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Roma Nord – la linea di arresto, questa sconosciuta

p4130003.jpg Continua la nostra inchiesta sulla dura vita da pedone – Gli incidenti automobilistici provocano ogni anno centinaia di morti e feriti. Sono una vera e propria emergenza e per questo Vignaclarablog si è interessato più volte al problema della sicurezza stradale a Roma Nord (leggi qui  e qui). Oggi vogliamo tornare sul tema e parlare di un atteggiamento molto diffuso tra gli automobilisti.

Il Codice della Strada tra la segnaletica orizzontale prevede anche le “linee di arresto”: si tratta di linee bianche, a volte larghe anche 80 centimetri, tracciate nei pressi di incroci con “stop” o dove vi sono dei semafori con attraversamento pedonale.
Le linee di arresto (da non confondere con quelle di attesa, triangoli bianchi con il vertice rivolto al senso di marcia) non devono essere superate e gli automobilisti sono obbligati a fermarsi prima. Il superamento costituisce una violazione alle norme del CdS con relativa sanzione.
Si tratta in sostanza di un “muro virtuale” che garantisce sicurezza ai pedoni.

Non esiste nel CdS norma più ignorata di questa: sarà ignoranza o maleducazione fatto sta che la maggior parte dei veicoli e motocicli la viola sistematicamente. E’ sufficiente sostare qualche minuto nei pressi di un semaforo per rendersene conto: mentre per moto e motorini sembra non esistere proprio, per le autovetture la violazione è di almeno il 50% degli automobilisti. Neanche la presenza dei vigili serve da deterrente (questo ci fa pensare che siamo in presenza di vera e propria “ignoranza” della norma).

All’incrocio tra la Via Cassia e Via due Ponti i vigili, che vi sostano la mattina presto, neppure intervengono tanta è la frequenza della violazione. E così i pedoni, nonostante il via libera del semaforo e le strisce pedonali, effettuano dei veri e propri virtuosismi zigzagando tra scooter e auto.

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Abbiamo cercato una conferma sul campo recandoci nella Piazza di Ponte Milvio intorno alle dieci del mattino; ci siamo piazzati sul lungotevere, nei pressi di una fermata del bus, dove il traffico è intenso. L’empirica statistica ha subito trovato conferma.
Nonostante la linea tracciata in terra sia molto larga e ben visibile viene ignorata dalla maggior parte degli automobilisti; i possessori di ciclomotore la superano bellamente portandosi spesso addirittura sulle strisce pedonali dove i frettolosi pedoni cercano disperatamente un varco tra le due-ruote.
Per alcuni automobilisti, pochi in realtà, la norma sembra esistere tant’è che la linea, come previsto, non la superano; per gli altri, la maggior parte, costituisce un semplice tratto di vernice bianca dal misterioso significato.

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Abbiamo anche forzato la mano e, attraversando sulle strisce pedonali, provato a redarguire i più indisciplinati. La reazione è stata quasi sempre poco educata; i più civili ci hanno risposto con un : “La linea di arresto?!?! E che vo’ dì?“.

Francesco Gargaglia

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5 COMMENTI

  1. La mattina utilizzo lo scooter per andare in ufficio e posso confermare che ormai è prassi fermarsi 3,4 a volte 5 metri oltre la linea d’arresto.
    Questo avviene SEMPRE al semaforo dell’incrocio con le “due cassie”, con scooter e moto che avanzano cosi’ tanto da rendere poco agevole persino il passaggio (con verde) dei veicoli proveniente dalla cassia antica.

    Tutto questo per cosa ?
    Per guadagnare una frazione di secondo e… arrivare primi al successivo semaforo!

    Gli automobilisti, non fosse altro per il diverso ingombro, sono lievemente meno indisciplinati e tendono ad arrestarsi “solo” 1 metro oltre la linea,

  2. grazie per questa utile inchiesta.
    E che dire delle strade pensate solo per le automobili? Avete provato a percorrere a piedi il tratto della Cassia Vecchia dal bivio Cassia. Cassia a Via dei Giuochi Delfici?

  3. In fondo al Parco della Pace Papacci, parallelamente al Fosso della Crescenza, stanno facendo i lavori per il collettore fognario. Sarebbe bello se l’ Amministrazione si attivasse per realizzare, in superficie, in corrispondenza dello stesso, una pista ciclabile. Metà del lavoro sarebbe già fatto visto che il tracciato in terra battuta è già delineato. La pista ciclabile arriverebbe fino alla Flaminia e potrebbe raccordarsi con altri percorsi , in più costituirebbe il naturale prolungamento del sentiero pedonale all’ interno del parco, allungando la passeggiata.

  4. Un ottimo suggerimento, ma le cose che costano poco e faciltano la vita a chi vorrebbe evitare di intrappolarsi nelle macchine non sembra interessino molto a che poi dovrebbe farsene carico.

  5. Questo dibattito di ampio respiro, ci deve indurre a domandarci quale mondo vogliamo. Un mondo e dei sistemi di vita utili solo a chi si muove in macchina o un mondo dove possano convivere le esigenze di tutti? Guardate che cosa sta accadendo su via di Grottarossa. Pur di non praticare soluzioni difficili si opta per eliminare un marciapiede. Chiedo a tutti di esprimersi e di venire a verificare quanto sto dicendo.

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