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Vigna Clara – la notte all’adiaccio alla scuola elementare Zandonai era proprio necessaria?

Anche quest’anno l’iscrizione alla prima elementare per il prossimo anno scolastico per alcuni ha rappresentato un’impresa quasi epica: ci riferiamo all’increscioso fenomeno, di cui abbiamo scritto, della notte passata all’adiaccio in Via Zandonai da un nutrito numero di persone al fine di riuscire a iscrivere i propri pargoli a una delle scuole del 53mo Circolo Didattico Raffaele Merelli di Roma.

Tra le “vittime” anche un nome eccellente: il critico musicale, nonché frequente protagonista delle nostre pagine, Gino Castaldo, che ha raccontato sulla cronaca romana de “La Repubblica” la sua non proprio esaltante esperienza.

In seguito a questi fatti, abbiamo contattato il Prof. Antonucci, dirigente scolastico del Circolo Merelli, per un ragguaglio su quale sia oggi la situazione delle iscrizioni. Ci è stato risposto che tutte le domande presentate fino ad oggi (n.d.r.: mercoledì 3 febbraio) sono state accolte esaudendo i desirata dei richiedenti in merito alle indicazioni sia del plesso che della tipologia d’orario prescelti e che, mentre risultano esauriti i posti per il tempo pieno alla Zandonai, c’è ancora disponibilità sia per le 27 ore a Zandonai e Mengotti che per il tempo pieno a Malvano e Ferrante Aporti. Ma se i posti c’erano cosa ha spinto tutte quelle persone a mettersi in coda già dalla mattina del giorno precedente?

Abbiamo chiesto lumi a Daniela Sacconi, rappresentante dei genitori all’interno del Consiglio d’Istituto del 53° Circolo Didattico, per capire l’esatta portata del fenomeno.

È normale che per iscrivere i figli alla scuola dell’obbligo sia necessario accamparsi davanti la scuola?No, certo che non è normale, ma dire questo non ci aiuta a capire quali siano le cause di questi avvenimenti; cause che sono molteplici e complesse. Il dato nuovo di quest’anno è che a fare la nottata sono stati i genitori dei bambini che frequentano le scuole materne del circolo, ovvero coloro che avevano accesso alle iscrizioni sin dal primo giorno di apertura delle stesse; questo fatto era accaduto solo l’anno scorso ma a fronte di due singolarità: i dubbi e le incertezze dovute all’entrata in vigore della Riforma Gelmini e soprattutto il fatto che alla Zandonai veniva formata una sola classe a tempo pieno anziché le solite due. Temo che la cosa sia da attribuirsi ad una sorta di psicosi, autoalimentatasi tra i genitori stessi con telefonate e messaggi. Sintomo di questa psicosi è che, come si può vedere anche nella foto degli elenchi da voi pubblicata, tra chi ha fatto la nottata figura anche chi ha richiesto le 27 ore o le sedi di Mengotti e Ferrante Aporti per le quali ci sono ancora molti posti liberi.

Cosa genera questa psicosi? Sicuramente c’è chi ha un’oggettiva necessità di iscrivere il figlio al tempo pieno alla Zandonai (ad esempio chi ha già un figlio in tale plesso con tale orario), ma queste casistiche non sono numericamente sufficienti a spiegare quanto successo. Purtroppo non è possibile nascondersi più di tanto dietro a un dito: la causa più probabile è il “terrore” di non rientrare nei posti disponibili alla Zandonai ed essere trasferiti di conseguenza alla Malvano dove c’è una forte presenza di studenti rom ed extracomunitari; non posso esserne certa al 100%, ma sta di fatto che nessuno vuole andare in quella sede. Basti pensare al fatto che l’anno scorso, con tutti i problemi di cui ho detto sopra, alla Malvano è stata cancellata una prima classe a tempo pieno per mancanza di iscritti.

 Ma chi ha già un figlio iscritto nella scuola non ha il diritto di iscrivere il secondo nella stessa scuola e con lo stesso orario? Assolutamente no.

I problemi di integrazione della scuola Malvano non nascono certo oggi, se ne parlò anche al termine dell’assemblea sulla questione del cortile e già allora furono presentati come un qualcosa che si trascinava da lungo tempo; in quell’occasione il Dirigente Scolastico sostenne che le sue possibilità di intervento, all’interno del quadro normativo vigente, sono molto limitate; tu, come rappresentante del Consiglio d’Istituto,  hai qualche proposta sia per evitare in futuro che i genitori si accampino davanti la scuola sia per la “questione” Malvano? Purtroppo non penso che esista una sorta di bacchetta magica che possa risolvere facilmente questi problemi, le cui cause sono più nella nostra testa che nella realtà pratica. Non posso che confermare quanto affermato dal Prof. Antonucci: i nostri margini di intervento sono veramente molto limitati e per di più si tratta di un terreno minatissimo, sul quale come ti muovi, ti muovi male; temo veramente che, almeno per il momento, non se ne esca.
Per la questione Malvano, vediamo se succede qualcosa con l’introduzione del tetto al numero di stranieri per classe, norma appena introdotta, che, se applicata, sicuramente smuoverà profondamente tale situazione.
Sulle iscrizioni penso sia comunque utile dare qualche informazione ai lettori:
1. Il numero di classi nuove formate è ovvimente legato al numero di aule disponibili;
2. La possibilità di istituire una classe a tempo pieno dipende dal numero di docenti che vengono assegnati al circolo dal ministero (notare che, in seguito alla riforma Gelmini, il numero dei docenti afferenti al  53° Circolo Didattico Raffaele Merelli è sceso da 72 a 68);
3. Le graduatorie vengono formate, così come stabilito dalla normativa, sulla base del solo ordine cronologico di presentazione della domanda.

