Home ARTE E CULTURA Cassia Antica – alla galleria Artemare «foulards d’amare»

Cassia Antica – alla galleria Artemare «foulards d’amare»

invito-mostra-foulards.jpgSi inaugura venerdi’ 12 marzo 2010 dalle ore 17.00 alla galleria Artemare di Roma, in via dell’Acqua Traversa 247, una traversa di via Cassia Antica poche centinaia di metri dopo Piazza Giochi Delfici, la mostra “Foulards d’amare – quadri con foulards d’autore di navi e barche” che vede in esposizione opere di seta delle piu’ famose maison di moda come Gucci, Ferragamo, Hermes, Valentino, Louis Vuitton che nel tempo hanno realizzato questi accessori con soggetti di autori noti dedicati a unita’ navali famose, a manifestazioni nautiche internazionali, alla marina militare e ai piu’ importanti yacht clubs.

Durante la serata dell’inaugurazione e nei giorni successivi all’esposizione verranno mostrati 16 modi di indossare foulards d’estate.La mostra e’ visitabile fino a sabato 10 aprile 2010, tutti i giorni tranne la domenica con orario 10 – 13 e 16 – 19.30, entrata libera.

 Scheda della mostra

La mostra ” Foulards d’amare – quadri con foulards d’autore di navi e barche ” vede in esposizione opere di seta incorniciate delle piu’ famose maison di moda, Gucci, Ferragamo, Hermes, Valentino Louis Vuitton che hanno nel tempo realizzato questi accessori con soggetti di autori noti dedicati a unita’ navali famose, a manifestazioni nautiche internazionali, alla marina militare e ai piu’ importanti yacht clubs.
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Negli anni sessanta Audrey Hepburn portava il foulard annodato sotto al mento e spesso abbinato ad un paio di occhiali scuri, Jacqueline Kennedy in barca e Catherine Deneuve e Grace Kelly non ci rinunciavano mai facendone una vera e propria divisa. L’abitudine di portarlo sulla testa era anche di Sofia Loren. Forte di questo fascino retrò il foulard si ripresenta in questi ultimi anni sia sulle passerelle della moda, interprete privilegiato di un’eleganza senza tempo, sia incorniciato come quadro da collezione per abbellire ambienti di uffici, case e barche.
I foulards a soggetto navale sanno di sole e di avventura e possono essere raccolti in collezione da chi è appassionato di cose di mare. Ognuno racconta una storia affascinante con disegni che rappresentano l’ indubbia bellezza di vele, polene, fanali, ancore e ancora bozzelli, nodi, bandiere di segnalazione, rose dei venti e tanti altri soggetti legati al mare e al mondo navale, arricchiti spesso dalla presenza dell’acqua, che evocare proprio la magia dell’andar per mare.

La sua storia
Le origini del foulard si perdono nella notte dei tempi: accessorio antichissimo visto che appare in Oriente, già in sculture cinesi della dinastia Chu mille anni prima di cristo mentre sono le statue di terracotta dell’esercito dell’imperatore Qin Shihuang a ricordarci come già nel III secolo a.C. la loro divisa comprendesse una specie di sciarpa morbida e spessa, di cui talvolta si indovinavano i vivaci colori. A Occidente è la Colonna Traiana del II secolo d.C. a raccontarci di come i soldati romani si proteggessero la gola dalle intemperie mediante il “focale” una striscia di tessuto fermata da passanti; indumento che però, soldati a parte, era considerato femminile. I romani portavano anche il sudarium infilato alla cintura per detergersi il viso e il collo e l’ orarium legato al polso sinistro per manifestare tripudio al Circo Massimo, per applaudire i campioni o per sottolineare i passaggi migliori dell’arte oratoria. I più bei foulards che oggi diremmo di lusso, venivano importati dalla Spagna, secondo quanto ci tramanda Catullo. Forse da questo momento le strade di quelli che diventeranno uno foulard e l’altro cravatta si dividono, e da semplice protezione passeranno ad essere indicatori di un determinato status sociale e addirittura elementi indispensabili nelle funzioni religiose.
Già nel Quattrocento le donne sposate erano solite ricoprirsi il capo con un semplice telo quadrato, soprattutto nei riti religiosi. Il velo ha sempre avuto grande importanza, fino a pochi anni fa era impensabile che le donne partecipassero ad una messa senza velo, e anche se oggi nel mondo occidentale non esiste più quest’ obbligo, e’ ancora diffuso l’uso. Il velo piu’ significativo e’ quello da sposa.
Nel rinascimento, i fazzoletti erano molto in voga. Alle donne piacquero molto i fazzoletti da testa: alle popolane dell’Europa meridionale, della Russia della Cina, dell’India. Li sfoggiavano nei campi per raccogliere la capigliatura, per vezzo (il foulard trionfa nei costumi tradizionali) e certo, per ripararsi. Ben presto se ne produssero di raffinati decorati con filo d’oro e la bellezza delle donne che lo indossavano veniva esaltata anziché occultata. Con lo stesso scopo il fazzoletto da testa si mise anche al collo, si chiamo’ “fisciù” e servi’ alle signore per velare una scollatura troppo sfacciata.
Furono i mercenari croati nel 1660, con i loro servigi a Luigi XIV a portare in Francia il loro segno di distinzione intorno al collo, una striscia di stoffa più o meno preziosa a seconda del grado nell’esercito, cravatta sara’ il suo nome definitivo.
Secondo alcuni studiosi del costume, il foulard per eccellenza trae d ispirazione dal foulard indossato dai soldati di Napoleone. Un accessorio maschile che comunque fa impazzire le suffragette dei primi decenni del secolo.
Ma la vera patria del foulard (dal provenzale “foulat”, riquadro di stoffa) come lo intendiamo oggi nasce nel 1937 , a Lione, grazie al genio di due produttori di sellerie e di accessori per l’equitazione , Emile Hermès e Robert Dumas. Il prodotto non era all’altezza delle aspettative qualitative dei due soci, che vennero tuttavia interrotti nella loro ricerca dalla guerra. E’ con il dopoguerra, nel 1948 che Hermès inizierà a produrre gli esclusivi “carré”. Il foulard diventa voce importante anche nel prestigio delle griffe più affermate: in Francia le celebri Dior, Saint-Laurent, Chanel, Givenchy e Louis Vuitton. In Italia nomi antesignani del foulard d’autore sono stati Gucci, Ferragamo, Valentino e Roberta di Camerino seguiti poi da tutti gli stilisti d’alta moda pronta, da Mila Schon ad Armani, a Ferrè.

