Home AMBIENTE Inviolatella, sopra si sporca e sotto si pulisce

Inviolatella, sopra si sporca e sotto si pulisce

Uscendo da Corso Francia, chi percorre la Cassia Nuova in direzione Nord avrà sicuramente notato tra gli alberi la presenza di una piccola falesia: si tratta di un modesto terrapieno dal colore giallastro sormontato da alcune querce. Quello che sembra un insignificante terreno argilloso è in realtà un banco fluoritico come quello che nella Selva del Lamone è stato posto sotto tutela al fine di valorizzare il patrimonio geologico della Riserva.

La presenza di questo banco è segnalata dalla bella Carta dei Servizi realizzata dall’Ente Parco di Veio e curata dal Dott. Gazzani che da tempo segue i lavori di sistemazione all’interno del Parco Urbano dell’Inviolatella Borghese. Già nel mese di Luglio avevamo segnalato come fosse in corso una intensa attività di pulitura e bonifica e come fossero state raccolte alcune tonnellate di rifiuti tra cui elettrodomestici e copertoni.

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L’opera iniziata nei mesi estivi per fortuna continua senza sosta perché la presenza di rifiuti, all’interno delle aree meno accessibili, è ancora consistente: l’intenzione dell’Ente, ci dice il Dott. Gazzani, sarebbe di procedere alla bonifica di tutto il terrapieno sottostante la Via Cassia Nuova, quello più degradato perché ha ospitato per anni numerosi insediamenti abusivi.
L’opera di ripulitura è resa più difficile dalla presenza di una fitta vegetazione che si vuole preservare ad ogni costo (rovi compresi che sono il naturale rifugio di uccelli e piccoli roditori).

Mentre in basso si pulisce cosa succede in alto sulla Via Cassia?
Basta percorre poche decine di metri per rendersi conto come questa importante arteria percorsa ogni giorno da migliaia di autovetture sia in uno stato di completo abbandono e priva di qualsiasi manutenzione: rami, erbacce e cataste di aghi di pino; canneti che ostacolano la visuale; montagne di rifiuti e detriti; calcinacci e resti di lavorazioni; tubi.

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Il tutto giace ai bordi dell’asfalto e lungo le scarpate dove i romani, nottetempo, scaricano o lanciano dai finestrini delle auto i loro rifiuti.
Ogni tanto è possibile individuare tra la vegetazione stretti sentieri. Sono le piste tracciate da chi ancora utilizza l’Inviolatella come dimora: transitando lungo la Cassia è possibile ogni tanto notare patetiche figure che cariche di stracci e sacchetti di nailon si infilano o escono dalla vegetazione.
Se poi c’è una rete, come nel caso dell’area adiacente ai giardini dell’Inviolatella, viene tagliata e rimessa al suo posto in modo da non destare sospetti.

Ma le frequentazioni all’interno dell’Inviolatella sono cosa vecchia e risaputa e favorita dal fatto che questa enorme area, priva delle necessarie misure di sicurezza, continua a rimanere sbarrata ai cittadini.
Il 15 Novembre i Comitati si sono rivolti all’Assessore DeLillo nella speranza di un intervento risolutivo del Comune di Roma: intervento che ancora non c’è stato.

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Proseguendo sulla Via Cassia, poco prima della Casa Cantoniera si incontra un lungo tratto, almeno 100 metri, delimitato da vecchie e rugginose lamiere ondulate: chissà quanto volte passando davanti a quella bruttura i residenti si saranno chiesti cosa nasconde.

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Si tratta di un vecchio distributore di carburanti dismesso e successivamente acquistato da un noto rivenditore di auto della zona che voleva utilizzarlo per la propria attività: sembra, a dire dei residenti, che una volta ottenuto il nulla osta dall’Ente Parco di Veio, nei lavori ci sia stato un eccesso di cubatura con il conseguente fermo. Nel passato l’area è stata presa di mira più volte da clandestini e sbandati che sono penetrati all’interno dei locali danneggiando le strutture.
Certo non si tratta di un bello spettacolo specie per chi, da Nord, arriva nella Capitale.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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3 COMMENTI

