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XX Municipio: sportello anti-mobbing? No, grazie

sportellodiascolto.jpgLa maggioranza del Consiglio del XX Municipio respinge un progetto avanzato da una dipendente ed approvato dal Campidoglio, che lo finanzia pure con 10mila euro, perché in via Flaminia 872 non ci sarebbe una stanza libera dove attuarlo due volte a settimana.

Tutto prende le mosse dal premio-concorso, indetto dal Campidoglio, denominato “Eccellenza Amministrativa anno 2009” mirato a premiare progetti, avanzati dai dipendenti capitolini, che promuovendo il miglioramento e il rinnovamento dei servizi per la cittadinanza, rafforzino l’efficienza e l’efficacia della macchina amministrativa comunale. L’idea forte del premio si esprimeva nel valorizzare le esperienze significative di lavoro dei dipendenti meritevoli, trasferendo quindi alle strutture decentrate un miglioramento certificato. Progetti inerenti l’implementazione di nuovi servizi o l’ottimizzazione di un servizio già esistente o di un processo di lavoro erano dunque ben accetti.

Nell’ambito del concorso viene quindi premiato un progetto avanzato da una dipendente del XX Municipio, attualmente in forza al XIII, che propone la realizzazione di “un numero verde di primo accesso e di uno sportello antimobbing presso la sede del XX Municipio”. Progetto che  oltretutto viene  anche finanziato dal Campidoglio con un importo di 10mila euro da utilizzarsi per le attività formative, per l’organizzazione, per i materiali.

La proposta attuativa è stata portata oggi in aula, all’ordine del giorno del Consiglio odierno, ma ha trovato inaspettatamente contrari molti consiglieri della maggioranza pur non richiedendo la stessa alcun finanziamento da parte delle casse municipali. Le motivazioni? Formalmente sono adducibili al fatto che il direttore del Municipio, interpellato preventivamente, non avrebbe un locale dove ospitare lo sportello uno o due giorni a settimana.
E ciò nonostante che oggi in aula l’assessore Marco Perina abbia messo a disposizione la sua stanza come altrettanto ha fatto il consigliere Daniele Torquati, a nome del gruppo PD.

La proposta è stata quindi bocciata, i 10mila euro torneranno al mittente ed i cittadini non avranno lo sportello antimobbing. Del quale, a detta del Presidente del Municipio, Gianni Giacomini, la comunità non sentirà la mancanza: “ce n’è già uno molto attivo a livello regionale presso l’Ospedale S.Andrea, a che pro replicarlo presso il Municipio?” ha dichiarato a VignaClaraBlog.it

A margine dell’argomento, c’è da registrare che il dibattito è stato vivace, tanto vivace da sfociare in un acceso alterco fra i consiglieri Andrea Antonini (CPI) e Giuseppe Calendino (PdL), quest’ultimo intervenuto in difesa del presidente Giacomini, accusato dal primo di non essere al corrente di ciò di cui parlava. Gli animi si sono subito scaldati e sono volate parole grosse, tanto che i due sono stati espulsi dall’aula da parte del presidente Ariola. Calendino, uscendo, ha minacciato però di non farvi più ritorno fintantoché il Consiglio continuerà ad essere presieduto dallo stesso Ariola. (red.)

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19 COMMENTI

  1. Cons. Calendino non sentiremo la sua mancanza!!!!!!
    Al contrario cittadini e dipendenti del Municipio non avranno lo sportello anti-mobbing, tra l’altro già finanziato, perchè ancora una volta gran parte di questa maggioranza e lei per primo, si piega supinamente al volere del presidente giacomini!!!!!!
    Avevate forse paura che davanti lo sportello anti-mobbing si sarebbe formata una lunga fila?

  2. Lo stupore mi lascerebbe senza parole, ma reagisco e chiedo come sia possibile che all’interno della maggioranza si lascino prevalere posizioni così deprecabili.
    E mi sembra che le responsabilità politiche e amministrative sul permanere di una situazione di cui questo episodio immagino abbia portato alla luce solo una piccola parte, riguardino non soltanto il livello municipale,
    Da notare che la dipendente che ha elaborato il progetto è emigrata in altro Municipio. C’è da chiedersi il perchè.

