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XX Municipio: Andrea Antonini abbandona La Destra e si iscrive al Gruppo Misto

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AGGIORNAMENTO del 14 APRILE 2011: Antonini gambizzato ! leggi qui

Il Consiglio del XX Municipio si è aperto questa mattina con la dichiarazione del consigliere Andrea Antonini che ha notificato l’abbandono de La Destra ed il passaggio al Gruppo Misto. Nel silenzio dell’aula Antonini ha reso noto le motivazioni che lo hanno spinto a tale decisione, motivazioni  che qui di seguito riportiamo integralmente.

“E’ con una certa dose di imbarazzo che assumo oggi una decisione politica solo apparentemente contraria al volere dei 3.296 elettori (più di 300 quelli che hanno sostenuto il solo presidente) della lista che per quasi due anni ho rappresentato al massimo delle mie possibilità. E’ certo che tale imbarazzo tragga origine anche dalla circostanza che mi ha visto eletto – per la prima volta in una lunghissima vita di militanza – a seguito di una campagna elettorale nella quale mi presentavo al territorio come potenziale presidente, così come appare chiaro che l’imminente tornata elettorale costituisca stimolo per un atto che avrei dovuto compiere da tempo. Né vorrò spendere troppe parole per ricordare a tutti la nascita di una lista diversa da quella che oggi lascio – alle ultime elezioni romane la lista era denominata Destra/Fiamma Tricolore – e la conseguente genesi di una candidatura che, all’epoca, mi vedeva aderente al secondo partito, circostanza mutata a seguito dell’espulsione dalla Fiamma dell’unico gruppo politico dal quale mi sento rappresentato e che mi pregio di rappresentare: Casapound Italia.”

“Niente lungaggini dunque, si va diritti al sodo, con la sola speranza, non molto convinta per la verità, di trovare, un giorno, tutti coloro che dall’inizio del mandato non hanno mancato di porre l’accento sulle premesse appena svolte, schierati dalla parte “scomoda”, quella per la quale è difficile chiedere voti, al solo scopo di non dover rinunciare a nulla di ciò che si è.”

“Conclusa la parte riepilogativa, porrò agli elettori alcuni interrogativi che da tempo mi assillano. Atteso che La Destra/Fiamma si è presentata all’elettorato come alternativa alla compagine che sosteneva l’attuale Sindaco di Roma, chi ha mantenuto la promessa elettorale? Colui che tale distanza ha marcato dall’inizio del mandato, o colui che dal giorno dopo ha dato vita a prove di dialogo che giungessero nelle stanze della politica nazionale? Ed ancora. Sembra possibile che in un ambito di decentramento ben lungi da quello che servirebbe ad istituzioni di prossimità più vaste di molti capoluoghi di provincia italiani, un singolo consigliere debba vedersi privato di un riferimento in Comune – che pure ha contribuito ad eleggere – sulla scorta della presenza o meno di una tessera di partito? Procedendo. In un contesto di governo della capitale dove l’attuale Giunta sta sistematicamente disattendendo la promessa di cambiamento epocale, chi è quello che tradisce il mandato? Colui che quotidianamente ricorda agli attuali governati le promesse assunte o colui che concentra tutta la propria attività sull’opera di riposizionamento politico all’interno di questo o quel partito?”

“Solo rispondendo a queste domande potrà percepirsi il senso di una scelta che non compio a cuor leggero; non tanto per sentimento di attaccamento ad un partito del quale non sono mai stato parte integrante, convinto che la sua nascita rappresenti la personale e personalistica volontà di auto proclamarsi generale di un esercito inesistente; non tanto per gli elettori della lista, i quali hanno potuto osservare la condotta di chi ha rispettato il chiaro mandato di costituire alternativa all’attuale presidenza – anche se “reggenza” sarebbe termine più appropriato – del Municipio Roma XX.  Si tratta di scelta sofferta per la scarsa attitudine, da parte di molta informazione, ad approfondire la notizia – ammesso che di notizia si tratti -, optando spesso per la più sintetica, superficiale e meno impegnativa via della catalogazione di fenomeni eterogenei all’interno di macrocategorie.”

“Concludo la trattazione di una vicenda che attiene più al politichese che al politico, sottolineando un aspetto: l’azione da consigliere di opposizione – ruolo affidatomi dalle urne – trarrà ulteriore forza da questo passaggio, certo come sono che, se poltrone avessi cercato e non un serio tentativo di collaborazione con chi La Destra rappresenta in Campidoglio, avrei sciolto il gruppo il giorno successivo alle elezioni – come fatto dagli eletti dell’UDC – ritagliandomi un ruolo ben più importante all’interno di un partito al quale, allo stato dell’arte delineatosi in questo municipio, non posso aderire.”

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6 COMMENTI

  1. Il primo Consigliere che lascia un gruppo e che lo fa con motivazioni convincenti.

    Degli altri che hanno fatto lo stesso in questa consiliatura non vedo le motivazioni.

    Speriamo solo che non sia per avere un assessorato, cosa difficile ad oggi, o un altro incarico importante. Ma non credo che Antonini cada in queste trappole.

  2. Auguri ad Andrea affinchè continui le sue battaglie con lo stesso impegno civico e politico di sempre.

    Con stima,

    Comitato Cittadini Villaggio dei Cronisti

  3. Prescindendo dalle comprensibili ragioni personali, manifesto il mio apprezzamento e rispetto per una persona integerrima, corretta e preparata.

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