  1. Sulla area destinata a distributore di carburante della S.p.A. Esso, a suo tempo di proprietà della S.r.l. “Immobiliare Cassia 87”, sono state realizzate abusivamente nel 1976 una tettoia ed un ufficio di 26 mq.: per i 2 abusi sono state chieste ed ottenute distinte concessioni edilizie in sanatoria, entrambe rilasciate il 27.4.2001, che hanno spinto ad appena 2 mesi di distanza la S.r.l. “Immobiliare Cassia 87” a vendere in data 12.6.2001 l’area del distributore di benzina alla “Etruria Leasing”, che l’anno dopo l’ha rivenduta al titolare di una concessionaria d’auto di zona.
    Verso la fine dell’estate del 2002 è stato realizzato ex novo senza alcun titolo abilitativo dapprima un fabbricato in muratura dietro l’ufficio del distributore e poi una tettoia sul lato nord-orientale, che aveva di già all’epoca tutta l’apparenza di uno spazio per esposizione e rivendita di automobili: entrambe le opere abusive suddette ricadono ai bordi e comunque al di fuori dell’area dell’ex distributore di carburante, che dovrebbe essere presumibilmente destinato a piazzale di sosta delle automobili dei clienti in visita alle sale di esposizione e rivendita.
    Ai primi del mese di ottobre del 2002 l’area è stata chiusa alla vista con bandoni in lamiera ed un cancello d’ingresso, per il quale è stato chiesto ed ottenuto (non si sa a che titolo) il numero civico 128: su un cartello posto a fianco del cancello erano riportati dei non meglio precisati “lavori di completamento” riferiti ad una concessione edilizia che sarebbe stata rilasciata il 13.8.2002, con l’indicazione – al posto del suo numero – dell’art. 35 della legge n. 47/1985, che è relativo al completamento delle opere abusive di cui sia stata presentata domanda di condono edilizio.
    Con una nota del 21.10.2002 l’associazione VAS, di cui sono responsabile, ha segnalato il caso, chiedendo di avere al riguardo una serie di chiarimenti, che non sono mai venuti da parte del XX° Municipio.
    Appena una settimana dopo il titolare della concessionaria d’auto di zona ha iniziato a smantellare la copertura di asfalto della parte sud-orientale dell’area dell’ex distributore Esso e ad eseguire al suo posto una gettata di cemento: in data 28.10.2002 i lavori abusivi sono stati segnalati dal sottoscritto, all’epoca membro del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veio, che li ha immediatamente denunciati sia al personale guardiaparco del medesimo Ente che ai Vigili del XX° Gruppo.
    A seguito del sopralluogo dei guardaparco, effettuato quello stesso giorno, è stata accertata la flagranza dei lavori abusivi, che l’allora Direttore dell’Ente Parco di Veio ha provveduto a denunciare alla Procura della Repubblica di Roma, senza assumere però al riguardo nessun provvedimento amministrativo di ripristino dello stato antecedente dei luoghi.
    I presunti “lavori di completamento” sono stati all’epoca fermati e lo sono rimasti fino a maggio del 2004, dopo che il titolare della concessionaria d’auto di zona ha ottenuto da parte dell’Ente Parco di Veio il rilascio dapprima di un “parere” favorevole postumo sulle 2 concessioni edilizie in sanatoria e poi di un nulla osta per il recupero e la manutenzione dell’ex ufficio del distributore di benzina.
    Il Direttore dell’Ente Parco di Veio, malgrado infatti la denuncia da lui stesso inoltrata alla Procura della Repubblica e la consapevolezza che il distributore non sarebbe stato mai più riattivato, il 12.5.2003 ha espresso “parere” favorevole postumo alla concessione in sanatoria rilasciata all’ex ufficio di 26 mq., mentre ha dato un contestuale “parere” contrario alla concessione rilasciata per la tettoia, che doveva comunque essere demolita.
    Il titolare della concessionaria d’auto di zona ha poi fatto richiesta ed ottenuto da parte dello stesso Direttore dell’Ente Parco di Veio il rilascio in data 5.12.2003 di un “nulla osta” per “recupero e manutenzione manufatto a destinazione d’uso commerciale al Km. 7,500 di via Cassia Nuova” (condonato con concessione del 27.4.2001), nonché per “sistemazione e recinzione lotto”.