  3. Consiglieri Calendino, Antoniozzi, Scipione, Derenti…. riflettete solo su questa frase:
    …”Lo schiavo è colui che aspetta qualcuno a liberarlo”. (E.Pound)

  4. Per dovere di cronaca voglio chiarire che, il sottoscritto non ha avuto neppure la possibilità di partecipare alla discussione, nè di schierarsi a favore o contro la proposta di risoluzione. Il mio intervento in difesa di Giacomini è stato determinato dalle continue offese che gli venivano rivolte da un consigliere, senza che il Presidente Ariola facesse nulla per porre fine a tali provocazioni. Qualcuno mi ha accusato di lecchinaggio, ma non è così. Credo che, almeno in aula, ogni consigliere dovrebbe mantenere atteggiamenti consoni con il ruolo istituzionale che rivestiamo. Offendere un Presidente, o un Consigliere, durante l’esposizione di un discorso non è indice di acume politico, ma di maleducazione. Sarei pronto a ribadire la stessa cosa anche se gli attacchi fossero stati rivolti ad un collega dell’opposizione. Purtropo chi dovrebbe garantire il rispetto delle regole continua a distrarsi. Il presidente Ariola ha dimostrato ancora una volta di non sapere svolgere il proprio compito. Ai campioni della Democrazia domando, è una cosa normale che la Delibera per la revoca del Presidente Ariola continua a giacere in un cassetto, poichè il medesimo non ha il coraggio di affrontare il voto dell’aula? Possibile che la richiesta di 14 Consiglieri conti meno del desiderio di continuare a sedere su una poltrona? Mi piacerebbe sentire l’opinione di questa redazione e dei suoi più frequenti opinionisti per capire se la Democrazia è un valore assoluto da difendere sempre, o solo il 25 Aprile!

  5. Sinceramente della revoca di Ariola non mi interessa molto, lei ce l’ha con Ariola fin da quando le è stato preferito come Presidente, è evidente il risentimento personale.
    Mi dica invece perchè di difendere a spada tratta il presidente che si sa difendere benissimo da solo lei non ha difeso la dipendente mortificata da tanta vostra ottusità. Diciamola tutta, una dipendente fa bene il suo lavoro, scrive un progetto, il sindaco glielo accetta, le danno una targa con l’encomio, danno al municipio 10.000 euro per realizzaarlo e voi lo bocciate. Non venga a dirmi che lei è uscito dall’aula, anzi è stato espulso prima del voto, perchè se ci fosse stato avrebbe votato contro. Era l’ordine del capo e della capessa quello di affossare il progetto. Ci vuole speigare perchè ? Grazie

  6. Spero solo che dopo i fatti relativi alla presentazione della lista del PDL venga fatta una vera e propria epurazione all’interno del partito. Siamo stufi di arroganza, presunzione ed ignoranza da parte di chi è a capo di questo municipio e della adorazione, nei suoi confronti, da parte di chi gli è a seguito… Le offese e le ingiurie da parte di un consigliere nei confronti di una determinata “cricca” non saranno forse indice di acume politico ma senz’altro sono indice di una situazione, che soprattutto per chi la vive da dentro, è divenuta insostenibile.

  7. Anch’io,da ex impiegata del Municipio Roma XX anni fa ho ideato, redatto e presentanto dei progetti che sono stati accolti e premiati con dei finanziamenti. Per questo ho ricevuto la stima di alcuni politici tra i quali l’assessore Marco Perina, il quale ha avuto per me parole di apprezzamento tradottesi in un encomio in una seduta di Commissione. Lo ringrazio ancora.

    Con questo intervento desidero esprimere la mia personale solidarietà alla collega ma nel contempo mi piacerebbe poter sottoporre l’episodio al giudizio del Ministro Brunetta affinchè possa riflettere e percepire le reali criticità del sistema che troppo spesso si regge sulla buona volonta dei pochi che ancora dispondono di entusiasmo.

  8. Approfitto della discussione che sto seguendo con interesse per scusarmi del comportamento tenuto in aula.

    Non lo faccio perchè il politicamente corretto me lo impone – credo sia chiaro che non me ne frega nulla – ma semplicemente perchè ho perso le staffe.

