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XX Municipio – Una sforbiciata non gradita

Un fatto increscioso pare essere accaduto nell’ambito del concorso letterario “Attraverso gli occhi delle donne”, indetto dal XX Municipio, la cui prima edizione si è conclusa il 16 settembre con la premiazione dei tre racconti vincitori.  Uno dei tanti componimenti, a detta dell’autrice, è stato tagliato a sua insaputa e di conseguenza stravolto nel significato.

Il concorso, indetto a febbraio 2010, era riservato alle sole donne residenti nel territorio del municipio. Sono state in 28 ad inviare i loro racconti e fra questi la giuria ha scelto i tre ritenuti migliori. Ma a tutte le partecipanti il regolamento, oltre al premio, offriva una seconda opportunità, quella di farle conoscere al pubblico ed al mondo dell’editoria. Tutte le opere pervenute, premiate e non, sarebbero state infatti inserite in una pubblicazione che il XX Municipio avrebbe spedito alle maggiori case editrici e distribuito gratuitamente.

E così è avvenuto. Tutti i racconti sono stati raccolti in un volume, elaborato dall’associazione culturale Iride alla quale la presidenza del XX Municipio aveva affidato la gestione del concorso, volume che è stato presentato nel corso della premiazione (per il resoconto clicca qui).

Veniamo al fatto increscioso. Maria Antonietta Berardi è una delle 28 autrici che hanno partecipato al concorso. Enorme la sua sorpresa quando nello sfogliare il volume e nel leggere il suo racconto si accorge, usiamo le sue parole, “che non solo gli ultimi due paragrafi sono stati eliminati, ma sono stati arbitrariamente tagliati pezzi di frasi e addirittura il riferimento al Tondo Doni di Michelangelo. Forse perché descrivevo la scena che vedevo come sacra famiglia allargata all’umanità multicolore?”.

Ma cosa ha originato le sforbiciate? La risposta è all’interno della pubblicazione nella quale si legge che “ad eccezione dei componimenti premiati, di tutti gli altri, per motivi di impaginazione, ne sono stati pubblicati solo degli stralci.”

Peccato, osserva Maria Antonietta Berardi, che l’uso della forbice non fosse previsto dal regolamento e che le autrici non ne siano state mai informate. Avrebbero potuto loro stesse sintetizzare i loro componimenti affinchè lo spirito non ne fosse stravolto, piuttosto che ritirarli dal concorso.
Ma il taglio indiscriminato da parte di terzi ad insaputa dell’autore no, uno scrittore non può proprio accettarlo. Non è corretto, non è etico, non è – forse – nemmeno legale.

“Ritengo quanto avvenuto illegittimo perché gravemente lesivo dei miei diritti e, comunque, non trasparente” dice Maria Antonietta che, rimessasi al computer non per scrivere un secondo racconto ma per stilare una vibrata protesta, ha espresso la sua indignazione in una lettera inviata al Presidente del XX Municipio, Gianni Giacomini, ed al Presidente della Commissione Trasparenza, Francesco Scoppola, con la quale chiede che il suo racconto venga ripubblicato, questa volta per esteso, ed ovviamente a cura e spese dello stesso Municipio.

Un risparmio sul numero delle pagine od una “censura”  bella e buona?  L’interessata attende ora una risposta ed un gesto riparatore. E trattandosi di una donna che ha creduto nelle finalità sociali del concorso letterario sarebbe bene – aggiungiamo noi – che anche la Commissione Pari Opportunità del XX Municipio, ispiratrice dell’iniziativa, dica la sua.

Come finirà questa vicenda di diritti d’autore presumibilmente violati è presto per dirlo. Nel frattempo, come richiesto a VignaClaraBlog.it da Maria Antonietta, è la sua lettera per esteso  ad esser pubblicata: per leggerla, è infatti sufficiente cliccare qui.

Claudio Cafasso

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12 COMMENTI

  1. La signora Maria Antonietta Berardi ha ragione da vendere. Solo l’autrice ha il diritto di tagliare o di sforbiciare un testo, il suo. Chiunque l’abbia fatto è andato contro og ni regola e norma della Legge sulla Stampa. Se ci fosse stato un problema di spazio, le si doveva restituire il testo integro e pregarla di accorciarlo, ma MAI arbitrariamente nessuno può arrogarsi il diritto di rimaneggiare quanto scritto da altra persona. E’ un fatto gravissimo. E sarebbe ancora peggio se le mani le avesse messe uno scrittore, un romanziere, un giornalista e affini…..La signora ha diritto alla ripubblicazione integrale del testo, con l’aggiunta di una nota esplicativa. E’ proprio solo il minimo da farsi…e pure alla svelta!