    Dopo il rilascio del “nulla osta” dell’Ente Parco di Veio, il titolare della concessionaria d’auto di zona ha fatto innalzare la recinzione di cantiere in bandoni di lamiera, per coprire maggiormente alla vista i lavori che intendeva riprendere all’interno dell’area dell’ex distributore, specie nel settore nord-orientale dove nell’estate del 2002 aveva già installato una tettoia: in corrispondenza di quest’ultima ha fatto sistemare sopra la recinzione sul fronte Cassia anche dei teloni verdi di stoffa.
    I lavori ripresi ai primi del mese di maggio 2004 non sembrano aver riguardato affatto il recupero e la manutenzione dell’ex ufficio del distributore, né più di tanto la sistemazione e la recinzione del lotto, ma soprattutto le opere iniziate abusivamente ex novo alla fine dell’estate del 2002, per completare le quali sono stati installati una serie di ponteggi metallici.
    Il 21.5.2004 il titolare della concessionaria d’auto di zona ha presentato due domande di sanatoria per abusi in Via Cassia Nuova Km. 7+5000, sfruttando il 3° condono edilizio, che consente di sanare opere abusive realizzate entro il 31 marzo 2003 e di sospendere quindi la demolizione dei manufatti abusivi: riguardano infatti le due opere realizzate nel 2002, così come segnalate da VAS ed accertate in occasione dei sopralluoghi effettuati dai guardaparco e dai Vigili del XX° Gruppo, che non sono comunque suscettibili di sanatoria, così come non sono a maggior ragione sanabili le opere abusive che sono state realizzate a partire dal mese di maggio del 2004 e di cui non può quindi essere nemmeno sospesa la dovuta repressione.
    A maggio del 2005 a nome di VAS il sottoscritto ha chiesto a tutte le autorità competenti “di far identificare compiutamente ed oggettivamente le opere abusive realizzate dal mese di maggio 2004, per confronto e per differenza con le opere registrate nel 2002, e di pretendere la loro più sollecita demolizione da parte del Direttore dell’Ufficio Tecnico del Municipio di Roma XX”.
    A distanza di 5 anni e mezzo è rimasto tutto fermo e non è dato di sapere che fine farà l’ex distributore di benzina su via Cassia Nuova, che costituisce a tutti gli effetti un “belvedere” sull’Inviolatella che andrebbe attrezzato come area di sosta e di ristoro, nonché punto di tourist information e di noleggio di biciclette per passeggiate nel Parco di Veio lungo le sue future piste ciclopedonali una volta attrezzate: il titolare della concessionaria d’auto di zona, in cambio dell’impegno e demolire a proprie cure e spese tutte le opere abusivamente realizzate, potrebbe ottenere la “gestione” a pagamento dell’area per averne un ritorno in termini economici del tutto compatibile con le finalità del Parco di Veio, attrezzando allo scopo l’ex ufficio del distributore di benzina ed altre strutture che potessero essere autorizzate.

  2. Ottimo servizio quello di Gargaglia. Otttima anche la cronistoria degli abusi nell’ex stazione di servizio, alla quale per completezza andrebbero aggiunte le innumerevoli segnalazioni degli abusi presentate per iscritto e di persona negli uffici comunali e dell’Ente parco dal Comitato Promotore per il Parco di Veio e dal Comitato cittadino per il XX Municipio, ma ve le risparmio.
    Il fatto è che in tutti questi anni non si è presa nessuna iniziativa, nè daparte dell’Ente parco, nè da parte del Comune e del Municipio, di vera tutela e, al contrario si è lasciata la speranza di sanare abusi che non possono essere condonati. Sulla definitiva sistemazione dell’area, come proposta nel commento precedente, ho qualche perplessità, sia per motivi di sicurezza, in quanto la dislocazione male si presta ad un entrare e uscire di macchine e persone e tanto meno di biciclette, sia perchè si potrebbe , eliminando la frattura costituita dall’ex distributore, ripristinare la continuità della parte destra della Cassia per chi viene da Corso Francia, dal notevole valore paesistico. Comunque dovremmo stare in guardia e trovare una soluzione definitiva.

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