    Le ho perse perchè la dipendente in questione è la stessa di cui scrissi tempo addietro per denunciare la scorrettezza, la malafede, la prepotenza e l’incapacità dei due presidenti di questo municipio come si evince dalla mia “lettera aperta ai cittadini” di novembre 2009 ( invito a cliccare qui ).

    Le ho perse perchè il consigliere Passero – che non mi pento di aver definito paggetto di Giacomini, anche perchè, tra i corridoi del municipio, lo dicono tutti – in qualità di presidente della commissione sicurezza, bilancio e affari generali, non ha scritto una sola riga sul bilancio dell’anno passato, ha svolto due sole commissioni – analizzando peraltro lo stesso documento – sullo spinoso caso di via Gradoli, Pirzio Biroli, largo Sperlonga ecc. mentre ha trovato il modo di dedicare ben due sedute alla risoluzione in argomento, ovviamente per esprimere un parere contrario.

    Le ho perse perchè la risoluzione in questione l’ho redatta io e questo è uno dei principali motivi per i quali è stata bocciata.

    Le ho perse perchè il cons. Calendino – che avrebbe certamente votato contro – si erge a difensore di uno dei presidenti del municipio invece di informarsi – era appena entrato – sul motivo per il quale la discussione fosse così animata.

    Le ho perse infine perchè una opportunità, sia in termini di qualificazione del personale del municipio roma XX, sia in termini di creazione di un punto di ascolto per i dipendenti tutti non potrà essere realizzato per l’acredine, tutta personale, del rassetto di Labaro e Prima Porta – ancora per poco – e di quel drappello di devoti seguaci che non esito un istante a definire nuovamente e pubblicamente “lecchini” e che ora prego di denunciarmi così appureremo, davanti ad un giudice, quale sia la valenza lessicale del termine “lecchini” e quanto loro si addice.

    Consigliere Andrea Antonini

    Nota della Redazione: nel rispetto delle regole di correttezza comportamentale di VCB che escludono la pubblicazione di testi contenenti parole volgari e/o offensive, abbiamo volutamente inserito il termine “lecchini” (di uso comune nel linguaggio parlato) al posto di un altro molto più forte usato dal consigliere Antonini informandolo preventivamente della modifica effettuata al testo originario del suo commento, ferma restando la sua consapevole responsabilità in merito alle affermazioni da lui fatte.

  9. Molto interessante. E non lo dico con ironia, questa vicenda fa capire molte cose…

    Uso invece un po’ di ironia per ricordare alla gentile Flavia che gli ordini sono cambiati! Non c’è stato nessun caos nella presentazione delle liste, nessuna colpa è adducibile ai rappresentanti del PdL e qualsiasi dichiarazione precedente fatta dagli stessi è da considerarsi male interpretata. Ora la linea è che c’erano 1 milione di radicali sdraiati a terra che hanno impedito ai gloriosi rappresentanti di portare le liste nelle mani dei giudici comunisti. Chiaro?

  10. …..Solo per il Cons. Calendino…. altro aforisma utile……….
    “La coerenza è comportarsi come si è…e non come si è deciso di essere”
    Così l’avevo conosciuta appena un anno fa a Grottarossa,,,,,, Una persona che avevo apprezzato e considerato COERENTE con delle IDEE (per non dire IDEALI)….
    La prego rifletta ……

  11. Io sono rimasto coerente, con me stesso, con i miei ideali e con il partito a cui appartengo ( POPOLO DELLA LIBERTA’ ). Mi batto ogni giorno per migliorare il quartiere in cui vivo e per dare risposte ai cittadini. Mantengo un comportamento consono con il ruolo che rivesto, quantomeno durante le sedute di consiglio. Rispetto le idee degli altri e non aggredisco chi non la pensa come me. Accetto le regole della democrazia e denuncio le violazioni del regolamento municipale, specie quando vengono compiute da chi dovrebbe esserne il garante . A chi pensa che tutto questo significa essere lecchino rispondo ME NE FREGO! Alle chiacchiere dei Grilli Parlanti io preferisco i fatti:
    1) Marciapiedi nuovi a Grottarossa;
    2) Rifacimento manto stradale di Via Montefiascone, Via Collegiove, Via Moro Reatino;
    3) Sistemazioni giochi nel Parco della Pace,;
    4)Centri Ricreativi estivi a Grottarossa e non solo;
    5) Illuminazione sottopasso Tomba di Nerone;
    6) Riqualificazione Area Monumentale Tomba di Nerone;
    7) Sistemazione Giardino Caduti sul Fronte Russo;
    8 Illuminazione Via Due Ponti;
    9) Apertura Strada Ospedale Sant’Andrea;
    10) Trasferimento sede Municipale;
    ecc.ecc.ecc.
    Tenetevi pure i Grilli Parlanti, la mia coscienza è pulita tanto quanto la mia fedina penale. Onore a GIacomini, Onore a BERLUSCONI.

