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Collina Fleming – Cementificata l’ultima area verde

Aggiornamento di giovedì 7 Giugno

Su richiesta del comitato aggiungiamo a questo articolo il l’APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO PIERO MARRAZZO E AL SINDACO DI ROMA WALTER VELTRONI da scaricare da questo link, stampare, far firmare da quante più persone sia possibile e restituire all’attenzione do Mario Attorre in Via Bevagna 96 – 00191 Roma Tel. 333 3613682.

Articolo originale

Ricevo e pubblico un comunicato di Ludovico Todini

Roma, 12 MAG. 2007 – “Si è svolta oggi un´assemblea pubblica a scopo informativo per ciò che riguarda la realizzazione di 25.000 mc, frutto di una compensazione edificatoria da Monte Arsiccio al Fleming, approvata dalla Giunta Comunale nel 2003, nell´ultima area verde del quartiere- dichiara il Capogruppo di AN del XX, Ludovico Todini – senza, per altro, prevedere alcuna nuova arteria per la fluidificazione del traffico veicolare “.

“Occorre rilevare – prosegue il Consigliere – che l´area in questione è privata e sulla stessa gravano vincoli di inedificabilità di natura paesaggistica ed idrogeologica stabiliti dalla Regione Lazio e una destinazione a verde pubblico di quartiere secondo le disposizioni del PRG “.

“Dal 2003 ad oggi – incalza Todini – nonostante le proteste dei cittadini ed il ricorso al Tar dagli stessi promosso, due votazioni del Consiglio del XX Municipio e l´esposizione dell´attuale Capogruppo dei Verdi alla Camera, allora Consigliere Regionale, assistiamo alla sconcertante richiesta del Campidoglio alla Regione di rivedere i vincoli insistenti sull´area di Via Città di Castello al Fleming, al fine di realizzare palazzine e far scomparire l´unica area verde di zona “.

“Con l´odierna assemblea pubblica – conclude Todini – il comitato di quartiere ha rilanciato una petizione al Sindaco ed al Presidente della Regione Lazio, sostenuta anche da noi, con la quale si tenta di scongiurare una speculazione edilizia di nessuna utilità, ma al contrario decisamente compromissoria e nefasta per la cittadinanza che non riceve alcun beneficio di utilità pubblica da questa volontà di cementificazione”.

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11 COMMENTI

  1. A chi interessa, riporto di seguito una descrizione completa, per quanto di nostra conoscenza, della vicenda.

    DAL VERDE PUBBLICO AL CEMENTO: LA VICENDA DELLA LOTTIZZAZIONE DI VIA CITTA’ DI CASTELLO SULLA COLLINA FLEMING

    Il Comune di Roma, con delibera n. 46 del 2003, ha deciso di accogliere il progetto di un noto costruttore di costruire quattro palazzine, un teatro e un parcheggio, per un totale di 39.000 metri cubi sull’ultima area destinata da sempre a Verde pubblico di Collina Fleming, attualmente di proprietà privata.

    Tale area è l’unica rimasta in un quartiere completamente edificato che non dispone neanche di un giardinetto: lo standard a verde e servizi del quartiere si aggira sui 6 mq ad abitante a fronte dei 18 previsti per legge.

    In cambio della lottizzazione sulla Collina Fleming e di altra lottizzazione a Pietralata, il costruttore cederebbe al Comune circa 11 ettari in località Monte Arsiccio, inedificabili in quanto all’interno del Parco dell’Insugherata e di nessuna utilità per i cittadini che già possono fruire di centinaia di ettari del Parco di proprietà pubblica.

    La delibera adottata dal Comune, per quanto riguarda la Collina Fleming, presenta diverse irregolarità e illegittimità.

    Innanzitutto è da rilevare che viene allegato alla delibera, convalidato dalle firme degli uffici responsabili, un Piano Regolatore “vigente” che vigente non è in quanto vi compare ancora la zona destinata a servizi pubblici, acquisita dal Comune e trasformata in un parco pubblico di 44 ettari realizzato per i Campionati del mondo del 1990, e una zona di Espansione, cancellata dalla Variante di Salvaguardia nel 1991. Ed è grave la disattenzione dell’Amministrazione su questo punto, visto che è proprio in base a quelle vecchie previsioni che l’area proposta per la compensazione può essere definita “zona di risulta in un contesto completamente urbanizzato”, come definita dalla relazione allegata quale parte integrante della delibera n°46, avendo perso il valore paesistico di costone ovvero margine sopraelevato del Tevere.

    La “svista” maggiore l’Amministrazione la compie proprio in campo “ambientale” in quanto non verifica che l’area è sottoposta a vincolo della legge 1497/39 con deliberazione della Giunta Regionale e sottoposta a Piano Territoriale Paesistico. n° 15/8 della Valle del Tevere, adottato dalla Giunta Regionale stessa, reso obbligatorio per la contemporanea presenza del vincolo ambientale.

