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Cassia – I giardini di Tomba di Nerone ridotti a bagni pubblici all’aperto

Una memoria storica oltraggiata da rifiuti, luridume ed indifferenza – Ci siamo occupati più volte della situazione di grave degrado in cui versano i giardini di Tomba di Nerone, sulla Cassia, documentando ogni volta lo stato di abbandono; l’ultima volta il 18 di Agosto (leggi qui) segnalando come i lavori che dovevano servire a sistemare l’area siano fermi da mesi. Siamo tornati sul luogo dopo un mese e ancora una volta dobbiamo documentare come l’intera area versi nel degrado più assoluto. Uno scempio noto ed ignorato dalle istituzioni locali.

Preda di sbandati, tossicodipendenti e senza casa, i giardini di Tomba di Nerone sono un immondezzaio a cielo aperto dove cumuli di rifiuti restano in terra o nei cestini per settimane. Tra i cespugli ci sono montagne di rifiuti di ogni genere e sporchi giacigli dove qualcuno vi trascorre le ore della notte; dappertutto, oltre a sacchetti di spazzatura e luridi cartoni, sono visibili residui organici umani e poi decine di bottiglie di birra e cartoni vuoti di vino. Anche l’area gioco dei bambini è invasa dai rifiuti e dalle bottiglie mentre le panchine sono diventate il luogo di sosta di una schiera di ubriaconi.
La cosa più grave è che i giardini di Tomba di Nerone rappresentano l’unica area verde dell’intero quartiere che ospita migliaia di famiglie con bambini piccoli; nonostante Roma Nord sia circondata dal verde, la Via Cassia, dopo la chiusura di tutti gli accessi all’Insugherata, riserva ai residenti questo miserabile lurido fazzoletto di verde.

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A nulla sono servite le richieste indirizzate a RomaNatura di procedere (dopo la chiusura da parte di un “supercondominio” dell’unico ingresso ancora disponibile) alla riapertura di un sentiero che proprio dai giardini di Tomba di Nerone permetta l’ingresso alla Riserva (sentiero già esistente e oggi adibito a discarica).
A questo punto è lecito chiedersi cosa facciano il XX Municipio, Il Comune di Roma ed il suo Assessorato all’Ambiente, ma è vieppiù legittimo chiedersi se sia mai possibile che gli amministratori pubblici riservino ai cittadini ed ai loro figli questo immondezzaio a cielo aperto, lasciando sbarrati gli accessi a 700 ettari di verde gestiti con il denaro dei contribuenti; se sia ma possibile che, a distanza di 12 anni dall’emanazione di una Legge Regionale, sindaci e presidenti, assessori e direttori di agenzie più o meno dedite al mantenimento dell’ambiente non siano in grado di riservare alla popolazione un miserando ingresso ad un’area verde situata a poche decine di metri dalla Via Cassia.

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Dall’altra parte della grande e trafficata arteria, sul monumento dedicato ai caduti, una corona di alloro oramai rinsecchita giace là da mesi: a mettercela è stato proprio il Presidente del XX Municipio. Ora, con brandelli di carta igienica che l’avvolgono, se ne sta appoggiata alla stele di marmo che serve da toilette a tutti gli sbandati della zona. Il monumento viene infatti utilizzato dai senzatetto come un bagno pubblico dove i bisogni fisiologici vengono consumati all’ombra del cippo marmoreo.

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Se fossimo nei panni del Presidente del Comitato “Nikolajewka” (il Comitato che ha chiesto e ottenuto di intitolare i giardini alla Memoria dei Caduti sul fronte russo) ci porteremmo via la stele di marmo e quella che narra le vicende di quei poveri soldati. Non è ammissibile che il loro ricordo conviva, grazie all’indifferenza ed all’inerzia delle istituzioni, con la sporcizia, il degrado, l’abbandono. Ed i residui organici umani.

Francesco Gargaglia

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3 COMMENTI

  1. Un fim già visto.
    Tutti sanno tutto, ma nessuno si muove.
    Provo a lanciare un appello alle associazioni e ai comitati di zona per organizzare una operazione di bonifica; noi del Comitato per via Gradoli abbiamo una lunga esperienza in materia….!

    Lucio Maria

  2. Purtroppo è una immagine che si ripete in tutti i luoghi della città (addirittura sotto il Campidoglio , tra i ruderi della città eterna!!!)
    Mi chiedo cosa facciano, come impieghino il loro preziosissimo tempo (prezioso per noi, che lo paghiamo), i nostri amministratori !!
    Cosa fanno tutto il giorno, oltre agli affari loro?
    Scusate lo sfogo.
    Carla

  3. Vorrei approfittare di questo spazio pe fare un commento sui bagni pubblici italiani,anche se con i bagni di Nerone non centra niente.Sono andata a fare una escursione nella bella Sicilia, e nella zona dellEtna ci siamo fermati nel mezzo del nulla, dove c’erano soltanto dei negozietti di ricordini e uno o due bar(ora non rricodo) Tutti abbiamo pensato la stessa cosa:andare al bagno.Come italana avrei voluto che la terra si aprisse e mi avesse fatto spaire pe non sentire e vedere la faccia degli stranieri tra lo schifato e il divertimento.C’era tanta urina per terra che ci sarebbe voluto …stivali di gomma? e poi quel tipo di bagni oensavo no esistero più,mi riferisco q quelli senza il vaso sanitario,ma soltanto ,non so neaanche come chiamarlo.Due piedini,stessa cosa in Umbria.

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