  2. COMMISSIONE “IMPARI OPPORTUNITA'”…. sono indignata, e dire che il concorso è stato promosso dalla commissione “pari opportunità” della Circoscrizione…. mah, bah….

  3. E’ un fatto che ha dell’incredibile, Maria Antonietta dovrebbe pretendere il ritiro di tutte le copie distribuite del volumetto e la ristampa con il suo racconto per intero. Sono curiosa di sapere a quante altre autrici è stato riservato lo stesso trattamento. Mi chiedo chi sia questa associazione culturale Iride, così tanto culturale che neanche conosce le regole minime dei diritti d’autore.
    Forza Maria Antonietta, fatti rispettare !

  4. Concordo pienamente col l’autrice di questo stupendo racconto !
    Alla Commissione delle” IMPARI OPPORTUNITA'” (come giustamente la definisce la Sig.a Angela Atene) ed al Presidente Giacomini DICO SOLO : VERGOGNATEVI!
    E’ una vera MINZOLINATA !

  5. Ho partecipato a questo concorso e non ho ritenuto giusto che venisse eliminata nel libretto la parte iniziale e quella finale del mio breve componimento.E’ banale dire che motivi di spazio abbiano determinato la scelta! E poi la “mutilazione”avrebbe dovuto essere decisa dall’autrice, se “una ragion di stato” non avesse permesso la pubblicazione del lavoro completo! Senza alcuna pretesa avevo deciso di inviare quella pagina ma l’opportunità offerta è stata inficiata da una decisione inopportuna.

  6. @ GIUSI.
    Scusi, ma non mi è chiara l’ultima riga:”L’opportunità offerta è stata inficiata da una decisione inopportuna”. Le dispiacerebbe essere più chiara?
    Se anche altre concorrenti hanno subito “tagli” arbitrariamente, non è normale! E allora, bisogna sapere fino in fondo chi è il Genio che si è preso questa libertà….. Qualcuno dovrà pure accollarsi tutte le responsabilità. Qui non si insabbia niente, glielo assicuro.

  7. Sarebbe molto interessante se Maria Antonietta e Giusi contattassero le altre partecipanti. Se ce ne fossero altre ad aver subito i tagli potrebbero mettere in piedi una bella class action ! Sono d’accordissimo con Giuliana, facciamo resistenza, nessuno deve insabbiare questo caso, qualcuno dovrà dire è colpa mia ! Solo che come sempre quando si tratta di ammettere un errore, soprattutto quando c’è una precisa inchiesta che li mette davanti al fatto compiuto, spariscono tutti. Ma la cosa che più mi meraviglia è il silenzio delle tre politiche che fanno parte della commissione pari opportunità: nessuna delle tre ha espresso solidarietà a Maria Antonietta, che strano…

  8. Il mio componimento era di quattro pagine, ne sono state pubblicate trenta righe, senza il mio permesso e non mettendo in risalto la parte che secondo me era più importante. Avrei preferito che non fosse pubblicato. Sicuramente anche le altre autrici saranno rimaste molto male.

  9. L’assoc.Iride è alla base di tutto avendo gestito premio e pubblicazione. Chi è, da chi è composta, chi sono i soci e soprattutto con quali esperienze e con quali titoli ha gestito un premio letterario e ha tagliato con l’accetta i racconti, si può sapere tutto questo ? Perchè Maria Antonietta, Giusi e Mafaldina che hanno avuto a che fare con loro non ci dicono nulla ? Facciamo un fronte comune contro questi soprusi che guarda caso avvengono sempre a danno delle donne.
    Marina, non ti meravigliare se le componenti della commissione non spendono neanche una parola, prima di essere donne sono politici…

  10. 😀 Propongo un sondaggio …..da oggi Commissione “IMpari opportunità” “DISPARI opportunità” o “pari PREGIUDIZIO”….??? 🙂

  11. Ritengo tutto molto vergognoso! Un’altra pagina triste di questo XX Municipio che mai era sceso così in basso!!
    Un concorso indetto dal Presidente del Municipio e dalla Commissione Pari Opportunità affidato ad un’associazione che casualmente durante ‘il regno’ Giacomini si aggiudica molte cose, con risultati mediocri, ma ben retribuiti, un regolamento stilato ed imposto dalla stessa Commissione e dal Presidente, i testi da inviarsi direttamente al Presidente del Municipio, la stessa Commissione che presenzia alle valutazioni, l’associazione che stralcia i testi a suo piacimento! Di solito i regolamenti sono elaborati dagli uffici, i testi spediti agli uffici e nessuna commissione politica presenzia alle valutazioni!
    Praticamente un concorso super politicizzato, roba da Procura della Repubblica! Ma possibile che nessuno denuncia queste gravissime situazioni?

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