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VAS: il ministro Bondi ordini al Campidoglio la rimozione impianti pubblicitari in aree vincolate

VAS, Associazione Verdi Ambiente e Società, ricorda in una nota che “A tutela del paesaggio del Comune di Roma, che costituisce un preciso obbligo per lo Stato sancito dall’art. 9 della Costituzione, sono stati imposti fino ad oggi ben 65 vincoli paesaggistici di tutela delle bellezze panoramiche della capitale, a cui si aggiungono i 17 delle aree naturali protette fin qui istituite come parchi o come riserve o come monumenti naturali. In tutte le aree soggette ai suddetti vincoli vige il divieto tassativo di collocare cartelloni pubblicitari di qualunque tipo, che benché vigente fin dal 1939 non è stato quasi mai rispettato dal Comune di Roma che ha continuato a permettere l’installazione di impianti pubblicitari in tutte le aree tutelate tanto come beni culturali quanto come beni paesaggistici”.

“Come esempio dimostrativo – prosegue la nota – si portano i divieti disposti nel 1985 e nel 1986 da Adriano La Regina, che come responsabile allora della Soprintendenza Archeologica di Roma aveva chiesto al Comune di non collocare impianti lungo viale di Tor di Quinto, la Flaminia e la Tiberina. A distanza di 6 anni, nel 2001 la stessa Soprintendenza denunciava che fra i cartelloni accertati, oltre a quelli abusivi, ce n’erano molti autorizzati dall’Ufficio Affissioni e Pubblicità: oggi, a distanza di altri 9 anni, sugli stessi luoghi i cartelloni si sono addirittura centuplicati.”

“La violazione dei divieti di legge è diventata sistematica – incalza VAS – aumentando in maniera quasi esponenziale, dopo che il Consiglio Comunale con delibera n. 37 del 29.3.2009 ha approvato delle modifiche ed integrazioni al “Regolamento recante le norme in materia di esposizione della pubblicità e pubbliche affissioni” e dopo che la Direzione del Servizio Affissioni ha autorizzato per tutto il 2009 soprattutto il procedimento di “autodenuncia” di impianti abusivi, ad ognuno dei quali è stato assegnato un numero di codice identificativo solo dopo che per esso è stata pagata la dovuta “indennità”, senza quasi mai procedere contestualmente alla loro rimozione né all’oscuramento della pubblicità fatta sui medesimi impianti.”

“Di fronte a questa grave violazione dell’art. 9 della Costituzione, VAS si è avvalsa della tuttora vigente delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008, che consentiva la permanenza degli impianti in attesa dell’esatta individuazione delle zone sottoposte a vincoli, ma prescriveva anche di procedere “nell’immediato alle rimozioni, con eventuale ricollocazione solo su specifiche richieste degli Enti tutori del vincolo ” dal momento che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l’Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio della capitale, cui spetta maggiormente di inoltrare specifiche richieste, VAS – conclude la nota – ha chiesto al Ministro On. Sandro Bondi di ordinare al Comune di Roma l’immediata rimozione di tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici.”

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