    La destinazione di detto Piano Territoriale Paesistico per l’area in esame è quella di Tutela Paesistica per la quale “è fatto divieto di modificare il rapporto esistente tra aree libere ed aree edificate; è pertanto vietata la costruzione di nuovi edifici”.

    La variante urbanistica richiesta (da verde pubblico a zona edificabile) è in contrasto anche con i principi informatori della Variante urbanistica generale detta “Piano delle Certezze”, varata nel 1997, che stabilisce che “La classificazione di Tutela individuata dai Piani Territoriali Paesistici, ancorché solo adottati, esprimono indicazioni non eludibili”.

    Infine è da rilevare che in base alla legge regionale sui Piani Territoriali Paesistici, nel caso in cui entro il 31/12/03 non fosse adottato il Piano Territoriale Paesistico Regionale, avrebbero operato esclusivamente le norme di tutela per cui nelle aree sottoposte a vincolo, come quella di Via Città di Castello, sarebbero consentiti esclusivamente interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, risanamento, recupero statico ed igienico, restauro conservativo.

    La delibera fu immediatamente contestata dai cittadini di Collina Fleming che in pochi giorni raccolsero oltre 1300 firme in un appello al Sindaco perché bloccasse l’iniziativa. L’appello non ebbe in pratica nessun riscontro.

    Per contrastare l’ulteriore seguito della delibera e per difendere la possibilità di destinare a Parco Pubblico l’area di Città di Castello, i residenti di Collina Fleming in data 9 dicembre 2003 hanno proposto ricorso al TAR, che non si è ancora pronunciato.

    Il Consiglio Comunale, nella seduta del 13 marzo 2006, nel corso delle votazioni per il nuovo Piano Regolatore Generale ha approvato all’unanimità una Mozione che impegna la Giunta a rivedere la delibera 46 del 2003 per trovare soluzioni alternative e/o verificare la legittimità della delibera stessa.

    Poiché nessuno degli atti sopraindicati, in particolare il ricorso al TAR, ha avuto finora seguito e in presenza di documentati non corretti riscontrabili nella delibera sopra citati ( mancata indicazione dell’esistenza dei vincoli e allegazione di un piano regolatore non più vigente) è stato presentato un esposto alla magistratura per le valutazioni di competenza e per evitare, nel caso si ravvisassero estremi di reato nel comportamento dell’Amministrazione, che il reato stesso venga portato a compimento da parte del Comune e della Regione Lazio che dovrebbe sottoscrivere l’accordo di Programma per dar corso alla lottizzazione.

    Il Municipio XX in un primo tempo sulla delibera del Comune espresse parere favorevole con propria delibera n. 3 del 2003.

    Successivamente, in data 16.12.04, ha approvato la risoluzione n. 47 che esprime assoluta contrarietà al progetto e invita il Comune ad aprire una trattativa per una radicale revisione del progetto stesso.

    Nel frattempo è stata attivata al Conferenza dei servizi che si riunita due volte: il 30.5.05 e il 10.7.06.

    Nella seconda riunione il rappresentante del Dip.to VI U.O. II,, nel prendere atto che la presenza di due vincoli L. 1497/39 e PTP 15/8 Veio Cesano rendono l’area inedificabile, precisa che l’Ufficio ha chiesto per l’area una tutela di salvaguardia più consona (!) a quanto previsto dal progetto stesso.

    Nel progetto del nuovo Piano Paesistico Territoriale Regionale risulterebbe il Comune di Roma ha chiesto di togliere i vincoli di inedificabilità senza alcuna motivazione se non quella di consentire la lottizzazione.

    E’ veramente singolare che in presenza di vincoli, anziché trovare una soluzione alternativa, l’Amministrazione comunale chieda la modifica dei vincoli stessi per favorire una lottizzazione privata che nulla a che fare con gli interessi della collettività.

    Roma, maggio ’07

  2. Riporto nel seguito la notizia ANSA relativa alle affermazioni dell’assessore Morassut in merito alla vicenda della Lottizzazione Collina Fleming, a seguito di una intervista trasmessa dal terzo canale televisivo sul tema.
    Contattato dalle associazioni promotrici di un nuovo appello e contrarie alla lottizzazione, ha affermato che non avrebbe nulla altro da aggiungere e ha quindi procrastinato l’incontro.
    Ciò in palese contrasto con il “REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLA TRASFORMAZIONE URBANA” approvato dal Comune di Roma con deliberazione n.46 del 2006 il quale afferma: “per migliorare le trasformazioni urbane della città, la qualità della vita degli abitanti e produrre inclusione sociale, nonché per favorire la trasparenza, si ritiene fondamentale la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali strategici, agli
    strumenti di pianificazione urbanistica e ai progetti di trasformazione urbana;
    per processo partecipativo, si intende il coinvolgimento di tutti gli attori
    sociali, che sia pienamente inclusivo e non limitato a categorie sociali o gruppi economici e/o gruppi organizzati e associazioni e che tale processo partecipativo non deve limitarsi agli aspetti di informazione e consultazione ma ha carattere di continuità, strutturazione e non occasionalità”