Come si realizza un foulard
Il foulard è realizzato in vari materiali, seta, cotone o lana. L’attenzione ai particolari è necessaria. Per disegnare un foulard i laboratori ci mettono fino a 600 ore, lo stesso per la scelta di colori e per la preparazione della stampa. Gli artigiani foto incisori impiegano fino a un mese per realizzare un disegno. Occorrono da sei mesi ad un anno per preparare un foulard, periodo che può arrivare anche ai due anni per quelli con disegni particolarmente complessi.
Le misure di un foulard possono essere diverse: si va dallo scialle 140 x 140 cm al carré classico Hermés 90 x 90 cm ai tagli più diffusi 100 x 100 cm e 70 x 70 cm, fino alla taglia gavroche 45 x 45 cm.
In Italia sono realizzati per la maggior parte a Como da laboratori che producono anche in proprio su stilismo interno, esemplari ammirati per le loro stampe ricchissime ottenute con lungo procedimento in stadi successivi, tanti quanti sono i colori prescelti

16 modi di indossare foulards d’estate.
Senza mai essere davvero passato di moda, il foulard è tornato d’attualità per l’estate. Complici le relative passerelle di stilisti e maison che lo hanno proposto in questi ultimi anni in tanti modi diversi, e soprattutto non semplicemente annodato al collo, ma allacciato sotto il mento o a coprire la testa. La riscoperta dell’accessorio ha dato il via a differenti maniere di interpretarlo e utilizzarlo.
Abbiamo visto così foulard circondare la fronte a mo’ di bandana, trasformati in sensuali top, stretti in vita alla stregua di cinture, legati al polso, tra i capelli come fermagli, arrotolati così da sostituire la collana, ed ancora sulle borse come elemento decorativo. Fermamente annodato sotto il collo o in testa risponde assai meglio del volatile cappello, ad ogni esigenza della vita all’aria aperta e dello sport. L’unica regola da rispettare è che sia visibile per un’eleganza senza tempo che dia un tocco di personalità, piace per questo alle dive! Durante la serata dell’inaugurazione e nei giorni successivi all’esposizione verranno mostrati 16 modi di indossare i foulards d’estate.
Sono veramente pochi i capi d’abbigliamento allo stesso tempo così necessari e così superflui, obbligatori o assolutamente facoltativi, nella nostra società, che segnano la personalità di chi li indossa. Il foulard e’ altresì sinonimo di lusso perché è molto di più di un quadrato di seta, e’ un’icona, un gioiello, che si tramanda di madre in figlia, non passa mai di moda anzi come succede alle cose davvero preziose, diventa più bello e col passare del tempo arriva ad essere incorniciato come una vera e opera d’arte.
Come ammiriamo i dipinti li più volte e con piacere, anche i foulard incorniciati non finiscono mai di incantarci e di raccontare la loro storia e noi affascinati continuiamo a leggerla.

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