Home AMBIENTE Labaro – Parco Marta Russo, basterebbe poco per renderlo più accogliente

Labaro – Parco Marta Russo, basterebbe poco per renderlo più accogliente

C’è un modo tutto italiano di realizzare un nuovo insediamento urbano: prima si costruiscono le case e dopo, forse, i servizi. E così ci sono zone prive di scuole, asili, mezzi pubblici e aree verdi. A Labaro, almeno per il verde, questo non è accaduto: nonostante l’eccezionale sviluppo edilizio questo grande satellite alle porte di Roma, confinato tra il Tevere e il GRA, al suo interno conserva un grande e bel parco.

Compreso tra Via Gemona del Friuli e Largo Nimis il parco, intitolato alla memoria della studentessa Marta Russo, si estende per circa 500 metri con un ampiezza di duecento. Al suo interno c’è un’area gioco per bambini, una grande area recintata per i cani e poi ampi prati con boschetti di pino.

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Il terreno segue l’andamento del viale che scende verso Via Valbondione dirigendo poi per la Via Flaminia e presenta terrapieni ed avvallamenti solcati da numerosi vialetti; tante le fontanelle, i caratteristici nasoni, disseminate al suo interno. Anche le panchine, in legno e nuove, sono state sistemate in mezzo ai prati.

Insomma un vero e proprio luogo idilliaco dove l’Associazione intitolata alla sfortunata studentessa di Roma ha piantato alcuni piccoli olivi dedicandoli alla memoria di personaggi che si sono prodigati nel volontariato.

La soddisfazione dei residenti è tangibile come la loro preoccupazione: temono per questa grande aree verde e in modo particolare per il recinto dei cani che secondo alcuni neppure figurerebbe nelle mappe catatastali del Comune. Vorrebbero anche maggiore cura e più attenzione per questo giardino a cominciare dal monumento in cemento realizzato nei pressi della grande rotatoria.

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E’ una di quelle realizzazioni che farebbero salire la pressione arteriosa a Vittorio Sgarbi: una grande struttura cruciforme di cemento immersa in una vasca ripiena d’acqua. Ai lati, come in un anfiteatro, alcuni gradoni ricoperti delle immancabili scritte demenziali. L’acqua stagnante manda cattivo odore, le erbacce crescono un po’ dappertutto mentre i muretti in cortina sono tutti imbrattati.

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Scendendo lungo Via Gemona si incontrano numerose piazzole pensate intelligentemente per il parcheggio delle auto: purtroppo, secondo un diffusissimo malvezzo tutto italiano che abbiamo documentato dozzine di volte, anche questi spiazzi vengono utilizzati come discarica. Fortunatamente i calcinacci e i sacchetti con scarti edili non sono in elevata quantità anche se non mancano vecchi elettrodomestici e rifiuti di vario genere.

Anche la grande pista di pattinaggio andrebbe sistemata mentre la rete posta a protezione dell’alto terrapieno andrebbe rialzata.

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Nella realtà quello che si chiede è una maggiore vigilanza nelle ore notturne e modesti interventi che renderebbero ancora migliore questo splendido parco alle porte di Roma.

E i nostri amici a quattro zampe cosa chiedono? Semplicemente qualche grande albero frondoso tenuto conto che nell’ampio recinto (almeno 250 metri) non ce n’è nemmeno uno.
Ma chi dovrebbe piantarli fa orecchie da mercante, perché già prima di noi, a segnalare la necessità è stato il Consiglio del XX Municipio con una risoluzione approvata all’unanimità lo scorso 14 settembre (leggi qui) nella quale ha chiesto al Sindaco Alemanno e all’Assessore all’ambiente De Lillo un loro intervento per la riperimetrazione dell’area e la piantumazione di nuovi alberi. Dopo tre mesi nulla cambiato.
Eppure basterebbe molto poco per rendere questo parco più accogliente e fruibile, basterebbe volerlo.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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5 COMMENTI

  1. Segnalo inoltre la Risoluzione n.30 del 27 settembre 2010 con la quale abbiamo impegnato la giunta ad attivarsi per la riqualificazione e riattivazione della fontana monumentale.

    marco tolli

  2. Quanto richiesto con la risoluzione citata dalla Redazione (riperimetrazione dell’area cani), da me presentata e votata all’unanimità dall’Aula, permetterebbe un maggiore sfruttamento dell’area, anche perchè oggi gli animali sono tenuti dai padroni fuori dal perimetro loro assegnato, generando aspri contrasti con gli altri fruitori del Parco.
    L’intervento sarebbe di modesta entità per le casse comunali, dal momento che proprio a ridosso della recinzione sono presenti numerosi alberi (un boschetto) e fontanelle che renderebbero più “confortevole” l’area, senza “invasioni di campo”, e senza privare gli altri cittadini di godere delle bellezze dell’area.
    Speriamo che Babbo Natale possa soddisfare la nostra richiesta.

    Cons. Antonio Scipione

  3. riguardo alla riqualificazione del parco Marta Russo, mi chiedo quando mai c’e’ stata la volonta’ di renderlo vivibile e accessibile sia ai bambini he agli adulti, visto chen i cani sono ovunque fuori dalla loro recinzione, con tutti i problemi che portano . visto che ci sono i tre vigili che passeggiano per lo stradone tranquillamente tutti i gioni a mo di ginnastica, perche’ non fanno altro. possibile che abbiano i paraocchi tutti i giorni?.la fontana, un’altro broblema e un obrobrio in piu’ che a labaro proprio mancava, insieme agli altri problemi chiude un anello senza piu’ via d’uscita, tra sporcizia ovunque, discariche create negli spazi a vista che nessuno si preoccupa di pulire, le scritte , le erbacce che invadono i marciapiedi, le caetacce ovunque. terzo mondo questo sta diventando il quartiere -labaro- tutti parlano, ma nessuno cerca di risolvere il problema.

  4. Vorrei aggiungere ai commenti che mi hanno preceduto,e con i quali sono completamente d’accordo, che la provincia di Roma dovrebbe aver attivato un servizio di connessione ad internet WiFi che non raggiunge il parco Marta Russo e che potrebbe avvalersene, vista l’abbondanza di panchine in ottimo stato. Auspico che tutte le richieste sin qui formulate, vengano prese in considerazione e realizzate.

  5. Mi associo ai commenti precedenti ed esprimo il mio desiderio di vedere riqualificato il quartire di labaro. Il mio piccolo sogno è quello di poter adottare uno spazio verde incolto (vedi zona mercato, fontana)e renderlo piacevole alla vista con aiuole realizzate a quasi “costo zero” , una sorta di pacifica guerriglia garden. Pensate possa essere avanzata una richiesta al municipio XX per poter usufruire di questi spazi?

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