    Documento: 20070512 03389 ZCZC0976/SXR R CRO S43 QBXL URBANISTICA:MORASSUT, DEL 2003 INTERVENTO SU COLLINA FLEMING (ANSA) – ROMA, 12 MAG – ”L’intervento urbanistico di Collina Fleming e’ stato adottato dal Consiglio comunale nel 2003 e rappresenta quindi una decisione assunta gia’ da molto tempo”. E’ quanto afferma l’assessore capitolino all’Urbanistica, Roberto Morassut, in merito ad un’assemblea dei cittadini svoltasi oggi sul tema. ”Siamo in attesa – aggiunge – che presto la Regione Lazio risolva gli aspetti paesistici dell’intervento, ma siamo comunque disponibili a incontrare ancora una volta le associazioni che hanno promosso l’incontro e che gia’ piu’ volte abbiamo ricevuto all’ epoca dell’ istituzione del cosiddetto ‘tavolo verde’ durante l’approvazione del Prg”. (ANSA). RED-BOR/FV 12-MAG-07 17:49 NNNN ]]>

  3. L’associazione promotrice di un nuovo appello al sindaco ed alla regione per impedire la lottizzazione ha inviato la seguenti mail agli indirizzi di tutti i consiglieri del XX Municipio presenti sul sito del Comune-area XX MUnicipio (html: Scrivi ai consiglieri).
    Speriamo che aderiscano numerosi: al momento nessuno ancora ha risposto.

    To: darioant@libero.it ; simone ariola ; avvcalendino@alice.it ; nacantia@hotmail.com ; casasantaclarissa.xxmunicipio@yahoo.it ; massimo denaro ; carolina.dinapoli@libero.it ; stefanoerbaggi@hotmail.it ; danielemassimini@libero.it ; giuseppemocci@aliceposta.it ; marco petrelli ; francescoscoppola@katamail.com ; sterpa@sterpa.it ; claudio.tinari@ambientae.com ; ltodini@libero.it ; marco_tolli@libero.it ; testarmata@tiscali.it ; luigi4@alice.it ; danieletorquati@virgilio.it ; fabio valente ; ditelavostra@lavocedelvillaggio.it
    Sent: Saturday, May 26, 2007 1:37 PM
    Subject: Parco Pubblico di Via Città di castello

    A nome dei bambini, degli anziani, delle donne e degli uomini della Collina Flemig, Vi invito a firmare l’unito appello al Presidente Marrazzo e al Sindaco Veltroni per la salvaguardia del Parco di Via Città di Castello.
    L’adesione può avvenire per e.mail in risposta alla presente indicando i dati previsti dall’Appello.
    Allego con l’occasione una relazione sulle vicende del Parco.

    Nel ringraziarVi a nome degli abitanti di Collina Fleming, resto in attesa delle Vostre adesioni e invio i migliori saluti.

  4. Segnalo due aggiornamenti:
    a) l’assessore Morassut ha accettato un incontro con il comitato dei cittadini contrario alla lottizzazione per il giorno 18 giugno;
    b) finora sono state raccolte oltre 1000 firme per l’appello al sindaco di roma e al presidente della regione lazio perché mantengano l’area a spazio verde: chi fosse interessato ad aderire all’appello può inviare una mail a mario.attorre@tin.it per ricevere il modulo per la raccolta delle firme.

  5. In data 26 maggio l’associazione promotrice dell’appello al sindaco ed alla regione per impedire la lottizzazione ha inviato una mail agli indirizzi di tutti i consiglieri del XX Municipio presenti sul sito del Comune-area XX MUnicipio per chiedere di aderire all’appello: al momento nessun consigliere ha risposto.

    Nel frattempo la Regione sta per approvare il nuovo Piano Territoriale Paesistico Regionale che prevede l’annullamento o la modifica, ovviamente in peggio, di ben 794 vincoli nel solo Comune di Roma, che sono giustificati non dal venir meno delle caratteristiche che li hanno determinati, ma soltanto dall’esigenza di consentire l’urbanizzazione di zone pregiate.
    Purtroppo il nuovo Piano prevede anche la cancellazione dei vincoli di Collina Fleming.

  6. Io sono un consigliere del Municipio Roma XX e non ho ricevuto alcuna email.
    Potreste gentilmente inviarmela insieme ad alcuni vostri contatti?
    grazie

    Stefano Erbaggi
    Cons. AN Municipio Roma XX

  7. ??? 60 FIRME SONO PIU’ PESANTI DI 1300 ???

