non si spende un pò di sana retorica per loro e per le loro famiglie? Perchè non si fanno funerali di stato con la solita italica vetrinetta per i nostri amati politici? Perchè non si affiancano psicologi alle vedove, agli orfani, ai genitori? Perchè ci sono morti di serie A e di serie B sul lavoro? Eppure tutti muoiono per servizio, fare il soldato è un lavoro, come fare l’operaio è un lavoro. Per favore, rispondete a questa domanda, se volete rispondere, con pacatezza e senza tirare in ballo il “bene comune”, perchè sinceramente ci credo poco, dati gli scarsissimi risultati che finora abbiamo ottenuto con queste cosiddette “missioni di pace”.

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