    La mia coscienza è pulita tanto quanto la mia fedina penale.

  12. Tu non sei rimasto coerente con nessuno …sei un consigliere del xx Municipio non di Grottarossa…perchè i gettoni che prendi dal xx Municipio fatteli dare dagli abitanti di Grottarossa …non dal Municipio….

  13. “Platone affermava che i governanti dovevano lavorare esclusivamente per il bene comune e per me, la politica deve essere lo strumento per migliorare i servizi, renderli efficienti e dignitosi”
    Chi lo dice ? Il presidente Giacomini. Mi sono imbatttuta per caso in questa roboante dichiarazione presente sul sito del municipio.
    Beh non c’è che dire, facendo negare ai cittadini lo sporltello anti mobbing ha proprio migliorato i servizi !

  14. @ Cons. Calendino …”Onore a GIacomini, Onore a BERLUSCONI..”
    Tanto, tanto, tanto tempo fa…. l’Onore (quello con la O maiuscola..) era per gli Eroi (quelli con la E maiuscola…)….
    Penso a Leonida alle Termopili,….ad Alessandro Magno, penso a Giulio Cesare….ai Cavalieri Templari e a Carlo Magno, penso a Cavallo Pazzo e a Geronimo…, penso ai caduti di Caporetto, della Campagna di Russia e di El Alamein…. (ricorda…??)
    ma, scusi la franchezza,….”Onore a Giacomini”…… MAH….!!!!!

  15. Caro Cons. Calendino, sacrosanta e scontata verità, noi cittadini preferiamo i fatti alle parole…ma è anche vero che sembra che ogni proposta che viene presentata da chi è fuori dall’entourage giacominiano venga di fatto bocciata, archiviata ed ostacolata in mille modi e maniere….sa, soli, anche con il coltello tra i denti, è difficile riuscire a portare a termine progetti e proposte, e forse, l’eccessivo atteggiamento dell’Antonini, tuttavia da non giustificare, nasce proprio da questo.
    Leggendo poi il suo decalogo della cose fatte, al punto 5) si legge : Illuminazione sottopasso Tomba di Nerone”. A tutti noi è noto il triste degrado di quel sottopasso, ma ricordo come fosse oggi, che il primo volantinaggio e le prime battaglie volte a denunciare tale situazione , immediatamente dopo le elezioni del 2008, sono state fatte proprio dall’Antonini… e questo, chi per anni non ha potuto utilizzare quel passaggio, lo sa.

  16. Caro Calendini, mi permetta di chiudere la polemica con un aforisma…. “Una volta nel gregge è inutile che abbai: scodinzola…” Un caro saluto, Angela

  17. Vi chiedo di aiutarmi a diffondere la sotto riportata proposta di legge, scritta da vittime di mobbing con esperienze pluriennali, insoddisfatte dei disegni di legge, comunque, giacenti in Parlamento. Vogliamo rompere il muro del silenzio eretto dal Potere sull’ argomento MOBBING, sperando che qualche politico trasformi in disegno di legge tale documento, avendo la “forza” necessaria per farlo approvare dagli Organi competenti..

    PROPOSTA DI LEGGE SUL MOBBING

    – Definizione: Per mobbing si intende una tortura psicologica ed emotiva, che si manifesta attraverso sistematici e reiterati comportamenti ostili, protratti nel tempo, suscettibili di ledere i diritti, la dignità o l’integrità psicologica del lavoratore, tali da compromettere il suo impiego o il suo avvenire professionale e che hanno per effetto un degrado delle condizioni di lavoro.
    A mero titolo esemplificativo e non esaustivo, sono da considerare comportamenti ostili nei confronti del lavoratore:
    a) comportamenti che risultano essere offensivi, abusivi, maliziosi, insultanti o intimidatori;
    b)critiche ingiustificate;
    c) applicazione di sanzioni prive di giustificazione oggettiva;
    d)cambiamenti peggiorativi delle mansioni o delle responsabilità del lavoratore senza ragionevole giustificazione;
    e) continui trasferimenti in altri uffici o in altre sedi;
    f) eccessivi o ridotti o inesistenti carichi di lavoro;
    g) mancate gratificazioni immotivate;
    h) isolamento fisico o emarginazione sociale;
    i) mancate risposte a formali richieste;
    l) disuguaglianze immotivate di trattamento economico o di condizioni lavorative.