    Il quotidiano Il Messaggero di venerdi 8 giugno dedica una intera pagina ad una petizione, firmata da 60 proponenti (però il giornale pubblica solo 40 nominativi), tra cui circa 21 imprenditori oltre ad alcune associazioni di imprenditori e professionisti, in cui si chiede al Comune di approvare definitivamente il nuovo PRG.
    Le motivazioni? Permettere finalmente alla città di svilupparsi (!!!) senza deroghe, modifiche e complicazioni.

    Il comitato dei cittadini del XX Municipio ha raccolto nel 2003 oltre 1300 firme, e altrettante ne ha raccolte recentemente, per chiedere al Comune che venga annullata la delibera, illeggittima, che sancisce la lottizzazione dell’area verde ed inedificabile di Collina Fleming.

    Nonostante diverse lettere e mail inviate al sindaco, al presidente della regione, all’assessore all’urbanistica, nonché a diversi quotidiani e settimanali, nessuno ha mai dedicato nemmeno un trafiletto a tale appello.

    Forse 21 firme di noti imprenditori e costruttori (tra qui il costruttore proponente la lottizzazione della collina fleming) “pesano” più di 1300 firme di cittadini che chiedono di mantenere il verde pubblico invece di costruire nuovo cemento e aggravare i problemi di inquinamento e traffico?

    p.s. abbiamo inviato nuovamente la mail contenente l’appello al consigliere che ne ha fatto gentilmente richiesta.

  8. Martedì 12 giugno sono state consegnate al Sindaco Veltroni e al Presidente della Regione Marrazzo le oltre 1200 firme raccolte per l’appello a favore del Parco Pubblico di Collina Fleming.
    Nel frattempo sta purtroppo andando avanti il progetto del Nuovo Piano Territoriale Paesistico Regionale, che salvo emendamenti all’ultimo momento, prevede su richiesta d’ufficio del Comune (!!!!) la cancellazione dei vincoli di inedificabilità dell’area destinata a verde di Collina Fleming.

  9. Lunedì 18 giugno c’è stato il previsto incontro con l’Assessore all’Urbanistica Morassut in merito alla questione del Parco Pubblico di Collina Fleming (zona Via Città di Castello).
    All’Assessore è stata confermata l’assoluta contrarietà degli abitanti di Collina Fleming all’edificazione dell’unica e ultima zona verde del Quartiere e gli è stata fatta presente per l’ennesima volta l’illegittimità della delibera di edificazione basata su un Piano regolatore non più in vigore (falso in atto pubblico) e sulla omissione della citazione di vincoli di inedificabilità assoluta (omissione in atti d’ufficio).
    Di fronte alla documentazione esibitagli l’Assessore si è riservato un ulteriore approfondimento. All’Assessore è stato pure contestata la mancata risposta della Giunta a un ordine del giorno firmato all’unanimità dal Consiglio Comunale che chiedeva di accertare la legittimità della delibera e in ogni caso di trovare soluzioni alternative all’edificazioni di Via Città di Castello.
    A tal proposito è stata presentata dalla Consigliera Adriana Spera un interrogazione al Sindaco e all’Assessore.

  10. Salve aurora,
    come ho detto al signor Attorre, noi come Municipio (dopo che mi ha dato tutto il materiale) abbiamo richiesto che tale proposta venga ritirata o rinviata in quanto:
    • le proposte comunali di modifica delle classificazioni per zona dei vincoli paestici, per le zone di nostra competenza territoriale e in particolare l’area destinata a verde pubblico di Via Città di Castello – zona Fleming, sono state espresse senza richiedere alcun parere consultivo al Municipio Roma XX;
    • il Municipio Roma XX, con la risoluzione n. 47 del 16/12/2004, aveva espresso assoluta contrarietà alla delibera comunale n. 46 del 2003 che accoglieva un progetto edilizio nella zona suddetta senza tener conto dei vincoli stabiliti dalla L. 1497/39 e dal PTP 15/8;
    • l’approvazione della proposta di deliberazione consiliare in oggetto comporterebbe l’abbattimento dei vincoli stabiliti dalla L. 1497/39 e dal PTP 15/8 andando a sanare appositamente una situazione di per sé irregolare;
    • l’area in questione è l’unica area destinata a verde pubblico dell’intero quartiere Fleming e da sempre la cittadinanza richiede il mantenimento di tale spazio a verde pubblico.

    Ora la Regione può tranquillamente infischiarsene anche della nostra lettera, in quel caso saremo pronti, almeno io personalemente, a scendere in piazza con voi a fermare qualsiasi tipo di lavori.
    Cordialmente,

    Stefano Erbaggi
    Cons. AN Municipio Roma XX

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