Home AMBIENTE Fleming – Italia Nostra: Alemanno fermi la cementificazione dell’ultima area verde

Fleming – Italia Nostra: Alemanno fermi la cementificazione dell’ultima area verde

Italia Nostra, con un comunicato odierno, torna a schierasi a fianco dei cittadini di Collina Fleming e dei residenti di via Bevagna ribadendo l’inedificabilità dell’unica area destinata a verde pubblico in un quartiere dall’elevata densità abitativa caratterizzato da una scarsissima presenza di spazi e di parchi pubblici. E’ di oggi un suo comunicato dal quale si apprende che”In questi giorni è in corso la Conferenza dei Servizi convocata dal Comune di Roma per fare realizzare la delibera comunale n.46 del 2003 che trasforma in edificabile l’ultimo lembo destinato a verde pubblico della Collina Fleming a via Bevagna. La delibera elimina sia il vincolo paesistico che non permetteva l’edificazione sia la destinazione a verde pubblico che doveva dotare il quartiere dello standard di verde di cui era privo.”

Spiega il comunicato che il tutto prende le mosse “dalla cosiddetta ‘compensazione’ di Monte Arsiccio (Municipio XIX) dove un’area di 11 ettari edificabile (di proprietà della società di un noto costruttore) essendo stata inserita all’interno del parco regionale Insugherata non può più essere edificata. Per ‘compensare’ il proprietario si trova un sistema inaccettabile. Si decide che il Comune ha bisogno di quell’area per fare un parco pubblico quando di fatto la borgata ex abusiva di Monte Arsiccio ha intorno vaste aree agricole dove l’eventuale esproprio costerebbe ben poco. Anche l’area di 11 ettari – prosegue Italia Nostra – non ha più il valore di area edificabile, ma invece il Comune riconosce al costruttore ‘un diritto ad edificare’ che in realtà giuridicamente non esiste. Nella delibera n.46 si trasferisce la cubatura, calcolata in circa 142.000 mc. in altre aree. Una di queste viene scelta a via Bevagna e un’altra a Pietralata”

“La scelta di via Bevagna ( per circa 30.000 mc.) ha subito provocato indignate reazioni da parte degli abitanti (NdR: anche su VignaClaraBlog.it, leggi qui) vista la dichiarazione del Comune che la destinazione dell’area a parco pubblico non veniva considerata né attuale né idonea quando invece era l’unica possibilità per la zona di avere un giardino. E’ ben evidente che il Comune non dovrebbe penalizzare un quartiere consolidato e costruito legalmente con la non documentata esigenza di dare un parco pubblico ad un insediamento che si è dovuto sanare perché costruito illegalmente ed inoltre tutelato e privilegiato sia dall’istituzione del parco regionale che dalle aree agricole adiacenti. Inoltre quando fu votata la delibera era ancora in atto il vincolo paesistico di inedificabilità, vincolo che il sindaco Veltroni ha poi chiesto alla Regione Lazio di cancellare”

“Viste le numerose contestazioni sugli atti i cittadini hanno inoltrato un ricorso al TAR del Lazio – conclude Italia Nostra – Il sindaco Gianni Alemanno può ancora fermare questo insano progetto viste le sue ripetute e forti critiche alle scelte urbanistiche di Veltroni per le quali ha votato contro come consigliere comunale. Deve certamente sospendere ogni ulteriore attuazione urbanistica (a cominciare da questa) facendo applicare finalmente il Regolamento della Partecipazione della delibera n.57 del 2006 che il suo assessore all’Urbanistica Corsini non sta attuando”.

Fin qui il comunicato di Italia Nostra. Immediate le reazioni di chi trova giusto l’appello al Sindaco Alemanno. Ad esempio, Ludovico Todini, Consigliere Comunale del PDL e membro della commissione ambiente, e Simone Ariola, Presidente del Consiglio del XX Municipio, hanno diramato pochi minuti fa una nota nella quale si dichiarano preoccupati, al pari di Italia Nostra, “per la possibilità che si edifichi nell’ultima area verde del quartiere Fleming nel XX Municipio. Durante gli anni passati, lo stesso Municipio ha manifestato la propria contrarietà ad una eventuale colata di cemento in un’area che, sebbene privata, ha una destinazione urbanistica a verde pubblico. Costruire al Fleming non solo evidenzia dei contrasti giuridici, ma è una scelta profondamente sbagliata presa dalla precedente amministrazione, contro la quale dobbiamo opporre il buon senso delle scelte che ricadono sui territori “

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