    – Obblighi del datore di lavoro: Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire ai lavoratori un ambiente di lavoro che tuteli la salute, intesa come stato completo di benessere fisico, mentale e sociale e di vigilare affinchè nell’azienda non vengano adottati comportamenti suscettibili di intaccare l’integrità fisica o l’equilibrio psicologico del lavoratore.
    Il datore di lavoro ha l’obbligo di includere nel contratto di assunzione le misure di controllo interno che vengono adottate nell’azienda per prevenire ogni forma di “mobbing”, nonché una clausola che preveda precise sanzioni disciplinari a carico del dipendente, qualora fossero accertate molestie psicologiche nei confronti dei colleghi e non fosse coltivato un clima di collaborazione lavorativa.
    Dovrà essere sancito, altresì, che nessun lavoratore potrà essere sanzionato, licenziato o essere oggetto di misure discriminatorie, dirette o indirette, in particolare modo in materia di remunerazione, di formazione, di qualificazione, di promozione professionale, di mutamento o rinnovazione del contratto, per aver testimoniato su comportamenti ostili all’interno dell’azienda o per averli riferiti.
    Il responsabile dell’organizzazione del personale dell’azienda ha l’obbligo di tenere colloqui trimestrali con i dipendenti e di presentare annualmente al datore di lavoro una relazione, in cui riferisce sul grado di soddisfazione del clima lavorativo interno all’azienda, suggerendo, eventualmente, nuove misure da adottare per prevenire o rimediare disagi lavorativi lamentati.

    – Procedura di conciliazione interna: Il dipendente che ritenga di subire mobbing, prima di adire l’Autorità Giudiziaria competente, se lo riterrà opportuno, potrà inoltrare al datore di lavoro – con l’assistenza e per il tramite del Sindacato- una relazione nella quale esporrà i fatti lamentati, indicando circostanze, date di accadimento dei fatti e nomi dei soggetti coinvolti.
    A seguito di tale denuncia, il datore di lavoro procederà all’effettuazione di un’inchiesta all’interno dell’azienda, al fine di accertare, entro il termine massimo di un mese, la fondatezza delle accuse esposte dal lavoratore. Accertati i fatti, scatteranno a danno degli eventuali colpevoli le sanzioni previste nel contratto di assunzione, tra cui il trasferimento immediato del mobber ad altro ufficio e dovranno essere ripristinate condizioni lavorative soddisfacenti per il lavoratore.

    – Magistratura competente: Le cause di mobbing saranno istruite da un collegio di Giudici costituito da n. 3 Magistrati Ordinari e Penali, patrocinanti in Cassazione, con comprovata conoscenza o esperienza in tale tematica, che dovranno, immediatamente, adottare tutti gli strumenti di indagine ritenuti opportuni per l’accertamento delle varie responsabilità. Prima di decidere se i fatti accertati integrano una condotta di mobbing, il Collegio Giudicante dovrà avvalersi di una consulenza di psicologi specializzati in tale tematica. Per la valutazione del danno esistenziale, i giudici dovranno riferirsi alle considerazioni che una persona di normale razionalità, trovandosi nella medesima situazione della vittima, potrebbe fare.

    – Procedura giudiziaria d’urgenza per i casi di mobbing: Le cause di mobbing devono essere giudicate, con procedura d’urgenza, entro il termine massimo di 1 anno. Per il mancato rispetto di tale termine, dovrà essere applicata una sanzione disciplinare da parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Le sentenze di mobbing sono inappellabili. A far data dal ricorso all’Autorità Giudiziaria competente, al lavoratore spetta uno stato di aspettativa retribuita. Nell’ipotesi di rigetto del ricorso, le retribuzioni percepite durante tale periodo, saranno restituite all’azienda, che potrà, eventualmente rivalersi sul TFR del lavoratore.

