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XX Municipio – Quando geopolitica e rigidità delle regole si ritorcono sui cittadini

Un caso emblematico e non isolato. Il parere dell’assessore Marco Perina – E’ tempo di iscrizione alle scuole dell’infanzia  (leggi qui) ed a tal proposito una nostra fedele lettrice, Luisa A., ha voluto metterci a parte di un disagio che affligge da anni la sua famiglia, composta da mamma, papà e due bambini. Vivono sulla Cassia, nel consorzio della Castelluccia tra la Giustiniana e La Storta, in uno spicchio di territorio al confine fra il XX ed il XIX Municipio.

“Quando ho avuto il primo figlio ho cominciato a scoprire quanto può essere difficile avere dei bambini in questo quartiere, addirittura in questo comprensorio. Credo che la nostra sia una situazione piuttosto sfortunata e vorrei portarla alla vostra attenzione”.

Ci racconta Luisa che “Sulla Cassia, a pochissimi minuti di macchina da casa nostra, esiste l’Istituto comprensivo La Giustiniana di via Silla e quando il mio primo bambino ha avuto l’età giusta per la materna ho fatto domanda per tale scuola, che risultava comoda e della quale mi avevano parlato molto bene.” Ma quale è stata l’amara sorpresa di Luisa?

Un banalissimo confine politico costituito da una linea ferroviaria è diventato un insormontabile ostacolo. Spiega infatti Luisa: “solo allora ho scoperto che, vivendo al di qua della ferrovia, apparteniamo al 19mo municipio (però nei fatti usufruiamo di tutti i servizi del 20mo i cui uffici sono a due passi da casa mentre quelli del 19mo sono Monte Mario). In virtù di ciò avevamo meno punti in graduatoria per accedere a quella scuola: non ci venivano cioè concessi i punti del cosiddetto bacino di utenza, pur essendo quella la scuola comunale più vicina a casa. Naturalmente mio figlio non è entrato, sia nel primo che nel secondo anno di tentativi. E pensare che quando ho compilato la domanda ero convinta che il termine “bacino di utenza” fosse usato per i bambini che abitano nel raggio della scuola pur essendo di un altro municipio! Pensavo che questa regola del bacino fosse fatta proprio per aiutare quelli che, come me abitano nei pressi dell’istituto, e non per creare dei confini burocratici a dispetto delle reali necessità dei cittadini!”

Ma non finisce qui, perché anche il secondo bambino raggiunge l’età per andare alla materna e quindi Luisa ci riprova. “L’anno scorso – ci racconta – ho provato ad iscrivere il mio bambino più piccolo al nido comunale, quello nuovo, bello, alla Giustiniana, quasi di fronte alla scuola dove va suo fratello. Ovviamente questa scelta era dettata dalla comodità di poter portare entrambi a scuola con un solo viaggio, senza costringerli a svegliarsi prima per fare un giro molto più lungo. Anche in questa occasione siamo stati penalizzati: ci sono stati attribuiti 5 punti in meno di quanti ne avremmo avuti se fossimo stati residenti nel 20mo Municipio. Eppure abitiamo sul confine, solo qualche centinaio di metri lo separa dal nostro, il 19mo. E paradosso dei paradossi, la domanda di iscrizione non mi è stata accettata ma mi è stato consentito presentarla solo perchè i miei genitori vivono a piazza Giochi Delfici, cioè nel 20mo pur se ad oltre 10 km di distanza dal nido prescelto”.

E’ la ferrea logica della burocrazia e della geopolitica che ha diviso Roma in 19 feudi che non dialogano fra loro, logica dura da digerire però per  dei cittadini che chiedono solo di poter usufruire di una scuola comunale vicino casa loro. E che per riuscirvi spesso utilizzano escamotage non proprio corretti, come quello di trasferire fittiziamente la residenza del bambino a casa dei nonni. Ma non è il caso di Luisa che invece si chiede “E’ giusta una cosa del genere? Il mio bambino, per accedere al nido più comodo per lui, ha meno punti di quanti ne avrebbe uno di Vigna Clara che voglia andare allo stesso asilo!”

Ma perché tanto fervore da parte di Luisa, oltre a quello, giusto e corretto, da cittadina che si vede negato un servizio? E’ presto detto, “tutti i nidi del 19mo municipio sono molto distanti da casa nostra – spiega Luisa – tranne uno che però aveva solo una decina di posti disponibili. Inoltre – e qui torna in ballo l’ottusità della burocrazia – con le attuali regole che anziché venire incontro ai cittadini creano solo ostacoli, non è neanche possibile fare due domande in due municipi diversi, per cui si rimane nel dilemma se provare a iscrivere un bambino alla scuola più comoda, con più posti ma con meno punti o a quella più scomoda, con meno posti, ma con più punti. Paradossale”.

 Civis romanus sum. E come finirà questa storia? “In questi giorni farò nuovamente la trafila per l’iscrizione all’anno scolastico 2010-2011 con l’ansia che alla fine dovrò ripiegare su una scuola privata pagando un prezzo enorme. Sto vivendo questa situazione come una grande ingiustizia, perché prima che del 19mo o del 20mo io mi sento cittadina di Roma e come tale vorrei essere considerata dal Comune”.

Geopolitica più rigida applicazione di regole già rigide di loro portano a queste situazioni. Ne abbiamo parlato con Marco Perina, assessore alla Cultura ed alle Scuole del XX Municipio, che conferma purtroppo la severità dei criteri adottati dal Comune di Roma. L’appartenenza, in termini di residenza anagrafica, ad un Municipio privilegia l’accesso alle scuole di competenza di quel Municipio, questo è il significato di bacino di utenza.

L’assessore ha preso atto della situazione di Luisa e la ritiene emblematica e non un caso isolato. “Certo, come assessore municipale non ho il potere di cambiare le regole che sono dettate dal Comune – ha dichiarato a VignaClaraBlog.it – ma quanto meno sarà un mio cruccio sottoporre questo esempio all’attenzione di Laura Marsilio, assessore del Comune alle Scuole. Non perché poi si provveda caso per caso, non sarebbe corretto, ma perché si possa ipotizzare di inserire, nella composizione delle graduatorie, un secondo principio di bacino di utenza che tenga conto della distanza dell’abitazione del bambino dalla scuola, a prescindere dal municipio di appartenenza dell’uno e dell’altra“.
Non tutto è perduto per Luisa. (red.)

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1 commento

  1. Anche io vivo la stessa situazione.
    Tenedo presete chela scuola più vicina sarebbe comunque a non meno di 8 Km di Cassia e Trionfale (nelle ore di punta) mi chiedo e vi chiedo, e se usassimo un criterio di prossimità delle strade e non quello del municipio di appartenenza ?
    Il paradosso di questa cosa sapete quale è ?
    Che lo stesso Comunedi Roma, quando è il momento di votare, giustamente mi manda alla scuola, che è seggio elettorale, più vicina, che è nel XX Municipio 🙂

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