↓seppe Guernica Reitano 

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5 COMMENTI

  1. Si ma mi spiegate come mai ogni scuola si fa le sue regole? nella scuola dove andrà mio figlio (via Silla, sulla Cassia) in prima elementare ad esempio la graduatoria del tempo pieno viene fatta con criteri che per primo mettono la distanza dalla scuola e per secondo i genitori che lavorano…….mi sembrano + validi del chi prima arriva meglio alloggia!
    Questo per non parlare comunque del fatto che è assurdo in un paese dove sempre più i genitori lavorano entrambi per avere il tempo pieno bisogna fare una graduatoria!!! terzo mondo davvero!!

  2. C’è stata psicosi? E’ evidente!
    E’ generata dal terrore di non iscrivere i propri figli alla Zandonai? E’ altrettanto evidente. Meno evidenti sono le motivazioni, perché ognuno ha la sua: vicinanza alla propria abitazione, a quella dei nonni, al posto di lavoro, snobismo (come dice qualcuno), ecc.

    Farei invece una considerazione. Le persone (generalmente) non sono matte e la psicosi non nasce dal nulla. Si basa sull’incertezza rispetto al futuro e sull’esperienze negative, dirette o indirette, del passato. Sarà anche vero che poi in alcuni casi (non direi in questo) tali paure si rivelino ingiustificate. Ma già il solo presentarsi del fenomeno indica che “il sistema” non funziona. Se il sistema funzionasse (come in tanti altri posti civili), le Istituzioni andrebbero incontro alle esigenze dei cittadini, si adeguerebbe l’offerta alla domanda, ci sarebbe posto per tutti (tranne casi eccezionali) e non si genererebbe nessuna psicosi. Quindi, più che far passare i cittadini/genitori per gente agitata, esageratamente apprensiva e leggermente psicopatica, sarebbe opportuno indagare sulle cause reali che generano la psicosi.

  3. Detto che concordo con quanto scritto da Paolo e da Luisa Antonelli; in merito al commento di quest’ultima mi sembra utile dire che se da un lato nessuno vieta alle scuole di stilare graduatorie nel modo che a loro pare più consono, solo che se i criteri utilizzati non sono supportati dalla legge, sarebbero facilmente soggetti a ricorsi da parte dei genitori che non hanno ricevuto la sede preferita e, dato che nel nostro caso nessuno vuole andare a malvano, la pioggia di ricorsi sarebbe stata una certezza.

  4. Grazie al cielo ho i figli al liceo e ho superato questo problema.
    Ma so appunto per esperienza personale, per esserci passata, che da tempo immemore questa cosa delle file per la Zandonai e praticamente sempre esistita. Infatti la Zandonai è considerata nel quartiere da sempre la Scuola di “serie A”, dove il Direttore Antonucci investe la maggior parte delle risorse, economiche e umane (nel senso delle maestre migliori, anche se io su questo ho dei dubbi), e anche perchè è situata nella parte “nobile” del quartiere, quindi meglio frequentata.
    Seguono poi la Mengotti, la Ferrante Aporti e come se fosse collocata a mille miglia, appunto la Merelli, per la sua presenza di rom ed extracomunitari. Ma anche questa presenza è stata assolutamente voluta: è stata infatti creata la scuola “ghetto”, per non mischiare troppo i bambini delle “famiglie buone” con gli altri.
    E’ assolutamente ipocrita asserire il contrario, e che piaccia o no è questa la situazione.
    Quindi a me sinceramente fa molto ridere questa faccenda dei genitori “snob” del quartiere che fanno la fila all’addiaccio e non mi provoca molta pena dal punto di vista umano.
    Resta il fatto che come dice la Sig.ra Antonelli si dovrebbero trovare dei criteri diversi per le graduatori dei posti, in base cioè alle reali esigenze di lavoro dei genitori e della vicinanza alla scuola

  5. Innanzitutto occorre precisare che le domande per il TP alla Zandonai inizialmente non sono state tutte accolte: i primi 40 genitori in fila hanno potuto lasciare la loro domanda che immediatamente è stata verificata e accolta. Tutti gli altri – ero presente, ma lo possono testimoniare anche molti altri- dal 41 in poi, sono stati “rispediti a casa” e non è stato per loro possibile lasciare alcuna domanda.

    Pertanto un fondamento alla nostra pazzia collettiva esisteva.

    Su insistenza di tutti i presenti, poi si è riusciti a convincere il Prof. Antonucci a scriversi almeno i nomi e i numeri di tel di coloro che sono stati apostrofati “perchè non vi siete alzati prima”.

    E bontà sua ha poi accolto tutte le domande. Se però non avessimo insistito perchè si segnasse i nomi di chi “poteva alzarsi prima” – per la verità avevano fatto quasi tutti la notte – qs anno ci sarebbero stati degli esclusi.

    Per l’esattezza ogni scuola primaria si da un regolamento in cui vengono chiariti i criteri di accettazione delle domande: nel 53 circolo didattico vige il criterio temporale. Chi prima arriva…….

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