    – Onere della prova. Allorquando il lavoratore abbia denunciato elementi sufficienti per lasciar presumere l’esistenza di una condotta da qualificare “mobbing” ai suoi danni, spetta al datore di lavoro l’onere di provare l’inesistenza dei fatti denunciati o la legittimità dei comportamenti adottati e l’adeguatezza delle misure di prevenzione e/o repressione adottate. Nelle cause di mobbing, le parti in causa non potranno usufruire del patrocinio gratuito dell’Avvocatura di Stato.

    – Sanzioni per il datore di lavoro: In caso di condanna per mobbing, sarà applicata una sanzione penale non inferiore a 4 anni di reclusione, nonché una sanzione pecuniaria da stabilire in via equitativa, in relazione alla durata del mobbing, a titolo di risarcimento del danno esistenziale provocato. Tale condanna sarà applicata a tutti coloro ritenuti responsabili dei comportamenti ostili integranti il mobbing accertato, che dovranno essere, contestualmente, licenziati. Nel caso in cui il convenuto fosse un soggetto pubblico o avente personalità giuridica, questi avrà l’obbligo di rivalersi per il danno patrimoniale subito, su tutte le persone fisiche condannate penalmente, aggredendo, eventualmente, il TFR. Copia di tale sentenza, con nomi e cognomi dei soggetti condannati, dovrà essere pubblicizzata tramite giornali e televisione, nonché sulle bacheche del posto di lavoro, in modo da essere di esempio per eventuali imitatori o seguaci dei mobber. Alla condanna si aggiunge la sottoposizione dell’azienda ad un regime di controlli predisposto dalla Polizia Giudiziaria e l’intimazione alla cessazione di ogni attività vessatoria ai danni della vittima, con l’avvertimento che, in caso di ulteriori episodi di molestia, la condanna verrà aumentata.

    – Procedura per il ripristino di condizioni lavorative, ambientali, ed esistenziali soddisfacenti per il lavoratore. In caso di accoglimento del ricorso sono nulle le modifiche contrattuali peggiorative delle condizioni lavorative del dipendente (mansioni, rimunerazione, assegnazione, destinazione, trasferimenti), eventuali rotture del rapporto di lavoro (dimissioni o licenziamenti), tutte le sanzioni disciplinari ricollegabili al mobbing accertato. Dovrà essere ricostruita la carriera professionale, assicurata una formazione o una riqualificazione professionale e dovranno essere riconosciuti al lavoratore tutte quelle prerogative di cui avrebbe beneficiato se non fosse stato sottoposto a mobbing. La magistratura giudicante dovrà anche incaricare uno psicologo specializzato nelle tematiche di mobbing, appoggiato ad una U.S.L. ubicata nel territorio di residenza del lavoratore, che avrà l’onere di assistere la vittima di mobbing, per tutto il tempo ritenuto necessario a sanare i danni morali, psichici ed esistenziali subiti.

    – Procedimenti giudiziari beneficiari delle nuove norme. Le norme vanno applicate a tutti i procedimenti giudiziari in corso alla data di entrata in vigore della legge

  18. Salve la penso anch’io cosi visto che sono una persona mobizzata dal mio direttore e infatti ho fatto causa all’azienda per cui lavoro dopo aver tentato in molti modi, ma veramente tanti di far sapere anche agli alti vertici la mia situazione con questa persona. Risultato nessuno se ne e’ interessato, quindi, ben venga che il governo prenda seri provvedimenti, io mi sono ammalata per questa condizione sono dovuta ricorrere agli antidepressivi e ansiolitici, e non solo la mia famiglia ed il mio compagno che ovviamente vivono accanto a me non ce la fanno piu’ a vedermi ridotta cosi e a parlare sempre delle stesse cose e addirittura ad aver paura a rientrare dalla malattia in ufficio per non subire altri attacchi da parte di questa persona.CERCHIAMO DI LOTTARE INSIEME PER EVITARE CHE GLI ABUSI DI POTERE DATI A CERTE PERSONE POSSANO CONTINUARE A FAR DEL MALE A PERSONE CHE DESIDERANO SOLO LAVORARE SERENAMENTE!!!!! GRAZIE

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